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Dr Polettini: le staminali e un nuovo paradigma in medicina

Scritto da Cristina Bassi

Il dr Marco Polettini, classe 1954, è Presidente dell’Associazione Culturale Medico Scientifica per lo Studio dell’uso di Cellule Staminali da Sangue in Medicina Veterinaria ed Umana. Pratica una medicina integrata che associa alla medicina classica, l’omeopatia, l’agopuntura, l’osteopatia, l’agopuntura, l’osteopatia, la kinesiologia, l’omotossicologia, la radioestesia, etc. Studia la possibilità di applicazione delle Cellule Staminali del Sangue Periferico da diversi anni.

Dal suo profilo FB una interessante sintesi del suo ultimo libro “Un Nuovo Paradigma in Medicina”.

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Cosa è un cambiamento di paradigma.

Cambiamento di paradigma (o scienza rivoluzionaria) è l’espressione coniata da Thomas Kuhn nella sua importante opera “La struttura delle rivoluzioni scientifiche (1962)” per descrivere un cambiamento nelle assunzioni basilari all’interno di una teoria scientifica dominante. Il concetto di scienza rivoluzionaria è messo in contrasto con la sua idea di scienza normale.

Un paradigma, nel linguaggio comune, è un modello di riferimento, un termine di paragone.

Il primo passo verso la destabilizzazione del sistema medico, è stata l’introduzione della medicina rigenerativa e nello specifico delle cellule staminali che l’attuale paradigma ha cercato di relegare alla figura di mattoni usati per ricostruire un muro, quando invece sono dei direttori di orchestra carichi di informazione “vitale”.

Una ricarica di energia vitale ed informativa.

Questa caratteristica è propria soprattutto alle staminali pluripotenti ottenute dal sangue. Una staminale pluripotente può creare un organismo per intero e quindi quale enorme “informazione” deve avere per fare questo?

Il cambiamento di paradigma dipende solo in parte dalle staminali, infatti è ancora più sottile e rivoluzionario.

Finora la medicina ha considerato l’organismo un’entità di per sè “sana”, che viene attaccata da tossici, batteri, virus, parassiti, etc… e si cura combattendo ed indirizzando la terapia contro questi agenti esterni. Mentre con le staminali del sangue la terapia è indirizzata al “terreno”, cioè all’organismo ripristinando l’energia vitale.

Essere una panacea, una terapia che si adatta ad ogni tipo di malattia, fa parte del suo significato intimo di azione sul terreno, infatti ogni tipo di patologia dipende più o meno dal terreno su cui si sviluppa.

È evidente che le patologie più gravi si manifestano quando l’energia vitale diminuisce, come nelle persone anziane o in quelle che, pur essendo giovani, hanno ricevuto uno stress psichico o fisico.

Per cui l’azione terapeutica si svolge ripristinando o cercando di ripristinare l’energia vitale…. Si lavora sul terreno.

Questo assolutamente non escluderà il farmaco ma gli consentirà spazio di minor rilievo.

Come funziona in due parole questa terapia: nel feto c’è un’altissima energia vitale mentre nell’anziano questa diminuisce. Il feto è ricco di staminali pluripotenti che sono quindi ricche di questa energia. Infatti nel feto non ci sono tumori, ma solo malformazioni o aborti. Se in un prelievo di sangue trasformiamo alcune delle sue cellule in cellule staminali produciamo un “momento”, un “sottosistema” simile all’ambiente fetale….altamente ricco di energia vitale.

Questo sottosistema messo a contatto con l’organismo, per la seconda legge della termodinamica ( i processi naturali tendono ad attenuare le irregolarità presenti nell’universo, cioè se mescoli acqua bollente e fredda, la ottieni tiepida) influenza l’organismo aumentando l’energia “informativa” e l’energia vitale, contrastando l’invecchiamento e tutto ciò che ne deriva.

Ora se la patologia è grave e conclamata la terapia con le staminali del sangue può non funzionare o funzionare per un periodo relativamente breve, il goal in questo punto è curare, purtroppo non guarire, migliorando però la qualità della vita senza avere effetti collaterali.

