Crisi economica

Denaro alla gente: come Ellen Brown vede il programma di Grillo…

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Scritto da Cristina Bassi

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L’autrice dell’articolo [del 2013] ,che nel seguito riporto , Ellen Brown, è una  avvocatessa americana ed è autrice di undici libri, incluso “Web of Debt: The Shocking Truth About Our Money System and How We Can Break Free” (Ragnatela di debito:la shockante verità sul nostro sistema bancario e come possiamo liberarcene) . I suoi siti: webofdebt.com eellenbrown.com.

L’autrice dell’articolo [del 2013] ,che nel seguito riporto , Ellen Brown, è una  avvocatessa americana ed è autrice di undici libri, incluso “Web of Debt: The Shocking Truth About Our Money System and How We Can Break Free” (Ragnatela di debito:la shockante verità sul nostro sistema bancario e come possiamo liberarcene) . I suoi siti: webofdebt.com eellenbrown.com.

E’ anche presidentessa  del Public Banking Institute (Istituto Bancario Pubblico).

Cristina Bassi

Lo stesso comico Beppe Grillo è rimasto sorpreso, quando il suo Movimento 5Stelle ha ottenuto  8.7 milioni di voti  nelle elezioni generali italiane, il 24-25 febbraio scorsi.  Ora il suo movimento è il piu’ grande partito nella camera dei deputati, dice il The Guardian, cosa che lo rende “un re in un parlamento bloccato”.

Quello di Grillo è il partito del “no”. In una candidatura basata sulla satira, ha organizzato un incontro annuale, il  “V Day Celebration,” dove la “V” sta per  “vaffanc..:” . Ha rifiutato lo status quo, ovvero tutti i partiti esistenti  e il loro monopolio di controllo sulla politica, l’occupazione, la finanza e cerca un referendum su tutti i trattati internazionali, inclusa l’appartenenza alla NATO, il libero mercato e l’euro.

“Se entriamo in Parlamento,” dice Grillo, “abbatteremo il vecchio sistema, non perchè ci piacerà farlo, ma perchè il sistema è marcio”.  I critici temono che – ma i sostenitori lo sperano – se il suo partito avrà successo, potrà rompere il sistema dell’euro.

Ma essere contro tutto, dice Mike Whitney in Counterpunch, non è una piattaforma: per governare c’è bisogno di idee ed una strategia per implementare quelle idee. La squadra di Grillo non ha nessuna delle due cose. Si definiscono di piu’ con cio’ con cui di oppongono, che per cio’ su cui sono d’accordo e che sostengono.

Va bene “cacciare gli scrocconi”, ma questo non rimetterà le persone al lavoro o promuoverà la crescita nè metterà fine alla miseria.  Senza un coerente piano di governo, l’ M5S potrebbe finire in una montagna di spazzatura politica, insieme ai loro predecessori di destra: il Tea Party (fenomeno USA , tradotto letteralmente “Il partito del tè”).

Steve Colatrella,  che vive in Italia e ha fatto un articolo in Counterpunch sul fenomeno Grillo, ha una visone diversa sulla vittoria a sorpresa. Lui dice che Grillo ha la piattaforma  di propositi positivi.  Oltre a respingere tutti i partiti esistenti  e tutti i trattati, il programma di Grillo include quanto segue:

• respingere il debito pubblico in modo unilaterale
• nazionalizzare le banche e
• una garanzia di cittadinanza di1000 euro al mese.

E’ una piattaforma che potrebbe effettivamente funzionare . Per un decennio si è testata la austerità nella eurozona. Ed ha fallito. Mentre i propositi del piano di Grillo sono stati testati in altri paesi ed hanno avuto successo.

Default: Lezioni da Islanda e Sud America

In Islanda, Argentina, Ecuador, Russia, tra gli altri paesi, il rifiuto del debito pubblico ha avuto parecchio successo.  Whitney cita una clip dal blog di Grillo che suggerisce che questa è anche la via di uscita per l’Italia:

Il debito pubblico non è cresciuto negli anni recenti a causa dell’eccesso di spesa . . .Tra il 1980 e il 2011, la spesa è stata piu’ bassa di 484 miliardi, rispetto agli introiti delle tasse, ma i pagamenti dell’interesse (sul debito di 2141miliardi) che dovevamo pagare in quel periodo, ci hanno resi poveri. Negli ultimi 20 anni i PIL è cresciuto lentamente, mentre il debito è esploso.

