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Dr Colombo su sistema immunitario, vaccini e mitocondri. Cio’ che non si dice

Scritto da Cristina Bassi

Riprendo un post FB  del  dr Claudio Colombo, molto interessante ed utile per conoscere in sintesi  il nostro sistema immunitario, le implicazioni con i vaccini, i mitocondri delle nostre cellule e per realizzare, ancora una volta che non siamo tutti uguali e non rispondiamo tutti allo stesso modo davanti a stimoli e patogeni.
Ne consegue che trattarci in batteria… non corrisponde esattamente alla realtà delle cose.
Il dr Colombo è un’ omeopata nella privincia di Pavia.


by dr Claudio Colombo

Conosciamo due tipi di immunità:
il tipo 1 -linfociti T-
il tipo 2 -linfociti B-

L’immunità di tipo 1, è antica, difende da virus, batteri intracellulari, protozoi (infezioni intracellulari). L’arma è il monossido di azoto (NO) che oltrepassa la membrana cellulare. Siccome è tossico, è delicato l’equilibrio tra lui e le sostanze antiossidanti che devono neutralizzarlo (questo meccanismo lo si è capito nel 1987!!!)

L’immunità di tipo 2, ovvero gli anticorpi prodotti dalle cellule immunitarie B (linfociti B, da Bone Marrow, midollo osseo). Queste rispondono a sostanze estranee di grandi dimensioni e alle sostanze tossiche determinando la risposta anticorpale.

Per esempio i vaccini che non contengono virus vivi attenuati (come l’antitetanica e l’antipolio Salk) stimolano una risposta anticorpale (tipo 2) mentre i vaccini a virus vivi (come l’antipolio Sabin e l’antimorbillo) stimolano le cellule T per una maggior produzione di NO (monossido di azoto ) intensificando l’immunità intracellulare.

I due sistemi interagiscono e da questo equilibrio dipende la salute immunitaria. Uno sbilanciamento verso il tipo 2 è alla base delle patologie di tipo allergico, mentre uno sbilanciamento di tipo 1 di patologie autoimmuni.

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Tutta l’immunologia (e tutta la vaccinologia) poggia sul dogma che il nostro sistema immunitario è in grado di distinguere le proteine di provenienza propria da quelle di provenienza esterna. Oggi sappiamo (o dovremmo sapere), però, che nel periodo post natale e nella prima infanzia il sistema immunitario non è sufficientemente allenato per riuscire a fare proprio questa distinzione.

Come sia poi possibile che un organismo sia in grado di distinguere le migliaia di proteine diverse di cui è composto (circa 55000) rimane un mistero.

Gli agenti patogeni che penetrano all’interno dell’organismo vengono sminuzzati dalle cellule dendritiche in modo da facilitare il compito dei linfociti T che, con la produzione di NO (monossido di azoto ), provvederanno ad ucciderli.

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Con una vaccinazione con virus vivi attenuati si iperstimola questa modalità di risposta col rischio di avere in punti anche distanti dell’organismo fenomeni infiammatori (meccanismo all’origine ad esempio della meningite asettica) e di tipo autoimmune.

La grande variabilità di configurazione completamente diversa di proteine sulla superficie delle cellule dendritiche e immunitarie in generale, configura un gran numero di complessi (detti di istocompatibilità MHC) i quali determinano la grande variabilità di reazione alle tossine, agli agenti patogeni, ai traumi di origine fisica e psichica e naturalmente ai vaccini (che è quindi individuale tanto che oggi si dice che il sistema immunitario è come l’impronta digitale, ognuno ha il suo).

Ed è questo il punto (che è peraltro sotto gli occhi di tutti tanto è evidente): NON È vero che le persone reagiscono allo stesso modo a questi fattori esterni.

I vaccini a virus vivi abbiamo visto che stimolano la risposta anticorpale di tipo 1 con produzione di NO (monossido di azoto )
La risposta corretta o esagerata dipenderà dai complessi di istocompatibilità personali (istocompatibilità= la proprietà delle cellule di un tessuto di essere riconosciute come proprie da parte dell’organismo e non essere quindi identificate ed eliminate dal sistema immunitario)  

Se la risposta è eccessiva anche le cellule sane subiranno questa aggressione con NO (monossido di azoto ) che penetra la membrana cellulare ma non solo, penetra anche negli organelli chiamati mitocondri preposti alla dinamica della respirazione cellulare, oltre a produrre il 90% dell’energia della cellula.

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Il rischio che si corre in caso di eccessiva risposta di tipo T con produzione di NO (monossido di azoto ), è addirittura quello di alterare il DNA a livello mitocondriale.

I mitocondri sono degli ex batteri e non hanno dei meccanismi di riparazione in caso di danni a livello genetico:  un danno verso il quale sono 10 volte più esposti in quanto mancanti di un guscio protettivo di proteine come invece hanno i geni all’interno del nucleo della cellula


I mitocondri possiedono un proprio DNA composto da 39 geni (che sono i più antichi che ereditiamo solo dalle mamme) fatto sconosciuto anche a molti medici.

