Societa’ orwelliana

Imminente assalto turco-saudita in Siria. Prossima la Terza Guerra Mondiale?

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Scritto da Cristina Bassi
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“Ogni giorno che passa, la possibilità di un confronto militare diretto tra la Russia e gli Stati Uniti (o almeno i suoi alleati) sembra sempre più probabile”.

“Ogni giorno che passa, la possibilità di un confronto militare diretto tra la Russia e gli Stati Uniti (o almeno i suoi alleati) sembra sempre più probabile”.
I Sauditi dicono che Assad deve andarsene e dispiegano jet in Turchia. 

L’assalto Turco- Saudita in Siria è ora imminente. Non ci sarà pace in Siria. Il Ministro degli Esteri Saudita Adel al-Jubeir ieri ha annunciato che per Il Regno, è “cruciale” la rimozione di Assad. A questo ha aggiunto senza vergogna che il leader siriano è “ l’unico magnete estremamente efficace per gli estremisti e i terroristi nella regione”.

Questa non è una dichiarazione canaglia fatta da un governo fuorilegge, ma una politica che è stata approvata e molto più probabilmente dettata dagli Stati Uniti. Ed ora i Sauditi hanno parcheggiato i loro F-15, alla base navale turca, usata dai militari americani per colpire obiettivi dentro la Siria.

La Turchia ha apertamente riconosciuto di lavorare con i Sauditi per un progetto di attacco congiunto

Il ministro degli Affari Esteri turco, Mevlut Cavusoglu lo ha già chiarito“ se abbiano una strategia del genere, allora la Turchia e l’Arabia Saudita possono lanciare un’operazione di terra”, ha detto, aggiungendo carburante alle preoccupazioni che un’invasione di truppe straniere possa presto complicare ulteriormente la situazione, già turbolenta, nel paese dilaniato dalla guerra

Precedentemente, l’Arabia Saudita, il Bahrain e l’Unione degli Emirati Arabi (UAE), hanno fatto sapere di essere pronti a contribuire con truppe per una operazione di terra in Siria, alla condizione che gli Stati Uniti conducano l’intervento.

Damasco e l suo alleato chiave nella regione, l’Iran, hanno messo in guardia che una tale forza straniera, dovrà affrontare una forte resistenza

Naturalmente, sia la Turchia che l’Arabia Saudita, insistono sul fatto che i loro attacchi avrebbero come obiettivo ISIS — forse una delle più ciniche e risibili affermazioni, fatte dall’inizio del conflitto siriano.

Come sostiene Slavoj Žižek, 

“la cosiddetta guerra al terrore, è diventato uno scontro all’interno di ogni civiltà, in cui ogni parte finge di combattere Isis, per poter in realtà colpire il suo vero nemico”

Molto probabilmente gli Stati Uniti eviteranno un coinvolgimento diretto, ma Washington sta già lavorando alacremente dietro le scene. Anche se sono stati tagliati molti rifornimenti, la CIA fa gli straordinari  per ripetere il rifornimento di armi  ai ribelli moderati

Ogni giorno che passa, la possibilità di un confronto militare diretto tra la Russia e gli Stati Uniti (o almeno i suoi alleati) sembra sempre più probabile.

Il primo F-15 che sarà abbattuto da un jet siriano o russo (o un sistema antiaereo come l’S-400), potrebbe segnare l’inizio di una guerra totale. Ed è esattamente quello che Washington sembra volere.

fonte: Russia Insider

traduzione: Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net

Ahmed-al-Assiri

Putin pronto alla terza guerra mondiale se l’Arabia Saudita invade la Siria

by Tiziana Geraci

Solo un’esercitazione?

Nonostante gli avvertimenti di Putin e Assad, uno schieramento senza precedenti si sta radunando nel nord dell’Arabia Saudita, ai confini con la Siria, per quella che i media chiamano “esercitazione militare“, in gergo North Thunder (il tuono del nord). 350 mila soldati, provenienti da almeno 21 paesi arabi che hanno firmato un patto lo scorso dicembre per “combattere il terrorismo”, tra cui quelli che si affacciano sul Golfo Persiano (gli Emirati), l’Egitto, il Sudan e il Pakistan, stanno per addensarsi nell’area saudita di Hafer al-Batin, cui secondo molti media sauditi – riportano molte fonti – si aggiungeranno qualcosa come 2.540 aerei da guerra, 20.000 carrarmati e 460 elicotteri, per una 18 giorni di manovre continuative che non ha precedenti nella storia.

La decisione dell’Arabia Saudita è “definitiva e irreversibile“, ha detto il Brig. Gen. Ahmed Al-Assiri durante una conferenza stampa lo scorso giovedì, aggiungendo che i dettagli sarebbero stati precisati dal capo della coalizione, gli Stati Uniti, e che lui rappresentava esclusivamente la decisione dell’Arabia Saudita.

Al-Assiri ha anche aggiunto che se l’Iran vuole unirsi alla coalizione per combattere l’Isis, deve prima “smettere di finanziare i terroristi in Iraq, nello Yemen e in Siria” (ma ci sono prove governative che a finanziare l’Isis siano stati proprio gli alleati USA come l’Arabia Saudita).