Un Parkinson, un sclerosi,……(patologie simile a quelle che ho trattato negli animali) possono in alcuni casi essere tenute sotto controllo da inoculazioni ripetute di staminali del sangue, mentre patologie meno gravi o meno sistemiche, come quelle ortopediche in un individuo giovane, possono giungere a guarigione con un solo trattamento.

Comunque un paradigma va cambiato quando non convince più i pazienti ed i medici e questa terapia con le staminali del sangue rappresenta il cambio di rotta. I filmati che mostro su facebook e su youtube sono il futuro ed il futuro non si può fermare.

La medicina per motivi più economici che scientifici si è fermata ad accettare le leggi della fisica meccanicistica di 120 anni fa. Ogni scienza moderna è invece evoluta sfruttando le nuove scoperte della fisica moderna che è passata dalla fisica meccanicistica di Newton, alla Relatività di Einstein, alla fisica quantistica, che ormai ha quasi ottanta anni, al potenziale quantico di Bohm, agli Attrattori, ai Frattali.

Per cui quando la medicina si oppone a nuove realtà dicendo “ questo non è scientifico” parte da presupposti vecchi e non più realistici.

In questo libro vi spiego il funzionamento delle staminali del sangue portandovi per mano nel mondo della fisica moderna, spiegandovi con esempi facili la realtà a cui siamo di fronte ottenendo alla fine la consapevolezza di un nuovo paradigma. Parlando non di energia “astratta”, come omeopatia, agopuntura, etc.. ma di cellule staminali qualificate e quantificate ricche di energia.

Comprendere questa innovazione rivoluzionaria è più difficile per il medico “fondamentalista” che pone tutte le sue credenze, la sua sicurezza in una realtà superata propostagli dall’autorità. Destabilizzando questa realtà ritorna nella paura, ma ormai i pazienti e molti medici si sono resi conto che questo paradigma non basta più. Il medico è sempre più relegato dalla medicina attuale ad una piccola entità dell’ingranaggio senza alcuna capacità decisionale che invece è di esclusivo appannaggio del “protocollo” dettato dall’autorità…

La ricerca della verità, dell’esistenza di un dio, di una dimensione senza tempo potranno ricevere risposta solo da voi. Non possiamo dipendere da nessuno, non c’è guida, non c’è professore, non c’è guru, non c’è autorità.

Già Socrate alcuni secoli avanti Cristo diceva: “ Io non posso insegnare niente a nessuno, posso solo farli pensare”. La società di oggi si oppone a libertà e creatività e ci condiziona ad accettare l’autorità dato che è il modo di vivere più comodo e facile, ci hanno insegnato a riporre fede e fiducia in una nazione, in una religione, in qualcuno, in un’idea con la speranza di trovare profonda sicurezza….. gli insegnamenti hanno svolto tutto il lavoro necessario…. a questo punto non basta che seguirli, così avviene nella medicina, ma un medico intelligente e consapevole si oppone.

Il pensiero medico classico/lineare ha creato un paradigma ben delimitato e proprio perchè è così ben delimitato che ha limiti enormi. Il medico che si muove all’interno di questi confini, si trova bene in tale sistema perché lo garantisce e nel protocollo trova la sua sicurezza ed elude la paura. Perde però di vista l’obbiettivo principale di ogni medico che è la volontà di curare il paziente e dimentica l’empatia e la compassione nei suoi confronti.

Il paziente si sente considerato come un’entità anonima e si ribella. Ecco perché molte persone seguivano la serie televisiva del Dottor House, perché questo medico non li considerava numeri, ma individui unici. Ecco perché i miei libri sono indirizzati alle persone comuni, ma ne trarrà enorme beneficio anche quella parte di medici che si oppone al condizionamento dell’“autorità” e non si accontenta più della medicina attuale.

Il medico moderno ha il compito di sviluppare un nuovo paradigma completando e non opponendosi al vecchio sistema, evitando così il conflitto, perché il conflitto, che è causa di ogni sofferenza, renderebbe sterile ogni evoluzione di una medicina nuova.

