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I vaccini sono farmaci e, come i farmaci, possono creare gravi problemi

Peter Gotzsche

Estrapolo quanto segue da un interessante articolo di Nexus del 6.7.2017; oggi è  in una triste giornata: il 20.7.2017 il Senato italiano approva il Decreto vaccini obbligatori. Chi ha a cuore non solo la sicurezza dei propri figli, ma anche la conoscenza e la libertà di informazione e decisione, oltre la propaganda e suoi slogan che invadono ormai i media e le teste dei "professionisti della notizia", in queste settimane ha potuto seguire ricchi contributi di vari medici sul tema, per fare chiarezza su contenuti, sicurezza, opportunità e modalità...

Facebook è stato ed è il mezzo rivelatosi utile - con la solita dovizia di selezione e attenzione-  per documentare la resistenza anche di alcuni parlamentari fuori e dentro i Palazzi, oltre che fotografare  il "sentiment" della popolazione e coraggiose prese di posizione di medici e ricercatori.

Nonostante le piazze piene in tutta Italia, di genitori feriti, preoccupati, propositivi, di contributi di ricercatori e medici, di dati oggettivi mostrati sui piu' rischi che benefici, di questa obbligatorietà e dosi vaccinali attuali... la Glaxo ha avuto la meglio in Parlamento, ormai feudo di non eletti e teste di legno di altri interessi. Per loro siamo commodities, beni di scambio per i loro vestiti senz'anima, ma pesanti di ambizioni e avidità.
Ancora una volta difficile non scorgere profonda immaturità e ignoranza in alcuni interventi.
Ancora una volta difficile non vedere follia e menzogna  al comando. 

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Che si appartenga al fronte dei supporter o dei denigratori dei vaccini, nessuno può giustificatamente, ragionevolmente, “scientificamente” e in buona fede, negare che i vaccini siano “farmaci” (il più delle volte iniettabili!) e, come tali, presentino tutti i vantaggi, gli svantaggi e i rischi dei farmaci; ma, al contrario dei farmaci, non seguono il lungo, impegnativo e dispendioso iter di sviluppo per la verifica della loro efficacia e della loro sicurezza e, soprattutto, la loro somministrazione è sovente obbligatoria, fatto, quest’ultimo, che dovrebbe indurre tutti ad usare maggior cautela nel propagandarne e incentivarne l’impiego!

D’altra parte, se i vaccini fossero sicuri e la loro somministrazione non comportasse rischi:

• Perché mai l’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicherebbe, proprio alla sicurezza dei vaccini, un libro di oltre 200 pagine, intitolato “I basilari della sicurezza dei vaccini”? (WHO: Vaccine safety basics. 2013) (11)

• Perché gli Stati Uniti d’America si sarebbero dotati del cosiddetto “VAERS”, ossia il “Vaccine Adverse Event Reporting System”, che è un sistema di registrazione degli eventi nocivi dei vaccini, nell’ambito di un programma nazionale di sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini?

• Perché il VAERS (12) si occupa della sorveglianza sulla sicurezza “post-marketing” (ossia, la sorveglianza che si effettua dopo che il vaccino è stato immesso in commercio) ed è co-sponsorizzato, nientemeno che dai Centers for Disease Control (CDC) e dalla Food & Drug Administration (FDA)? E a proposito: abbiamo niente di simile, in Italia?

• E perché mai esisterebbe il National Vaccine Injury Compensation Program (NVICP), ovvero il programma federale che prevede risarcimenti per tutti coloro che hanno subìto danni da vaccini,13 e l’obbligo da parte di chi somministra vaccini, nel caso delle vaccinazioni pediatriche, di informare accuratamente i genitori, riguardo al rapporto rischi/benefici delle vaccinazioni?