Le manovre giungono dopo le dichiarazioni dei regnanti sauditi sulla loro adesione a qualunque operazione di invasione di terra della Siria condotta dai membri della NATO. Questo, unitamente a un dispiego così massiccio di forze militari sul confine siriano, fa ritenere che una tale operazione sia molto vicina. È il primo ministro dell’Arabia Saudita infatti, Adel al-Jubeir, ad aver dichiarato martedì scorso che la proposta di inviare truppe di terra in Siria è stata approvata da Washington, e per la precisione dal Dipartimento di Stato, ovvero dal segretario di Stato John Kerry, che l’ha accolta definendola “naturale”.

Le reazioni della Siria e dell’amministrazione di Putin.

Il ministro degli esteri siriano Walid al-Moallem, sabato scorso, non appena la notizia si è diffusa ha replicato che 

“qualunque intervento di terra in Siria, senza il permesso del Governo siriano, sarà trattato alla stregua di un’aggressione cui si opporrà ogni cittadino siriano“. “Mi dispiace dover dire che torneranno a casa in una bara di legno“, ha poi aggiunto, sottolineando che grazie alla progressiva riconquista di Aleppo, ottenuta con il supporto dell’aviazione russa e che sta tagliando le gambe ai ribelli e all’ISIS, e “in basi ai risultati delle nostre forze armate, siamo sulla strada buona per la conclusione del conflitto” e che “piaccia o no, le nostre conquiste sul campo di battaglia indicano che stiamo procedendo ormai verso la fine della crisi“. Da qui la necessità di un’invasione di terra per non consentire al legittimo governo siriano di tornare a controllare il suo territorio.

Pavel Krasheninnikov, un parlamentare della Duma, ha mandato un messaggio forte e chiaro all’Arabia Saudita:

“Qualunque operazione militare di terra in Siria senza il consenso di Damasco, sarà considerata una dichiarazione di guerra“.

Ma a fare veramente paura sono le parole del primo ministro russo, Dmitry Medvedev, al giornale tedesco Handelsblatt, commentando le esercitazioni programmate dall’Arabia Saudita:

“tutte le parti devono obbligarsi a sedere al tavolo dei negoziati, invece di scatenare un’altra guerra sulla Terra. Qualunque tipo di operazioni di terra – è una regola – porta ad una guerra permanente. Guardate cosa è successo in Afghanistan e in molte altre zone. E non sto nemmeno a parlarvi della povera Libia. Gli americani e i nostri partner arabi devono pensarci bene: vogliono davvero una guerra permanente? Pensano sul serio che potrebbero vincerla rapidamente? È impossibile, specialmente nel mondo arabo, dove tutti combattono contro tutti“.

La terza guerra mondiale

Durante la Guerra Fredda, che recentemente il capo dell’intelligence americana, James Clapper, ha rievocato, alla minaccia di invasione russa dell’est europeo, la NATO discuteva dell’utilizzo di armi nucleari tattiche per fermare i 20.000 carrarmati russi. Allo stesso modo, è probabile che Putin decida di utilizzare armamenti simili per contrastare l’invasione di terra della Siria condotta dall’Arabia Saudita, con i 20.000 carrarmati predisposti sul fronte. Mosca ha del resto appena ricordato che i lanciamissili russi possono esser equipaggiati con testate nucleari, augurandosi che non ci fosse bisogno di usarli, ed è di questi giorni la notizia che la Russia e l’India hanno raggiunto un accordo per esportare ai loro alleati la tecnologia dei missili supersonici a corto raggio BrahMos, in grado di essere teleguidati e lanciati da sommergibili, da aerei, da navi o da postazioni al suolo.

 Non appena le truppe di terra guidate dall’Arabia Saudita invaderanno la Siria, i missili russi S-300 e S-400 (quest’ultimo il sistema anti-aereo probabilmente più sofisticato al mondo) inizieranno ad abbattere i 2.450 velivoli militari NATO e i 460 elicotteri, ma l’unica soluzione per disfarsi delle truppe di terra e dei 20.000 carrarmati saranno le armi nucleari tattiche. Questo darà l’innesco all’escalation, che ai cittadini dei paesi membri della Nato verrà presentata più o meno così: “I russi, guidati da Putin, hanno attaccato i nostri alleati con armi nucleari: non abbiamo altra soluzione che invadere la Siria“.

 In realtà, sebbene possa apparire cinico e amaro, quello che sta accadendo potrebbe essere un diversivo per distrarre l’opinione pubblica dalla crisi economica. Le banche europee stanno fallendo a causa dei debiti. Deutsche Bank ha perso il 5o% del suo valore, di cui almeno il 40% dall’inizio dell’anno. Se Deutsche Bank fallisce, i 50 mila miliardi di titoli derivati che si porta dietro, venti volte il Pil della Germania, travolgeranno a catena le altre banche. Negli Usa, le banche “too big to fail” sono a rischio, perchè dopo i salvataggi governativi del 2008 hanno continuato a fare quello che facevano. E ora sono ancora più indebitate. Quindi una guerra nucleare leggermente depotenziata potrebbe certamente rappresentare una strategia diversiva per contenere la reazione dei risparmiatori al dissolversi dei loro conti correnti.

fonte: http://www.byoblu.com/post/minipost/putin-pronto-alla-terza-guerra-mondiale-se-larabia-saudita-invade-la-siria

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