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Che succede dopo la morte? 8 ricercatori d’avanguardia rispondono!

 nde 

 

da Waking Times,
trad Cristina Bassi

Nessuno sa con certezza cosa succede dopo la morte. È una questione di teoria ed immaginazione mischiate a saggezza antica e intuizione. Tuttavia molti di noi possono essere d’accordo sul fatto che l'essere umano è un'anima che vive per un tempo in un corpo fisico.

L'anima si sente infinita e le testimonianze di esperienze prossime alla morte ( near-death experiences ) ci fanno dedurre la possibilità che un grande viaggio possa cominciare nel momento in cui il corpo muore.

Sembra che i regni della scienza e dello spirito siano in disaccordo tra di loro, salvo quando si esaminano le grandi questioni dell'esistenza umana, per esempio cosa accade dopo che moriamo: in questo caso le due discipline convergono.

Persino Einstein giunse alla conclusione che la scienza e lo spirito sono intrinsecamente correlati e faceva notare:

“chiunque sia seriamente coinvolto nella ricerca scientifica, si convince che uno spirito si manifesta nelle leggi dell’universo, uno spirito ampiamente superiore a quello di un essere umano ed uno al cospetto del quale noi, con i nostri modesti poteri, dobbiamo sentirci umili” Albert Einstein

Nel suo libro, The New Science of Psychedelics: At the Nexus of Culture, Consciousness, and Spirituality, l’autore e ricercatore David Jay Brown, ha chiesto ad un numero di figure contemporanee di spicco, nel campo della coscienza, della spiritualità e della scienza, che risposta danno a questa questione (cosa succede dopo la morte).

Alex Grey Death cover

1. Ram Dass, Psy.D

Ricercatore spirituale, ex professore di Harvard, pioniere del movimento della LSD ed autore del libro Be Here Now, Ram Dass Condivide i suoi pensieri in riferimento al Libro Tibetano dei Morti.

“Credo che [la coscienza] salti un corpo di un certo tipo, su un certo piano di esistenza e continui a farlo fino a che si trova con Dio. Dal punto di vista induista, la coscienza continua a muoversi attraverso le reincarnazioni, che sono esperienze di apprendimento per l’anima. Penso che ciò che accade dopo che si muore è una funzione del livello di evoluzione individuale. Penso che se hai completato il tuo lavoro e sei solo consapevolezza a cui accade di essere in un corpo, quando quest'ultimo finisce è come vendere… la tua macchina. Non è questa gran cosa. Sospetto che alcuni esseri sono inconsapevoli e che finiscono in ciò che i cristiani chiamano purgatorio. Durante quel processo vanno a dormire fino a quando si proiettano nella forma successiva.

Altri, penso, la attraversano e ne sono consapevoli, tuttavia vengono catturati. Nel Libro Tibetano dei Morti, tutti i bardi hanno a che fare con il come evitare di essere catturati nella vita dopo la morte.

“Quegli esseri sono abbastanza svegli perché siano dei collaboratori nell'apprezzamento della gestalt (forma) in cui le loro incarnazioni stanno fluendo. In un certo senso vedono da dove arrivano e dove stanno andando. Sono tutti parte del disegno delle cose. Quindi quando dite: hai scelto di incarnarti? Si hai scelto, ma  al livello in cui tu sei libero. Non invece per quel livello in cui non lo sei. Poi ci sono esseri così liberi che quando attraversano la morte possono essere tuttavia separati. Possono aver preso il voto del bodhisattva che dice: “concordo nel non rinunciare alla separazione fino a che tutti sono liberi” E vengono lasciati con questo pensiero. Non hanno altro. Quindi la successiva incarnazione emana dalla intenzione di salvare tutti gli esseri e non per karma personale. Quel pizzico di karma personale e’ ciò che tiene in movimento. Per me, dato che comunque non è accaduto nulla, tutto è un’illusione: la reincarnazione ogni cosa, ma all'interno della realtà relativa in cui tutto ciò è reale… io penso sia molto reale”.
Dal Libro Tibetano dei Morti

Il Libro Tibetano dei Morti - Libro  Il Libro Tibetano dei Morti - Libro  Il Libro Tibetano dei Morti

