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Dr Mercola: l’epidemia degli antidepressivi

Scritto da Cristina Bassi

Secondo l’ OMS , la depressione è la causa primaria di cattiva salute e disabilità a livello mondiale. Tra il 2005 e il 2015 è aumentata del 18%1

Solo in USA si stima che circa 17,3 milioni di americani adulti, abbiano avuto almeno un forte episodio depressivo nel 2017.2 La percentuale maggiore colpisce i giovani dai 18 ai 25 anni.3

Ci si chiede ora se la depressione clinica stia veramente crescendo oppure se alle persone vengono fatte diagnosi sbagliate e, cosa ancora piu’ importante, quale possa essere il miglior trattamento.

Sono in tanti a prendere antidepressivi senza ragione

Quando il dr Ramin Mojtabai, professore associato alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, esaminò le diagnosi di  5.639 partecipanti con depressione clinica non definita, trovò che solo il 38,4% di costoro veramente era conforme  ai criteri DSM-4 per i casi di gran depressione. (MDE.5 E tra coloro al sopra dei 65 anni, solo il 14,3 aveva quelle caratteristiche.6)

Mojtabai ha detto al The New York Times:7

“Non sono  solo i medici a prescrivere di più, è la popolazione a richedere di piu’.  La tristezza, gli stress del quotidiano e i problemi relazionali possono essere la causa di tristezza e agitazioni, che possono esseri passeggeri e non durare a lungo. Ma gli Americani vogliono sempre piu’ farmaci per farvi fronte”.

Una meta-analisi ad inizio 20098 relativa  41 studi recanti accurate diagnosi di depressione da parte di medici di base, ha trovato che “ tali medici hanno identificato correttamente la depressione nel  47,3% dei casi “, sembra perciò che una iperdiagnosi stia prevalendo sempre piu’, piuttosto che diminuire

Quella linea sottile tra depressione e normalità

Anche se non dobbiamo prendere sotto gamba la serietà di grandi depressioni, non dobbiamo nemmeno perdere di vista il fatto che, come esseri umani, fare esperienza di una vasta serie di emozioni è cosa normale e sana.

1 Americano su 6 usa medicine psichiatriche

Il problema di prendere antidepressivi per potersi muovere in un territorio di emozioni difficili, è che molti finiscono poi col prenderli per lungo tempo, e molti pensano di non poterne più fare a meno, senza soffrire di sintomi debilitanti per il fatto di toglierli.

Come fatto notare da pharmacist.com nell’aprile aprile 2018:11

“Inizialmente i farmaci vennero autorizzati per un uso a breve termine; ma persino oggi, con milioni che ne prendono a lungo termine, ci sono pochi dati dei loro effetti sugli individui che li prendono per anni…  Inoltre non è chiaro se chi prende farmaci prescritti senza una scadenza di cura, dovrebbe smettere. La piu’ parte dei medici concorda sul fatto che una sottocategoria di utilizzatori potrebbe trarre profitto da una prescrizione perenne, anche se non ci sono accordi su quanto grande sia questo gruppo di persone”

Un uso a lungo termine mette a rischio la vita

La ricerca indica che ci potrebbe essere un prezzo da pagare per l’uso a lungo termine degli antidepressivi. Come fatto notare nell’abstrac:16

“Abbiamo condotto una meta analisi per valutare gli effetti degli antidepressivi su eventi cardiovascolari e che causano mortalità, nella popolazione in generale  e su campioni di pazienti cardiovascolari.  (…) Nei campioni della popolazione in generale, l’uso di antidepressivi ha aumentato  il rischio di mortalità  e di nuovi eventi cardiovascolari. In pazienti cardiovascolari, l’uso degli antidepressivi, non ha portato rischi significativi (… ) I risultati supportano l’ipotesi che gli antidepressivi sono dannosi per la popolazione in genere ma meno dannosi in pazienti cardiovascolari”

Demolita la teoria dei bassi livelli di serotonina, ma l’uso degli antidepressivi continua

Una ricerca17,18 pubblicata nel 2009 ha anche rafforzato questa evidenza, indicando che l’ idea della bassa serotonina non è corretta; ha invece trovato forti indicazioni che la depressione inizi in realtà nella catena di eventi nel cervello.

Come fatto notare dal giornalista investigativo che si occupa di salute, Robert Whitaker, agli inizi del 1983 il National Institute of Mental Health indagò sul fatto se individui depressi avessero bassa serotonina

La conclusione fu che non c’erano prove che ci fosse qualcosa di sbagliato nel sistema serotoninergico di pazienti depressi. Tuttavia le aziende farmaceutiche continuarono con la teoria della bassa serotonina, come se questo giustificasse l’uso aggressivo  di antidepressivi per correggere questo “supposto” squilibrio.

