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Prof Bellavite: la nitroglicerina in allopatia e omeopatia. Correlazioni con l’angina pectoris

Scritto da Cristina Bassi
Sulle “pillole di storia della medicina” del Prof Bellavite, avevo già pubblicato qui  “Dr Bellavite: pillole di storia della medicina … immunologia, vaccini e medici”, e qui: “Prof. Paolo Bellavite: la complessità in medicina. Superare dogmi e scientismo”
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La storia della medicina ha molto da insegnare e in questo post conosciamo un pezzo di storia dell’omeopatia che si interseca con un pezzo di storia della farmacologia “ufficiale”. Esiste un rimedio omeopatico che si chiama “GLONOINUM”, che nient’altro è che una diluizione e dinamizzazione della NITROGLICERINA, un farmaco allopatico.

La cosa curiosa è che le sue proprietà medicinali furono scoperte dagli omeopati 30 anni prima che dai medici convenzionali. Ma andiamo con ordine.

L’omeopatia fu fondata alla fine del Settecento e si diffuse abbastanza rapidamente in Europa e Stati Uniti. Ai primi dell’Ottocento un medico tedesco, Costantin Hering (1800-1880), era impegnato a scrivere un libro che confutasse l’omeopatia (guarda caso!), ma dopo aver letto le opere di Samuel Hahnemann e indagato sulle affermazioni cliniche dell’omeopatia, si convinse della sua efficacia.

Nel 1833 emigrò in Pennsylvania, dove divenne uno dei pionieri e docenti di omeopatia, contribuendo alla sua rapida diffusione, che si arrestò ai primi del Novecento, quando l’ Associazione Medica Americana con manovre politiche ed escamotage tecnici (del tipo che i colleges di omeopatia furono penalizzati e chi collaborava con un omeopata era espulso) riuscì a farla estinguere.

Al declino contribuirono certamente anche i progressi della farmacologia chimica e della chirurgia. Bisognerà attendere gli ultimi decenni del XX secolo per registrare una nuova ripresa dell’omeopatia in U.S.A. ma soprattutto in Europa, India, America del Sud.

Hering dedicò molto studio alle cure per i morsi dei serpenti velenosi, compilando, fra l’altro, la materia medica di Lachesis, un rimedio tratto da grosso serpente velenoso appartenente alla famiglia dei Viperidi che vive nelle foreste dell’America centrale e meridionale. Egli diede anche notevoli contributi alla teoria omeopatica e propose le “leggi di guarigione” che portano il suo nome.

Ma torniamo al Glonoinum. Bisogna sapere che i primi omeopati erano dei grandi sperimentatori e provavano di tutto su di sé, su amici, parenti e persino sugli studenti dei corsi universitari. Allora evidentemente non c’erano i comitati etici. La prova consisteva nell’assunzione di una sostanza in gocce, sufficientemente diluita da non uccidere lo sperimentatore, e la registrazione meticolosa dei sintomi prodotti.

Ad un certo punto, Hering provò su se stesso e su amici la nitroglicerina, o 1,2,3-trinitropossipropano, un liquido denso, incolore, oleoso, che era stato inventato nel 1846 da Ascanio Sobrero come ingrediente attivo nella fabbricazione di esplosivi, compresa la dinamite.

Hering evidenziò che gli effetti principali dell’ingestione di nitroglicerina (chiamata poi dagli omeopati “glonoina”) erano cefalea, tachicardia e senso di oppressione precordiale, oltre ad un pessimo gusto.

È possibile che egli avesse conosciuto gli scritti dell’inventore del composto, che pure aveva notato che la sostanza ingerita accidentalmente provocava forti mal di testa.

Tuttavia Hering non diede troppa importanza ai sintomi cardiovascolari e nella sua descrizione pubblicata non incluse la nitroglicerina tra i rimedi per il dolore toracico (angina pectoris), lasciandola prevalentemente come rimedio per le cefalee.[1] Forse tale “svista” fu dovuta al fatto che l’angina pectoris costituiva una malattia piuttosto rara o comunque raramente riconosciuta a quel tempo [2].

Studio di Materia Medica Omeopatica — Libro

Secondo la Materia Medica omeopatica (Kent) la caratteristica più comune dei sintomi sperimentati dagli antichi omeopati – e quindi dai pazienti che corrispondono come “similitudine” a questo rimedio – è il flusso di sangue alla testa e al torace. Un paziente spesso descrive lo stato come una sensazione come se tutto il sangue nel corpo dovesse scorrere attorno al cuore, con un senso di calore o una sensazione di ebollizione nella parte sinistra del petto.

Ci sono anche sensazioni simili a onde nella testa, come se il cranio fosse sollevato e abbassato, o come se fosse espanso e contratto. Insieme a questo c’è il dolore più intenso, a volte come se la testa esplodesse, a volte un grande dolore alla testa o un senso di dolore avvertito nel cranio.