2. Alex Grey

Anche l’artista visionario, ricercatore della coscienza e sostenitore dello psichedelico, Alex Grey guarda questa questione con reverenza nei confronti della filosofia tibetana

Accetto la ricerca della esperienza prossima alla morte e le spiegazioni del bardo tibetano. Poco dopo la morte fisica, quando i sensi finiscono, si entra nei regni della luce e degli esseri archetipici.  Li hai il potenziale per renderti conto della vera luce, ovvero della nostra identità più vera e profonda, se la riconosci come la vera natura della tua mente e non sei andato fuori di testa

Se non sei in questo stato,  è possibile che entri in contatto con altre dimensioni meno attraenti. Nessuno può saperlo ovviamente, se non prima di esserci stato. Alcuni hanno avuto esperienze che hanno dato loro certezza, ma la coscienza è  il mistero finale. Quando arriverà la morte, vorrei potermi arrendere al processo al suo livello più profondo, ma probabilmente fallirò e ritornerò ad intervistarti nella prossima vita.

3. Peter Russell, M.A., D.C.S.

Peter Russell è un ricercatore di spicco della coscienza, un presentatore ed anche  un membro della facoltà The Institute of Noetic Sciences. Le sue visioni ruotano attorno alla natura della coscienza umana.

Non ho idea di cio’ che accade nella vita dopo la morte. Ho studiato un po' l'esperienza prossima alla morte e mi ha affascinato. Sembrerebbe che un modo di comprenderla sia quello per cui la coscienza individuale si dissolve, ritornando nella coscienza infinita.

La coscienza di cui faccio esperienza, ha questa limitazione individuale perché sta funzionando nel mondo attraverso il mio corpo, il mio sistema nervoso, i miei occhi e le mie orecchie. E’ da qui che arriva il senso di sentirsi un individuo unico. Quando iniziamo a morire  e a lasciare andare il nostro attaccamento al corpo, la coscienza lascia andare quella identità , ottenuta dal suo funzionare nel mondo e si ricollega invece ad una identità più grande ed infinita. Coloro che hanno avuto delle esperienze prossime alla morte, riportano spesso che sembra esserci questo dissolvimento dei sensi e questo procedere nella luce. Tutto diventa luce dopo la morte


C'è questo senso di pace infinita e di amore infinito. Poi giungono ad una soglia, oltre la quale non c'è ritorno. Ma non sappiamo cosa accade oltre quella soglia, ovvero se veramente c'è la vita dopo la morte perché coloro che sono tornati indietro non hanno mai attraversato quella soglia. 


Quando penso alla mia coscienza, quando penso all’ “essere-io”, sembra che sia qualcosa di creato durante questa vita, attraverso questa interazione con il mondo, ma che non esista come cosa indipendente. Penso che molte delle nostre preoccupazioni sulla vita dopo la morte provengano dal voler sapere cosa accadrà a questa coscienza “dell’io”. Sarà il mio “io” a sopravvivere? Credo che questa cosa che chiamiamo “me-io”, non sopravviverà.


È un modello funzionante temporaneamente, quello che usa la coscienza ma alla fine si dissolverà. Molto della nostra paura della morte ha a che fare con la paura di questa perdita del “me-io”, questa perdita di un senso di questa identità unica separata. E’ interessante che le persone che hanno attraversato esperienze prossime alla morte ed hanno fatto esperienza di questo dissolvimento dell’ego e che hanno quindi realizzato che va bene quando accade, generalmente perdono la loro paura della morte. Percepiscono un incredibile liberazione nella vita.

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4. Bernie Siegel, M.D.

Bernie Siegel, un chirurgo pediatra ed autore di Love, Medicine, and Miracles, esprime la convinzione che la coscienza continui dopo la morte.

Ciò che sono certo accade alla coscienza dopo la morte, è che essa continua. Non la vedo nel senso di dire: “ oh, mi reincarnerò”. No, il tuo corpo se ne è andato, ma cio’ di cui hai fatto l'esperienza e di cui sei consapevole, proseguirà nella vita dopo la morte. Così qualcuno nascerà con la tua coscienza che influenzerà la vita che vive

So di persone che vedono le difficoltà della vita come un fardello e dicono: “perché Dio mi punisce?” e “perché devo passare attraverso  tutto questo?

