Societa’ orwelliana

Le fortuite coincidenze: prima di un mega attentato, sempre esercitazioni in corso…

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Scritto da Cristina Bassi

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Da Maurizio Blondet: “Sempre prima di mega attentati sono state inscenate esercitazioni per coprire gli eventi.

Da Maurizio Blondet: “Sempre prima di mega attentati sono state inscenate esercitazioni per coprire gli eventi.

Ripropongo nel seguito una parte dell’articolo ed analisi di Maurizio Blondet, sul suo sito:
http://www.maurizioblondet.it/e-strategia-della-tensione-lo-dimostra-la-cronologia-2/

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“Sempre prima di mega attentati sono state inscenate esercitazioni per coprire gli eventi. 

A Manhattan, la sera del 10 settembre 2001, la FEMA (il servizio federale anti-catastrofi) cominciato una esercitazione che simulava un disastro vicino alle Twin Towers. La mattina dell’attentato erano già sui moli di Manhattan, a due passi, con ospedali da campo, roulottes, macchinari di pronto intervento, personale specializzato. 

Londra, 7 luglio 2005, attacchi presunti islamisti a quattro fermate della metropolitana. Un tal Peter Power, tutto eccitato, telefona alla BBC Radio e dice in diretta: “Sono direttore di un impresa di security, la Visor Consultants. Sapete cosa?Un cliente mi aveva commissionato una esercitazione, con un migliaio di persone coinvolte, che simulava quattro attentati in quattro punti del subway: combinazione, proprio quelle stazioni dove sono avvenuti gli attentati! Che fortuna!| Abbiamo potuto passare dalla simulazione alla realtà molto rapidamente”. La Visor Consultants lavora normalmente per la Metropolitan Police, ossia Scotland Yard. Dopo, Power non è stato più disponibile per interviste. 

Il paramedico francese Pelloux è un personaggio sui generis. Anzitutto, ha una pagine di Wikipedia in inglese che parla di lui – ovviamente se l’è scritta da sé – dove rivela una cosa interessante: “Durante la sparatoria di Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015 (Pelloux) era nei pressi dell’edificio della rivista, sicché è stato uno dei primi ad arrivare sul posto, chiamato da qualcuno che lavorava per la rivista. Egli ha immediatamente telefonato al presidente francese Francois Hollande per dirgli quel che era accaduto. Egli ha visto che alcuni dei suoi amici erano morti ed ha fornito pronto soccorso agli altri”. 

Leggere per credere: http://www.maurizioblondet.it/wp-content/plugins/sem-external-links/external.png); 

Un paramedico che è il primo a telefonare al presidente Hollande? Che si trova per caso sul posto dell’attentato a Charlie Hebdo, dove ha degli amici fra i redattori? Fosse pure un medico come si dichiara su Wiki, quanti medici hanno iil numero di cellulare di Hollande? E poi, della sua presenza sul luogo di Charlie ha fatto un business, raccontando ai giornali a destra e a manca le sue imprese di soccorritore, anzi essendo parte di un libro che ha confermato la versione ufficiale dell’eccidio (su Charlie Hebdo come false flag abbiamo scritto a suo tempo). E per giunta è un attore professionale o quasi, come segnala la sua partecipazione ad alcune pièces teatrali a Parigi…un uomo dalle molte doti. 

Pelloux ha poi confermato  anche al Guardian, che l’esercitazione era in corso:

“That morning, the emergency services in Paris had actually done a training exercise for a major terrorist attack. We were well prepared.”  

Gli ebrei abitanti a Parigi sono stati avvertiti in anticipo delle stragi che sarebbero avvenute in città. Da chi sono stati avvertiti non è chiaro; ma la notizia è stata riportata da Times of Israel, quindi non è una elucubrazione di qualche complottista

E’ già un progresso: chi scrisse che l’11 Settembre 2001 gli ebrei che lavoravano al World Trade Center erano rimasti a casa, è stato bollato di antisemitaAnche negli attentati di Londra del luglio2005 gli ebrei furono avvisati prima: per la precisione, Bibi Netanyahu, che s i trovava nella capitale inglese, fu avvertito dai suoi servizi di non uscire dall’albergo quel mattino. La cosa fu riportata come normale dai giornali inglesi (io ero lì come inviato) – e nessuno che chieda ad Israele: visto che sapete sempre degli attentati prima, non potreste avvisare anche la “nostra” popolazione? 

pinocchio

I PASSAPORTI  TROVATI “VICINO” AI TERRORISTI: FALSI

Quello siriano è un comprovato falso di quelli che si vendono ad Istanbul a medio-orientali (anche pakistani) che vogliono farsi passare per siriani profughi di guerra ed ottenere asilo in Europa. Il passaporto egiziano trovato “vicino” a un altro terrorista appartiene invece a una vittima: Walid Abdel Razzak, che era allo stadio a vedere la partita, e lotta fra la vita e la morte in un ospedale francese. Miserabili depistaggi subito smentiti.

