Big pharma • Societa’ orwelliana

Il processo sul Covid in Olanda contro Gates Bourla e Rutte. Cosa sappiamo ad ora

Scritto da Cristina Bassi

In questi ultimi giorni, gira in rete la notizia di un processo in Olanda a tre “potenti” collegati agli eventi Covid: Bill Gates, Albert Bourla (Presidente e CEO Pfizer) e Mark Rutte (politico olandese, Ministro-presidente dal 14 ottobre 2010 al 2 luglio 2024 ). Nel seguito traduco l’articolo apparso sul blog austriaco TKP il 17 ottobre 2026, che riassume e chiarisce contesto e situazione, alla luce del poco che è stato ad ora reso noto pubblicamente
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È in corso un procedimento contro Gates, Bourla e Rutte, con un’udienza fissata presso un tribunale nei Paesi Bassi. L’affermazione, che si legge in rete, secondo cui «il mondo sentirà come è stata pianificata la pandemia», suscita grandi aspettative. Ecco cosa è ad ora noto. Il 22 ottobre, a Leeuwarden, si terrà l’udienza nel merito di una causa civile intentata da sette persone vaccinate contro, tra gli altri, Bill Gates, Albert Bourla, Mark Rutte e lo Stato olandese.

Si tratta di un procedimento civile, non di un processo penale. L’udienza avrà inizio alle 12:30 e sarà trasmessa in diretta streaming dall’autorità giudiziaria olandese (Rechtspraak). Due dei sette querelanti iniziali sono nel frattempo deceduti, presumibilmente a causa degli effetti del trattamento a mRNA; i restanti cinque proseguono l’azione legale.

L’avvocato Peter Stassen ha depositato la causa nel 2023 presso il tribunale dei Paesi Bassi settentrionali (Rechtbank Noord-Nederland). Secondo quanto riportato da uncutnews.ch, Gates non è riuscito a far valere la sua eccezione di incompetenza del tribunale olandese. Bourla e Rutte rimangono imputati, ma non saranno presenti personalmente in aula.

Una vecchia notizia precedente di The Liberty Beacon, sosteneva invece che Gates e Bourla fossero stati obbligati a comparire di persona; tale informazione però contraddice i recenti comunicati.

Le testimonianze degli esperti

Il percorso per arrivare a questo punto è stato tortuoso. Secondo la cronologia fornita da Duty to Dissent, nel novembre 2025 il tribunale ha rifiutato di ascoltare gli esperti sotto giuramento. Il 15 agosto 2026, Stassen ha filmato la sua arringa insieme a quattro periti, i quali hanno prestato giuramento e rilasciato le loro testimonianze.

Il 22 settembre, egli ha presentato il video come prova numero 157, ma inizialmente la corte non lo ha ammesso. Il 14 ottobre, tuttavia, la corte ha deciso di accogliere le testimonianze video degli esperti come prova distinta, rendendone così possibile l’acquisizione nel procedimento.

Secondo quanto riportato dal sito web dei querelanti, il filmato ha una durata di 3 ore e 19 minuti. Secondo Duty to Dissent, i quattro esperti sono Sasha Latypova, Mike Yeadon, Catherine Austin Fitts e Joseph Sansone.

Tre i punti da considerare

Le dichiarazioni sono state raccolte dai querelanti, non davanti al tribunale. Quest’ultimo, in una fase iniziale, aveva addirittura tentato di impedire che venissero rilasciate. Il giuramento è stato prestato durante la registrazione privata; il tribunale non ha mai ascoltato personalmente gli esperti.

«Ammesso» significa soltanto che il materiale è stato inserito nel fascicolo. Sarà il tribunale a stabilire, successivamete, quale peso attribuirvi. Il fatto che in precedenza fosse stato respinto lascia presagire che abbia uno scarso peso.

Latypova scrive di arrivare in tribunale in qualità di esperta consulente della parte attrice. Tutti e quattro gli esperti fanno dunque parte della parte attrice (i querelanti).

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Cosa significa (pandemia) «pianificata»

L’affermazione secondo cui la pandemia sarebbe stata pianificata, proviene dalle tesi dei querelanti. Secondo «Duty to Dissent», gli esperti partono dal presupposto che le iniezioni siano armi biologiche e parte di un «Great Reset».

Si tratta di affermazioni di parte in un procedimento che entra solo ora nella fase di esame nel merito. Secondo ninefornews.nl, la controparte dovrà presentare formalmente la propria difesa per il 22 ottobre.

Fino a quella data, non vi è alcuna costatazione giudiziariao in merito a una pianificazione.
Un aspetto secondario interessante: alcuni video diffusi dallo stesso Bill Gates offrono sostegno alla tesi dei querelanti.

 

La questione delle fonti

Quasi tutto ciò che si può trovare, proviene dalla parte dei querelanti o dal loro entourage – si pensi a siti come thenetherlandscase.com, ad autori su Substack e esperti che sono essi stessi coinvolti nella vicenda.

Secondo De Andere Krant, è in corso una campagna mediatica internazionale attorno al processo. Non è disponibile pubblicamente alcuna conferma della decisione del 14 ottobre, né da parte dell’autorità giudiziaria (Rechtspraak) né da parte di organi di informazione indipendenti.

Altrettanto resta da chiarire se Bourla e Rutte siano rappresentati da legali. Finora, gli imputati hanno cercato di ignorare le accuse, attendendo che la questione si sgonfiasse da sola. Ora, però, questo atteggiamento potrebbe giungere al termine.

Eresia

Riassumendo…

 

Giovedì si terrà un insolito procedimento civile che vede coinvolti imputati di spicco e che sarà trasmesso in diretta streaming pubblica. Il processo ha avuto luogo solo grazie a una straordinaria pressione da parte dell’opinione pubblica.

L’istruttoria probatoria è appena agli inizi. Il fatto che il tribunale prenda in esame l’accusa relativa alla pianificazione, non dimostra ancora che essa sia fondata.

Finora, siamo a conoscenza esclusivamente della versione dei fatti fornita dalla parte accusatrice. Tuttavia, c’è da aspettarsi che gli imputati ricorrano principalmente ad argomentazioni ad hominem, ovvero respingano i testimoni e i loro periti, sostenendo che siano influenzati da pregiudizi e privi di prove “scientifiche”.

Fonte: https://tkp.at/2026/10/17/der-corona-prozess-in-den-niederlanden/ 
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thlivingspirits.net
foto di apertura tratta dal video Interest of Justice