Quando si ha fede in un’idea, in un’associazione, che per il medico è la medicina, si vuole proteggere quell’idea che diventa la proiezione di “me stesso” in cui mi sono identificato e la voglio difendere a qualunque costo. Quando però ci si conforma ad un modello definito e ci si attacca ad un protocollo non si è mai liberi, si è sempre in lotta con tutti e con tutto per affermare un principio e, in questo conflitto, il medico “fondamentalista” dimentica di avere empatia e compassione per il paziente.

Il modo di comportarsi nasce dal desiderio di “imitare” che è un forte fattore della nostra vita, non solo a livelli superficiali ma anche nel profondo, difficilmente abbiamo pensieri e sentimenti autonomi. Una mente che pensa per linee tradizionali non può scoprire ciò che è nuovo, uniformandosi si diviene mediocri imitatori. Dobbiamo invece trovare il modo di avvicinarci alla creatività, all’intuizione e quindi ad avere sempre nuovi insights.

È importante quello che pensiamo noi, non quello che gli altri vogliono che pensiamo. Immaginate quante volte amici, colleghi e conoscenti hanno tentato di riportarmi nel “sistema” per tranquillizzare se stessi, senza ovviamente riuscirci.

L’imitazione genera paura che inibisce il pensiero creativo, la paura inibisce la mente e non siamo più coscienti delle nostre stesse sofferenze, della natura che ci circonda, dei sorrisi e dei dolori degli altri. Un effetto della paura è l’accettazione delle autorità nelle faccende umane, infatti l’autorità ci fa sentire sicuri, comodi, ma il rispetto e la sottomissione ai così detti saggi non ci aiuta a comprendere.

I saggi non esercitano autorità e chi la esercita non è saggio. Seguire l’autorità incondizionatamente senza valutarne i limiti è la negazione dell’intelligenza. Non mi fraintendete, non consiglio l’anarchia, ma la consapevolezza dell’autorità che ci limita.

Il pensiero medico è logico e lineare e deriva dalla fisica meccanicistica di Newton. A mano a mano che questo pensiero procede si indirizza sempre più alla comprensione focalizzata di un aspetto specifico e limitato. Se paragoniamo il tronco di un albero al pensiero portante, ne possiamo rappresentare la sua evoluzione in diramazioni di rami sempre più piccole.

Rami, rametti e rami ancora più piccoli. I minuscoli rametti terminali sono i campi specialistici e sono completamente isolati gli uni dagli altri.

Questi sono i territori di competenza degli specialisti che sono grandi come francobolli. In questi piccoli appezzamenti il medico specialista poggia la sua sicurezza, diventa un piccolo sovrano ed il suo ego cresce e cerca di tenere sotto controllo paure e fobie. Per questo, conoscenza e ignoranza sono legate a doppio filo. Chi ha una conoscenza circoscritta, come lo specialista che rimane chiuso nel suo guscio, avrà solo certezze, mentre chi amplia la conoscenza diviene consapevole della sua ignoranza. Lo specialista moderno deve approfondire il suo campo mantenendo relazione con una profonda conoscenza del “Tutto”.

Vi sembra un’idea nuova?

Platone, nato nel 428 A.C., in un dialogo con il suo amico Carmide dice:

“Non dovresti curare gli occhi senza curare la testa o la testa senza curare il corpo. Così anche non dovresti curare il corpo senza curare l’anima”. Questo è il motivo perché la cura di molte malattie è sconosciuta ai medici, perché sono ignoranti nei confronti del Tutto che anch’esso dovrebbe essere studiato, dal momento che una parte specifica del corpo non può star bene a meno che non stia bene il “Tutto”.

Lo spezzettamento, la divisione è l’attuale paradigma della medicina e i medici lo difendono contro chiunque lo minacci con idee contrastanti.

L’organismo è considerato dai medici una struttura di linee parallele che non si intersecano mai. Ma questo sarebbe valido se il Creatore avesse usato un computer lineare per creare l’universo e quindi anche gli organismi. Purtroppo per i medici fondamentalisti, il Creatore ha usato un computer analogico ed ha creato una rete, un network. Ora questo network è estremamente complesso e ci appare un caos dovuto alla relazione tra varie onde.

