Risvegli Mauro Biglino

Mauro Biglino: il Diluvio Universale nella memoria di tutti i popoli del pianeta

Scritto da Cristina Bassi

Esistono in tutto il mondo numerosissimi racconti del diluvio universale e sono distribuiti su tutti i continenti; le religioni che ne sostengono la veridicità sono diverse: Giudaismo, Cristianesimo, Induismo, Buddismo, Confucianesimo, Shintoismo, Islam, Zoroastrismo…

La Bibbia racconta l’evento nei capitoli 6, 7, 8 del libro della Genesi. Tuttavia il più antico risulta essere comunque il testo sumerico conosciuto come La Genesi di Eridu o Diluvio sumerico (XXX sec. a.C.), poi ripreso nell’Epopea di Gilgamesh dove si narra dell’incontro tra questo semidio con Utnapishtim/Utanapishtim (il Noè della cultura babilonese).

L'Epopea di Gilgamesh
Dall’analisi dei pittogrammi originari della lingua ebraica pubblicati in “The Ancient Hebrew Language and Alphabet”, ricaviamo che il termine ebraico WJBY (mabùl)  [rappresentato dai segni mbkj], significa “oceano celeste, inondazione, diluvio

Citiamo qui alcune delle numerose versioni che le varie civiltà hanno elaborato. Cominciamo con i Sumeri-Akkadi.

Dall’antica storia dei Sumeri, Enki ed Enlil… lotta tra fratelli, e poi fu il diluvio.

Tra Enki ed Enlil, i due figli di Anu signore dell’impero, c’era una continua rivalità e questa produceva conseguenze anche sulla nuova specie voluta e creata da Enki per aiutare gli Anunnaki suoi sottoposti.

Enki amava la sua creatura e decise di darle la “conoscenza”, quella definitiva, quella che l’avrebbe affrancata dai suoi creatori grazie alla possibilità di riprodursi autonomamente: insomma, quella conoscenza/capacità che l’avrebbe resa simile agli “dèi”. 

Lo fece senza richiedere l’approvazione del fratello, che gli era gerarchicamente superiore. Riportiamo qui un elemento che immediatamente ci ricollega ai racconti biblici: Enki era raffigurato anche come serpente, la creatura che, vivendo in tane scavate nella terra, ne conosce i segreti profondi ed è proprio questa “divinità/serpente”, cioè Enki, che dona a Eva la capacità di riprodursi.

La Genesi ricorda perfettamente questo evento nel racconto del serpente che tenta la femmina, la stimola ad accedere alla conoscenza, a compiere cioè quel passo che gli dèi non volevano perché sapevano che avrebbe condotto l’uomo (l’Adàm, il “terrestre”) sulla via dell’emancipazione definitiva e della libertà.

Enlil, il fratello maggiore, venuto a conoscenza di questo, cacciò il maschio e la femmina da quel luogo protetto in cui vivevano (il cosiddetto Paradiso, termine che deriva dal greco paradeisos che a sua volta proviene dall’iranico pairidaesa, “luogo recintato e protetto” corrispondente al “gan eden” della Bibbia e al kharshag sumero-accadico) e li condannò a cercarsi il cibo per conto loro. 

Disse anche alla femmina che lei avrebbe procreato con dolore, e questo è comprensibile se si pensa che fino a quel momento la creazione di uomini era appannaggio delle femmine anunnaki: le femmine di uomo non partorivano e non conoscevano quindi la sofferenza fisica legata a quell’evento.

Gli uomini dunque iniziarono a moltiplicarsi per conto loro e a popolare il territorio.

Nella Bibbia ci racconta un’altro particolare: ci racconta dell’esistenza di dieci patriarchi antidiluviani e poi ci narra che i figli degli “dèi”, le cui femmine scarseggiavano, videro le figlie degli uomini (gli Adàm, i terrestri) e se ne invaghirono, si unirono a quelle e procrearono a loro  volta (Gen 6,1-8), perché le due specie erano ovviamente compatibili.

