Chi controlla l’umanita’?

Ci portano in guerra. I media occidentali allineati, lontani dalla gente.

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Scritto da Cristina Bassi

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La NATO non vede l’ora di celebrare il centenario della Grande Guerra con un altro conflitto mondiale, da cui, presumibilmente, dovrebbe nascere il nuovo ordine mondiale, il Loro.

La NATO non vede l’ora di celebrare il centenario della Grande Guerra con un altro conflitto mondiale, da cui, presumibilmente, dovrebbe nascere il nuovo ordine mondiale, il Loro.

Media occidentali ancora una volta uniformi. Cresce la tensione – scrivono – tra Russia e “comunità internazionale” (cioè USA e UE) perché 32 camion, su 280, sono entrati in Ucraina senza l’approvazione di Kiev. La Farnesina protesta. Rasmussen affila le spade della NATO, che non vede l’ora di celebrare il centenario della Grande Guerra con un altro conflitto mondiale, da cui, presumibilmente, dovrebbe nascere il nuovo ordine mondiale, il Loro.

A titolo di esempio, uno tra i tanti, rileggiamo la notizia sulla Die Welt, quotidiano liberalconservatore tedesco, che non riesce a riportare i fatti senza abbondare in inutili commenti sulla violazione del diritto internazionale. Si tratta di un esempio tra i tanti, perché i giornali occidentali sono tutti allineati, ed è proprio questo che suona terribilmente pericoloso. Dai balconi non sventolano le bandiere della pace e i media sembrano tutti al guinzaglio. Sembrano, se ci si ferma agli articoli delle grandi firme europee. Se, però, si leggono, dove ci sono, i commenti dei lettori il vento cambia completamente direzione. Ecco, allora, in calce al fondo della coltissima Die Welt, una serie di interventi di tutt’altro respiro:

«Questo articolo dimostra il cinismo senza limiti della cosiddetta comunità internazionale. L’esercito ucraino riduce in cenere intere città, annienta migliaia di vite innocenti, impedisce ogni aiuto umanitario e a violare il diritto internazionale sarebbe la Russia?».

«L’opinione dei cittadini non è la vostra, ormai schiavi dei progetti guerrafondai della NATO».

«Se Putin, avesse voluto violare il diritto internazionale, avrebbe spazzato via l’esercito ucraino in un paio di ore. La Russia sta davvero cercano di aiutare una popolazione sofferente, cosa che vorrei facesse il mio governo».

«Perché gli USA hanno sempre rispettato il diritto internazionale?».

«L’Ucraina non manda aiuti e ferma al confine da due settimane quelli disponibili, in compenso bombarda la popolazione dei propri territori, dunque, teoricamente, la propria popolazione, e nessuno dei governi occidentali ha nulla da dire?». E così via.

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C’è una frattura evidente, e non solo in Germania, tra quel che scrivono i giornali e quel che pensa la gente comune, che la guerra non la vuole, come non la voleva nel 1914. Oggi la battaglia in corso, come nel 1914/1915 è quella della persuasione: si tratta di convincere l’opinione pubblica – quella non ancora rimbecillita del tutto da reality e spettacolini soft porno – che c’è un nemico e che non c’è altra via che lo scontro. Perché?

I vecchi comunisti, alla Togliatti, quelli di cui il PD di oggi si vergogna, direbbero, forse, che si tratta di nascondere i conflitti sociali e le contraddizioni finanziarie con la guerra. I vecchi liberali, quelli che leggevano e pensavano, e non si nutrivano di luoghi comuni sul mito della Thatcher, avrebbero detto che occorre far agire la diplomazia e, soprattutto, fare i propri interessi, “business as usual”, altro che sanzioni suicide … I vecchi democristiani avrebbero “mediato”, che era l’unica cosa che sapevano fare. Valutate un po’ voi come stanno le cose, ma svegliamoci, prima che ci si trovi davvero in guerra. Loro si sentono i missionari della “democrazia”, quel sistema dove è lecito pensare con le loro teste e non con la propria.

Come l’antica Atene sono certi della propria missione e sicuri della vittoria. Dimenticano come andò a finire: Atene iniziò la guerra con Sparta considerando quest’ultima una piccola potenza territoriale. Atene usò la propria democrazia per inglobare le ricchezze delle città e dei popoli cui esportava il proprio sistema politico. Sparta, comunità aristocratica innamorata della propria libertà si difese. Scorse un fiume di sangue. Atene fu sconfitta e umiliata. Le sue mura furono abbattute, la sua flotta fu consegnata agli Spartani, le fu imposto un governo oligarchico e cessò per sempre di essere una realtà politica significativa. Tutto questo potrebbe ripetersi in una scala infinitamente più tragica.

fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/usa-ucraina-putin-verso-la-guerra-persuasione-di-massa-come-1914/#sthash.6UY4Lb2z.dpuf

real state of ukraina
VIDEO:  The real State of the Ukrainian Army in the ATO – ENG SUBS

Stare con Putin ?
“Se c’è un destino manifesto per l’Europa dopo il crollo sovietico e dopo l’11 settembre, è che deve integrare la Russia. E precisamente la Russia di Putin, il solo leader, apparso dopo tanti anni, che difenda l’interesse nazionale invece di quello delle lobby globali.”
 

