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Dalla ricerca scientifica: inaffidabili le immagini al TEM (microscopio elettronico a trasmissione) del SARS-COV2. Questa scienza ha perso

Scritto da Cristina Bassi

Traduco quanto segue da ViroLIEgy “Exposing the lies of Germ Theory and virology using their own source” (rivelare le menzogne della teoria dei germi  e della virologia, usando la loro stessa fonte).  L’articolo è molto lungo e anche tecnico, quindi estrapolo alcune parti comprensibili senza essere esperti.
PS:
Giganti come David Icke urlarono subito alla beffa ed altri medici e ricercatori non fedeli al pensiero unico, sono due anni che danno i loro contributi per uscire dalla nebbia artificiale creata del mainstream… Aggiungiamo a loro anche questo nome e queste riflessioni
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Apandemia — Libro

Il Prof Harold Hilman, Unity Laboratory of Neurobiology, University of Surrey, Guildford, Surrey, UK:

in oltre 50 anni di carriera nella ricerca, ho concluso che le procedure che elenco nel seguito non sono adatte per studiare la biologia di cellule viventi, in animali intatti e piante:
– frazionamento subcellulare
– istologia
– isto-chimica
– microscopio elettronico
– binding studies (studi sui legami)
– uso di leganti- immunocitochimica
– porzioni di tessuto
– tecniche che creino perturbazioni
– disidratazione
– congelamento
– liofilizzazione
– bollitura
– uso di marker extracellulari
– studi sui ricettori
– calibrazioni inadeguate

Le obiezioni principali a queste procedure, sono le seguenti:
a) cambiano significativamente le proprietà dei tessuti studiati
b) ignorano la seconda legge della termodinamica
c) producono artefatti, molti dei quali sono bidimensionali
d) non sono mai state pubblicate procedure di controllo adeguate

Ho descritto procedure alternative e suggerito che quelle insoddisfacenti, dovrebbero venire abbandonate. Ho avanzato l’ipotesi che la scarsa qualità della biologia cellulare nel 20° secolo,  sia la ragione per il fallimento della ricerca medica per scoprire le malattie che iniziano cambiamenti chimici , quindi non si è verificato un approccio razionale per intervenire nella chimica”

Si dice che “un’immagine vale più di mille parole” e  “vedere per credere”. A proposito di “virus”… queste immagini arrivano sotto forma di immagini al microscopio elettronico a trasmissione (TEM). Queste sono le rappresentazioni spaventose delle particelle dai colori brillanti e migliorate digitalmente, che si vedono affisse su tutti i media che vi vendono l’idea che un nuovo “virus” conosciuto come “SARS-COV-2” esiste davvero.

La particella rappresentativa del “corona” è stata condivisa più e più volte, facendosi strada in magliette, poster, giocattoli, videogiochi e altro. Come spesso fanno i migliori simboli, il “coronavirus” si è inserito profondamente nella coscienza collettiva. La maggior parte non si chiede se le immagini TEM su cui si basano questi simboli, siano autentiche o meno, né come siano state effettivamente acquisite.

La gente crede con tutto il cuore nell’autenticità di queste rappresentazioni della particella spike, che è stata ripetutamente pubblicizzata in varie forme negli ultimi anni. Tuttavia, c’è un’altra citazione del popolare poeta Edgar Allen Poe che dice di “credere solo a metà di ciò che si vede e a niente di ciò che si sente”.

Quando si tratta di immagini TEM delle particelle che si sostiene siano “virus”, ci sono ottime ragioni per metterle nella categoria delle cose che si vedono a cui non si dovrebbe assolutamente credere.

Per cominciare, il lavoro del Dr. Harold Hillman, MB, BSc, MRCS, PhD ha dimostrato che la maggior parte delle strutture e delle particelle viste nelle immagini al microscopio elettronico, sono in realtà artefatti creati attraverso i processi di disidratazione, embedding, fissaggio e colorazione dei campioni prima di essere fotografati. Poiché nulla può sopravvivere a questi processi, qualsiasi cosa all’interno del campione è in uno stato morto e innaturalmente alterato.

