Inganni

Il Califfo, Isis… e le solite menzogne

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Scritto da Cristina Bassi

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Da un articolo di Maurizio Blondet, Le atrocità del Califfo Al-Mossad: occhio alle menzogne, chiarezza e conoscenza sull’ennesimo depistaggio della verità e minaccia alla vita dei popoli. Per dirla alla Icke: “non è la politica che può risolvere questi problemi, lei stessa a creare, ma una nuova consapevolezza dell’essere umano”

Da un articolo di Maurizio Blondet, Le atrocità del Califfo Al-Mossad: occhio alle menzogne, chiarezza e conoscenza sull’ennesimo depistaggio della verità e minaccia alla vita dei popoli. Per dirla alla Icke: “non è la politica che può risolvere questi problemi, lei stessa a creare, ma una nuova consapevolezza dell’essere umano”

(…) Il Times di Londra aveva persino rifiutato un articolo di Elie Wiesel (o dell’uomo che sotto questo nome ha riscosso il Nobel come sopravvissuto-tipo dei Lager di sterminio nazisti), dove Wiesel diceva che a Gaza era Hamas ad ammazzare i bambini palestinesi, non le bombe e le cannonate ebraiche. Eppure gli accenti del grande sopravvissuto non potevano essere più alti e vibranti: «Gli ebrei hanno rifiutato la pratica di sacrificare bambini 35000 anni fa; adesso è la volta di Hamas». «Nella mia vita ho visto bambini ebrei gettati nel fuoco», ha scritto Wiesel senza spiegare dove e come (la sua memoria dei Lager si arricchisce di sempre nuovi, tremendi dettagli via via che passano i decenni), «e adesso, vedo bambini musulmani utilizzati come scudi umani – in entrambi i casi da adoratori del culto della morte che non li differenzia dagli adoratori di Molok».

Niente, il Times non ha voluto il pezzo. A questo punto, che fare?

Per fortuna è apparso il Califfo. Un musulmano più cattivo degli israeliani, che compie più atrocità di Sion e del glorioso Tsahal. Seppellisce vivi bambini yazidi, uccide cristiani. Anzi, peggio: «Abu Bakr al-Baghdadi ha dato ordine di infibulare tutte le ragazze e le bambine presenti sul suolo iracheno». Mette in pericolo la Cristianità (di cui i media scoprono improvvisamente l’esistenza minacciata) e le «conquiste delle donne», stringe nella reazione alla minaccia la Bonino ed il buon Socci, unifica la Boldrini non meno dell’ateo devoto neocon Giuliano Ferarra – nello stesso raccapriccio. Tutto l’occidente unito.

(…) I bambini di Gaza, il sangue, le macerie , il genocidio sotto gli occhi dell’Occidente? Dimenticati. Hanno distrutto case, ospedali, scuole, cimiteri, la centrale elettrica. Hanno lasciato su questo monte di macerie 250 mila senza tetto che non hanno cibo né acqua. Migliaia di feriti senza cure né ospedali, e nemmeno ambulanze (hanno sparato sulle ambulanze). Non ce ne preoccupiamo più, basta, la notizia è scomparsa. Adesso, ci insegnano a piangere sugli yazidi.

la grande questione: ” e se la gente si rende conto che
gli stiamo mentendo da sempre su tutto?
Beh allora, Barak, siamo fottuti…  (da davidicke.com)

(…) Hanno dimenticato che la truppa dello IS è finanziata ed armata dai sauditi ed è stata addestrata da istruttori americani per distruggere il regime di Assad in Siria, e che ha recuperato Humvee, carri armati e artiglieria mobile Made in USA con il suo assalto di sorpresa alle truppe irachene: e sùbito la Casa Bianca, invece di prendersela con i tagliagole, ha messo sotto accusa il premier iracheno Al Maliki – di cui chiaramente cerca di provocare la caduta.

I giornalisti non hanno visto gli articoli dove Edward Snowden, l’ex analista della National Security Agency, lo spifferatore dei loschi segreti americani, ha spiegato che per creare lo ISIS ci si sono messi in tre, « the British and American intelligence and the Mossad worked together to create the Islamic State of Iraq and Syria (ISIS)». Lo scopo, «creare un’organizzazione capace di attrarre tutti gli estremisti del mondo in un posto solo». Siccome oggi lo Stato ebraico manca di un nemico reale, grosso e minaccioso abbastanza da giustificare lo slogan «Israele si sta solo difendendo», la creazione dell’ISIS serve anche a questo: «La sola soluzione per la protezione dello Stato ebraico è creare un nemico presso i suoi confini». Mica un nemico vero: un islamismo che «semini discordia e violenza settaria» fra i musulmani, en passant rendendo odioso l’Islam, allarmando gli occidentali sul pericolo verde, e coalizzandoli a difesa della civiltà giudaico-cristiana.

Appunto la funzione che svolge Abu Bakr Al Baghadli, il califfo. Ammesso che questo sia il suo nome, anzi non concesso: «Abu Bakr» fu il nome del primo califfo dopo Maometto, ed è chiaramente un nome inventato per suggestionare. Secondo Snowden, e l’intelligence iraniana, il suo vero nome è Elliot Shimon, figlio di padre e madre ebrea, addestrato in guerra psicologica contro le società arabo-islamiche, oltreché in arte militare, teologia islamica ed oratoria-retorica islamista dal Mossad. In altri periodi della sua vita l’hanno chiamato «Emir Daash» (dalla sigla dell’ISIS in arabo), in altri, ha avuto il nome di Ibrahim ibn Awad ibn Ibrahim Al Al Badri Arradoui Hoseini. Gli americani gli hanno fornito un passato giusto, detenendolo per qualche tempo (le date sono incerte) a Camp Bucca, la più vasta prigione che le forze occupanti USA hanno gestito in Iraq (l’hanno chiusa nel 2009), presso la frontiera col Kuwait. 

