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Dr Mercola: i va cci nati saranno più vulnerabili alle varianti? Non solo ADE il rischio ma anche immunopatologia TH2

Scritto da Cristina Bassi

 Traduco e sintetizzo nel seguito un lungo e dettagliato articolo del dr Mercola sul tema del momento: le varianti e se il va  cci  no (scrivo cosi per aggirare noti ostacoli algoritmici…) sia o meno una protezione contro di esse… Apprendiamo che il rischio potenziale dei va cci ni  covid,  non è solo l’ADE, potenziamento anticorpo-dipendente (antibody-dependent enhancement) di cui si parla molto oggi, ma anche l’immunopatologia da TH2, di cui ad ora si parla meno, ma che è altratteanto grave.
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Quando le aziende produttrici di va cci ni annunciarono che stavano sviluppando un va cci no COVID-19, subito medici, scienziati, ricercatori e altri esperti hanno messo in guardia 1,2)  sulla problematicità dei va cci ni contro i coronavirus, causa la produzione di un potenziamento anticorpo-dipendente (ADE, antibody-dependent enhancement), che potrebbe rendere gli individui va cci nati più suscettibili alle infezioni da SARS-CoV-2 o dalle sue varianti.

Viene anche chiamato potenziamento immunitario paradossale (PIE), che credo sia una descrizione più accurata di ciò che sta accadendo.

Tra coloro che hanno lanciato i primi avvertimenti c’era Robert F. Kennedy Jr. che ho intervistato in “Well-Known Hazards of Coronavirus Va cci nes , dove ha raccontato i precedenti e  falliti esperimenti di va cci no contro il coronavirus,  in cui ha detto che gli animali va cci nati sono morti quando sono stati esposti al virus selvaggio.

Considerando che tutti i precedenti tentativi di va cci no contro il coronavirus sono falliti per questo motivo, sembrava ragionevole sospettare che un va cci no COVID-19 potesse avere problemi simili, e che tali effetti potessero rimanere nascosti per un po’ di tempo dato che la sperimentazione animale è stata aggirata. Ricerche recenti suggeriscono che tali timori potrebbero essere ancora giustificati, anche se non sono state prodotte prove conclusive che l’ADE si stia effettivamente verificando.

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I soggetti della sperimentazione non sono stati informati del rischio ADE

Il documento (USA) del 28 ottobre 2020, 3) “Informed Consent Disclosure to Va cci ne Trial Subjects of Risk of COVID-19 Va cci ne Worsening Clinical Disease”, ha sottolineato che i va cci ni COVID-19 progettati per suscitare anticorpi neutralizzanti, possono sensibilizzare i destinatari del va cci no a malattie più gravi che se non fossero stati va cci nati” e ha criticato i produttori di va cci ni per non aver informato chiaramente di questo rischio i partecipanti agli attuali studi va cci nali.

“I va cci ni per SARS, MERS e RSV non sono mai stati approvati, e i dati generati nello sviluppo e nei test di questi va cci ni suggeriscono una seria preoccupazione meccanica:

Ovvero che i va cci ni progettati empiricamente, usando l’approccio tradizionale (che consiste nella spike virale del coronavirus non modificato o minimamente modificato, per suscitare anticorpi neutralizzanti), possano peggiorare la malattia COVID-19 attraverso il potenziamento anticorpo-dipendente (ADE)”, sia che essi siano composti da proteine, vettore virale, DNA o RNA e indipendentemente dal metodo in cui vengono trasmessi, .4)”
– così afferma il documento

“Questo rischio è sufficientemente oscurato nei protocolli degli studi clinici e nei moduli per il consenso relativi agli studi sul va cci no COVID-19 in corso, così che è improbabile che si verifichi un’adeguata comprensione di questo rischio da parte dei pazienti, il che impedisce un consenso veramente informato da parte dei soggetti in questi studi.

