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Il sovranismo psichico: siamo al superamento di Orwell…

Scritto da Cristina Bassi

La storia dei popoli sovrani si è riattivata e con essa una violenta opposizione frenante e manipolante il significato stesso delle parole storiche… faide tra grandi poteri temporali dietro le quinte sembrano all’opera, per il controllo finale…
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Dalle parole di Marco Pizzuti dal suo profilo FB:

” Nel Terzo Reich gli oppositori politici venivano fucilati o internati come tali e senza tanti fronzoli. In Unione Sovietica invece, adottavano metodi più sottili e venivano classificati come malati mentali (Maria Spirindov docet).

Nella neolingua attuale infine, la tecnica di ridurre i dissidenti a malati psichiatrici è stata perfezionata a tal punto che il significato originale delle parole viene sistematicamente stravolto per assecondare il pensiero unico e la propaganda politica ultraliberista dell’elite finanziaria.

E così può accadere tranquillamente che nell’Enciclopedia Treccani online, il termine sovranismo (senza popolo sovrano non ci può essere nessuna democrazia) venga trasformato nel sinonimo di nazi-fascismo e di patologia mentale

Capito la sottigliezza? se in questo periodo storico critichi lo strapotere conferito ai mercati, le politiche dittatoriali dell’UE o delle istituzioni finanziarie internazionali come il Fondo Monetario, sei un malato di mente….Del resto se c’è scritto anche nell’enciclopedia vuol dire che sarà vero e quindi è del tutto evidente che i padri fondatori della Costituzione dovevano essere dei nazifascisti psicopatici…

Art. 1 Cost. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”

Orwell a questi gli fa un baffo…. benvenuti in “1984”….

Rivoluzione Non Autorizzata — Libro Biografia Non Autorizzata della Seconda Guerra Mondiale — Libro Evoluzione non Autorizzata — Libro

 

Sovranismo psichico spiegato dalla Treccani…..

Sempre da FB un ulteriore ampliamento del concetto e chiarimento”… dal profilo di Andrea Zhok

“Dopo essere stata presa in giro sui social per mesi la definizione di “sovranismo psichico” ha l’onore di essere ospitata come voce dalla Treccani online.

Forse è il caso di smettere di ridere e di chiederci se ci siano ancora limiti che i poteri mediaticamente ed economicamente più influenti (l’establishment) considerano non sorpassabili, o se oramai siamo arrivati al punto in cui si ritiene che valga tutto, assolutamente tutto, pur di abbattere l’avversario.

Già, perché ospitare come voce accreditata una formula che è dimostrabilmente un’idiozia con finalità di lotta politica spicciola ricalca esattamente una delle dinamiche descritte da George Orwell, di confisca concettuale e assoggettamento culturale.

1984 — Libro

Da un lato le istanze del ‘politicamente corretto’ mettono fuori legge tutte le espressioni che suonano come critiche dell’opinionismo mainstream, e dall’altro vengono accreditate unità concettuali farlocche e strumentali come se fossero descrittori di natura scientifica.

Non basta dunque aver distorto pervicacemente la nozione di ‘sovranismo’, applicata originariamente in contesto francofono per le istanze di rivendicazione autonomiste su base nazionale (Quebec, Irlanda, Palestina, ecc.), trasformandola in un sinonimo di ‘nazifascismo’.

Ora si passa alla fase della patologizzazione del dissenso, che viene ridotto a categoria psichiatrica, a deviazione mentale.


Esaminiamo innanzitutto la definizione che ne viene data:
“Atteggiamento mentale caratterizzato dalla difesa identitaria del proprio presunto spazio vitale.”

La prima cosa da osservare è che se togliamo l’aggettivo ‘presunto’, che insinua la natura illusoria, erronea del giudizio (per il loro ‘presunto’ punto di vista obiettivo), il resto della definizione rappresenta una descrizione che si attaglia a tutte le specie viventi, a tutte le unità culturali, istituzionali e statali di cui abbiamo contezza.

Infatti la “difesa identitaria del proprio spazio vitale” è qualcosa che può valere per l’identità di un organismo rispetto a fattori esogeni che ne destabilizzano l’identità, così come per ogni unità politica nota.

Anche la multiculturale e multinazionale Svizzera opera in forme che tendono a preservare la difesa identitaria del proprio spazio vitale: ha una Costituzione, dei confini, leggi comuni, regole che ne definiscono l’indipendenza da altre unità politiche entro uno spazio in cui vivono i suoi cittadini.

Salvo che per colonie, protettorati o entità politiche fittizie (come alcuni paradisi fiscali), nel mondo non esistono che unità politiche per cui è ovvio che la propria identità entro uno spazio vitale vada difesa.

Tutto il peso dello stigma nella definizione sta nel carattere di illusorietà (‘presunto’), che farebbe dell’ “atteggiamento mentale” una forma di delirio, di allucinazione malata.

Le citazioni che forniscono la campionatura d’uso dell’espressione sono in questo senso eloquenti.
La prima fa riferimento ad un atteggiamento ‘paranoico’, cioè appunto ad una categoria delirante; niente viene aggiunto al quadro, salvo il giudizio insindacabile del giudicante: si tratta di patologia mentale.

La seconda addirittura, secondo il canone retorico dello ‘strawman’, inventa di sana pianta una tesi che nessuno, neanche qualche ultras neonazi etilista, ha mai sostenuto (“vogliamo metterci alla guida dell’altro 99% affermando che devono fare quello che riteniamo giusto noi?”), per poter procedere alla liquidazione forfettaria di ogni richiesta di sovranità.

Ora, ciò che è particolarmente preoccupante in questo episodio di malcostume culturale è vedere l’abisso di malafede, arroganza e ignoranza in cui sguazzano soddisfatti precisamente quelli che sparacchiano accuse ad alzo zero di malafede, arroganza e ignoranza sui dissenzienti.

Siamo di fronte ad operazioni spudorate, prive di scrupoli, in cui vengono avvelenati i pozzi del dibattito pubblico da coloro i quali sono stati posti a guardia degli stessi.

E’ qualcosa che eravamo abituati a leggere nelle descrizioni sull’atmosfera di falsificazione culturale nella Controriforma tridentina o nella Restaurazione napoleonica, pensando che eravamo fortunati a vivere in un’epoca che li aveva superati.

E ci ritroviamo oggi con i sedicenti portatori sani di ‘illuminismo’ a fare le stesse cose, ma con meno scuse”.

fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1379291002252295&set=a.144967689017972&type=3&theater