. . . Gli speculatori  . . .contribuiscono alla caduta dei prezzi per far sorgere tassi di interesse piu’ alti E’ la tecnica dell’usuraio. Cosi il debito diventa una opportunità per massimizzare i guadagni sul mercato, alle spese della nazione… Se i brokers del potere finanziario usano la speculazione per aumentare i loro guadagni e forzano i governi a pagare tassi di interesse il piu’ alti possibile, il risultato è la recessione per lo stato che è nel debito e la perdita della  sua sovranità.

. . . Ci son alternative. Sono state messe in pratica in Stati del Sud America e in Islanda . . . Il rischio è che raggiungiamo il default in ogni caso con la svalutazione del debito e la nazione in ginocchio, impoverita. [dal blog Beppe Grillo – traduco dall’inglese ndt-]

Nazionalizzazione delle Banche: la Cina mostra che si puo’ fare

Anche il secondo proposito di Grillo, nazionalizzare le banche, è stato testato e provato altrove soprattutto in Cina. Nell’aprile 2012,  un articolo nel The American Conservative titolava “L’ascesa della Cina, la caduta dell’America”;  Ron Unz rileva:

Durante i 3 decenni fino ad arrivare al 2010, la Cina ha raggiunto  forse il piu’ rapido tasso di sviluppo economico nella storia della specie umana, con l’economia reale che è cresciuta circa di 40 volte tra il 1978 e il 2010.  Nel 1978, l’economia Americana era 15 volte maggiore, ma secondo la piu’ parte delle stime internazionali , la Cina ora è preparata a sorpassare  il risultato economico totale  dell’America  e questo solo entro alcuni anni.

Secondo Eamonn Fingleton nel suo The Jaws of the Dragon (2009), la Fontana che nutre questa marea , è un forte settore bancario pubblico:

Che il capitalismo trionfi in Cina è stato proclamato in innumerevoli libri, in questi recenti anni . . .  Ma . . . i maggiori successi nella sua economia rimangono nel loro insieme controllati in un modo che è in antitesi con tutto cio’ che associamo  al capitalismo occidentale. La chiave di questo controllo è il sistema bancario cinese. . . [che non  ] solo è nelle mani dello stato ma, come in altre economie “miracolo” dell’Asia orientale, funziona come maggior strumento della politica industriale del governo centrale.

Reddito di base garantito, non solo Welfare

Il terzo proposito di Grillo, un reddito base garantito, non è solo una idea utopistica campata per aria.  Da circa un secolo, un dividendo nazionale  viene avanzato con urgenza dalla scuola di  “credito sociale” della riforma monetaria e il Basic Income Guarantee Network (rete americana di garanzia per il reddito base) ha tenuto dozzine di conferenze annuali. Credono che un reddito di base garantito sia la chiave per mantenere fervide le economie moderne, altamente produttive.

In Europa il proposito non è avanzato solo dal partito meridionale europeo di Grillo, ma anche dalla sobria Svizzera  del nord, dove nell’aprile 2012 fu introdotta una iniziativa per stabilire una nuova legge federale per un reddito di base incondizionato.  L’idea consiste nel dare a tutti i cittadini un reddito mensile che non è in relazione al lavoro né testato in relazione ai mezzi. Con il sistema referendario svizzero di democrazia diretta , se l’iniziativa raggruppa piu’ di 100.000 firme prima dell’ottobre 2013, l’Assemblea Federale dovrà metterci mano.

Colatrella non  dice dove Grillo progetta di prendere il denaro per il reddito base garantito in Italia ma secondo la teoria del credito sociale -Social Credit theory- , sarebbe semplicemente emesso direttamente dal governo; e Grillo, che ha un background amministrativo, concorda evidentemente  con quell’approccio per finanziare il progetto.  Grillo ha detto in una presentazione disponibile in youtube:

La Banca d’Italia è una azienda di azionisti privati, la cui proprietà comprende  10 compagnie di assicurazione, 10 fondazioni e 10 banche . . .  Emettono denaro dal nulla e ce lo prestano. E’ lo stato che deve emettere denaro. Abbiamo bisogno del denaro per lavorare. Lo stato dovrebbe dire: “C’è scarsità di denaro? Ne emetto un po’ e lo metto in circolazione. Il denaro è tanto? Ne ritiro un po’ e lo brucio.” . . . Il denaro è necessario  per tenere stabili i prezzi e farci lavorare.