• Come mai se su “PubMed” (motore di ricerca della US National Library of Medicine, facilmente accessibile a chiunque sia dotato di connessione internet!) digitiamo “vaccine toxicity” (14) (tossicità dei vaccini), “Vaccine adverse effects” (15) (effetti nocivi dei vaccini) o “vaccine side effects” (16) (effetti collaterali dei vaccini), otteniamo, rispettivamente, oltre 5.000, oltre 30.000 e oltre 33.000 articoli scientifici (in costante e progressivo aumento!)?  …cosa avranno mai scritto, tanti scienziati, in tante pubblicazioni, sulla tossicità dei vaccini, se i vaccini sono innocui, fanno solo bene e si possono (anzi, si devono!) assumere a cuor leggero?

drugs and money

I vaccini sono un business!

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il mercato dei vaccini ammontava all’incirca a 5 miliardi di dollari americani nel 2000 e, passato a 24 miliardi (sempre di dollari americani) nel 2013, si prevede possa (debba!) arrivare a 100 miliardi nel 2025! 17 Gli interessi economici di chi specula sulla salute non vanno certo condannati “tout court”, come non va condannato a prescindere chi è riuscito ad arricchirsi con questo business; ma qui non stiamo parlando di pochi spiccioli e, a meno che non ci si voglia illudere che dietro la produzione dei vaccini ci siano organizzazioni filantropiche o pii istituti, il cui interesse primario è la salute della gente, qualche domanda bisogna pure porsela; ad esempio:

• Come si raggiunge, il traguardo dei 100 miliardi di dollari, se non incentivando le pratiche di vaccinazione di massa, a tutti i livelli (sociale, sanitario, politico, amministrativo, ecc.), magari (perché no?) proponendo vaccinazioni “fantasiose” e di dubbia utilità?

• Incentivare le vaccinazioni è un traguardo di mercato dell’industria (che deve arrivare a 100 miliardi di dollari nel 2025!) o uno specifico obiettivo delle politiche di salute pubblica?

• C’è una vera corrispondenza tra gli interessi di chi tutela la salute pubblica e quelli di chi produce farmaci e vaccini?

La risposta all’ultima di queste domande risponde, evidentemente, anche alle altre due e una risposta chiara, dettagliata, non ambigua e definitiva, proprio a quest’ultimo quesito, la si può facilmente reperire in un documento ufficiale del Parlamento Britannico, che risale al 2004, il cui titolo è tutto un programma: “L’influenza dell’industria farmaceutica”. Il documento è reperibile in rete18 e pertanto è facilmente consultabile da chiunque abbia una conoscenza anche minima della lingua inglese. Nel “summary” di questo documento (ma consiglio, a chi ha dimestichezza con la lingua inglese, di leggerlo tutto!) si trovano frasi che rispondono in maniera chiara e circostanziata, alla domanda sulla coincidenza tra gli interessi della gente e quelli dell’industria di farmaci e vaccini; in particolare:

• “Gli interessi delle ditte farmaceutiche e quelli del pubblico, dei pazienti e del National Health System (il Sistema Sanitario Nazionale Britannico; N.d.R.), spesso si sovrappongono, ma non sono identici.”

• “Un regime di regolamentazione che garantisca che l’industria lavori per l’interesse pubblico, è essenziale.” (!) … (questo, per inciso, significa anche che un tale regime non esiste!)

• “Il Dipartimento della Salute ha, per troppo tempo, ottimisticamente ritenuto che gli interessi dell’industria e quelli della salute, fossero un solo ed unico interesse. Questo ha un riflesso nel fatto che il Dipartimento della salute sponsorizza l’industria e si prende cura della salute. Il risultato è che l’industria è stata lasciata fare i propri comodi per troppo tempo.” (!)

• “La conseguenza di questa supervisione lassista, è che l’influenza dell’industria si è espansa e sono state sviluppate numerose pratiche che vanno contro l’interesse pubblico.” (!!!)

Così, mentre un’autorevole fonte informativa (il Parlamento Britannico) conferma (se mai ve ne fosse stato bisogno!) che gli interessi dell’Industria (dedita essenzialmente al profitto) non coincidono (né mai potranno coincidere!) con quelli della gente bisognosa di cure e di chi ne assume la tutela, nella Società Civile, possiamo facilmente renderci conto di come la raccomandazione a vaccinarsi, senza “se” e senza “ma”, lasci, quanto meno, ampio spazio a dubbi, incertezze e perplessità.

Ma chi sono gli attori del business dei vaccini? I soliti "noti"!

