Jon Rappoport Risvegli Una nuova cultura

Jon Rappoport: la persona meccanica e quella libera. La censura e il declino della civiltà

Scritto da Cristina Bassi

 Jon Rappoport è un giornalista investigativo, americano, dalla orginale, sintetica e creativa espressione linguistica. Da anni pone l’accento sulla Matrix in cui siamo ingabbiati e fornisce spunti di riflessione con i suoi articoli e suoi corsi-materiale didattico per, a suo dire, uscirne, creare e trovare potere al di fuori di essa. In questo articolo, intanto, enfasi su censura e frustrazione: un legame perverso e anti-vita, li collega…

Possiamo comprendere perché i leader e i governanti vogliano censurare certe  idee e visioni.
Ma perchè grandi fette della cittadinanza vogliono  acconsentire a tutto cio’? Come comprendi tu la loro ignoranza?

La censura è resa possibile quando la maggioranza della gente vive secondo cio’ che gradisce o meno: “mi piace questo, non mi piace lui ma lei, loro non mi piacciono…”

Quando queste preferenze diventano di primaria importanza nella vita, la censura diventa una preoccupazione minore. Per cogliere l’essenza del Primo Emendamento [l’autore è americano] e della libertà di parola, è necessario che si abbia un diverso assetto mentale. Occorre che si difenda la libertà di espressione anche di quelli che non ci piacciono. Ma questa idea è del tutto estranea alla persona che dice: “perché mai mi dovrei preoccupare dei diritti di qualcuno che non mi piace?”

Esattamente. Questo è cio’ che separa un cretino politico da un cittadino consapevole

Ci sono ora molte persone che pensano di fare un progresso politico, persino passi da gigante, chiedendo la censura di quegli individui che non gradiscono, quando di fatto in questo modo, si stanno muovendo all’indietro, in un clima politico piu’ primitivo.

C’è un altro fattore vitale che permette alle persone di non avere alcuna obiezione per la censura. E il fattore è questo: una vasta frustrazione nelle loro vite. Questo è spesso celato, come fosse un segreto che non deve essere condiviso. La frustrazione, nel suo nucleo, ha a che fare con la percezione di una carenza di libertà.

In tal caso, le azioni della vita assumono un carattere meccanico, che diventa come una copertina rigida, il coperchio sulla fiamma della frustrazione. In questo stato dell’essere, di fatto poi  poi la persona vuole che quelli che dicono la loro e si esprimono controcorrente, vengano messi a tacere e censurati.

Fermatelo, impeditegli di scrivere e parlare!

Si, impedite all’individuo libero di ricordare a chi vive meccanicamente …che non è libero.

La Persona Meccanica vuole seppellire tutti i segnali che portano una qualche nota di originalità. Vuole il brusio costante che gli ricorda che la routine e la ripetizione sono fermamente in opera come sistema guida della esistenza.

La Persona Meccanica spesso va a lavoro per il Distruttore : come l’ho descritto in una poesia che scrissi nel 1962 , pubblicata in The Massachusetts Review (1966):

fiori bruciati del campo
il mio mezzogiorno è finito
Tutto cio’ che amo è infine venduto
disegni cuciti per uomini con denaro

pensando che fosse d’obbligo
osservarli guidare il mondo alla guerra
dal mio piccolo campo di bellezza

Interessante che 20 anni dopo , uno dei primi pezzi che scrissi come giornalista, riguardava Bill Perry, un uomo di PR, che lascio’ il suo lavoro ai Lawrence Livermore Labs, dove progettano armi nucleari

Un giorno, Perry mi disse che un ricercatore si era lamentato con lui perchè serviva un maggiore budget di denaro e Bill disse : “Abbiamo già abbastanza armi per fare esplodere per quattro volte tutto il mondo, perché ha bisogno di altro denaro?”
E lo scienziato rispose: “ Lei non capisce.  Questo è un problema di fisica”

Si, lo è nel rigido fiume ghiacciato dell’anti-vita…

Dove i ribelli sono solo macchine che hanno bisogno di essere spente.

By Jon Rappoport
Fonte: https://jonrappoport.wordpress.com/2018/08/27/censorship-and-the-decline-of-civilization/

Traduzione M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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