Sarebbe opportuno che queste persone si chiedessero “cosa sono qui ad imparare, a vivere e cambiare?” Piuttosto che stare seduti a singhiozzare a lamentarsi…. “ cosa posso fare?”  e “ cosa sono qui ad imparare?”

Non critico queste persone perché ricordo che Elisabeth Kübler-Ross disse che se sei alla scuola superiore, non diventi scemo con qualcuno che si trova alle elementari. Penso quindi che noi siamo a livelli diversi di coscienza, che si basano sulla nostra esperienza e su cio’ con cui siamo nati.

Dalla mia esperienza personale credo, per esempio, che una delle ragioni per cui sono chirurgo in questa vita, è perché ho agito molta distruzione con la spada, in una vita passata, uccidendo persone ed animali.

Tutto ciò non è consapevole, come le risposte che ti ho dato prima, ma il livello più profondo, ho scelto di usare “il coltello” in questa vita per curare e guarire piuttosto che ammazzare.


Dico spesso alle persone: “pensa alle cose che hanno su di te un'influenza emozionale, per le quali non hai una spiegazione. Questo può derivare da qualche esperienza di vita passata ed è questa la ragione per cui agisci nel modo in cui agisci”

Ora, sia che io abbia torto o ragione, devo dire che fintantoche è terapeutico, questo è ciò in cui sono interessato. Ma sul piano personale, credo che la coscienza non sia locale e che possa essere trasportata  e intercettata dalle persone e quindi credo nella vita dopo la morte. Credo che questo si mostri anche negli animali, che hanno una certa saggezza

5. Larry Dossey, M.D.

Autore di Healing Words: The Power of Prayer, Larry Dorsey è un medico e un ricercatore della coscienza

Se riconosciamo che la coscienza non è locale - che è infinita nello spazio e nel tempo- allora questo realmente apre a tutte le possibilità per la sopravvivenza della coscienza successivamente alla morte fisica, ovvero per fare esperienza della vita dopo la morte

A ragionare in questo modo e a seguire le implicazioni di questi studi, ci si rende conto che la coscienza è qualcosa di non locale e di non ristretto nel tempo. Piuttosto è immortale, eterna. Tutto ciò dà speranza tanto quanto la tetra visione del fato della coscienza. 

Tutto ciò rovescia totalmente le cose. Quindi siamo condotti ad una posizione, io credo, dove vediamo che sebbene il corpo certamente morirà, la parte più essenziale di ciò che siamo non può invece morire, anche se cercasse di farlo, perché è distribuita in modo non locale attraverso lo spazio e il tempo


Vieni così rivista la nostra oscura visione della finalità della morte e la morte non può più essere vista come un annientamento orrendo o la distruzione totale di tutto ciò che siamo

Quindi ci sono implicazioni spirituali fortissime che emergono da queste considerazioni, in aggiunta alle implicazioni per la salute.


In realtà, io credo che le implicazioni per la salute siano la cosa minore. Molte delle persone che incontrano questo ambito, lo affrontano con un piglio pratico, utilitaristico. Dicono: “evvai, abbiamo ora un astuto nuovo articolo nella nostra borsa nera: un nuovo trucco per aiutare le persone diventare più sane.

Certamente questi studi suggeriscono che questo sia un uso appropriato per chi ha intenzioni di guarigione e preghiera, ed io sono  favorevole tutto questo, ma la cosa che più veramente libera la mia creatività … è l’implicazione di questa ricerca nel campo della immortalità.

Per me questo è il contributo più eccitante dell'intero ambito. La paura della morte e se c'è vita dopo la morte, ha causato più dolore e sofferenza negli esseri umani, nella storia, che tutte le malattie fisiche messe insieme. La paura della morte 

è quella grande cosa che non possiamo menzionare: questa visione della coscienza è una cura per quella malattia, ovvero la paura della morte.

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6. Rick Strassman, M.D.

