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La mia vita tra sfide e derisioni ma con la fede del cuore 

icke young now

Una canzone di Rod Stewart, Faith of the Heart (Fede del cuore), dice: 'E’ stata lunga la strada per arrivare da là a qui ..."

 

Certo, per me, è stata una lunga strada dal 1991, ovvero un punto di apparente autodistruzione, quando per la prima volta finii sotto i riflettori del ridicolo agli occhi della massa. Questo accadde perchè ero in una enorme trasformazione del mio senso della realtà: non sapevo in che pianeta fossi, tanto meno cosa stesse accadendo. 

Fu a questo punto che accettai un invito ad apparire in un talk show di prima serata, guardato da una considerevole fetta di pubblico inglese , ancor piu’ numeroso forse data la rivelazione che io fossi “matto”, stando a quanto si leggeva sui giornali.

Dalle colonne dei giornali si diceva che ero in un esaurimento nervoso; in realtà stavo invece “irrompendo” oltre qualcosa. Si stavano rompendo le acque nel mio senso della realtà  e questo mi stava liberando dalla prigionia delle percezioni di questo mondo di illusione. Improvvisamente potevo vedere quello che la piu’parte non poteva vedere.

Quando accade una cosa del genere, non c’è altro scenario se non il fatto di venire ridicolizzati e condannati ed etichettati come “pazzi”, anzichè come “diversi” , questa la parola che cercano disperatamente, in realtà.

Quando dico che iniziai a vedere quel che la più parte non poteva vedere, non significa che sto vantando o rivendicando una qualche sorta di “specialità”. Il mio punto è sempre stato che siamo tutti Coscienza Infinita e quindi tutti siamo espressioni della stessa “specialità”.

Tutti possono “rompere le acque”: è solo una scelta, quella di togliere di mezzo le percezioni programmate di una vita in questo mondo di illusione ed inganno, dove la realtà prevalente è quella data per gentile concessione dalla  Looney Tunes (cartoni animani della Warner Bros ndt).

Oggi in tantissimi nel mondo stanno avendo questa esperienza di “rottura delle acque” e voglio incoraggiarli e rassicurarli partendo dalla mia stessa, estrema, esperienza: non stateimpazzendo. State rinsavendo.

Come dice la canzone : 'E’ stata una lunga notte in cui cercavo di trovare la strada attraverso l’oscurità”. Si, mi risuona. Tuttavia oggi, con l’occhio della esperienza, vedo tutto molto diversamente, rispetto a quando stavo attraversando periodi molto oscuri e dolorosi della mia vita.

Si tratta di un’altra “prospettiva”, un altro modo per dire l’occhio dell’esperienza, che, per contro, significa poter vedere i puntini e come sono collegati fra loro, anzichè essere consumati da un solo puntino – l’esperienza -  che a quel tempo sembrava senza ragione.  

La vita non ti da cio’ che vuoi, piuttosto cio’ di cui hai bisogno cosicchè tu possa avere cio’ che vuoi.Nel mio caso, se dovevo avere cio’ che volevo (comprendere la realtà e le forze che guidano la società umana) allora dovevo attraversare un sacco di oscurità, per rompere gli schemi percettivi  che nascondevano la verità, per avere delle “illuminazioni”, delle rivelazioni sulla natura del mondo in cui vivo.

Quindi, in tal caso, quelle esperienze erano veramente oscurità o, piuttosto, un dono? Un dono, dico con la prospettiva di oggi, ma non lo avrei detto allora, quando la mia vita era un incubo quotidiano, per anni, con un peso di piombo dentro che non mi dava tregua.

Venivo ridicolizzato ovunque andassi e qualsiasi cosa dicessi veniva liquidate come “i deliri di un folle”. I mie figli venivano ridicolizzati  a scuola e maltrattati. Cosa avevo fatto? Dove portava tutto questo? Che senso aveva il tutto? Che mi stava accadendo?

Ora sono consapevole di tutto questo processo quindi ho una relazione diversa con la esperienza. Ma non allora. Ci saranno molti  che stanno leggendo questo che sanno esattamente cosa intendo, vivendolo di persona.

Abbiamo bisogno di avere una prospettiva. Ho avuto cosi tante sfide nella vita, esperienze difficili, ma… sono tanto quanto quelle di coloro che vedo assistere fisicamente e mentalmente le persone che amano, che devono imboccare, lavare, vestire, portare in bagno ogni giorno, con tutto il trauma emozionale che ci sta dietro? Non proprio.