“Che prezzo ha l’onestà intellettuale?” chiede un neurobiologo


Riporto nel seguito alcune citazioni dello stesso Dr. Hillman che spiega i problemi con l’imaging TEM:

“Ero così turbato dal pensiero che il frazionamento subcellulare potesse essere una tecnica insoddisfacente che decisi di prendere una tecnica completamente diversa e sottoporla a un’analisi minore. Ho preso la microscopia elettronica, ponendomi la domanda: ‘Quanto dice una foto scattata con questo strumento sulla struttura della cellula vivente?

Fin dai primi anni 50, c’è stata una passione per mettere in relazione la ‘struttura’ alla ‘funzione’, cioè l’aspetto al microscopio elettronico di una particolare parte identificabile di una cellula, con la biochimica che mostra.

Il microscopio ottico fu usato per 100 anni (fino agli anni ’40) per esaminare cellule viventi, tessuti non fissati e sezioni colorate. A quel tempo, fu introdotto il microscopio elettronico, che permette una risoluzione e un ingrandimento molto più alti del microscopio ottico. Tuttavia, il tessuto non può sopravvivere alla bassa pressione, al bombardamento di elettroni e alle radiazioni X nel microscopio elettronico, quindi deve essere rivestito con un deposito di sali di piombo osmio o tungsteno, che non viene distrutto da questi agenti, e può quindi essere esaminato. I citologi erano molto ansiosi di usare questo strumento più potente per guardare la struttura fine delle cellule”.

Per esempio, la maggior parte dei citologi sa, ma non così i lettori di libri di testo elementari, che quando si guarda un’illustrazione di una micrografia (= immagine vista con microscopio, ndt) elettronica in cui un animale è stato ucciso:
si raffredda, il suo tessuto viene escisso, il tessuto viene fissato (ucciso), viene colorato con un sale di metallo pesante, viene disidratato con concentrazioni crescenti di alcool, si restringe, l’alcool viene estratto con un solvente grasso, l’ossido di propilene, quest’ultimo viene sostituito da una resina epossidica
si indurisce in pochi giorni, si tagliano sezioni spesse un decimo di millimetro o meno, vengono messe nel microscopio elettronico, di cui viene pompata fuori quasi tutta l’aria, vi si dirige un fascio di elettroni a 10.000 volt fino a 3.000.000 di volt
Alcuni elettroni colpiscono uno schermo fosforescente; i microscopisti elettronici selezionano il campo e l’ingrandimento che mostrano le caratteristiche che vogliono dimostrare; l’immagine può essere migliorata; si scattano fotografie; alcune vengono selezionate come prova.  Si può vedere immediatamente quanta strada ha fatto il tessuto: dalla vita… ad una illustrazione in un libro.

“Ho dimostrato, con mia soddisfazione, che:
(a) almeno alcune importanti tecniche popolari di ricerca biochimica non sono mai state controllate,
(b) la maggior parte delle nuove strutture nelle cellule evidenti con la microscopia elettronica, sono artefatti,
(c) ci sono solo cellule nervose e nuclei nudi in una sostanza fondamentale nel cervello e nel midollo spinale,
(d) non ci sono sinapsi,
(e) l’ipotesi del trasmettitore è dubbia. Ho pubblicato tutte le prove di queste affermazioni, anche se questo non è stato sempre facile”.
fonte: https://www.big-lies.org/harold-hillman-biology/what-price-intellectual-honesty.htm

Corona, Falso Allarme? — Libro

Il Dr. Hillman ha prodotto e pubblicato prove che dimostrano che i processi utilizzati per creare qualsiasi immagine TEM cambiano significativamente le proprietà dei tessuti o dei campioni che vi sono sottoposti. Ha dimostrato che le strutture e le particelle viste sono artefatti e che gli studi che producono queste immagini mancano dei controlli necessari e adeguati che proverebbero la correttezza delle sue affermazioni.

I brevi paragrafi di cui sopra del Dr. Hillman non rendono giustizia al suo lavoro, poiché le prove che ha scoperto sono andate molto oltre e hanno sfidato il dogma scientifico comunemente accettato, ovvero che le immagini TEM siano una prova valida di qualsiasi cosa.