Media occidentali ancora una volta uniformi. Cresce la tensione – scrivono – tra Russia e “comunità internazionale” (cioè USA e UE) perché 32 camion, su 280, sono entrati in Ucraina senza l’approvazione di Kiev. La Farnesina protesta. Rasmussen affila le spade della NATO, che non vede l’ora di celebrare il centenario della Grande Guerra con un altro conflitto mondiale, da cui, presumibilmente, dovrebbe nascere il nuovo ordine mondiale, il Loro. A titolo di esempio, uno tra i tanti, rileggiamo la notizia sulla Die Welt, quotidiano liberalconservatore tedesco, che non riesce a riportare i fatti senza abbondare in inutili commenti sulla violazione del diritto internazionale. Si tratta di un esempio tra i tanti, perché i giornali occidentali sono tutti allineati, ed è proprio questo che suona terribilmente pericoloso. Dai balconi non sventolano le bandiere della pace e i media sembrano tutti al guinzaglio. Sembrano, se ci si ferma agli articoli delle grandi firme europee. Se, però, si leggono, dove ci sono, i commenti dei lettori il vento cambia completamente direzione. Ecco, allora, in calce al fondo della coltissima Die Welt, una serie di interventi di tutt’altro respiro: «Questo articolo dimostra il cinismo senza limiti della cosiddetta comunità internazionale. L’esercito ucraino riduce in cenere intere città, annienta migliaia di vite innocenti, impedisce ogni aiuto umanitario e a violare il diritto internazionale sarebbe la Russia?». «L’opinione dei cittadini non è la vostra, ormai schiavi dei progetti guerrafondai della NATO». «Se Putin, avesse voluto violare il diritto internazionale, avrebbe spazzato via l’esercito ucraino in un paio di ore. La Russia sta davvero cercano di aiutare una popolazione sofferente, cosa che vorrei facesse il mio governo». «Perché gli USA hanno sempre rispettato il diritto internazionale?». «L’Ucraina non manda aiuti e ferma al confine da due settimane quelli disponibili, in compenso bombarda la popolazione dei propri territori, dunque, teoricamente, la propria popolazione, e nessuno dei governi occidentali ha nulla da dire?». E così via.

C’è una frattura evidente, e non solo in Germania, tra quel che scrivono i giornali e quel che pensa la gente comune, che la guerra non la vuole, come non la voleva nel 1914. Oggi la battaglia in corso, come nel 1914/1915 è quella della persuasione: si tratta di convincere l’opinione pubblica – quella non ancora rimbecillita del tutto da reality e spettacolini soft porno – che c’è un nemico e che non c’è altra via che lo scontro. Perché? I vecchi comunisti, alla Togliatti, quelli di cui il PD di oggi si vergogna, direbbero, forse, che si tratta di nascondere i conflitti sociali e le contraddizioni finanziarie con la guerra. I vecchi liberali, quelli che leggevano e pensavano, e non si nutrivano di luoghi comuni sul mito della Thatcher, avrebbero detto che occorre far agire la diplomazia e, soprattutto, fare i propri interessi, “business as usual”, altro che sanzioni suicide … I vecchi democristiani avrebbero “mediato”, che era l’unica cosa che sapevano fare. Valutate un po’ voi come stanno le cose, ma svegliamoci, prima che ci si trovi davvero in guerra. Loro si sentono i missionari della “democrazia”, quel sistema dove è lecito pensare con le loro teste e non con la propria. Come l’antica Atene sono certi della propria missione e sicuri della vittoria. Dimenticano come andò a finire: Atene iniziò la guerra con Sparta considerando quest’ultima una piccola potenza territoriale. Atene usò la propria democrazia per inglobare le ricchezze delle città e dei popoli cui esportava il proprio sistema politico. Sparta, comunità aristocratica innamorata della propria libertà si difese. Scorse un fiume di sangue. Atene fu sconfitta e umiliata. Le sue mura furono abbattute, la sua flotta fu consegnata agli Spartani, le fu imposto un governo oligarchico e cessò per sempre di essere una realtà politica significativa. Tutto questo potrebbe ripetersi in una scala infinitamente più tragica.

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