La Croce Rossa, in un suo rapporto riservato del 2004, ha scritto che il 90% degli iracheni che gli americani detenevano a Camp Bucca erano stati arrestati «per caso», ossia senza motivo. Alcuni ex detenuti di Camp Bucca hanno detto ad Al Jazeera che quello era «una scuola di Al Qaeda», dove gli americani lasciavano che gli elementi più estremisti radicalizzassero gli arrestati «per caso». Un carceriere, l’ex ufficiale della US Air Force James Skylar Gerrond, l’ha definita «una pentola a pressione dell’estremismo».

Riapparso come Califfo, l’ex prigioniero (o addestrato) fa il diavolo a quattro proprio mentre Israele rade al suolo Gaza con tutti i suoi abitanti. Israele ammazza duemila palestinesi, fra cui 470 bambini? E il Califfo «seppellisce vivi 500 yazidi», e in più «ordina l’infibulazione di tutte le donne».

Andare a combattere contro Israele? Il Califfo sancisce: «Combattere gli apostati vicini è più importante che combattere gli infedeli lontani», aggiungendo: «Il Profeta aveva combattuto Quraysh prima di passare a combattere gli ebrei di Banu Qurayza» (è davvero ben istruito).

Come si vede, Israele e il Califfo coi suoi takfiri hanno lo stesso nemico: gli sciiti, Iran, Assad, Hezbollah. È una sorprendente coincidenza? Basta aver dimenticato, come fanno i giornalisti, quelle foto del maggio 2013 in cui il senatore McCain posava con i bravi ribelli anti-siriani, molti dei quali – oh sorpresa – oggi militano nell’ISI e stanno col Califfo Al-Mossad. Era andato a trovarli nelle retrovie, e s’era felicitato con loro. Anche loro si erano felicitati con lui (oggi, McCain accusa Obama di mollezza perché bombarda poco i suoi amici di ieri).

 Ma i giornalisti non ricordano.

 Non che non siano vere queste sciagure, e quelle altre che il Califfo procurerà. (…) Cercate di vedere che – come Israele – stanno ammazzano dei musulmani. Non solo sciiti, ma sunniti dell’Iraq vengono terrorizzati; e questi, se scappano nelle zone kurde, sono dai curdi trattati come nemici: come fanno gli israeliani.

Ma cercate – sotto la tempesta informativa, che contrasta così tanto con il buco informativo di altre tragedie –, imparate a sentire il puzzo della disinformazione, della propaganda, del «due pesi due misure»: i media plaudono all’intervento umanitario di Obama in Iraq, mentre nel Donbass, dove il regime di Kiev compie una strage nel silenzio dei media ed è in corso una catastrofe umanitaria voluta e favorita dagli americani, un intervento umanitario russo è vietato: Obama e la NATO hanno avvertito che lo considererebbero «una invasione dell’Ucraina».

 Dovreste ormai sapere come sono bravi, i soliti noti, nella «narrativa». Come sono bravi a ficcare le mani nel sangue, e piangere come vittime. Uno l’abbiamo nominato, è Elie Wiesel. Un altro è Bernard Henry Lévy, il philosophe che ha incitato all’intervento francese in Libia, l’uomo che ha detto «La primavera araba è buona per Israele», l’uomo di cui il Corriere (al contrario del Times) ha pubblicato una difesa dei massacri israeliani a Gaza che unisce minacce a menzogne rivoltanti, una vera vergogna per il «grande» giornale. (Leggete  qui, se avete lo stomaco).

Lacrime per i poveri cristiani iracheni, è giusto. Ma le lacrime sono mancate per le decine di guerre che gli Stati Uniti hanno sferrato contro l’Iraq perché altrimenti Israele non si sentiva tranquillo, portando il Paese all’età della pietra e alla guerra civile permanente, un milione di morti dopo: da Bush padre a Clinton, da Bush figlio ad Obama Operation Desert Shield; Operation Desert Storm; Operation Provide Comfort I and II; Operation Southern Watch; Operation Desert Strike; Operation Northern Watch; Operation Desert Fox; Operation Southern Focus; Operation Iraqi Freedom; Operation New Dawn, fino alla attuale Operation «Humanitarian» di Obama.

Come siamo umani, noi occidentali. Come siamo teneri.

by Maurizio Blondet

fonte (articolo completo): http://www.effedieffe.com/index.php/content/view/3790/images/images/stories/foto2009/images/index.php?option=com_content&view=article&id=306342:le-atrocita-del-califfo-al-mossad-occhio-alla-disinformazione&catid=83:free&Itemid=10002

 Cameron incontra il Califfo del Bahrain, addestrato da UK
“Sua Maestà, avete violentemente soppresso l’opposizione e al contempo condannato il terrorismo”
“Si, Mr Cameron, a vorrei ringraziare la Gran Bretagna per insegnarmi questi valori occidentali” 

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