Anche se si dovesse ignorare il lavoro del Dr. Hillman e continuare a credere che le particelle selezionate da un mare di miliardi di particelle simili e identiche in realtà rappresentano “virus”, c’è un’altra ragione molto sorprendente per riesaminare questa posizione.  Quando la mania del “coronavirus” entrò in pieno svolgimento all’inizio del 2020, spuntarono numerosi studi che pretendevano di mostrare immagini TEM di particelle di “SARS-COV-2” in diversi tessuti e organi al di fuori dei polmoni.

Questi studi sono stati utilizzati per giustificare le affermazioni che il “virus” stava attaccando vari organi come i reni. I virologi e la propaganda dei media mainstream sostenevano che queste immagini erano la prova del “virus” e che si poteva dimostrare che la “SARS-COV-2” si diffondeva in tutto il corpo. Tuttavia, altri ricercatori hanno iniziato a mettere in dubbio la validità delle immagini di questi studi, sostenendo che le particelle raffigurate non erano “SARS-COV-2”, ma erano in realtà altre vescicole subcellulari.

Questi ricercatori sapevano quello che la maggior parte delle persone non sa, cioè che le particelle dette “virus” non possono essere distinte dalle normali particelle subcellulari “non virali” come le rivestite vescicole  ubiquitarie, come le vescicole rivestite di clatrina, o le vescicole rivestite di COPI o COPII, così come i corpi multivascolari (MVB) e gli esosomi.

Anche il rivestimento a forma di corona che si suppone sia specifico del “virus” CORONA (detto anche corona) può essere visto su queste particelle “non virali”. Così molte delle immagini TEM di “SARS-COV-2” sono state giustamente contestate. Nel luglio 2020, un gruppo di ricercatori si è inserito in questo dibattito e ha condotto i propri esperimenti per vedere se le particelle dette “SARS-COV-2” potevano essere individuate tra le molte simili e identiche nelle immagini TEM.

Per farlo, hanno preso campioni dai polmoni e dai reni di quattro pazienti “Covid-19”. Hanno usato la RT-PCR per determinare che c’era RNA “virale” nei polmoni ma non nei reni. All’esame ultrastrutturale, i ricercatori hanno trovato particelle “simili a coronavirus” nei campioni di polmone con RNA “virale”.

Tuttavia, hanno anche trovato particelle identiche nei campioni di reni senza RNA “virale”. I ricercatori hanno anche trovato le stesse identiche particelle “simil-coronavirus”, in campioni di 2 pazienti senza “SARS-COV-2”, presi prima della “pandemia”. Hanno concluso che il TEM da solo non era una prova valida e che non ci si poteva basare su queste immagini per sostenere l’invasione “virale”:

Virioni SARS-CoV-2 o strutture cellulari ubiquitarie? Dilemma attuale nell’era COVID-19

(…) Il fatto che le particelle rivendicate come “SARS-COV-2” fossero state trovate non solo in campioni senza RNA “virale”, ma anche in campioni di pazienti senza “SARS-COV-2” dell’era pre-“Covid-19”, dovrebbe essere sufficiente per chiunque sia intellettualmente onesto, per concludere che le particelle nelle immagini TEM non sono altro che una rappresentazione senza senso.

Si ammette che le stesse particelle “SARS-COV-2” possono essere corpi microvescicolari, vescicole rivestite di clatrina, apparato di Golgi, granuli e vescicole secretorie (…) ,  e/o esosomi. Mentre le immagini possono essere qualsiasi cosa all’occhio di chi guarda, ciò che non possono essere è una prova valida di “virus”.

Poco più di un anno dopo, nel settembre 2021, gli stessi ricercatori hanno pubblicato un altro studio sul tema dell’errata interpretazione delle immagini TEM. Questa volta, mentre riconoscevano ancora che usare la TEM per identificare i “virus” potesse essere fuorviante e da sola non fosse adatta come prova, miravano a correggere questo problema usando il loro metodo che era una variante della microscopia correlativa che combinava l’etichettatura immunoistochimica con la TEM.

Essenzialmente, i ricercatori hanno usato anticorpi teorici nel tentativo di provare “virus” teorici, sostenendo che gli anticorpi hanno preso di mira ed etichettato le particelle che erano “SARS-COV-2”. Con questo approccio, i ricercatori sostengono di poter distinguere le particelle che sono “SARS-COV-2” da quelle che non sono “SARS-COV-2″… anche se le particelle sono identiche in ogni altro modo.

