Corrado malanga

Corrado Malanga: Universo, Uomo, Alieni

Da una intervista a Corrado Malanda, tratta da TheXPlan.net:

(…) Secondo quello che risulta dalle ipnosi [per molti anni Malanga si è occupato di ipnosi regressiva con soggetti “addotti”]  in realtà non ci sarebbe un ruolo dell’uomo nell’Universo, ma ci sarebbe l’Universo che ha un ruolo, di cui l’uomo è una parte, forse una parte privilegiata.

Da una intervista a Corrado Malanda, tratta da TheXPlan.net:

(…) Secondo quello che risulta dalle ipnosi [per molti anni Malanga si è occupato di ipnosi regressiva con soggetti “addotti”]  in realtà non ci sarebbe un ruolo dell’uomo nell’Universo, ma ci sarebbe l’Universo che ha un ruolo, di cui l’uomo è una parte, forse una parte privilegiata.

Ora, se le cose che vengono fuori dalle ipnosi sono vere, l’Uomo torna al centro dell’Universo. Allora la Chiesa aveva ragione, quando dice che la creazione è univoca e presente solo su questo pianeta? Se solamente l’Uomo ha l’anima, al di là del fatto che l’uomo sia solo o no su questo pianeta, è chiaro che noi siamo al centro dell’Universo un’altra volta. Sembrerebbe che l’uomo fosse una creatura migliore, dal punto di vista tecnico.

Migliore perché contenente l’anima, cosa che gli alieni non hanno. E chiaramente l’anima entra nel corpo degli uomini perché questi sono i migliori contenitori per lei. L’Uomo, come ‘contenitore’, ha lo scopo di far progredire l’anima per farle comprendere che cosa è lei; l’anima poi passerà tutte le informazioni alla parte della sua Coscienza e quindi dirà a Dio com’è fatto. Dio ha costruito l’Universo per specchiarcisi dentro. Specchiarcisi dentro vuol dire quasi metterci la testa, come un vero e proprio Stargate: la testa dentro l’Universo Dio ce la mette attraverso l’anima. Attraverso tante altre cose, ma attraverso l’anima soprattutto. Ed è da lì che prende le informazioni, da lì che guarda.

L’Uomo, quello che è stato creato subito con l’anima, ha un DNA che si collega direttamente con il suo creatore. Quell’Uomo non c’è più ora, è andato dal suo Creatore, dall’altra parte. Gli scarti di quest’uomo, legati agli scarti delle sottogerarchie (Serpente, Cavalletta, Biondo a Cinque Dita), che hanno tentato di fare un altro uomo, ma senza anima, si sono mescolati insieme e il risultato siamo noi. Da qui, da questa ‘risultante’, gli alieni cercano di coltivare la presenza dell’anima. L’Uomo quindi ha un ruolo nell’Universo, che l’anima vede in un certo modo, cioè come un contenitore, una porta aperta per poter entrare nell’Universo e fare delle esperienze attraverso di lui.

L’alieno vede la stessa cosa ma da un punto di vista completamente differente: per l’alieno l’uomo è una trappola per anime; se l’uomo muore, le anime si perdono (questo viene fuori nelle ipnosi spessissimo); non possono eliminare l’uomo, altrimenti non saprebbero dove prendere le anime. Queste non andrebbero mai da loro e non entrerebbero più nell’Universo, perché l’unica possibilità è entrare attraverso il DNA dell’uomo. O di una creatura uomo-simile, che abbia quel DNA.

Perché sembrerebbe che sia la sequenza di basi puriniche e pirimidiniche in opportuna combinazione tra loro, ad identificare questa specie di ‘chiave di entrata’ dell’anima che si va a posizionare all’interno del DNA, dove ci sono tutti i legami a fondo idrogeno delle basi ‘intrecciate’ tra di loro; c’è proprio un filo elettrico, al’interno del quale passano gli elettroni.