Impara –ricorda perchè di questo si tratta-  che non è l’esperienza che conta cosi tanto, mala nostra relazione con l’esperienza e il punto di osservazioneo prospettiva o attenzione dentro noi stessi, quel punto da cui giudichiamo l’esperienza.

Spiego cio’ che intendo partendo da cio’ che mi è accaduto. Sono arrivato “qui”, specificatamente per fare cio’ che faccio. Questo diventa ovvio se osservo l’interrelazione degli eventi della mia vita che mi hanno condotto dove sono  ed il fatto che  questi chiaramente iniziarono dal momento in cui lasciai l’utero.

Posto questo, era necessaria una preparazione se dovevo essere efficace, ovvero c’era bisogno di afferrare la natura del mondo in cui mi trovavo, dopo l’esservi giunto passando per il velo della dimenticanza, quel velo che scherma il sè umano dal vero sè. Avevo bisogno di esperienze che mi aiutassero a ricordare.

Le esperienze sono state molteplici e di varia natura ma tutte simbolicamente sussurravano (anzi spesso URLAVANO) alle mie orecchie: Ricordati chi sei; ricordati dove sei, da dove vieni, ricordati. Il trucco è tuttavia riconoscere cio’ che ci viene detto senza farci catturare nella sindrome del “povero me”.

Conosco persone che da decenni vivono continuamente conseguenze-boomerang delle loro azioni ed attitudini che li riportano alla loro sorgente: loro stessi. Queste conseguenze non sono punizioni, ma stanno semplicemente dicendo: 'Ehi, osservati, osserva il tuo comportamento. La tua vita è una merda perché tale l’hai resa.'

Osservando gli schemi delle nostre vite, che non ci piacciono e che continuamente ricorrono, ci dovremmo chiedere quale è il comune denominatore.

Ci sono tempi in cui il dono di una potenziale chiarezza e trasformazione ci giunge nella forma di
 'oddio, la mia vita sta cadendo a pezzi”. Ma spesso, come ho osservato nei molti anni, le persone disdegnano questa opportunità per rivalutarsi e raggiungere una nuova autocoscienza e lo fanno biasimandosi a raffica per il ginepraio in cui sono finiti e lo fanno in ogni direzione ma nessuna di queste ha a che vedere con chi/quello che tiene puntato il fucile.

Dunque che accade? La vita dona loro un suggerimento persino maggiore, ma loro scendono verso il basso nella spirale, nella palta, chiedendosi: 'quanto storto deve andare prima che arrivi al punto?”

La ruota del criceto che i piu’ chiamano vita, è solo l’espressione vissuta delle stesse percezioni ed attitudini della realtà, come fossero porte girevoli: se fai sempre cio’ che hai sempre fatto, avrai sempre quel che hai sempre avuto.

Il personaggio Merovingio nel film Matrix dice: 'C’è solo una costante, una cosa universale. E’ la sola vera verità: causa ed effetto, azione, reazione.'

Ci sono anche doni brillantemente travestiti da peggiori incubi, che ci danno gli strumenti per fare quel lavoro che non sappiamo nemmeno che faremo ad un certo punto della nostra vita.  Io, per esempio, prima credevo che sarei stato un calciatore, poi un giornalista, poi un presentatore tv, poi un politico dei “Verdi (Green) e poi alla fine  mi sono reso conto di cosa ero qui veramente a fare.

Per fare cio’ che faccio devo essere incredibilmente forte emozionalmente e tutto insieme; ho avuto molte esperienze difficili, molte sfide, che mi hanno reso cio’ che sono. Le ho vissute come traversie ma il loro risultato complessivo, le ha trasformate in doni.

Che me ne sarei fatto di nascere  in una vita facile dove fossi stato accudito per bene, protetto e schermato dalle sfide e da cio’ che non è piacevole? All’arrivo’ delle ostilità del 1991 sarei caduto in pezzi e fuggito nei boschi. Invece, mi imbarcai in un tour di conferenze nelle università, in cui sapevo mi avrebbero preso in giro senza pietà .. esattamente cio’ che accadde. Lo feci perché fino a quel punto la mia esperienza di vita mi aveva irrobustito e alla fine del “tour del ridicolo” ero ancora piu’ resistente.