Questo fatto destò l’ira di Enlil, che non amava la nuova creatura e che condannava apertamente questa commistione razziale.

Enlil decide di usare il diluvio per sterminare gli Adam

Nel frattempo era anche divenuto decisamente difficile gestire i problemi derivanti da una massa di popolazione che andava crescendo in modo incontrollato. In presenza di queste situazioni problematiche, Enlil decise di utilizzare un evento naturale che stava per verificarsi, al fine di eliminare gli Adàm e gli esseri nati dai rapporti instauratisi tra le due specie

Gli Anunnaki/Elohim sapevano che sulla Terra stava per abbattersi un’immane e inevitabile catastrofe provocata dalla forza gravitazionale esercitata dalla vicinanza di Nibiru: lo slittamento delle calotte polari le cui disastrose conseguenze avrebbero interessato l’intero pianeta.

Il tutto sarebbe accaduto circa 13.000 anni fa, al termine dell’ultima grande glaciazione, e l’evento è conosciuto in tutti i miti del mondo come “il Diluvio universale”.

Gli Anunnaki ne erano dunque a conoscenza ed Enlil volle approfittarne per realizzare il suo obiettivo a scapito dell’umanità: decise di abbandonare temporaneamente il pianeta senza avvertire l’uomo, condannandolo così all’estinzione, unitamente agli animali che con lui condividevano la vita sul pianeta.

In effetti gli “dèi” partirono sulle loro navicelle e tornarono solo quando la situazione si era ristabilita.

Abbiamo detto però che il “creatore” dell’uomo, cioè Enki, amava la sua creatura e, spinto da questo sentimento, decise di salvarne almeno una rappresentanza.

Informò quindi del pericolo imminente un uomo (Ziusudra/Uta-Napishtim, il Noè sumero-accadico) e gli diede le istruzioni necessarie per mettere in salvo se stesso, la sua famiglia e alcuni animali utili per la sopravvivenza, in attesa del ritorno di normali condizioni di vita.

La divinità fornì così le informazioni necessarie alla costruzione di un’arca capace di preservare le specie dall’imminente disastro.

È curioso notare come i redattori della Bibbia, preoccupati di affermare l’unicità di dio, abbiano rivisitato questo conflitto tra le due divinità, trasformandolo in una sorta di conflitto interiore vissuto dall’unico Dio (cfr. Gen cap. 6): egli decide di cancellare l’umanità dalla faccia della Terra, ma ha una sorta di ripensamento e sceglie di lasciare vivere un uomo giusto e integro, che aveva trovato grazia ai suoi occhi e con il quale stabilisce un patto nuovo.

Altro elemento degno di nota è che nel racconto sumero del diluvio non pare che si parli di “pioggia”, ma solo di una grande massa d’acqua proveniente da sud e che ricopriva tutto ciò che incontrava: questa descrizione farebbe pensare a una grande onda di marea.

Il diluvio Universale: dallo tsunami al nubifragio

La Genesi (7,11) dice che il cataclisma iniziò quando si aprirono le “mayianòt tehòm” (rJHl l[S_Y) cioè le “sorgenti dell’abisso”.

L’autore biblico ci dice poi che si aprirono anche le «aperture del cielo» (rSYwH lBfA). Abbiamo dunque una successione di eventi in cui l’origine sembrerebbe determinata in prima battuta dalla fuoriuscita di acque dall’oceano cui solo successivamente seguì la caduta di grandi quantità di pioggia.

Parimenti, al termine dell’evento, registriamo la successione inversa dei fenomeni…

Seguendo l’ordine degli eventi riportato dalla Genesi, abbiamo una corrispondenza con il racconto mesopotamico : in entrambi i casi l’inizio del tutto sarebbe stato determinato dal movimento di un’immensa massa d’acqua già presente sulla Terra.

Com’era fatta l’arca di Noè?

Una “Barca che può capovolgersi e girarsi”; così doveva essere la barca di Ziusudra, il Noè sumero.