Il business dei farmaci/vaccini è una delle attività economiche più importanti dei Paesi industrializzati. In Inghilterra, come si legge nel già citato documento del parlamento britannico, la produzione di farmaci e vaccini rappresenta la terza attività economica in ordine di importanza e, per avere un’idea anche solo approssimativa e superficiale della sua entità, basta consultare una delle tante “classifiche” disponibili in rete. Una di queste, ci dice che il primo “attore” sulla scena del business farmaceutico/vaccinico, è la famigerata Johnson & Johnson, con un fatturato che, per il 2014, vale 74,3 miliardi di dollari! Seguono: Novartis, con 57,9, Roche, con 49,86, Pfizer US, con 49,6, Sanofi, con 43,07, Merck, con 42,2, Glaxo Smith Kline, con 37,9, Astra Zeneca, con 26, Bayer, con 25,4, Gilead, con 24,47 (parliamo sempre di miliardi di dollari americani!).19 Non tutti gli “attori” di questo elenco producono vaccini. I principali produttori di vaccini, tra questi soggetti, sono: Novartis, Pfizer, Sanofi, Glaxo Smith Kline, Merck e Astra Zeneca… solo per menzionare i maggiori.

... e come operano gli attori del business dei vaccini!

L’informazione in rete lascia poco spazio a dubbi, riguardo a comportamenti e modi di operare dell’industria dei farmaci e dei vaccini. Basterebbe menzionare i recentissimi sviluppi della vicenda del “borotalco cancerogeno” del campione di incassi per il 2014: la Johnson & Johnson. (20-23)

Ma se volete saperne di più su come le multinazionali del farmaco fanno affari con farmaci e vaccini, vi consiglierei la lettura del recente libro di Peter Gøtzsche, dal titolo “Medicine letali e crimine organizzato. Come le aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario”. (24) Si tratta di un tomo di 431 pagine, con oltre 900 riferimenti alla letteratura scientifica internazionale che descrive tutti i crimini (così li definisce l’Autore!) quotidianamente commessi dalle maggiori multinazionali del farmaco (quelle che producono e vendono anche i vaccini!), per “promuovere” i loro prodotti e fare fatturato. Fatto non secondario, il libro ha ricevuto il primo premio della British Medical Association (BMA), per il 2014, nell’ambito della categoria “Basis of Medicine” (Le Basi della Medicina).

http://www.abeldanger.org/web/wp-content/uploads/2017/05/PETER-GoTZSCHE.jpg

Se il titolo di questo “trattato del crimine farmaceutico organizzato” lascia poco spazio a dubbi, la sua lettura risulta ancor più illuminante, per quanto attiene ai misfatti e alle malefatte dei produttori di farmaci e vaccini, che assumono tutte le possibili tonalità e sfumature del malaffare e della corruzione. E, d’altra parte, il titolo stesso del libro di Gøtzsche è sufficientemente descrittivo della situazione di degrado morale 25 che regna all’interno di queste “organizzazioni”, veri e propri centri di potere, in grado di controllare, manipolare e condizionare governi, istituzioni e sistemi sanitari.

Una sintesi sufficientemente descrittiva di quanto emerge da questo trattato, si può trovare nelle parole che vengono attribuite ad un ex vicepresidente della Pfizer e che Richard Smith, già editore capo del British Medical Journal, riporta nella prefazione al libro di Gøtzsche:

“Fa paura pensare a tutte le analogie che ci sono tra queste aziende e la criminalità organizzata. La criminalità organizzata guadagna oscene montagne di denaro dalle sue attività, esattamente come queste aziende. Gli effetti collaterali del crimine organizzato, sono gli omicidi e le morti di molti, esattamente come per queste aziende. La criminalità organizzata corrompe gli uomini politici e molti altri, esattamente come fanno queste stesse aziende”…

Peter C. Gøtzsche è medico e biologo e il suo lavoro è, da molti anni, quello di supervisore della ricerca sui farmaci; ma, com’è noto, la ricerca sui farmaci è da decenni saldamente nelle mani dell’industria farmaceutica e pertanto Peter Gøtzsche, oltreché persona qualificata e competente, può a ragion veduta, essere considerato un eroe. Il curriculum vitae di Gøtzsche è quello di un vero scienziato e quando parla dell’industria dei farmaci (e dei vaccini), si capisce bene che sa di cosa sta parlando e il suo libro pesa come un macigno sulla coscienza di tutti coloro che raccomandano, a cuor leggero, l’impiego dei farmaci e dei vaccini.