Il DNA viene cioè visto sempre come un’elica, ma in mezzo c’è corrente elettrica. In realtà i filamenti sarebbero tre, ma quello nel mezzo è puramente energetico, è qualcosa di intangibile. Ci sono solo orbitali molecolari che rappresentano un luogo all’interno del quale vi è probabilità di trovare gli elettroni. Non c’è altro, solo probabilità; quindi, è qualcosa di molto etereo.

L’anima ha tecnicamente un peso, perché ha l’asse dell’energia potenziale, si dovrebbe perciò manifestarsi attraverso una variazione di densità di materia. Dire che ha un peso in questo senso. Perché esiste una forte differenza tra densità e peso specifico. O meglio, sulla Terra sono la stessa cosa, ma sulla Luna no. Perché il peso specifico è il peso che riceve una sostanza messa nell’acqua; in realtà la densità è la quantità di materia nell’unità di spazio, quindi sono due dimensioni completamente diverse; però il peso specifico dell’acqua è 1, e la sua densità è 1. Ma se si va sulla Luna, il peso specifico non è più 1, la densità si. La differenza è allora che la densità è assoluta, il peso specifico è relativo, dal punto di vista di Einstein.

Questa è la differenza che c’è tra la basicità e la nucleofilia dei composti organici. Una è una base, l’altro un acido. Uno è un concetto assoluto, l’altro relativo.

ultimo libro di Corrado Malanga

ANIMA, CORPO, SPIRITO E MENTE

Sono quattro parametri, i quali possiedono ciascuno tre assi (e sono mancanti di un quarto).
Il Corpo è legato a Spazio, Tempo ed Energia Potenziale, ma non ha la Coscienza;
l’Anima è Coscienza, Energia Potenziale e Spazio ma non ha il Tempo;
lo Spirito ha Tempo, Energia Potenziale e Coscienza, ma non lo Spazio;
la Mente, infine, possiede Spazio, Tempo e Coscienza, ma non Energia Potenziale.

Che cos’è più importante? L’anima o il corpo? Domanda sbagliata. Non si può dire così perché quando l’anima e il corpo sono collegati insieme sono una cosa sola, non sono due cose. L’anima, il corpo, la mente e lo spirito insieme fanno una cosa sola. ‘Come si fa a vedere l’anima?’, chiesi una volta in ipnosi. ‘Quello che vedi è l’anima’, mi fu risposto.

Esistono due tipi di esperienze che in ambiente ipnotico di Abduction vengono messe in evidenza; quando il soggetto viene messo in un apposito cilindro e si stacca qualcosa, una volta si stacca l’anima (che va a dare energia all’alieno e ritorna), e una volta si stacca la ‘triade’, cioè lo Spirito, la Mente e l’Anima (il corpo rimane lì). In questo caso la cosa prende una dimensione completamente diversa. Questo serve per un’altra cosa (e l’alieno conosce la tecnica): serve per fare il Back Up della mente.

Quando tu hai una copia qui e il soggetto là, si stacca la triade per entrare nella copia (e a sua volta viene replicata), e poi torna indietro. Le differenze in ipnosi sono chiare: quando la triade si stacca dal soggetto c’è una specie di ‘fantasma’ di colore azzurro che esce dal corpo ma resta attaccato al soggetto tramite un ‘cordone’; questa cosa l’hanno descritta i tibetani per la prima volta duemila anni fa. L’anima, invece, è invisibile.

Quando l’anima dice ‘Quello che vedi è l’anima’ (ed essa parla per archetipi) ti sta dicendo che tu sei l’anima, non tu in quanto corpo, ma tutto l’insieme è l’anima. Perché la vera identità dell’ essere umano risiede nella sua anima. Prima muore il corpo, poi muore lo spirito, poi muore la mente ma l’anima morirà quando si chiuderà l’Universo. Quindi la realtà reale rimane comunque nell’anima, e una parte importante dell’anima, che è la sola Coscienza. La Coscienza quando si chiuderà l’Universo rimarrà, perché essa non ha dimensione.

