Risvegli Una nuova cultura

Propositi per una propria sovranità…psichica e mentale

Scritto da Cristina Bassi
1 gennaio 2019: Auguri a tutti!

Abbiamo varcato oggi la soglia dell’illusione del tempo lineare. Chiamasi Nuovo Anno. Questa mattina, ho sentito l’AMSA (nettezza urbana di Milano) passare facendo gran fracasso prelevando quintalate di bottiglie, da cui la deduzione e traduzione: er popolo ha festeggiato come da ordini sociali, tutto a posto. In aggiunta, The President, come di prassi, ieri ci ha ipnotizzato con i suoi auguri di Fine Anno (che peccato me lo sono persa…). Nelle grandi città le solite feste musicali con quelli “che contano” nello show business. Boom boom di fuochi artificiali, cani storditi e scappati e aspettiamo le news dei feriti dai botti… Alias come diventare veggenti con poco, sul tema “usanze”  (quelle che dicono ci accomunano nelle nostre “tradizioni”)

Nel “normale” di cui sopra… va anche di moda, da tempo, parlare di “propositi per il nuovo anno”  (le “resolutions”, detto nell’anglo-style…) e qui vorrei passare un paio di ispirazioni…

Ispirazione 1: la propria energia va autoalimentata. Non rubare energia ad altri

La modalità grandemente diffusa, in assenza di vera consapevolezza e presenza,  è quella del “furto energetico”, sia soggettivo che collettivo, ovvero invadere lo spazio dell’altro e risucchiargli energia. E’ il modus operandi di vampiri, scrocconi, che parassitando a destra e manca.

Già avevo pubblicato in passato dei contributi ed esercizi di visualizzazione: I vampiri energetici. Come riconoscere un attacco e cosa fare.  Psicologicamente, nella cultura mainstream, tematiche simili confluiscono nella voce  “dipendenza”; anche se essa ha la sua ragion del vero, tuttavia la psicologia è solo un livello del problema… come il sintomo per la malattia.

Vale anche la riflessione che, colui che è tanto incline a parassitare l’altro,  probabilmente a monte è molto parassitato e non conosce che quella modalità: “o prendo energia da un altro o me la faccio prendere”, oppure “poichè a me la prendono “devo” prenderla ad un altro per sopravvivere”. Non è certo una giustificazione, piuttosto una descrizione di un primitivo stato di coscienza ed un notevole blocco nella percezione della realtà e al contempo un augurio perchè chi ne soffre,  trovi i mezzi per interrompere questa modalità deleteria.

Spero non passi inosservata la conseguenza di questo modus operandi, nella società, nella politica ed economia: furti di risorse degli altri per fini di una cosiddetta elite, che di media identifichiamo sempre e solo con qualche esponente di vertice, visibile sul piano fisico…

La Profezia di Celestino - Libro
Anni fa,  James Redfield scrisse un racconto che rimase impresso a molti, “La Profezia di Celestino” (qui la versione film, su youtube), in cui si narra che per “illuminarsi” occorre anche rendersi conto di questo meccanismo di predazione/risucchio energetico. E’ vero: fu pubblicato in piena epoca d’oro della devastante newage, ma scevri da caccia alle streghe e pregiudizi, possiamo riconoscere del merito divulgativo, dove è il caso, oltre le etichette. Questi temi, cosi poco ortodossi e “intellettuali”, diversamente resterebbero pratica e conoscenza solo di quelli che li negano da una lato, ma solo per usarli meglio occultamente per propri fini, tutt’altro che benefici…

>>> Rispettare il proprio campo energetico, la propria aura. Proteggerla e quindi difenderla.

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Riequilibri energetici SCIO, campo aurico benessere, equilibrio e guarigione con le frequenze

Emozioni mature significano anche maggiore difesa. Detto in altro modo: anche le emozioni, come i pensieri e il corpo (che procede in autonomia),  devono crescere e diventare mature. Questo è un vantaggio: migliorano i nostri meccanismi di difesa. (Uno degli insegnamenti dal  sistema SCIO, che uso per eseguire riequilibri energetici)

Deliberare la propria autonomia psichica ed energetica, è ottima prevenzione ai parassitaggi; perseguire la consapevolezza di se stessi,  trovare, sentire la propria mission, imparare a stare  bene con se stessi, ritirarsi ogni tanto, o farlo almeno mentalmente quando si è affollati in famiglia,  non è indifferenza al prossimo, come invece racconta la filastrocca social-religios-buonista. Nulla possiamo offrire all’altro che non abbiamo già raggiunto in noi. Ma possiamo essere per lui prede energetiche perfette, quando restiamo case senza porte e finestre, nella totale inconsapevolezza di chi siamo e di cosa è la realtà.

Psicosintesi Lo sviluppo transpersonale

>>> Evitare la identificazione di sé nelle parti della personalità (corpo, emozioni, pensieri). Andare oltre la lotta e l’antagonismo, tanto cari a questo paradigma terminale (neoliberista) in cui siamo.