Leggendo il libro di Gøtzsche, alcune domande sorgono spontanee:

I. Si può davvero ritenere che l’industria farmaceutica produca farmaci e vaccini per il bene dell’Umanità, piuttosto che per generare profitti societari?

II. Che credibilità possono mai avere gli studi clinici condotti, organizzati ed interpretati dagli stessi soggetti che li finanziano?

III. A quali condizioni (se mai ve ne sono!) è possibile accettare di obbligare i nostri figli ad assumere prodotti chimici (farmaci) e biologici (vaccini), la qualità, l’efficacia e la sicurezza dei quali è (autoreferenzialmente!) “certificata” proprio da coloro che li immettono in commercio, promuovendone la diffusione e la vendita, con i metodi, più spesso illeciti, e per il fine (il profitto!) così ben descritti nel libro di Gøtzsche?

La risposta, ovviamente, è che, se quanto scritto e documentato da Gøtzsche corrisponde a verità (e i dati di cronaca e di letteratura sembrano confermarlo, in pieno!), le uniche condizioni alle quali è possibile accettare l’obbligo vaccinale, sono le seguenti:

a. i comportamenti illegali, una volta accertati, devono essere repressi con fermezza e severità (dato che non sembra emergere dall’analisi di Gøtzsche, il quale afferma che tutti i reati da lui denunciati vengono reiterati di anno in anno!)

b. la produzione di farmaci e vaccini deve essere affidata ad istituzioni senza fini di lucro, possibilmente sotto l’egida di organismi di controllo governativi.

Comportamenti delinquenziali - Le multe (o meglio, alcune di esse!)

Prima di dare un quadro generale dei comportamenti criminali di alcuni dei principali produttori di farmaci e vaccini, uno sguardo di insieme, sulla situazione, possiamo facilmente ottenerlo dando un’occhiata alla rete. Digitando “Big Pharma Criminal Fines” (Multe penali a Big Pharma), su “Google” si potrà facilmente verificare la correttezza delle affermazioni di Goetsche. La stessa “Wikipedia” ce ne dà conto, (26) in una pagina, il cui contenuto può essere così riassunto:

• 2001 – TAP Pharmaceutical Products è condannata a pagare 875 milioni di dollari per frode medica e mazzette;
• 2002 – Shering Plough è condannata a pagare 500 milioni di dollari per inadeguate pratiche di produzione;
• 2003 – Astra Zeneca è condannata a pagare 355 milioni di dollari per frode medica;
• 2004 – Shering Plough è di nuovo condannata al pagamento di 345 milioni di dollari per frode medica e mazzette;
• 2004 – Pfizer è condannata a pagare 455 milioni di dollari per promozioni non autorizzate (“off-label”);
• 2005 – Serono è condannata a pagare 704 milioni di dollari per promozioni non autorizzate (“off label”), mazzette e pratiche monopolistiche;
• 2006 – Shering Plough è condannata a pagare 435 milioni di dollari per promozioni non autorizzate (“off-label”), mazzette, frode medica;
• 2007 – Bristol Meyers – Squibb è condannata a pagare 515 milioni di dollari per promozioni non autorizzate (“off-label”), mazzette, frode medica;
• 2007 – Purdue Pharma è condannata a pagare 616 milioni di dollari per promozioni non autorizzate;
• 2008 – Cephalon è condannata a pagare 425 milioni di dollari per promozioni non autorizzate;
• 2008 – Merck è condannata a pagare 650 milioni di dollari, per frode medica e mazzette;
• 2009 – Pfizer è condannata a pagare 2,3 miliardi di dollari per promozioni non autorizzate e mazzette;
• 2009 – Ely Lilly è condannata a pagare 1,4 miliardi di dollari per promozioni non autorizzate;
• 2010 – Glaxo Smith Kline è condannata a pagare 750 milioni di dollari per inadeguate pratiche di produzione;
• 2010 – Allergan è condannata a pagare 600 milioni di dollari per promozioni non autorizzate;
• 2010 – Astra Zeneca è condannata a pagare 500 milioni di dollari per promozione non autorizzata e mazzatte;
• 2010 – Novartis è condannata a pagare 423 milioni di dollari per promozioni non autorizzate e mazzette;
• 2012 – Abbott è condannata a pagare 1,5 miliardi di dollari per promozioni non autorizzate;
• 2012 – Amgen è condannata a pagare 750 milioni di dollari per promozioni non autorizzate e mazzette;
• 2012 – Glaxo Smith Kline è condannata a pagare 3 miliardi di dollari (di cui 1 per un procedimento penale e 2 per un procedimento civile) per: mancanza di dati sulla sicurezza dei prodotti, promozioni non autorizzate, mazzette ai medici, false dichiarazioni sulla sicurezza del farmaco “Avandia”, false dichiarazioni riguardo ai prezzi, mancati pagamenti;