Ci sono molti problemi con questa teoria e in definitiva con le loro prove. Prima di tutto, poiché gli anticorpi non sono mai stati adeguatamente purificati né isolati, non si può usare una creazione fittizia per convalidare un’altra creazione fittizia.

(…) È stato ripetutamente dimostrato che gli anticorpi non sono specifici e possono legarsi a molte altre proteine oltre al bersaglio previsto. Gli studi che si basano sugli anticorpi sono raramente riprodotti, il che ha portato a una crisi di riproducibilità che ha portato a risultati falsi ed errati che costituiscono la maggior parte della ricerca scientifica.

(…) Nonostante la possibilità di vedere le strutture (“virioni”) con il TEM grazie alla sua alta risoluzione, esse possono essere interpretate male.

Cosa sono esattamente le particelle selezionate?

(…) Cosa sono esattamente le particelle che sono state selezionate da un mare di miliardi di sosia, che sono state usate come rappresentazione della “SARS-COV-2”?

(…) Sono solo artefatti creati attraverso i molteplici processi di alterazione strutturale a cui sono sottoposti i campioni per ottenere le immagini, come ha dimostrato il dottor Harold Hillman con la sua poco apprezzata ricerca?

Qualsiasi cosa siano, è assolutamente impossibile affermare che queste particelle siano “SARS-COV-2” o qualsiasi altro “virus”, poiché non sono mai state purificate correttamente né isolate direttamente dai campioni di esseri umani malati.

Questo è il vero motivo per cui i ricercatori non possono distinguere le particelle che credono essere “SARS-COV-2” da nessuna delle altre particelle “non virali” normali identiche o quasi identiche nel campione. Non hanno mai avuto le particelle esatte, che sostengono essere “SARS-COV-2” separate e liberate da tutto il resto (cioè isolate).

Vaccini e Mascherine: sì o no? — Libro

L’isolamento assoluto è l’unico modo in cui qualsiasi ricercatore può essere completamente certo che le particelle con cui sta lavorando siano quelle che ritiene essere la causa della malattia. È l’unico modo per provare la patogenicità aderendo al metodo scientifico.

(…) Senza purificare e isolare le particelle ritenute essere “SARS-COV-2”, otteniamo risultati confusi, falsi ed errati. Un gruppo di ricercatori sostiene che le particelle “corona” siano un nuovo “virus”, mentre un altro gruppo di ricercatori sostiene che siano corpi multivascolari e/o altre normali particelle subcellulari.

Abbiamo risultati di anticorpi aspecifici che si dichiarano specifici, ma la specificità non può essere dimostrata e riprodotta da ricercatori indipendenti. Abbiamo particelle “SARS-COV-2” trovate in campioni con RNA “virale” confermato così come in quelli senza alcun RNA “virale”.

Soprattutto, troviamo particelle “SARS-COV-2” nei campioni di pazienti negativi alla PCR, prelevati prima ancora che il “virus” esistesse.

Mettendo tutto insieme, è più che chiaro che le immagini delle particelle che si dice siano “SARS-COV-2” sono prive di significato come i risultati del materiale genetico “virale” ottenuto tramite PCR. Sono prive di significato come gli anticorpi “specifici” che si legano regolarmente a materiale non bersaglio. Sono privi di significato come i genomi generati dal computer e cuciti insieme, presi da fonti non purificate.

In ogni modo misurabile possibile, i risultati indiretti che dicono di identificare entità “virali” che non hanno mai dimostrato di esistere in uno stato purificato e isolato sono completamente privi di significato.  Queste immagini potenziate di particelle non specifiche hanno valore solo per coloro che vi hanno manipolato attraverso la paura e la propaganda. Non lasciate che abbiano più potere su di voi in futuro.

Quando possono trovare le stesse identiche particelle “virali” in coloro che dicono di non avere il “virus”, è ora che la virologia ammetta l’ovvio: game over. Ha perso.

fonte: https://viroliegy.com/2022/03/11/sars-cov-2-tem-images-game-over/
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net