La chiave per una economia fiorente

Il maggiore  C.H. Douglas, il leader di pensiero del Movimento del Social Credit, ha discusso sul fatto che l’economia di routine produce piu’ beni e servizi che quanto i consumatori possano acquistare con denaro, perché i lavoratori collettivamente non vengono abbastanza pagati per coprire i costi delle cose che fanno. Questo è vero a causa dei costi esterni come l’interesse pagato  alle banche e perchè in alcuni casi il reddito nazionale viene messo da parte in conti risparmio, conti di investimento o sotto materassi, piuttosto che speso in PIL.

Per colmare cio’ che quelli del Social Credit chiamano “the gap,” (il divario) della “domanda” che sale per incontrare l’offerta, bisogna mettere denaro aggiuntivo  nella fornitura di denaro circolante.

Douglas raccomandava di farlo  con un dividendo nazionale per tutti, un “programma governativo di grazia”  piuttosto che di “lavori”, qualcosa di necessario solo per innalzare abbastanza il potere d’acquisto  da coprire i prodotti sul mercato.

Negli anni ‘30 e ‘40, i critici del Social Credit lo chiamavano “funny money” (denaro divertente) e dicevano che avrebbe semplicemente inflazionato la fornitura di denaro. I critici prevalsero  e la soluzione del Social Credit non ha avuto molta possibilità di essere testata. Ma le possibilità sono state dimostrate in Nuova Zelanda durante la Grande Depressione, quando un progetto statale di edilizia domestica, fu sovvenzionato con il credito emesso  dalla  Reserve Bank della Nuova Zelanda, la banca centrale nazionalizzata.

Secondo il commentatore della  Nuova Zelanda,  Kerry Bolton, questa misura fu sufficiente a risolvere il 75% della disoccupazione  nel mezzo della Grande Depressione.

Bolton fa notare che questo si raggiunse senza causare inflazione. Quando il nuovo denaro è usato per creare nuovi beni e servizi, la fornitura sale insieme alla domanda e i prezzi restano stabili; ma la “domanda” deve venire prima. Nessun imprenditore investirà in piu’ capacità o produzione senza prima vedere la domanda. Nessuna domanda, nessun nuovo lavoro e nessuna espansione economica.

Il bisogno di ristabilire la sovranità economica

Il denaro per un reddito base garantito potrebbe essere creato da una banca centrale nazionalizzata, nello stesso modo in cui la Reserve Bank della Nuova Zelanda lo fece; il “quantitative easing” (QE) di quella “banca centrale”  oggi è creato dal nulla davanti ad uno schermo di computer.

Il problema con l’odierno QE è che non ha portato denaro nella tasca dei consumatori . Il denaro non è andato – e non va-  piu’ in là dei conti di riserva delle banche, come spiegato qui e là. Un dividendo pagato direttamente ai consumatori  sarebbe “quantitative easing” per le persone.

Una garanzia di base che venisse pagata con il credito della banca centrale  non sarebbe “welfare” (sussidio pubblico) ma eliminerebbe i bisogno di welfare.  Sarebbe sicurezza sociale per tutti, sostituirebbe  i pagamenti per la sicurezza sociale, l’assicurazione per disoccupazione e le tasse di sussidio pubblico.  Potrebbe anche sostituire  molto del debito del consumatore  che sta ingolfando l’economia privata e crescendo in modo esponenziale a tassi di interesse composti, da usuraio

Come sottolinea Grillo, non è il costo del governo ma il costo della moneta in sè che ha mandato in bancarotta l’Italia . Se il Paese desidera liberarsi dai ceppi del debito e restaurare la prosperità di un tempo,  sarà necessario che si riprenda la sua sovranità monetaria ed emetta il suo denaro, sia direttamente o attraverso la sua banca centrale nazionalizzata. Se il partito di Grillo va al potere e segue la sua piattaforma, quei ceppi  sulla economia italiana potranno effettivamente essere tolti.

Fonte:http://www.truthdig.com/report/item/money_for_the_people_comedian_grillos_populist_plan_for_italy_20130307//

Traduzione: Cristina Bassi