Un altro accompagnamento dell’impulso è il grande pulsare, sincrono con il battito del cuore, e quando il cranio ha questo dolore, allora il pulsare è come il battito dei martelli e ogni pulsazione è dolorosa, quindi ci sono pulsazioni dolorose e talvolta pulsazioni indolori. Le pulsazioni sono forti e quando sono più grandi nella testa si sentono anche nelle estremità. Il pulsare diventa più doloroso col movimento. Il vomito frequentemente allevia questa condizione.

I medici omeopati cominciarono ad usare la nitroglicerina intorno al 1850, quando Murrel non era ancora nato. Ma chi era questo Murrel? William Murrell (1853–1912) era un medico inglese, farmacologo clinico e tossicologo, che fu il primo a riconoscere i benefici clinici della nitroglicerina per il trattamento della angina pectoris, cioè del forte dolore di cuore che segnala l’ischemia (mancanza di sangue) del miocardio e può precedere la morte per infarto.

Egli pubblicò quindi un articolo su Lancet nel 1879 [3]. Una capsula contenente qualche goccia di questo esplosivo ha da allora in poi salvato la vita a migliaia di cardiopatici. Certo però non è una “cura” per l’ischemia del miocardio, ma solo un rimedio di urgenza per evitare lo spasmo delle arterie coronarie, che complica di certo la situazione.

Curiosamente, le cronache riportano che con quel farmaco fu curato anche il cuore di Alfred Nobel, inventore della dinamite!

In tempi ben più recenti (io ero già giovane e promettente professore a Verona, prima di cominciare ad occuparmi di omeopatia) si scoprì che il principio attivo dell’esplosivo è una piccola molecola chiamata ossido nitrico (un atomo di azoto con uno di ossigeno), un potente vasodilatatore che i nostri vasi sanguigni producono quando hanno bisogno di dilatarsi per far passare più sangue.

Non è certo un caso se anche i dolori per la cefalea e l’emicrania sono spiegati, almeno in parte, col meccanismo della vasodilatazione.

Curiosamente, lo stesso principio attivo si trova su un farmaco ben più recente, che ha lo scopo di far aumentare – a vantaggio dei vecchietti ancora arzilli – il flusso di sangue per un altro organo, forse un po’ meno importante del cuore ma fondamentale alla propagazione della specie. Nel mio laboratorio abbiamo studiato gli effetti della stessa molecola legata all’aspirina (“nitroaspirina”). Un farmaco nuovo nella direzione della complessità, un mio “pallino”.

Oggi per curare l’angina pectoris la farmacologia “ufficiale” ha prodotto altri farmaci più maneggevoli, meno pericolosi e più costosi; inoltre vi sono sistemi chirurgici ed endoscopici di straordinaria efficacia che pongono molto rimedio alle difficoltà di circolazione. Gli omeopati, invece, continuano ad usare Glonoinum per i loro pazienti che corrispondono al “quadro” classico descritto da Hering.

Nessuno si sognerebbe, sia chiaro, di usare quel rimedio per un attacco di angina pectoris, anche perché coi tempi che corrono gli omeopati sono sotto “stretta osservazione”.

La Complessita' in Medicina — Libro

Il rimedio Glonoinum può venire prescritto (da un omeopata esperto) in pazienti con cefalea congestizia, violenta, “esplosiva” (!), pulsante, con sensazione di afflusso di sangue alla testa. Oppure anche contro il mal di testa che si presenta dopo un’insolazione. Vampate di calore e contro i problemi vasomotori che si presentano in menopausa.

La sintomatologia peggiora con il calore, con gli scrolloni, con il rumore e sotto una luce che riscalda; migliora all’aria aperta, stringendo la testa tra la mani, stando seduti. Attenzione però che in omeopatia classica non esiste “un rimedio per una malattia”, per cui non tutti i pazienti con cefalea pulsante trovano conforto con tale rimedio.

In uno studio osservazionale condotto da me in collaborazione con medici della scuola di omeoaptia di Verona i rimedi più usati in una serie di pazienti con forte cefalea furono Natrum muriaticum, Staphysagria, Lycopodium, Lachesis e Nux vomica [4].

Questa storia dimostra l’intersezione storica e scientifica tra omeopatia e medicina convenzionale, che si realizza quando tutti cercano, con sincerità e competenza, i rimedi più adatti ad alleviare le diverse sofferenze dell’umanità. Eppure c’è ancora qualche ignorante, anche altolocato, che confonde l’omeopatia coi tarocchi o l’oroscopo. Ma questa è un’altra storia.

fonte: https://www.facebook.com/PBellavite/photos/a.122200771750333/486665785303828/?type=3&theater

Bibliografia citata
[1] Hering C. Glonoine, a new medicine for headache. Am J Homeopathy 1849;4:3.
[2] Fye WB. Nitroglycerin: a homeopathic remedy. Circulation 1986 Jan;73(1):21-9.
[3] Murrel W. Nitroglycerine as a remedy for angina pectoris. Lancet 113 ed. 1879. p. 113-5.
[4] Muscari-Tomaioli G, Bellavite, P. et al. Observational study of quality of life in patients with headache, receiving homeopathic treatment. Brit Hom J 2001 Oct;90(4):189-97.