Non posso dire che fu una bella esperienza, ma fu un dono, un grande passo  sulla via della piu’ grande consapevolezza  del sé e del mondo. Se possiamo fare esperienza muovendo da questa prospettiva, ma che cavolo..sarà piu’ semplice che se la guardassimo come un singolo puntino in sé. Ogni esperienze, bella  brutta, è solo un passo, non è il viaggio.Alla fine non è nemmeno il viaggio il punto. E’ un “essere”.

La fede, come quella del cuore, è una parola spesso associata alla religione; ma per me non si tratta di fede cieca, nemmeno di aver fede in qualcosa  o qualche dio, solo perché abbiamo subito pressioni  o siamo stati programmati a fare cosi. La fede del cuore è fede in se stessi.

Ma …cosa è “te stesso”? Il sé è a multi strati e se la nostra percezione e prospettiva sono guidate e dominate da ognuno di questi singoli strati, anziché dal nucleo  del sé, da cui vengono manifestati tutti i livelli, allora vivremo una percezione difettosa e limitata di cio’ che stiamo osservando o di cui facciamo esperienza.

Ecco dove subentra iI cuore: il nostro piu’ potente collegamento con il “controllo della missione”,  con Tutto ciò che E’ infinito. Il cuore è il centro di tutto in questa realtà ed è per questo che il sistema funziona cosi duramente per sopprimerlo, attraverso la paura, l’odio,il conflitto, la frustrazione il risentimento e tutto il resto.

Una volta che il cuore viene marginalizzato, il cervello diventa preminente nel processo della percezionee il cervello senza la saggezza dell’altra dimensione del cuore, diventa un bersaglio facile per programmare la percezione. I 5 sensi percepiscono cio’ che viene detto loro di percepire.

L’Institute of HeartMath in USA è stato un pioniere nella ricerca riguardo alla vera natura e funzione del cuore ed ha confermato l’unicità e la cruciale importanza del cuore e del vortice del cuore (chakra), per il senso umano della realtà.

Il cuore è il campo magnetico piu’ potentenel campo della energia umana e ci sono piu’ nervi che fuoriescono dal cuore in direzione del cervello, che viceversa. Quest’ultimo è indicativo di una fulgida verità a lungo dimenticata: il cervello non è il centro dell’intelligenza all’interno del corpo: è il cuore ad esserlo. O che dovrebbe esserlo.

Il cuore è anche un cervello  con qualcosa come 40.000 neuroni di vario tipo e neurotrasmettitori come quelli trovati nel “cervello-testa”. Cio’ che è noto come cuore-cervello, comunica sia con la testa-cervello che con le funzioni, indipendentemente. Deborah Rozman, presidente  e Amministratore Delegato dell’ HeartMath LLC in California, ha scritto:

Quando ero una praticante psicologa, a volte dopo aver lavorato con un cliente, confuso su una decisione o un problema, gli chiedevo:  Cosa direbbe il tuo cuore?' Spesso adattavo una tecnica
Gestalt, usando due sedie. Quando il cliente stava seduto su una, gli chiedevo di parlare dal cuore e dalla  testa quando invece stava seduto sull’altra. Quindi gli facevo scambiare le sedie e parlare dalla testa al cuore, dicendogli le opinioni della mente e le preoccupazioni.

Era come fossero due persone. Il cuore parla da sentimenti genuini ed autenticità, nel presente.
La mente parlava con opinioni, paure, quel che si sarebbe dovuto o meno fare. Facevo cambiare la sedia molte volte, fino a quando il cliente raggiungeva la sua “rivelazione”. Molto spesso il cliente si rendeva conto che la voce del cuore era il vero sè, una voce che offriva sia piu’ intuizione, che intelligenza con buon senso.

Ecco che cosi avete la differenza tra una società di cuore e la varietà corpo-mente con cui gli esseri umani sono stati manipolati per diventare tali. L’Institute of HeartMath ha anche stabilito che quando il campo energetico del cuore è in armonia e coerenza elettromagnetica con il cervello e il sistema nervoso centrale, la persona entra in uno stato di coscienza molto piu espanso. Quel che è vitale per questa trinità di collegamento sono la coerenza ed equilibrio energetico del cuore.

Questo è stato il fondamento di tutta la mia esperienza ad ora: rendermi conto che il cuore è la fonte della saggezza e conoscenza. Non ha importanza cio’ che ci vien detto di pensare, ma…ciò che “sentiamo” con la nostra unicità. Intendo intuitivamente sentire, intuitivamente conoscere

L’intuizione giunge dal cuore. Ci mettiamo le mani sul cuore e diciamo 'semplicemente… so”.
Questo linguaggio del corpo identifica istintivamente la fonte del sapere. Il cervello deve pensare e elaborare ma non il cuore, perchè è collegato con i  livelli di consapevolezza che conoscono.