Il rischio specifico e significativo di ADE del COVID-19 avrebbe dovuto essere e dovrebbe essere comunicato in modo prominente e indipendente, ai soggetti coinvolti nella ricerca, attualmente impegnati in studi sul va cci no, così come a quelli reclutati per gli studi e ai futuri pazienti dopo l’approvazione del va cci no, al fine di soddisfare lo standard etico medico di comprensione del paziente per il consenso informato”.

Che cos’è l’ADE?

In poche parole, significa che invece di aumentare la tua immunità contro l’infezione, il va cci no in realtà aumenta la capacità del virus di entrare e infettare le tue cellule, causando una malattia più grave di quella che avresti avuto se non fossi stato va cci nato.5)

Inutile dire che questo è l’esatto contrario di ciò che un va cci no dovrebbe fare. Il documento di revisione del 2003 “Antibody-Dependent Enhancement of Virus Infection and Disease” lo spiega in questo modo: 6)

“In generale, gli anticorpi specifici del virus sono considerati antivirali e svolgono un ruolo importante nel controllo delle infezioni virali in vari modi. Tuttavia, in alcuni casi, la presenza di anticorpi specifici può essere benefica per il virus. Questa attività è nota come potenziamento anticorpo-dipendente (ADE) dell’infezione virale.

L’ADE dell’infezione virale è un fenomeno in cui gli anticorpi specifici del virus migliorano l’ingresso del virus, e in alcuni casi la replicazione del virus, nei monociti/macrofagi e nelle cellule granulocitarie attraverso l’interazione con i recettori Fc e/o del complemento.

Questo fenomeno è stato segnalato in vitro e in vivo per i virus che rappresentano numerose famiglie e generi, importanti  per la salute pubblica e veterinaria … Per alcuni virus, ADE della infezione è diventato una grande preoccupazione per il controllo della malattia da va cci nazione.”

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Le persone vaccinate sono più suscettibili alla variante sudafricana

Come si temeva fin dall’inizio, gli individui va cci nati sembrano essere più suscettibili all’infezione da alcune varianti di SARS-CoV-2, anche se resta da vedere se sono più inclini a malattie gravi.

Uno studio dei ricercatori dell’Università di Tel Aviv e del Clalit Health Services in Israele ha trovato che la variante sudafricana della SARS-CoV-2, soprannominata B.1. 351 – che attualmente rappresenta circa l’1% dei casi di COVID-19 in Israele – colpisce le persone va cci nate con il va cci no mRNA della Pfizer in misura maggiore rispetto alle persone non va cci nate. 7,8,9,10)

Tra le persone va cci nate con entrambe le dosi del va cci no, la variante era otto volte più diffusa che nelle persone non va cci nate. I ricercatori hanno messo a confronto 400 individui, positivi alla variante B.1.351 dopo due o più settimane dalla somministrazione di almeno una dose di va cci no COVID-19 della Pfizer,  con 400 individui non va ccin ati che erano stati infettati.

Tra le 150 persone va cci nate con entrambe le dosi del va cci no, la variante era otto volte più diffusa che negli individui non vaccinati (5,4% rispetto allo 0,7%). Si stima che il 53% dei 9,3 milioni di abitanti di Israele abbia ricevuto il va cci no Pfizer. 11) Anche se il va cci no Moderna è disponibile in Israele, non è stato incluso in questa indagine.

Questo quanto affermato dalla prof.sa Adi Stern, Ph.D.,12) dell’Università di Tel Aviv, la quale dice anche di essere stata colta di sorpresa da questi risultati. 13):

“Abbiamo trovato un tasso sproporzionatamente più alto della variante sudafricana tra le persone va cci nate con una seconda dose, rispetto al gruppo non va cci nato. Questo significa che la variante sudafricana è in grado, in qualche misura, di sfondare la protezione del va cci no”.

Per chiarezza, mentre il rischio di infezione sembra significativamente maggiore, non si sa ancora se la variante potrebbe generare una malattia più grave negli individui va cci nati. Lo studio non ha riportato i risultati della malattia, affermando che sarebbe stato “statisticamente insignificante” farlo poiché il numero di
va cci nati infettati era troppo basso.