…ma non finisce certo qui! Il sito dal pittoresco titolo “Big Pharma big fines” (“Grosse compagnie farmaceutiche, grosse multe”) (27) aggiunge un paio di aggiornamenti, per il 2013 e il 2014:

• 2013 – Johnson & Johnson è condannata al pagamento di 2,2 miliardi di dollari per promozioni non autorizzate e mazzette a medici:
• 2014 – la Endo è condannata a pagare 192,7 milioni di dollari per promozioni non autorizzate.

Per i dubbiosi e gli “anticomplottisti”, il libro di Gøtzsche, da pagina 31 (che contiene un paragrafo intitolato: “Hoffman La Roche: il più potente spacciatore di droga”) a pagina 42, fa un excursus dettagliato su queste mega-multe, facendo nomi e cognomi di farmaci e fornendo tutte le necessarie indicazioni. Questa parte del libro si conclude, tra l’altro, con due capitoli dai titoli piuttosto significativi; il primo a pagina 41, dichiara esplicitamente:

“questi reati vengono commessi in modo ripetuto”,

mentre il paragrafo conclusivo, a pagina 51, si apre con la dichiarazione:

“Questo non è altro che crimine organizzato”!

tratto da: http://www.nexusedizioni.it/it/CT/verso-una-medicina-di-regime-5442

AVVERTENZA: le multe indicate, che sono solo una parte esigua del malaffare che regna nella produzione di farmaci e vaccini, sono più spesso il risultato di “patteggiamenti”, ossia di accordi che i criminali prendono con i responsabili della Giustizia, dichiarando di voler collaborare e soprattutto, pentendosi e giurando che non lo faranno mai più! D’altra parte le multe, anche le più salate, dell’ordine di miliardi di dollari, rientrano nelle previsioni di bilancio di queste associazioni che, pertanto, violano consapevolmente la legge, nella certezza di averne comunque un ritorno economico, dato che l’utile societario, ottenuto in conseguenza della violazione di legge, è sempre di gran lunga superiore all’ammontare delle sanzioni per essa previste… se poi, come conferma anche Gotsche nel suo libro, si dovesse presentare la necessità di recuperare quanto perduto con il pagamento delle multe, basterà semplicemente aumentare il prezzo dei farmaci al pubblico, caricando così, indirettamente e subdolamente, l’onere del pagamento delle sanzioni di Legge, sul contribuente (della serie: “cornuti e bastonati”!)!

NOTA: una lista delle promozioni non autorizzate (“off label”) e delle relative denunce, è facilmente accessibile sul sito relativo al riferimento n. 28. (28) La promozione “off label” (ossia la promozione di prodotti per impieghi non istituzionalmente approvati) costituisce reato di frode contro lo Stato (almeno negli Stati Uniti d’America) e le ditte che seguono questa pratica (tutte quelle conosciute, nessuna esclusa!) sono perseguibili sia dal punto di vista civile (per violazione della legge sulle false dichiarazioni o “false claim act”), che penale.


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