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Neuroscienze: ologrammi proiettati nel cervello, potrebbero sostituire organi di senso compromessi

Scritto da Cristina Bassi

Dal mainstream britannico (dal The Independent) traduco queste notizie di neuroscienza relativamente agli  ologrammi, che se proiettati nel cervello sembra aiutino a ripristinare funzioni di organi di senso, quando compromesse. La ricerca in corso a cui fa riferimento l’articolo,  viene da una università americana. Dunque anche la scienza ufficiale starebbe ora confermano che la nostra realtà (e il nostro corpo) sono ologrammi? David Icke, per chi segue questo sito, lo dice da anni, in qualità di divulgatore e ricercatore sulla realtà in cui viviamo e percepiamo e sulla sua composizione.
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Gli scienziati stanno sviluppando un dispositivo che, proiettando ologrammi nelle cellule cerebrali, un giorno possa “ permettere ai ciechi di vedere e ai paralizzati di riavere il tatto”,

Dicono che usando la luce come mezzo per alterare la funzione cerebrale, potrebbe essere possibile imitare reali sensazioni e percezioni fisiche

Questo dispositivo ha il nome di “holographic brain modulator” (modulatore olografico del cervello) ed è agli inizi del suo sviluppo, ma in nuove pubblicazioni  nella rivista Nature Neuroscience, i ricercatori hanno già sottolineato alcuni risultati della prima ora.

“Questo è uno dei primi passi su una lunga strada per sviluppare una tecnologia che potrebbe essere un trapianto virtuale di cervello  con aggiunta sensorialità o aumento di essa” ha detto il Dr Alan Mardinly, un neuroscienziato alla università di  Berkeley, California, che ha partecipato al lavoro.

I ricercatori sperano che partendo dal loro iniziale esperimento che modifica le cellule cerebrali di topi, la tecnologia abbia un giorno la capacità di imitare i sensi come vista e tatto, in coloro che li hanno persi.

“Essere in grado di parlare al cervello ha l’incredibile potenziale di aiutare a compensare un danno neurologico, causato da malattie degenerative o lesioni”, ha il Prof Ehud Isacoff, un altro scienziato di Berkeley, che non è stato però coinvolto nel progetto

“Nel codificare le percezioni nella corteccia umana, si potrebbe consentire ai ciechi di vedere o ai paralizzati di avere il tatto”

Il dispositivo fa uso di una tecnica nota come optogenetica, che implica l’uso della luce per controllare le cellule viventi.

Alla base di questa tecnica c’è l’inserimento di canali fotosensibili nelle cellule cerebrali, che si aprono quando vengono colpite da un raggio di luce. L’apertura di questi canali stimola la corrispondente cellula cerebrale.

Dopo aver inserito canali appositamente sviluppati, dentro i cervelli di topi, sono stati in grado di controllare le cellule in cui erano stati aggiunti

Gli scienziati hanno proiettato il loro ologramma sul livello superiore del cervello, attivando decine di neuroni  per molte centinaia di volte al secondo, nel tentativo di simulare reali modelli di attività nel cervello.

Facendo questo, sperano sostanzialmente di ingannare il cervello nel fargli pensare di aver percepito qualcosa.

“Tutto cio’ ha un grande potenziale per le protesi neuronali, poichè ha la precisione necessaria perché il cervello interpreti i modelli di attivazione” ha detto il Dr Mardinly.

“Se possiamo leggere e scrivere il linguaggio del cervello, gli si puo’ parlare nella sua stessa lingua ed esso puo’ interpretare molto meglio il messaggio”

Gli esperimenti del team con i topi hanno mostrato che questa tecnologia puo’ causare cambiamenti nella attività cerebrale, simili a quelli visti quando gli esseri sono esposti ad un vero stimolo sensoriale.

Ora stanno allenando i topi a comportarsi in certi modi, cosi da poter calibrare fino a che punto i loro comportamenti vengono alterati dalla applicazione olografica

Gli scienziati intendono anche imitare veri modelli della attività cerebrale cosi da poter infine riprodurre sensazioni e percezioni, in grado di riprodurre a mezzo del sistema olografico che hanno sviluppato

Sebbene abbiano sottolineato che la tecnologia deve ancora essere perfezionata prima che abbia un qualsiasi beneficio che possa cambiare radicalmente la vita umana, questa tecnologia è un significativo progresso sugli sforzi precedenti per manipolare le cellule cerebrali.

“Il maggiore progresso è la capacità di controllare precisamente i neuroni nello spazio e nel tempo” , ha detto” il Dr Nicolas Pegard, un ricercatore ottico alla Berkeley ed uno dei primi autori dello studio. “In altre parole, per colpire proprio quella serie di neuroni molto specifici che si desidera attivare e farlo nella caratteristica portata e velocità alla quale essi normalmente funzionano”

Dr Mardinly ha aggiunto: “Questo è il culmine delle tecnologie sulle quali i ricercatori stanno lavorando da un po’….  Abbiamo risolto molti problemi tecnici contemporaneamente,  per mettere insieme il tutto e finalmente renderci conto del potenziale di questa tecnologia”

Fonte:  https://www.independent.co.uk/news/science/hologram-brain-replace-lost-senses-optogenetics-holographic-brain-modulator-a8329356.html

Traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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