Societa’ orwelliana

Gilad Atzmon: il Brexit e la oligarchia ebraica

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Scritto da Cristina Bassi

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Liam Fox e Michael Gove, tra i leader della “leave” dalla EU, sono noti per essere dei servitori fedeli delle lobby ebraiche.”

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By Gilad Atzmon

trad. Cristina Bassi

La Gran Bretagna ha votato per lasciare la EU.  Le cause di questo risultato sono note da un po’. Più della metà dei Britannici sono sgomenti per il livello di immigrazione, del multiculturalismo, della mancanza di opportunità lavorative, del capitalismo globale, del fatto che le loro industrie manifatturiere sono evaporate e della bolla immobiliare che lascia molti giovani britannici senza la prospettiva di un futuro decente.

IL Brexit, è stato uno sbocco per queste legittime frustrazioni. Tuttavia i sintomi dei problemi che sono stati elencati sopra, hanno poco a che fare con la EU e Bruxelles. La loro vera causa si trova altrove.

Immigrazione e multiculturalismo (ovvero l’ideologia programmata per sopprimere l’espressione di chauvinismo) sono parte integrante della ideologia culturale del marxismo.

La Gran Bretagna, come il resto dell’Occidente, è stata soggetta ad un paradigma brutale ed invasivo, progettato per corrompere la classe operaia. Inondare la Gran Bretagna di immigrazione,  è stato un atto politico conscio, spinto dalla sinistra ebraica e dalle lobby ebraiche.

Tutto ciò è spiegabile: gli Ebrei hanno una buona ragione per avere paura della classe operaia. Storicamente, è stata la classe operaia che si è rivoltata contro gli Ebrei.  Rompere la società in segmenti frammentati e diversi, è molto evidentemente un interesse della sinistra ebraica. Quando una società viene smembrata  in una miriade di tribù ed identitù, gli Ebrei diventano semplicemente una tribu’ tra le tante.

Io stesso sono un immigrato e non faccio campagna contro l’anti l’immigrazione. Tuttavia, ad un certo punto agli inizi degli anni 2000, la mia Orient House Ensemble [è un jazzista oltre che essere uno scrittore, ndt] era composta da sette immigrati e un britannico indigeno.

Eravamo israeliani, un palestinese, un rumeno e un moldavo. A quel tempo la nostra ensemble, vinse ogni premio musicale britannico. Eravamo tra i favoriti della BBC e nell’album dell’anno del Guardian. Eravamo eroi di multiculturalismo e  il simbolo della nuova società britannica “tollerante”. Il British Council ci mandò intorno al mondo, per promuovere quegli ideali. Ma questo non durò a lungo. Presto misi mano all’agenda che stava dietro tutto questo. Come possono immaginare quelli che mi conoscono, non ho tenuto la bocca chiusa.

Ieri (articolo scritto il 24 giugno 2016, ndt) i Britannici hanno votato contro l’immigrazione. Ma lasciare la EU, potrebbe non essere la risposta al loro ginepraio. Osservare gli elementi e le ideologie che hanno impiantato le politiche pro immigrazione  e quelle del multiculturalismo, potrebbe essere la strada  definitiva da percorrere.

La demografia del referendum suggerisce che chi vuole abbandonare la EU, sono primariamente gli operai britannici. Negli ultimi quarant’anni hanno  visto morire l’industria manifatturiera. Hanno visto una bolla economica che ha lasciato molti di loro impoveriti e in basso alla scala sociale per ciò che concerne la proprietà.

BEAN BREXIT

Ma non è stata in realtà la EU a causare il tutto e lasciarla, potrebbe non migliorare le cose. Milton Friedman, che insegno’  a Margaret Thatcher la filosofia “ del libero mercato”, non ha mai vissuto a Bruxelles. Friedman credeva nell’economia di servizio. Credeva anche che capitalismo non fosse solo una grande idea, ma fosse anche molto buono per gli Ebrei.

Anche Goldman Sachs, George Soros ed altri che con inettitudine distruggono un paese dopo l’altro, non fanno parte del governo di Bruxelles. Il voto britannico è stato in realtà un voto contro Goldman Sachs, Soros, Friedman e il marxismo culturale, ma molti di loro ancora non lo sanno.

Ieri, i Britannici hanno dato prova ancora una volta, di essere un popolo coraggioso. Hanno preso una decisione che hanno capito potrebbe infliggere alcune serie difficoltà sulla loro società. Sapendo questo, si sono comunque diretti in marcia e con orgoglio verso il Brexit. Ammiro il loro coraggio.

I Britannici hanno votato contro l’immigrazione, contro i banchieri, contro l’economia globale, contro la City ed i due partiti che hanno facilitato questo disastro per decenni. Tuttavia, i Britannici hanno mancato di attaccare la vera causa del problema. Lasciare la EU non sarà una emancipazione per loro. Per l’oligarchia ebraica, il Brexit è massima allerta.

“Giù le mani”, sarebbe la strategia più intelligente. Potranno seguire questo umile suggerimento? Ne dubito.

La più parte degli ebrei britannici ha poco a che fare con questo. Liam Fox e Michael Gove che sono stati tra i leader della chiamata ad abbandonare la EU, sono noti per essere dei servitori fedeli delle lobby ebraiche.

La stampa ebraica è stata piuttosto silenziosa sul Brexit . Se gli ebrei britannici avessero identificato la chiamata a lasciare la EU, come qualcosa che fosse in relazione al potere ebraico, alle banche ebraiche o alla sinistra ebraica pro immigrazione, avremmo visto una rapida formazione di una campagna “Jews for Brexit “ (Ebrei per il Brexit).

Questo è infatti ciò che gli Ebrei fanno quando intercettano del dissenso al loro potere politico: immediatamente formano corpi che controllano l’opposizione.

FONTE: http://www.gilad.co.uk/writings/2016/6/24/brexit-and-jewish-oligarchy

traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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