In lingua accadica era chiamata “Tebitu”, il cui significato rimanderebbe a una forma di imbarcazione in grado anche di rimanere sommersa senza subire danni e consentendo la vita al suo interno.

Nella Bibbia (Gen 6,14 e segg.) è chiamata “Tevàh” (HBl) il cui significato è “cesto, scatola, cassa”. Nei due più importanti racconti mediorientali relativi all’arca abbiamo sempre la descrizione dell’utilizzo del bitume come sigillante per impedire l’ingresso dell’acqua, mentre differiscono le dimensioni:

• lunghezza: 300 cubiti [137 metri] sia per la Bibbia che per l’Epopea di Gilgamesh;

• larghezza: 50 cubiti [22 metri] per la Bibbia e 120 [55 metri] per l’Epopea di Gilgamesh

• altezza: 30 cubiti  [13 metri] per la Bibbia e 120  [55 metri] per l’Epopea di Gilgamesh.

Storie del diluvio da Babilonia: Crono e Sisidro (alias Enki e Ziusudra)

Secondo il sacerdote babilonese Berosso, gli “dèi” tennero celata all’uomo la notizia dell’imminente disastro, ma il dio Crono (parimenti a Enki) rivelò il segreto a Sisidro/Xisutro (si noti l’assonanza con il nome del sumero Ziusudra, ossia Noè), ultimo patriarca/regnante antidiluviano, e gli ordinò di scrivere una storia di quanto avvenuto sino dai tempi dell’inizio, di metterla al sicuro nella città di Sippar assieme a ogni altro scritto disponibile e poi di provvedere a mettersi in salvo su un’imbarcazione.

Sisidro esegue l’ordine ricevuto, costruisce un’imbarcazione lunga cinque stadi [circa 100 metri] e larga due stadi [circa 40 metri] e salpa per l’Armenia (l’arca di Noè si ferma sull’Ararat: un monte dell’Armenia, Gen 8,4); al termine del diluvio, esattamente come il Noè biblico, libera degli uccelli per verificare se vi è della terra ferma su cui approdare.

Interessante è rilevare altre singolari corrispondenze: Berosso scrive che il diluvio ebbe inizio nel «quindicesimo giorno del mese di Daiso», che era il secondo mese dell’anno, e la Bibbia (Gen 7,11) scrive che iniziò il «diciassettesimo giorno del secondo mese». In ambedue i racconti il prescelto si imbarca con moglie, figli, cibo, acqua e animali, ma per Berosso salgono anche alcuni amici.

Al termine del cataclisma, SisidroNoè, la moglie e il timoniere vengono «prelevati dagli dèi» (così come al sumero Ziusudra viene concessa la «vita lunga» riservata agli “dèi”) mentre i figli e gli amici ripopoleranno la terra; nel racconto biblico questo compito è assolto dalla discendenza di Sem, Cam e Jafet, figli di Noè, che ebbe a sua volta una vita molto lunga: visse infatti 950 anni (Gen 9,19-29).

Libro dei Morti Egiziano: il Dio Toth

Il capitolo CLXXV del Libro dei Morti egiziano descrive la grande irritazione del dio Thoth nei confronti dell’umanità e gli attribuisce la volontà di distruggerla: «Cancellerò tutto ciò che ho creato. La terra entrerà nell’abisso delle acque del diluvio e tornerà tranquilla come ai tempi dell’inizio».

Il Libro dei Morti degli Antichi Egizi  Il Libro dei Morti degli Antichi Egiziani

A conferma, un testo funebre rinvenuto nella tomba di Seti I narra di un diluvio che distrusse l’umanità, e tre papiri ricordano catastrofi che possono essere paragonate a quella drammatica descritta nella Bibbia:

• nel papiro di Harris (1300 a.C.) è scritto che «una catastrofe di fuoco e acqua provocò il rivoltarsi della terra»;

• per il papiro di Ipuwer (1250 a.C.) «il mondo prese a girare a rovescio come se fosse una ruota del vasaio e la terra si capovolse»;

• secondo il papiro Hermitage (1700 a.C.) «il mondo si capovolse».