Noi facciamo sempre le ipnosi con i testimoni, e c’è sempre qualcuno che guarda; e a volte per scopi educativi, per mostrare come il soggetto si muove sotto ipnosi. Poi al soggetto, una volta sveglio, gli facciamo vedere l’ipnosi, così che lui possa acquisire più coscienza della sua condizione. In questo modo le sue quattro componenti si legano maggiormente.

Da questo punto di vista ci siamo trovati qualche volta con il soggetto che – e ce ne accorgiamo per caso, mentre si fanno le ipnosi non ci si accorge quasi di nulla – ad un certo punto il soggetto, nel cercare di ordinare i ricordi della seduta, dice ‘Questa volta non è stato come l’altra volta. Era diverso, sentivo tutti i rumori’. E poi scopro che i rumori il soggetto all’inizio non li sentiva, ma a cominciato ad avvertirli ad un certo punto. Si comincia a capire che durante l’ipnosi qualcosa si era staccata, si era posizionata in alto e osservava. Ma non sentiva i rumori, aveva una percezione staccata dal corpo. Il corpo lo continuavo a controllare io, ma se qualcosa si era staccata da esso, io non la potevo più controllare. Il soggetto perciò non sentiva i rumori, percepiva le situazioni. E’ diverso. Infatti i colori della stanza nei ricordi del soggetto erano diversi, le cose erano diverse.
Le OBE (Out of Body Experiences) sono un classico della triade. Esce sempre la triade, in quei casi, ed essa peraltro non può allontanarsi molto, perché se si stacca il cordone il contenitore (corpo) muore.

Se entrambi, ipnologo e soggetto, hanno l’anima (l’addotto la possiede sicuramente) nelle sedute di ipnosi si trovano due anime uguali a comunicare. Se l’ipnologo non ha l’anima si stabilisce invece un contatto attraverso la coscienza, un altro canale.

Questo fenomeno gli psicoterapeuti lo chiamano transfert ma non hanno capito di cosa si tratta; cioè si stabilisce un contatto con l’addotto, con la persona con cui fai l’ipnosi, o la terapia, e questo contatto è un canale umano. Si cerca di sentire quali sono i problemi di un soggetto; il soggetto li racconta, e l’ipnologo li sente sempre di più, sempre più in profondità, ed ecco che avviene il transfert.

La cosa è razionalizzata in questi termini: ammettiamo che io sia corpo-mente-anima-spirito, per esempio, e il nostro addotto corpo-mente-anima-spirito. La comunicazione avviene su quattro canali differenti, contemporaneamente. Non ce ne accorgiamo, ma in realtà c’è uno spirito, un’anima e una mente che si parlano tra di loro. Questo è il vero transfert.

Per evitarlo si deve rimanere ‘chiusi’, asettici, senza farsi prendere dall’emotività. L’emotività è l’anima che viene fuori, e invece si deve tentare di ‘pilotare l’automobile’ senza emozioni.
Ci si rende conto di tutto questo se si è bravi. E infatti la differenza che c’è tra una persona normale e uno psicologo, o psichiatra, è che a loro hanno insegnato che esiste il transfert, e gli hanno insegnato anche a riconoscerne i sintomi; perché se non c’è transfert, non c’è ipnosi. Perché se l’addotto – o la personalità dell’alieno che lui incorpora – ha una personalità più forte della tua, ti può entrare nella mente, con conseguenze anche molto pericolose.

CONSCIO, SUBCONSCIO, INCONSCIO

Sono tre livelli dell’essere umano.
Il Conscio, si esprime principalmente attraverso i sensi (udito, vista, gusto, tatto, odori, senso del calore);
il Subconscio è l’aspetto mediatore, colui che permette la convivenza con gli altri, laddove cioè esistono delle regole della comunità che si devono in qualche modo recepire, comprendere e rispettare;
l’Inconscio è il Super Io, uno che dice ‘Sono quello che voglio’.

