Risvegli • Universo olografico

La mente universale di Max Planck : la coscienza come matrice della realtà

Scritto da Cristina Bassi

Non lasciamo che la follia e la distopia di questo tempo presente, ci  “distraggano” e allontanino dalla conoscenza della realtà, oltre l’illusione della materia. La ricerca ed intuizione di Max Planck (morto a 87 anni nel 1947) , padre della teoria quantistica, portarono nel nostro Occidente la consapevolezza che la materia deriva dalla Coscienza e non viceversa (le tradizioni spirituali orientali erano già in sintonia sul tema…) . La Coscienza Universale è la matrice della realtà in cui siamo e noi siamo una espressione cosciente di quella Intelligenza. Nel seguito la mia traduzione del video di Spiritual Quest, sul tema.

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E se tutto ciò che vedi intorno a te, ogni atomo, ogni stella, ogni respiro, non fosse il fondamento della realtà, ma un sottoprodotto di qualcosa di molto più profondo? E se la coscienza non sorgesse dalla materia, ma fosse invece ciò che le dà origine? Max Planck, il padre della teoria quantistica, disse una volta qualcosa che ancora stupisce fisici e mistici allo stesso modo:  “Considero la coscienza come fondamentale. Considero la materia come derivata dalla coscienza”.

Questa non è una metafora poetica. Questo è ciò che una dei più grandi menti scientifiche del XX secolo, propone. E’ un’idea radicale: l’universo non è costruito di particelle, ma della mente stessa. Max Planck è conosciuto oggi come il rivoluzionario riluttante della fisica. Nel 1900 introdusse l’idea del quanto, un pacchetto discreto di energia, che frantumò le assunzioni classiche e pose le basi della meccanica quantistica.

La Pienezza del Vuoto

Il suo lavoro gli valse infine il Premio Nobel e diede avvio a un secolo di scoperte scientifiche. Eppure, al di sotto delle sue rigorose equazioni e dei suoi metodi empirici, Planck nutriva una profonda intuizione metafisica. Non era solo un fisico. Era un filosofo della realtà. In un’epoca in cui il materialismo dominava le scienze, Planck si distinse.

Mentre la maggior parte dei fisici credeva che la coscienza fosse soltanto un sottoprodotto dell’attività cerebrale, un epifenomeno, Planck credeva il contrario: che la mente è primaria e la materia secondaria. In un universo di probabilità, particelle e paradossi, Plank credeva che fosse la coscienza a fornire coerenza e significato.

La citazione di Planck, spesso ripetuta ma raramente compresa, va al cuore del mistero. “Considero la coscienza come fondamentale. Considero la materia come derivata dalla coscienza”. In altre parole, i mattoni costitutivi dell’universo non sono fisici. Sono esperienziali. Ciò che chiamiamo materia è semplicemente la manifestazione di qualcosa di più essenziale.

Consapevolezza Cosciente

L’osservatore non è solo uno spettatore passivo del cosmo, ma un partecipante attivo al suo dispiegarsi. Planck non era solo in questa convinzione. Il suo contemporaneo Erwin Schrödinger suggerì anch’egli che la coscienza è un campo unitario, non qualcosa di frammentato tra gli individui. Ma la posizione di Planck era unica perché proveniva da qualcuno profondamente immerso nei fondamenti della scienza empirica.

Per Planck, la coscienza non era qualcosa che emergeva dai neuroni. Era il codice sorgente da cui erano scritti anche lo spazio e il tempo. Per cogliere la visione di Planck, dobbiamo ripensare le nostre concezioni della realtà stessa. Il mondo materiale, le cose che tocchiamo, misuriamo e analizziamo, potrebbe non essere lo strato di base dell’esistenza. Potrebbe invece essere una proiezione, una rappresentazione simbolica che emerge da un campo più profondo di intelligenza.