La risposta placebo nella depressione

Secondo lo scritto del 2015 19 “Depression: How Effective Are Antidepressants?” (depressione quanto efficaci sono gli antidepressivi), in media gli antidepressivi migliorano i sintomi in 20 persone su 100. (…) molti studi hanno indicato la risposta placebo, sorprendentemente forte, in chi ha la depressione.20  In questo scritto si fa anche notare che quando l’effetto placebo è all’opera, è molto piu’ probabile che il paziente abbia una ricaduta, rispetto a quando una vera medicina  è responsabile del miglioramento.

Gli antidepressivi possono fare piu’ danno che bene

In un recente articolo,
23,. il Prof dr  Peter C. Gotzsche, co-fondatore del Cochrane Collaboration e dell’ Institute for Scientific Freedom, evidenzia anche altri fattori che possono influenzare i risultati dello studio facendo apparire migliori, erroneamente, gli antidepressivi rispetto al placebo . Scrive:

“[In realtà tutti i test sono imperfetti, esagerano i benefici delle medicine e sottostimano i loro danni… In realtà tutti i pazienti nei test assumo già una medicina  simile a quella testata contro il placeboQuindi poiché le medicine creano dipendenza, alcuni dei pazienti avranno sintomi di astinenza, quando vengono randomizzati con il placebo, anche se prima della randomizzazione, si fa prima un periodo di “lavaggio”  (pulizia).

Questi sintomi di astinenza sono molto simili a quelli che il paziente vive quando cerca di smettere con le benzodiazepine  (psicofarmaci). Non ci deve stupire se i nuovi farmaci hanno migliori prestazioni del placebo, in pazienti che hanno subito danni con gli effetti da astinenza.

Per scoprire per quanto tempo i pazienti hanno bisogno di pendere farmaci, si sono fatti degli studi sul cosiddetto mantenimento, ma tali studi sono compromessi da quegli estremi effetti causati da astinenza. Li psichiatri di grido non lo comprendono oppure fingono di non comprenderlo

La piu’ parte interpreta questi studi sul mantenimento relativi ad antidepressivi, come se questi farmaci fossero molto efficaci nel prevenire nuovi episodi di depressione e quindi quei pazienti dovrebbero  continuare a prendere  i farmaci per anni se non tutta la vita…”

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I rischi per la salute determinati da antidepressivi

Gotzsche riassume anche alcuni dei danni noti, relativamente a questi farmaci e lo fa citando ricerche che indicano antidepressivi:

  • Raddoppiano il rischio di suicidio e violenza in adulti sani. Cita questo studio,25
  • Aumentano di due-tre vote la tendenza suicida e di aggressione in bambini e adolescenti26 :”una scoperta importante considera che in molte sparatorie nelle scuole gli assassini erano sotto antidepressivi,” dice Gotzsche
  • Aumentano di 4-5 volte, del rischio di suicidio e violenza in donne di mezza età con stress da incontinenza urinaria27
  • Raddoppio nelle donne, del rischio di evento psicotico o potenzialmente tale 28

“Ho descritto i giochi sporchi e la disonestà scientifica che si verificano quando aziende leader e psichiatri di grido  cercano di convincerci  che questi farmaci proteggono contro il suicidio  ed altre forme di violenza” scrive Gotzsche29 ,
evidenziando che “persino la FDA è stata costretta ad ammetterlo quando  nel 2007 ha detto, almeno indirettamente, che gli antidepressivi possono causare suicidio e follia ad ogni età”30

Whitaker va oltre  in un commento che scrisse nel 2005:

“Una revisione dalla letteratura scientifica rivela che è il nostro paradigma di cura e assistenza, fondato sul farmaco, che fomenta questa epidemia. E’ molto probabile che i farmaci aumentino la cronicizzazione della patologia e cio’ induca nuovi e maggiori gravi sintomi psichiatrici, in una percentuale significativa di pazienti….”

… Come accade per ogni epidemia, uno penserebbe che un agente esterno di qualsiasi tipo – un virus, una infezione batterica o tossina ambientale- avesse causato l’aumento della malattia. Ed infatti così è: c’è infatti un agente esterno che fomenta questa epidemia di malattia mentale, ma esso si trova nell’armadietto medico.”31

Fonte: https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2019/06/20/depression-pills-epidemic.aspx?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_content=facebookmercola_lead&utm_campaign=20190620_depression-pills-epidemic&fbclid=IwAR0my8sM0EgkPBfen38yp3jsQ-MOxE7ubOaerW4RZcQdcpyaMBhLjfGrxJQ

 Traduzione e sintesi M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

FONTI E RIFERIMENTI:

https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2019/06/20/depression-pills-epidemic.aspx?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_content=facebookmercola_lead&utm_campaign=20190620_depression-pills-epidemic&fbclid=IwAR0my8sM0Eg

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