Vi faccio ora un esempio per farvi capire meglio cosa significa l’interazione rifacendomi ad un esempio più volte riportato e la Natura ci fornisce in modo molto semplice il concetto di propagazione dell’onda.

Gettiamo un sassolino nell’acqua ferma di un laghetto ed appariranno le onde, circonferenze concentriche che via via si allargano.

Interessante è constatare che l’acqua rimane ferma dov’è, è l’onda che si propaga, non l’acqua dove si forma l’onda. Infatti se nell’acqua sono presenti delle foglioline queste oscillano su e giù al passaggio dell’onda, ma rimangono in pratica ferme dove erano prima che le onde arrivassero. Il su e giù delle foglioline però ci dice che queste hanno acquistato energia trasportata dalle onde.

La propagazione delle onde e della loro energia presuppone il fenomeno dell’interferenza.

Se infatti lasciamo cadere due sassolini uguali a una certa distanza uno dall’altro abbiamo due sistemi di onde concentriche. Dove si incontrano le onde dei due sistemi è interessante valutare il movimento delle foglioline e ci aspetteremmo un loro movimento più ampio di su e giù.

Ma invece notiamo che, tra le altre, una fogliolina rimane ferma senza andare su e giù. La spiegazione è che la fogliolina si trova in un punto dove un’onda da sola farebbe innalzare la fogliolina di una certa altezza, ma al contempo l’altra onda produce un avvallamento della stessa misura ed il risultato è che questa non si alza e non si abbassa, questa è un’interferenza distruttiva tra le due onde, può però avvenire un’interferenza costruttiva dove le due onde si sommano e fanno rialzare la fogliolina del doppio rispetto a la stessa stimolata da un’unica onda. In altri punti si verificano situazioni intermedie.

Quindi l’ampiezza del moto delle foglioline non è la somma delle ampiezze delle onde prodotte dalle due sorgenti: questo è causato dal fenomeno di interferenza. Ci rendiamo così conto che solo con l’interferenza di due onde abbiamo già dei grattacapi notevoli nel valutare e prevedere il movimento di ogni fogliolina ed allora cosa accadrebbe se le onde fossero molte di più?

Per arrivare al punto possiamo considerare la “particella/onda fotone” come la costituente base del nostro organismo, ed allora quante saranno le onde presenti nel corpo di un individuo? E che iperbolico numero di interferenze si può sviluppare? Eccoci arrivati al CAOS, ma incredibilmente questo caos totale presente nell’organismo sviluppa una coerenza elevatissima il cui fine ultimo è la vita e la salute. E la coerenza del caos viene spiegata dall’energia informativa di cui sono ricche le staminali del sangue.

Mi rifaccio all’esempio del fisico David Bohm: una nave solida nelle sue strutture, con i serbatoi ricchi di carburante, con i motori che viaggiano a tutto regime, in una tempesta dove non si vede ad un metro e con onde alte trenta metri non raggiungerebbe mai il porto se non avesse l’energia sottile ed informativa del radar, questa energia, che nel nostro organismo da coerenza al caos, è quella di cui sono ricche le staminali del sangue.

Comunque questa è la rivoluzione, il cambio di paradigma che è richiesto da chi non ha più fiducia nel vecchio paradigma, che diserta le sale d’attesa degli ospedali, che a volte ha più paura di una terapia che non della malattia stessa, e che si affida alle medicine “alternative” tanto odiate dai medici fondamentalisti.

Vi ho fatto una breve sintesi di quello che viene espresso nel libro “Un nuovo paradigma in medicina” e che esporrò facendovi vedere dei filmati a Cesena il 15 (settembre 2018) alla Macrolibrarsifest.

Marco Polettini

trattamenti di riequilibrio energetico-informazionale con SCIO, una educazione alla salute di mente-corpo-spirito. Non sostituiscono alcuna terapia e diagnosi medica.

 

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