Dalla Psicosintesi di Roberto Assagioli, ricordo:

“Io ho un corpo, ma NON sono il mio corpo
Io ho delle emozioni, ma NON sono le mie emozioni
Io ho una mente, ma NON sono la mia mente“
Sono un punto di pura coscienza.

Tutto cio’ è valido anche nell’approccio psicoastrologico del metodo Huber

Ma ancora, da Michael Tsarion:

L’uomo che ha ucciso il proprio sè, diventa un predatore che vive per consumare cio’ che gli altri creano. La persona che ha ucciso se stessa, è la minaccia piu’ grande nel mondo. E’ violenta e distruttiva  sia verso se stessa che verso tutti quelli che incontra. Puo’ occupare posizione di poca importanza  o di grande importanza. Puo’ distruggere una singola vita o quella del mondo. Non gli importa nulla della scia di distruzione e rovina che lascia dietro di sè. Si preoccupa solo di saziare i suoi insaziabili appetiti. Cerca te e tutto quello che è tuo”.(fonte).

Quasi impossibile, leggendo quanto sopra, non pensare a politici in casa e fuori casa, ai grandi finanzieri falsi filantropi, di cui tante anime fintamente belle sono appassionate sostenitrici… eserciti senza sé che devastano esseri umani.

 “Sebbene il vampirismo psichico sia la causa di molte malattie psichiche  e di stress emozionali, è un fenomeno ancora non riconosciuto da clinici e psicologi. E per una buona ragione… (fonte).

Ispirazione 2: Vita e società NON sono la stessa cosa. Scegliere chi servire.

Siamo nell’era della legittimazione della ipocrisia, non piu’ solo quella bigotta, ma anche quella “sociale”. E’ diventato d’obbligo  essere politically correct, per “essere come gli altri e quindi accettati in società”. Questo condizionamento è cosi radicato, da non essere quasi piu’ intercettato, nè considerato un valore negativo su cui NON fondare la propria vita.

Sono programmi di massa. Non serve “sentirsi in colpa” per questo; i condizionamenti sono continui e non viviamo in compartimenti stagni, tutto è vibrazione e frequenza, siamo immersi in questi campi. Per questo serve sviluppare presenza, non astratta perfezione o illusoria  tenuta stagna, illusorio “scudo totale”. Semmai dobbiamo preoccuparci di sviluppare centratura,  arti e risorse da impiegare  quando cadiamo, per poterci e saperci risollevare e continuare il viaggio.

Il viaggio del “conosci te stesso è da sempre lungo e periglioso, storicamente mai intrapreso da  moltitudini… E’ pura illusione quindi continuare a sperare ed attendere che “i molti” lo facciano, o infuriarsi perchè non lo fanno.

>>> Preoccuparsi delle proprie scelte e agirle. Non di quello che gli altri non fanno…

E’ sempre piu’ corta la coperta per la persona che voglia essere libera (di mente e spirito non di costumi sociali) …mentre ci sono chilometri di coperta, per chi cerca e accetta omologazione, “normalità”, stereotipi. I millennials paiono per lo piu’ catturati nella rete della “normalità”. Considerare anche questo, sia che siate di quelle generazioni millennials (1980-2000), che genitori di quelle generazioni…  (in analogia a questo tema, ricordo : Generazione di Snowflakes, fiocchi di neve: università USA alla ricerca di psicologi per assisterli)

Ciononostante… la conquista della libertà profonda, pare essere il sale del nostro viaggio terreno.
In un percorso di anni fa con un lama tibetano della tradizione Tso-Chen, appresi un bellissima preghiera: “ provo compassione per quelli che credono che la vita – fisica- sia immortale”, in cui si elenca come tutte ricchezze e i poteri di questo mondo non ritardino di un solo secondo  la nostra dipartita da questo mondo fisico.

Ci deve essere percio’ un altro senso per questo viaggio, che dite? La Vita è troppo intelligente per accontentarsi di lusso sfrenato e mercanzie temporanee e temporali di questa tridimensionalità terrena.

L’astrolopsicologia  Huber, nella sua “progressione dell’Età”, invita a considerare la fase di età dai 42 ai 48 anni come il “grande check” della propria vita sui valori su cui vogliamo allinearci e seguire. E’ il tempo in cui il confronto con cio’ che la società chiede, le sue regole, i suoi status symbols, le sue appartenenze,  potrebbe stridere enormemente con istanze che sentiamo provenire dal profondo.   E’ il momento di una grande crisi esistenziale.

Bisogna scegliere, se essere turisti perfetti o autentici viaggiatori in questo mondo, ma senza appartenervi.

VEDI ANCHE:

David Icke: Schiavi di un Sè Fantasma: come è cominciato il suo viaggio.

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