Il Campo Quantico - The Field
Proprio come le immagini di un videogioco vengono generate da un codice invisibile, il nostro universo fisico potrebbe essere generato dalla coscienza. Planck vedeva questo non come misticismo, ma come verità scientifica. Se tutta la materia è composta di energia e tutta l’energia esiste in stati quantistici, probabilistici, fluttuanti, non deterministici, allora deve esserci qualcosa che collassa questo potenziale infinito in una singola esperienza. Per Planck quel qualcosa era la consapevolezza cosciente.

La realtà esiste perché è percepita. Non è il cervello che crea l’esperienza. È l’esperienza che dà origine all’illusione del cervello. La scienza mainstream è costruita sull’assunto che la realtà sia oggettiva ed esterna. Che l’universo esista indipendentemente da noi e che la coscienza emerga in qualche modo dalla materia come un caso biologico.

Illusione
Ma la visione di Planck rovescia tutto questo. Se la coscienza è primaria, allora il materialismo crolla sotto le proprie assunzioni. Questo non significa che la scienza sia sbagliata. Significa che la scienza ha guardato attraverso l’estremità sbagliata del telescopio. Dalla prospettiva di Planck, ciò che chiamiamo mondo esterno è una proiezione all’interno di un campo di coscienza. Le implicazioni sono sbalorditive.

Significa che l’universo è più simile a una mente che a una macchina. Significa che la morte, la separazione e la casualità potrebbero essere tutte illusioni della percezione, non leggi della realtà. E apre la porta alla riconciliazione tra le antiche intuizioni spirituali e la frontiera della fisica quantistica. Se la materia sorge dalla coscienza, di chi è questa coscienza? Planck suggerì che il campo da cui sorge la materia non è personale. È universale.

Questo riecheggia le tradizioni mistiche attraverso i secoli. Il Brahman del Vedanta, l’Ein Sof della Cabala, il Tao, l’Uno. La mente universale di Planck non è un dio barbuto su un trono. È l’intelligenza senza forma che anima ogni forma. Tutto ciò che sperimentiamo — pensieri, corpi, pianeti — è un’increspatura in questo oceano sconfinato di consapevolezza. Le nostre menti individuali sono come onde sulla sua superficie.

E sebbene appariamo separati, siamo fondamentalmente espressioni della stessa fonte. Questa idea non era solo filosofia per Planck. Era la conclusione logica della teoria quantistica. Perché se nulla può esistere indipendentemente dall’osservazione, allora tutto deve essere intrecciato all’interno di un unico campo di conoscenza.

Il Tao della Fisica
Perchè tutto questo dovrebbe importarti oggi?

Perché comprendere la coscienza come fondamentale cambia tutto. Significa che non sei un granello casuale in un universo morto. Sei un’espressione cosciente della stessa intelligenza che tiene insieme il cosmo.  Significa che i tuoi pensieri, la tua consapevolezza, la tua capacità di contemplare la bellezza o di sentire l’amore non sono effetti collaterali. Sono fenomeni fondamentali, più reali delle stelle.

La visione di Planck restituisce un’anima alla scienza. Di nuovo, ci invita a esplorare la realtà non solo con gli strumenti, ma con l’intuizione, la riflessione e la riverenza. Planck colma inoltre il grande divario tra scienza e spiritualità, suggerendo che ciò che il mistico vede nella meditazione e ciò che il fisico trova nelle equazioni quantistiche sono due linguaggi che descrivono la stessa verità. Che la mente è la matrice della materia.

Max Planck può aver avviato la rivoluzione quantistica, ma ha anche lasciato dietro di sé un’idea più profonda e radicale, una che sfida il nucleo del pensiero materialista e apre le porte a un cosmo cosciente.  «Considero la materia come derivata dalla coscienza». Quella affermazione non è solo scientifica, è spirituale. Ci ricorda che dietro ogni atomo c’è intenzione.

Dietro ogni equazione c’è consapevolezza. E dietro ogni momento della tua vita c’è la presenza silenziosa della mente universale. La scienza è andata abbastanza lontano nell’esplorare la coscienza, o la visione di Planck è ancora in anticipo sui tempi? Perché l’universo non è solo là fuori, è qui dentro e sta pensando attraverso di te.

fonte: https://www.youtube.com/watch?v=B3O7Yth-dqM
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net