Oltre ai danni a breve e medio termine, un eventuale danno a livello di mutazione del DNA mitocondriale comporta una disposizione per eventuali malattie che si possono manifestare nella vita e addirittura a possibili nuove malattie per le generazioni future.

Nel 1997 questo DNA veniva indicato come spazzatura, dal 2007 (sempre perché la scienza sa tutto e non cambia mai idea) viene indicato come il più importante che abbiamo… ad oggi sono documente più di 200 malattie a livello cardiaco, muscolare e cerebrale che originano da un danno mitocondriale, oltre ai noti morbo di Alzheimer e di Parkinson e al diabete di tipo 2 e si sta’ assistendo ad una comparsa sempre più precoce…

In sintesi: un mitocondrio sano produce grandi quantità di ATP (le nostre molecole di energia) e pochi radicali liberi, un mitocondrio invecchiato o danneggiato fa il contrario.

Oltre alle possibili complicanze da vaccino (in genere mediate da una eccessiva risposta di tipo 2) ci sono anche i possibili danni (conseguenti ai meccanismi descritti) che si manifesteranno nell’età adulta come conseguenza di una alterata risposta di tipo 1.

Possibili reazioni in rapporto al gruppo sanguigno
(gli studi sono insufficienti forse anche perché sembra che quando sollevano sospetti vengono abbandonati?):

* gruppo O risposta di tipo 1 : danni a lungo termine
* gruppo A e AB:  tolleranza relativamente buona con risposta di tipo 2 , ovvero patologie allergiche e rischio di contrarre le patologie per le quali si è stati vaccinati da adulti
* gruppo B predisposizione a reazioni di tipo neurotossiche e danni neurologici soprattutto a causa di adiuvanti.

Questo per fermarci ai 4 gruppi sanguigni principali (perché, anche questo lo sanno in pochi anche tra i medici, i gruppi sanguigni ad oggi conosciuti sono 32) che numericamente parlando sono in ordine di prevalenza (in Europa): 0, A, B, AB

Uno studio inglese del 1993 sui danni post vaccinali pubblicato da Miller e altri su Lancet, afferma che il tasso di meningite asettica post vaccinale varia da studio a studio e dall’intensità con cui si cerca di individuare questi casi (cioè più si cerca è più si trova).

Fino a quello studio si pensava che l’incidenza fosse dello 0,4 – 10 casi per milione di bambini vaccinati (che sono le cifre raccontate ancora oggi come se quello studio non esistesse). I risultati di quello studio ufficiale finanziato dal governo inglese fu di 1 ogni 11000 vaccinati. Gli autori di questa ricerca affermano che queste meningiti postvaccinali comportano anche “un numero sorprendente e spaventoso di complicazioni”.

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Il glutatione: principale antiossidante cellulare

Il glutatione è il principale antiossidante cellulare, necessario per neutralizzare i radicali liberi. Le cellule ossidate o muoiono o producono proteine dello stress.
Il paracetamolo è un antagonista del glutatione per cui l’indicazione a intervenire con paracetamolo in caso di comparsa di febbre lascia esterrefatti

Cancro SPA - Libro

Alterazione immunitaria e cancro

Tralasciando una disamina delle malattie dovute ad una alterazione tra l’immunità di tipo 1 e 2, perché l’elenco sarebbe lunghissimo, faccio solo un accenno al cancro.

Cento anni fa l’incidenza era del 10% della popolazione, oggi è del 35% in costante aumento. Per molti tipi di cancro è documentata una configurazione di squilibrio immunitario cosa che non sorprende visto che le cellule tumorali non sono altro che una regressione verso cellule embrionali con configurazione di citochine di tipo 2 (come appunto le cellule embrionali nella placenta).

Tornando ai nostri mitocondri è una conoscenza acquisita degli ultimi 10 anni che il cancro si sviluppa a causa di un disturbo della catena di respirazione all’interno dei mitocondri che abbiamo visto essere sede della produzione di energia.

Nel caso della cellula tumorale, questa attua una commutazione permanente verso la forma di produzione dell’energia che è la fermentazione senza l’utilizzo di ossigeno ma con un consumo 20 volte maggiore di glucosio per cui di fatto diventa un parassita cellulare.

La produzione di NO (monossido di azoto ) nelle cellule tumorali è praticamente soppressa e si avrà uno spostamento permanete verso una reazione immunitaria di tipo 2, processo che come abbiamo visto può essere favorito dalla vaccinazione soprattutto nei gruppi sanguigni A, B e AB.

Questi gruppi, pur essendo numericamente inferiori dei gruppi O,  presentano una maggiore incidenza di tumori e proprio negli ultimi 50 anni (per motivi multifattoriali naturalmente non certo solo per le vaccinazioni, ma per tutti i fattori di stress che si accumulano e si potenziano nel corso della vita).

 

Fonte: https://www.facebook.com/claudio.colombo.359/posts/10214609507938832

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