Il diluvio universale nelle altre tradizioni antiche…
  • Sempre nella tradizione sumerica, nel testo sumero abbiamo un testo conosciuto con il titolo Lista Reale Sumerica, è contenuto un elenco di regnanti che si prolunga per alcuni millenni fino a quando al tempo di Ubartutu… «il diluvio spazzò via ogni cosa».

    Inoltre il sumerologo Arno Poebel nel 1914 ha portato alla luce una tavoletta in cui si narrano gli eventi che hanno “preceduto la catastrofe”: si tratta dell’epoca in cui gli Anunnaki hanno portato sulla Terra la “regalità”, cioè la sede del comando, erigendo delle città…

  • La mitologia greca ci narra di Deucalione e Pirra, rispettivamente figli di Prometeo e Epimeteo, due coniugi senza figli che furono scelti per essere salvati dal diluvio che sarebbe caduto sulla terra; da loro quindi sarebbe rinata l’intera umanità.
  • La Cina conosce molti racconti di alluvioni, alcune delle quali avrebbero avuto dimensioni planetarie: a) Il Libro della Storia (500 a.C. circa) narra dell’imperatore Yao che deve fronteggiare acque alluvionali che hanno «raggiunto i cieli»; b) I Classici delle Montagne e dei Mari (scritto forse a partire dal 450 a.C.) ricorda l’imperatore cinese Da Yu che passa dieci anni a controllare un diluvio «le cui acque alluvionali avevano raggiunto il cielo»; c) Altri racconti contengono riferimenti a una donna di nome Nüwa che riparò i cieli dopo la grande alluvione e ripopolò il mondo.
  • Il re assiro Assurbanipal si vantava di riuscire a leggere e comprendere il significato delle «iscrizioni su pietra anteriori al diluvio».

  • In Malesia il diluvio è narrato nei miti dello Jakun, del Kelantan e dei Temuan.
  • Nel manoscritto azteco conosciuto come “il Codice Borgia”, si narra della Quarta Era terminata con un diluvio universale provocato dalla dea Acuecucyoticihuati (o Chalciuhtlicue).
  • Nella mitologia inca, il “dio” Viracocha (Enki o Enlil dei Sumeri?) distrusse i giganti con una grande inondazione e furono due persone a ripopolare la Terra. 
  • Nei racconti del popolo maya si parla di un Grande diluvio provocato dal “dio” Huracan.
  • Del Diluvio parlano gli indiani Hopi, Mikmaq e Caddo nordamericani, gli aborigeni dell’Australia e delle isole Andamane, i Polinesiani, i Maori della Nuova Zelanda, i Mapuche cileni, i Muisca colombiani e poi ancora Scandinavi e Irlandesi, Indonesiani…
  • Notiamo che la figura di Noè è conosciuta nei miti di tutto il mondo con vari nomi: Noè (Noah) nella Bibbia, Utnapistim nell’epopea babilonese di Gilgamesh, Ziusudra per i Sumeri, Cox Cox presso gli Aztechi, Powaco per gli Indiani del Delaware, Manu Yaivasata nell’Indostan, Dwytach per i Celti, Sze Kha presso i Patagoni, Noa per gli abitanti dell’Amazzonia, Nu-u nelle Hawaii, Nuwah per i Cinesi… anche con curiose assonanze dei vari nomi con quello del patriarca biblico.

Tutta l’umanità pare quindi ricordare questo evento narrato per la prima volta dai Sumeri, da coloro cioè che avevano avuto il privilegio di camminare con gli “dèi”, di vivere con loro, di riceverne, dopo la vita, anche gli strumenti per procedere autonomamente lungo la via che avrebbe prodotto l’evoluzione civile e culturale dell’uomo.

fonte UNO Editori:

La Caduta degli Dei - Libro Antico e Nuovo Testamento - Libri Senza Dio - Libro
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Mauro Biglino, studioso di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l’analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall’umanità nella sua storia. Autore di numerosi best seller, QUI  tutti i suoi libri

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