Molto noto per la sua ricerca nella DMT (sostanza psichedelica endogena) come presentato nel documentario The Spirit Molecule, Strassman si appoggia alla filosofia zen, nell'esprimere la sua incertezza

Io credo che la vita continui dopo la morte, ma in una qualche forma sconosciuta. Penso che molto dipenda dalla natura della nostra coscienza durante le nostre vite, da quanto è attaccata ai vari livelli della realtà del consenso.

Il mio ultimo maestro zen era solito usare l’analogia di una lampadina, attraversata dalla corrente elettrica. La lampadina si spegne ma la corrente continua, “mutata” in qualche modo per la sua esperienza nel bulbo della lampadina.
Faceva riferimento anche al gradire di gravitare anziché gradire per l'idea di avere bisogno che certi aspetti della coscienza progrediscano, prima che questa possa tornare alla sua fonte.
Significa che aspetti della nostra coscienza simili a quelli del cane finiscono nel cane in una vita dopo la morte, quelli simili all'umano vengono elaborati in un altro umano, quelli simili a una pianta in piante e così via

7. Dean Radin, Psy.D.

Lo psicologo Dean Radin è autore di: Supernormal: Science, Yoga, and the Evidence for Extraordinary Psychic Abilities, oltre ad essere un eccellente pioniere nella ricerca della coscienza con l’ Institute of Noetic Sciences. Egli mette in discussione le origini dei pensieri e della identità personale, chiedendosi se quella  informazione viene prodotta dal corpo o da qualcosa di più grande

Mi aspetto che ciò che pensiamo come noi stessi, che primariamente è personalità, storia personale, tratti e personali e roba del genere, se ne vada via, perché la maggior parte di quell'informazione è probabilmente contenuta in qualche modo nel corpo stesso.

Per quanto riguarda una certa forma di consapevolezza primaria - la vita dopo la morte -penso probabilmente che continua perché non mi è chiaro che questa sia prodotta dal corpo.


Credo anzi che la consapevolezza elementare possa precedere la materia. Quindi quando entrate in meditazione profonda e  perdete il senso della vostra personalità, ciò può essere simile a cosa può essere l’essere morti .

D'altro canto, se non avete la pratica di essere in quello stato profondo o non sapete come prestare attenzione alle sottili variazioni di ciò che a prima vista potrebbe sembrare “il nulla”, non è una certezza che la vostra coscienza possa stare intorno a voi molto a lungo.


In altre parole, potreste avere un tempo momentaneo in cui avete questo senso di consapevolezza che poi si dissolve. Ritorna indietro e diventa parte del resto di tutto. È come una goccia che si insinua nell'oceano e in esso scompare.

D'altro canto, alcuni che passano un'intera vita preparandosi in meditazione, oppure sono naturalmente degli adepti, possono essere in grado di sostenere di essere una  goccia. Possono essere in grado di collocarsi nell'oceano della vita dopo la morte e continuare ad avere un senso del loro “essere goccia”, anche se ora sono parte dell’oceano.


Quindi può essere che il senso di consapevolezza personale di un individuo si possa espandere considerevolmente e costui avere tuttavia un senso di unità.

Immagino che tutto questo probabilmente accade in uno stato che non è vincolato dallo spazio tempo, come noi normalmente lo pensiamo. Così, presumibilmente, sarebbe possibile accedere a tutto e ovunque. Immagino che qualcosa del genere sia la ragione del perché sono sopraggiunte le idee della reincarnazione, perché le persone ne ricordano qualcosa.


Possono persino ricordare qualcosa relativamente al processo di uscire da questo oceano ed entrare in una goccia nella vita dopo la morte, in una particolare incarnazione, perché una goccia è il certo senso incorporata… se la psicologia insegna qualcosa, questo è che le persone sono diverse. Dunque immagino che ci possono essere molte vie per sperimentare il dopo morte dato che ci sono persone a farne l'esperienza e nessuna spiegazione  è quella corretta

I Poteri Estesi della Mente - Libro  Spiritualità - Libro  Le Illusioni della Scienza  - Libro  La Presenza del Passato 

8. Rupert Sheldrake, Ph.D.

Noto per la sua teoria della risonanza morfica,  Rupert Sheldrake è un biologo, biochimico, parapsicologo ed autore di Science Set Free. Fa riferimento all'importanza di considerare l'esperienza umana nel dare una risposta a questa domanda.

