Societa’ orwelliana Chi controlla l’umanita’?

Il padre di Novak Djokovic in un video: “il nostro orgoglio prigioniero di idioti”

Scritto da Cristina Bassi

Novak Djokovic, il tennista serbo piu importante del mondo è detenuto dalle autorità australiane , nonostante avesse ricevuto un’esenzione dal vaccino da Tennis Australia. La Border Force (Autorità di Frontiera) il 5 gennaio 2022, ha bruscamente cancellato il suo visto (https://t.me/COVID19Up/12716), causa l’essere entrato nel paese senza essere vaccinato.

Ha trascorso più notti in un centro di detenzione di Melbourne in attesa di essere espulso, ma il padre nel video che qui traduco dice è che in galera, privato di tutto, ha solo con sé il cellulare.

“ Aveva gli stessi documenti degli altri 25 tennisti che al contrario non hanno problemi. Solo Novak li ha. Avrebbero potuto dire: “non venire Novak”.

Lo stanno tenendo in prigione! Gli hanno portato via tutto, persino il portafoglio. Gli hanno lasciato solo il cellulare, senza abiti di ricambio.

Il nostro orgoglio è prigioniero di idioti. Vergogna!

Tutto il mondo libero, insieme alla Serbia deve insorgere. Non è una battaglia della Serbia, ma di 7 miliardi di persone per la libertà di espressione, di pensiero e di comportamento.

Novak in ha infranto leggi, come non lo hanno fatto 7 miliardi di persone.

Vogliono soggiogarci, meetterci in ginocchio. Non andrà in porto.

Libertà! Siamo tutti con te!”

Per capire di più…

Francesco Amodeo in questo suo articolo, avanza ipotesi per nulla peregrine per ciò che è avvenuto:

“La questione del visto in Australia negato al tennista Novak Djokovic può essere interpretata seguendo due strade: quella da pillola azzurra propinata in queste ore dalla maggior parte dei media mainstream, che non vedevano l’ora di poter mettere alla gogna uno dei No vax più famosi del mondo, per dimostrare che non importa quanto tu sia ricco e potente, se sei contro questi vaccini, vieni chiuso in quarantena come un topo e perdi ogni diritto civile. S

econdo questa versione, dovremmo credere che il tennista più famoso del pianeta, abbia fatto decine di ore di volo per partecipare ad uno dei tornei più importanti – dopo essersi esposto pubblicamente sulla propria questione vaccinale – e lo abbia fatto senza avere tutta la documentazione in regola e senza aver avuto una preventiva autorizzazione dagli enti australiani sulla documentazione che avrebbe esibito.

Vorrebbero farci credere che Djokovich ci abbia provato come il ragazzino che sale sul bus con il biglietto scaduto, sperando che il controllore non se ne accorga. La cosa triste è che sono in tanti a credere a questa improbabile e surreale versione.

La verità è che Djogovich quelle garanzie le aveva avute tutte. Ovviamente. La sua esenzione era stata sottoposta anche a verifica di enti indipendenti istituiti da Tennis Australia e dal governo dello stato di Victoria. In queste ore stanno emergendo anche le comunicazioni a riguardo.

Al tennista serbo in Australia gli è stata tesa una trappola. Una vendetta che qualcuno gli ha voluto servire a caldo e non vedeva l’ora di ritrovarselo sul proprio territorio.

Ma perché proprio a lui e perché in Australia?

Facciamo un passo indietro:

Nel 2006, la compagnia mineraria Rio Tinto ha scoperto riserve di jadarite (un silicato di litio e boro utilizzato principalmente nelle batterie delle auto e nei cellulari) nella regione di Loznica, una cittadina situata nella parte centro-occidentale del Paese a 130 chilometri da Belgrado, e ha iniziato a comprare possedimenti ma senza iniziare l’estrazione del materiale.

Per quest’ultima operazione era necessaria l’approvazione governativa, arrivata nella persona del primo ministro Aleksandar Vukic, che ha parlato di un investimento di 2,12 miliardi di euro da parte di Rio Tinto e di 600 milioni d’introiti annui per i prossimi 50 anni.

Djokovic batte il premier Vucic: bloccate in Serbia le miniere di litio Rio Tinto.

Si legge anche:

Dopo settimane di proteste, a cui ha partecipato anche il tennista, il governo ha dovuto rinunciare al megaprogetto (molto inquinante) di sfruttamento di una miniera di litio a 130 km da Belgrado.

E ancora:

Ogni sabato e per mesi, a Belgrado e in altre città, la gente è scesa in piazza per esigere la retromarcia di Vucic, fermando il traffico e scontrandosi con la polizia. All’inizio, il presidente ha accusato di disfattismo «questi cosiddetti ecologisti finanziati da governi stranieri», ricordando che l’investimento avrebbe portato migliaia di posti di lavoro e 600 milioni d’euro l’anno per il prossimo mezzo secolo.

 Ma quando alle proteste si sono uniti gli accademici e un idolo delle folle come Novak Djokovic — il campione serbo di tennis, spesso vicino alle posizioni dei nazionalisti al governo, ha scritto in un post che «aria, acqua e cibo puliti sono la chiave della nostra salute, senza di essi non ha senso parlare di salute» —, a quel punto Vucic s’è arreso alla jadarite-kryptonite e ha ritirato i piani minerari.

il supporto di Djokovic alla causa è stato determinante. Il tennista è infatti un idolo delle masse nel suo paese. Amatissimo. Al punto che negli ambienti politici c’è chi afferma che sarà un possibile futuro presiedente della Serbia.

Egli ha contribuito, con il suo sostegno, a mandare all’aria un affare da 2,5 miliardi di dollari ad una multinazionale straniera.

L’area dello Jadar, infatti,  è uno dei più grandi depositi di litio al mondo, 136 milioni di tonnellate, valore stimato 200 miliardi d’euro, ed è indispensabile a un settore in enorme espansione come quello delle batterie per auto elettriche e telefonini. La sola miniera di Loznica potrebbe coprire il 10 per cento del fabbisogno mondiale.

A perdere non è stato soltanto il presidente serbo ma soprattutto la spietata multinazionale Rio Tinto che in 150 anni e in 35 Paesi — dalla Papua Nuova Guinea all’Australia — è stata spesso accusata di violare tanto i diritti umani, quanto l’ambiente.

Ma di dov’è la Rio Tinto? E’ anglo- australiana. La sua divisione maggiore è proprio in Australia. Avete capito bene: in Australia, dove adesso Djogovich è bloccato dal governo e trattato come un criminale. Nessuna correlazione? ai posteri l’ardua sentenza”.

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