Detto questo, il professor Ran Balicer, direttore della ricerca presso Clalit Health Services, che ha fornito assistenza per lo studio, ha notato che questo è il primo studio “che si basa su dati reali, dimostrando che il va cci no è meno efficace contro la variante del Sud Africa, rispetto sia al virus originale che alla variante britannica. “14)

Un altro studio recente,15) riportato da Times of Israel,16) è stato fatto da ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev. Qui, hanno analizzato campioni di sangue per valutare la risposta del va cci no alla variante sudafricana. Come riportato da Times of Israel:17)

“I ricercatori hanno raccolto campioni di sangue da 10 persone guarite dal COVID-19, cinque persone che hanno ricevuto la prima dose del va cci no e 10 persone che hanno ricevuto anche la seconda. I campioni sono stati prelevati dai partecipanti 21 giorni dopo la prima dose, o 10 giorni dopo la seconda. Hanno poi misurato la capacità degli anticorpi di proteggere dall’infezione”.

Lo studio 18) ha scoperto che mentre il va cci no Pfizer ha prodotto alti livelli di anticorpi neutralizzanti contro il ceppo generico della SARS-CoV-2 e la variante britannica, è andato peggio contro la variante sudafricana.

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Lo studio di Pfizer riporta un calo di efficacia contro il B.1.351 (la variante sudafricana)

Non ultimo, l’indagine di Pfizer, pubblicata su The New England Journal of Medicine  23),  l’8 marzo 2021, ha scoperto che il suo va cci no era circa due terzi meno efficace, in termini di potenza neutralizzante, contro la variante sudafricana, B.1.351, rispetto alle altre forme del virus.

“I va cci ni generano una serie di difensori immunitari, compresi altri tipi di anticorpi e cellule T, quindi è possibile che nel complesso le persone mantengano più difese nel respingere il virus. È anche possibile che anche se gli anticorpi neutralizzanti non funzionano così bene contro la variante, possano ancora avere abbastanza attività per influenzare in modo significativo”.

Quello che STAT News non menziona è che i va cci ni possono anche generare anticorpi non neutralizzanti (ovvero vincolanti) 25) che, invece di prevenire l’infezione, possono innescare l’ADE, un potenziamento immunitario paradossale che aumenta la suscettibilità all’infezione e a malattie più gravi.

L’immunopatologia da Th2 è l’altro rischio potenziale

Un altro rischio potenziale è quello dell’immunopatologia Th2, soprattutto tra gli anziani. Come riportato in una notizia di PNAS: 28)

“Dagli anni ’60, i test va cci nali dei candidati per malattie come la dengue, il virus respiratorio sinciziale (RSV) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) mostrano un fenomeno paradossale: alcuni animali o persone che fanno il va cci no e successivamente sono esposte al virus, sviluppano una malattia più grave di quelli che non si erano va cci nati.

Questo cosiddetto potenziamento immunitario, può manifestarsi in modi diversi come il potenziamento anticorpo-dipendente (ADE), un processo in cui un virus fa leva sugli anticorpi per assistere l’infezione; oppure il potenziamento basato sulle cellule, e qui si include l’infiammazione allergica causata dall’immunopatologia Th2. In alcuni casi, i processi di miglioramento potrebbero sovrapporsi …

Alcuni ricercatori sostengono che anche se l’ADE ha ricevuto la maggiore attenzione fino ad oggi, è meno probabile che accada, rispetto ad altre vie di potenziamento immunitario che causano una risposta sregolata al COVID-19, questo sulla base ciò che è noto sulla epidemiologia del virus e il suo comportamento nel corpo umano.

C’è il potenziale che si verifichi l’ADE, ma il problema più grande è probabilmente l’immunopatologia Th2“, dice Ralph Baric, un epidemiologo ed esperto di coronavirus … alla University of North Carolina a Chapel Hill.