Ecco un esempio perfetto  della differenza tra la percezione del cuore e della testa. Vedo politici, i media e il pubblico discutere e dibattere se bombardare innocenti in Afghanistan, Iraq e Libia, sia all’interno dei dettami della “legge internazionale” e se sia “legale” bombardare famiglie con droni senza pilota, nel Medio oriente o Estremo Oriente. Ecco: qui è la testa al lavoro.

Il cuore non si occupa di “legalità”; non gliene frega niente del legale, che significa solo che dei criminali in abiti scuri, si sono autolegittimati per la loro criminalità. Il cuore non vede carta, clausole e ordini. Vede i morti, i menomati, le vite fatte a pezzi. Il cuore non riconosce il lavoro cartaceo, nè si cura di come l’inganno sia pronunciato e svolto con meticolosità.Correttezza di base, giustizia e compassione sono i soli criteri del cuore.

La mia personale esperienza di vita mi ha dato una relazione con la vita molto diversa. Da molti anni ormai non vedo questa realtà come “casa”, ma, piuttosto, come il mio posto di lavoro. Sono arrivato “da casa”, un altro punto della percezione ultima, per fare un lavoro e quando lo avro’ finito, tornero’ ancora a casa.

Ovviamente ovunque è casa quando siete Infiniti, ma sto parlando di un punto primario di attenzione e autocoscienza. Una volta fatto questo cambiamento nella percezione, tutto cambio’. Non avevo piu’ bisogno di una “vita”, nel comune senso umano della parola. Non avevo bisogno di cio’ che le persone chiamano “vita sociale” o relazioni personali al di fuori del lavoro e della famiglia.

Vivo solo e continuero’ a farlo, perchè… “sto lavorando”. Le persone mi chiedono cos’altro faccio nella mia vita, oltre alla mia famiglia e la risposta è : nulla. Solo quando me ne andro’ di qui, dove appunto sono al lavoro, avro’ ricreazione e piacere …

La canzone dice anche: 'Ho la forza dell’anima e nessuno mi piegherà o romperà.' Questa forza dell’anima giunge, di nuovo, dal cuore che non pensa alle conseguenze per se stesso, quando decide risposte ed azioni.

Il cuore chiede – o sa- cosa è giusto, corretto, cosa è la giusta cosa da fare e la fa. Considerare delle conseguenze sarebbe la possibilità di non fare cosa è giusto, corretto. Il cuore non lo farebbe mai, quindi la considerazione delle conseguenze è irrilevante.

La mia sola considerazione è come fare al meglio qualcosa, non se farla o non farla. Se è necessario farla per mettere a nudo e sfidare la tirannide, allora sarà fatta. Non piegarsi alla pressione, è cio’ che puo’ impedire alle persone di  piegarsi o rompersi, indipendentemente dalle intimidazioni e minacce.

Se mettete un piede dopo l’altro e vi rifiutate di fermarvi, allora dovete arrivare da qualche parte, molto semplice… E’ quando vi fermate per paura, per il ridicolo e perché state a considerare le conseguenze, che cominciano i guai e il vostro potere è consegnato al “sistema”.

La tirannide si basa sulla paura ed intimidazionee se non vi piegate ad esse, la tirannide perde potere. Poichè il “suo” potere è per lo piu’ illusorio. Quando non vi piegate, avete la verità dalla vostra parte, in termini di cosa conoscete di coloro dietro la tirannide, allora sono loro che devono rispondervi e non voi a loro.

Dopo l’evento Wembley mi sono successi enormi cambiamenti energetici ed ho raggiunto il punto in cui ho veramente la “fede di credere che posso fare qualsiasi cosa e posso raggiungere ogni stella”. So, infatti che il tempo non è cosi lontano, quando, nelle parole della canzone, “finalmente avro’ il mio tempo, propizio...”

"E' impossibile",  disse l'orgoglio
"E' rischioso",  disse l'esperienza
"Fai una prova" disse il cuore

Da David Icke , www.davidicke.com

dalla sua newsletter del 3 marzo 2013
traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net
David Icke tutti i libri di David Icke in italiano

 


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