IL MISTERIOSO ARRESTATO IN GERMANIA

Nella giornata dell’attentato, la AFP diramava la seguente notizia: un uomo che trasportava armi in una vettura è stato arrestato in Baviera. Stava dirigendosi verso Parigi sull’autostrada che unisce Salisburgo (Austria) a Monaco (Germania). L’arrestato veniva del Montenegro. Nella sua auto, in un nascondiglio, la polizia ha trovato varie pistole, mitra, munizioni e molti chilogrammi di tnt . Gli inquirenti ritengono che abbia un fondato legame con gli attentati di Parigi. L’età dell’arrestato, 51 anni, non l’età di un combattente dell’ISIS, ma forse della “mente” E’ Islamico o no? Non sappiamo. La notizia, ampiamente riportata dalla stampe tedesca, cui ha fatto riferimento anche il governatore della Baviera, è stata soppressa prontamente. Forse perché sconvolge la versione ufficiale?

Una ulteriore informazione ha precisato: la polizia bavarese ha arrestato il viaggiatore armatissimo verso Parigi il 5 novembre. Dunque una settimana prima della strage di Parigi. 

14 novembre, Vienna– Tavolo del negoziato di pace in Siria: “Usa, Europa e gli stati sunniti danno la colpa ad Assad per il conflitto ed anche per l’ascesa dell’ISIS; l’Arabbia Saudita ha chiarito che continuerà a sostenere i ribelli se Assad non si ritira…la Russia è scettica se una opposizione democratica ad Assad semplicemente esista. Saudi e Turchia vogliono espandere la lista dei gruppi legittimati (a partecipare alla transizione) in modo da escludere parecchie fazioni islamiste. 

Antalya: al G20, Putin rivela che 40 paesi finanziano ISIS, fra cui alcuni membri del G20. Mostra anche la foto satellitari della strada su cui l’ISIS fa’ transitare le autobotti che portano il petrolio iracheno, che il Califfo estrae, per venderlo in Turchia. Una fila di autobotti lunga decine di chilometri. Sono così facili da bombardare, perché gli Usa non li bombardano? Putin non può, perché la sua azione è limitata alla Siria. Immediatamente dopo, gli Usa annunciano di aver cominciato i bombardamenti, distruggendo 116 autobotti nella Siria orientale, ad Abu Kamal, cittadina di frontiera con l’Irak. Prima non aveva mai bombardato queste file di mezzi, hanno spiegato al Pentagono, per timore di perdite civili. 

E lo stato di guerra?

Hollande l’ha indetto. Ma non ha invocato la clausola NATO articolo 5; ha chiesto aiuto alla…UE. Tutti i 28 paesi devono aiutare militarmente la Francia. E tutti i 28 paesi unanimi ed entusiasti hanno offerto il loro sostegno – guerra! – ha enunciato commossa la Mogherini. 

E’ un passo decisivo verso “più Europa”, come stanno ripetendo da giorni i soliti noti: per vincere l’ISI, ci vuole più Europa, un esercito comune, ed anche (mai sprecare una strage di stato) lo sforamento del deficit contro l’austerità… come mi scrive il lettore Fazio F.

“La sistematica destabilizzazione intorno all’Europa ha sempre puntato a creare un nemico artificiale per favorire il processo di unificazione inceppato e ora era il momento da non far scappare. Hollande stava perdendo popolarità ma è il miglior esecutore dei piani del nuovo ordine mondiale, intanto gli europei stavano diventando sempre più eurofobi. Serviva un nemico esterno per unire obtorto collo gli europei e il nemico rimarrà fin quando l’Europa non diventerà un clone degli USA, a questi assoggettata e ovviamente ben separata dalla Russia. Gli immigrati alle frontiere non hanno funzionato come sperato, era già pronto il piano B. La storia recente, compreso l’allargamento affrettato dell’UE, la crisi libica provocata dalla Francia  la crisi siriana vanno lette in quest’ottica”.

Perfetto. C’è anche questo. Sempre le stragi sono di Stato. Servono al potere esecutivo.”

fonte: http://www.maurizioblondet.it/e-strategia-della-tensione-lo-dimostra-la-cronologia-2/