In studi precedenti sulla SARS, è stato rilevato che i topi invecchiati avevano rischi particolarmente elevati di immunopatologia Th2, pericolosa per la vita … in cui una risposta difettosa delle cellule T innesca un’infiammazione allergica, e anticorpi scarsamente funzionali che formano complessi immunitari … potenzialmente danneggiando le vie aeree”.

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Ancora non chiara l’estensione dei rischi

Resta da vedere se i va cci ni COVID-19 possono scatenare ADE o immunopatologia Th2. Al momento, gli studi suggeriscono che gli individui va cci nati sono a maggior rischio di contrarre l’infezione confermata in laboratorio con varianti come il ceppo sudafricano B.1.351, ma non si sa se effettivamente si ammaleranno più degli individui non vaccinati.

Mentre ora ci sono centinaia di casi di individui completamente va cci nati a cui è stata diagnosticata la malattia COVID-19, e alcuni dei quali anche morti 29),  è troppo presto per dire se si tratterà di ADE . Attualmente, nell’emisfero occidentale, stiamo entrando in estate, ovvero un periodo in cui i virus respiratori tendono ad essere meno prevalenti in generale, quindi sospetto che il vero test arriverà questo autunno e inverno.

Anche se alcuni sostengono che l’ADE è un “non problema” con i va cci ni COVID-19, semplicemente perché non ne abbiamo ancora visto alcun segno 30) anche con le nuove varianti, io ho i miei dubbi. Sospetto che potremmo ancora vederla una volta che la stagione dell’influenza sarà iniziata.

Inoltre, l’ADE è tutt’altro che l’unico problema potenziale. Ci sono molti altri potenziali effetti collaterali, alcuni dei quali possono richiedere mesi o anni per svilupparsi, mentre altri possono essere letali in pochi giorni o addirittura ore.

I va cci ni possono anche essere problematici per i pazienti già immunosoppressi. La ragione di questo è che costoro non sviluppano una robusta risposta anticorpale neutralizzante dai vaccini, e c’è una ricerca 31) che avverte che sviluppare una scarsa risposta anticorpale neutralizzante dopo una prima esposizione a certi coronavirus, potrebbe portare a malattie più gravi al momento della riesposizione. Potrebbe verificarsi la stessa condizione se il soggetto non riesce a sviluppare robusti anticorpi neutralizzanti in risposta alla terapia genica con mRNA?

(…) A mio parere, ci sono ancora così tante potenziali vie dannose e così tante incertezze, che  vorrei incoraggiare tutti a studiare, continuare a leggere e imparare, pesare i potenziali pro e contro, e prendere il tempo necessario per decidere se fare queste terapie geniche COVID-19.

La conferenza gratuita

Il National Va cci ne Information Center (NVIC) ha recentemente pubblicato più di 50 presentazioni video dalla quinta conferenza pubblica internazionale, a pagamento, sulla va cci nazione, tenutasi online dal 16 al 18 ottobre 2020, rendendole disponibili a tutti gratuitamente.

Il tema della conferenza era ” Protecting Health and Autonomy in the 21st Century” –Proteggere la salute e l’autonomia nel 21° secolo” – e ha visto la partecipazione di medici, scienziati e altri professionisti della salute, attivisti dei diritti umani, leader delle comunità religiose, avvocati per i diritti costituzionali e civili, autori e genitori di bambini feriti dai va cci ni che hanno parlato di scienza dei va cci ni, politica, legge ed etica e di malattie infettive, compresi i va cci ni coronavirus e COVID-19.

Nel dicembre 2020, una società britannica ha pubblicato informazioni false e fuorvianti su NVIC e la sua conferenza, cosa che ha spinto NVIC ad aprire a tutti l’intera conferenza per una visualizzazione gratuita. La conferenza ha tutto il necessario per educare la persona e proteggere le sue libertà personali e le sue libertà in merito alla tua salute.

Non perdete questa incredibile opportunità. Sono stato uno dei relatori di questa conferenza, molto rafforzante e vi esorto a guardare queste presentazioni video prima che vengano censurate e portate via dall’élite tecnocratica.

Fonte: mercola.com
traduzione e sintesi: M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

Sources and References