Per me il miglior punto di partenza per questa domanda, se ci sia o  meno una vita dopo la morte, è l'esperienza

Abbiamo tutti l'esperienza di un certo corpo alternativo, quando sognamo.

Tutti quando sognano hanno l'esperienza di fare cose che il loro corpo fisico non sta facendo.

Quando sogno può darsi che stia passeggiando, parlando con le persone o persino volando, tuttavia queste attività nei miei sogni, che accadono in un corpo, stanno accadendo nel mio corpo di sogno. Non stanno accadendo nel mio corpo fisico, che invece è disteso e addormentato nel letto.

Quindi abbiamo tutti un certo tipo di corpo parallelo nei nostri sogni. Ora, dove esattamente questo accade, in che tipo di spazio i nostri sogni stanno accadendo, è un'altra questione. È ovviamente uno spazio che a che fare con a mente o la coscienza, possiamo prendere per certo che quello spazio sia confinato all'interno della testa.  Le persone normali deducono che debba esserlo, ma deducono anche che tutta la nostra coscienza sia nelle nostre teste e su questo io non posso essere d’accordo.

Credo che le nostre menti si estendono oltre i nostri cervelli in ogni atto di visione; questo è qualcosa che ho discusso nel mio libro The Sense of Being Stared At, and Other Aspects of the Extended Mind ((in italiano).

Quindi credo che questa idea della vita dopo la morte, si riferisca alle nostre esperienze fuori del corpo, dove le persone sentono di fluttuare fuori dal loro corpo e si vedono dall’esterno. Oppure nei sogni lucidi, dove le persone nei loro sogni diventano consapevoli che stanno sognando e possono con la volontà andare in luoghi particolari prendendo controllo del loro sogno. Questi sono ed erano estensioni del corpo del sogno.

Ora, quando moriamo, è possibile, a mio modo di pensare, che sia piuttosto come essere in un sogno da cui non possiamo svegliarci

Questo regno di coscienza, di cui facciamo esperienza dei nostri sogni, può esistere indipendentemente dal cervello, perché non è realmente un regno fisico. È un regno di possibilità od immaginazione. È un regno della mente. È possibile che possiamo continuare a vivere in una forma di mondo di sogno, mutando e sviluppandoci in quel mondo, in un modo che non è confinato al corpo fisico.


Ora, se questo accada o meno,  è un'altra questione. Ma a me sembra possibile.  Le esperienze fuori dal corpo e quelle  prossime  alla morte, possono suggerire che in realtà cio’ è veramente ciò che accadrà quando moriamo e che ciò che accadrà allora può effettivamente dipendere dalle nostre aspettative. 

Può essere che i materialisti e gli atei, che pensano che la vita dopo la morte sarà effettivamente un vuoto, faranno veramente l’ esperienza di questo. Può darsi che le loro aspettative influiranno effettivamente con ciò che accadrà. Può darsi che coloro che pensano di andare in un regno paradisiaco di palme e oasi e ragazze danzanti con gli occhi a mandorla effettivamente saranno là. Può essere che la vita dopo la morte sia pesantemente condizionata dalle nostre aspettative e credenze, esattamente come lo sono i nostri sogni

Pensieri a conclusione

Ristorazione della coscienza umana è  la prossima frontiera nella scienza e nella spiritualità. Le idee d'avanguardia portano a rivoluzioni del pensiero umano, nella scienza nelle arti. Che ne pensate? Cosa accade quando moriamo?

fonte: http://www.wakingtimes.com/2017/09/27/8-cutting-edge-minds-answer-question-happens-die/
traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

chi è l’autore:
Buck Rogers, è la incarnazioni terrestre di quella parte familiare dei nostri sé cosmici senza tempo, il ribelle interiore. È surfista sugli ideali anzichè le onde del mare, che spesso medita sulla promessa di felicità, in un mondo sbattuto dai mari rabbiosi della mancanza di pensiero umano

This article (8 Cutting Edge Minds Answer the Question – What Happens After We Die?) was originally created and published by Waking Times and is published here under a Creative Commons license with attribution to Buck Rogers and WakingTimes.com. It may be re-posted freely with proper attribution, author bio, and this copyright statement.



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