C’è gente che ha pochissimo Subconscio, ed è totalmente gettata nell’Inconscio. Non ha mediatore. La psichiatria chiama questi soggetti schizzofrenici . Hilmann e Jung dicevano che lo schizzofrenico è ‘colui che vive gettato nell’inconscio’.

La presenza del subconscio dipende molto anche dal tipo di civiltà sociale che ti circonda. La differenza tra un leone e un gatto è, per esempio, che il gatto non ha subconscio perché vive da solo. Il leone ha molto più subconscio del gatto, così come i cani, o le scimmie .

Chi vive da solo non ha bisogno di crearsi delle regole, né un supporto psicologico che ti permette di subirle.
Per l’ipnosi il subconscio va aggirato, altrimenti l’ipnosi non si può fare. Si deve cioè alterare il funzionamento di alcune zone del cervello, in modo che il cosciente venga eliminato. Il soggetto deve sentire solo il suo ipnologo, e quindi il subconscio deve essere addormentato con l’inganno.

L’inconscio non dorme mai. Quando si sono avute esperienze di Abduction, l’unico modo che l’inconscio ha di comunicartele è attraverso i sogni, perché il subconscio di notte non lo filtra.

Il movimento del corpo è legato solamente all’inconscio, il segnale non è mediato dal subconscio, in quanto l’inconscio si esprime anche con il corpo. E’ una regola fondamentale della PNL.
L’inconscio dice sempre la verità. O meglio, non dice le bugie, dice la sua verità, quello che pensa (ma quello che pensa è una Mappa, non è il Territorio).

se gli alieni riescono a mettere le mani sulla nostra anima, noi siamo morti. Gli alieni però perseguono diversi obiettivi tra di loro; quindi arriverà il momento in cui si combatteranno.
Abbiamo notato, nelle ultime sedute fatte, che possiamo eliminare i nostri parassiti (Essere di Luce, Sei Dita, Memoria Aliena) e se siamo in grado di farlo su uno possiamo farlo su tutti. Se lo facciamo su tutti, l’Alieno è rovinato. Ma c’è una prospettiva in più: l’idea è che l’uomo con l’anima vada di là, dove c’è il suo creatore, un posto dove si sta meglio (il ‘paradiso’ cristico). Perché l’uomo possa andare di là – in senso cristico, ‘si salvi’ – bisogna che tutti gli uomini si siano salvati insieme, perché ne basta solo uno collegato ancora all’alieno per far sì che nessuno possa andare; perché sennò andrebbe ‘di là’ anche l’alieno. La ‘resurrezione a vita eterna’ (sempre in termini cristici) accade solo quando tutto l’Universo si è liberato del parassita, soprattutto del Sei Dita, quello che hanno tutti gli addotti.

Questo è la prospettiva. L’anima deve comunque aiutarci.

Non vi è nessuna prospettiva di convivenza Uomo-Alieno. Assolutamente. Temo che la convivenza non sia possibile perché l’alieno vuole lui tutto quanto, qualunque razza sia, e considera l’Uomo una specie inferiore. E’ come un allevamento di maiali per l’Uomo. Allevare maiali serve per effettuare poi trapianti di cuore sulle persone. Però del maiale, del suo destino, all’uomo non importa.

fonte: http://www.thexplan.net/Rubriche/interviste/intervista_corradomalanga.htm

Corrado Malanga – XTimes congress 2013 Pescara- versione integrale –

1: http://www.youtube.com/watch?v=iHsFMCLQx7I&list=UUxlk-5j-6UaHVKbnLBdFUKQ&index=3

2: http://www.youtube.com/watch?v=74TdkrRL4Ks&list=UUxlk-5j-6UaHVKbnLBdFUKQ&index=1

3: http://www.youtube.com/watch?v=2q-5xpQ6F4o&list=UUxlk-5j-6UaHVKbnLBdFUKQ&index=2

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