Chi controlla l’umanita’? Inganni

Neil Hague, il pittore che descrive Gnosticismo e Arconti. Prima parte

Scritto da Cristina Bassi

Neil Hague è noto in particolare anche per essere l’artista delle copertine dei libri di David Icke. Traduco in piu’ puntate un suo lungo articolo sulla sua ricerca relativa a Gnosticismo e Arconti. Nel seguito la prima parte :

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Orione & Eva nel ‘Gan Eden’ tra le Stelle

Molta della mia arte è simbolica e prende in considerazione la parte cosmologica della realtà. Il nome dato in generale ai mistici che riflettevano sulla natura del cosmo, della creazione e della “natura della realtà” era quello di Gnostici. Una fonte famosa per gli insegnamenti gnostici è quella di una serie di manoscritti chiamati testi di Nag Hammadi ed i Rotoli del Mar Morto, che vennero trovati vicino alla città di Nag Hammadi a circa 75-80 miglia a nord di Luxor, sulle sponde del Nilo.


Questi testi divennero noti in generale come i “vangeli perduti” della Biblioteca di Nag Hammadi ed inclusero 13 manoscritti in papiro, rilegati in pelle e piu’ di 50 testi scritti in egiziano-copto, che erano l’opera (insieme ad altre antiche influenze) di persone note come Gnostici.

Costoro non erano un gruppo razziale, la loro ideologia era un modo di “percepire la realtà” sotto l’egida dello Gnosticismo, che deriva da gnosis, una parola greca che si traduce con “conoscenza segreta”. Essere gnostico significava semplicemente “essere erudito”

I testi gnostici di Nag Hammadi offrono una storia alternativa della creazione, che insegna una nascita cosmologica del nostro mondo, attraverso il sogno di quello che il testo chiama “gli Eoni” . Costoro si diceva fossero divisi in realtà (coscienza) superiori ed inferiori ed un particolare Eone, di nome Sophia, è stato cruciale per questa storia.

Sophia era la dea che divenne Gaia o Terra negli insegnamenti gnostici. I dizionari definiscono questo termine Eone come un ”potere che esiste dall’eternità, una emanazione o una fase “della deità suprema senza forma”. 

I testi gnostici si riferiscono in modo molto diverso agli Eoni Superiori ed Inferiori e dicono che tra i due mondi c’è una cortina, un velo o un confine. Gli Eoni Superiori si dice che emanassero direttamente dall’unità dell’UNO: in sé, Infinità Consapevolezza di se stesso; puo’ venire simboleggiato come cerchi concentrici che esprimono la Unità del loro Creatore o Emanatore.

Gli Eoni Superiori vengono descritti dagli Gnostici come “Il Silenzio” o il “Silenzio Vivente” o la “Luce Acquosa” (una “essenza” che cerco costantemente di catturare nella mia arte ed illustrazioni)

Gli Eoni Inferiori si disse che fossero dei creatori  che potevano influenzare solo i mondi oltre il velo o il confine. Sono gli dei ”minori” a cui spesso ci si riferisce sia nei credi monoteistici che politeistici.

Il Paradiso Virtuale

Secondo il mito gnostico, il mondo che abitiamo era “puro pensiero”  (la regione della materia resa manifesta) attraverso il mondo fisico. Come i Bogomili  **  del 10° secolo e i Pauliciani e i Catari del 12° secolo in Francia,  gli Gnostici vedevano il mondo fisico come la terra delle ombre e della oscurità, un luogo dove “percezione e inganno”  sarebbero coesistiti.

Un luogo che era la creazione del diavolo.  Secondo i testi gnostici, Sofia prese poi una forma fisica in Gaia, la terra originale, e quindi sopportò le pene di dar vita alle forme fisiche. Gli Indiani d’America Thomson del Nord Ovest , come molti altri popoli nativi, nella loro cosmogonia illustrano una simile storia  della Terra che è una dea:

Dapprima  Kujum-Chantu, la Terra, era come un essere umano, una donna con una testa, braccia e gambe ed un ventre enorme. Gli umani delle origini vivevano sulla superficie del suo ventre. I suoi capelli divennero erba e alberi, la sua carne argilla; le sue ossa rocce e il suo sangue le sorgenti d’acqua.

Come frutto della mia continua ricerca, vedo come “Sophia” fu catturata nelle forme d’arte, dato che la dea delle origini la troviamo in tutto il mondo antico. Da Langa (per gli Zulù), a  Chalchiuiticue (per gli Aztechi) troviamo impersonificazioni di questo Eone Dea. E’ anche la Dea Umay delle genti turche semi-nomadi delle montagne caucasiche. Le storie di Asherah, la Moglie di Dio, le troviamo nell’arte e scultura mesopotamiche, insieme alla famosa scultura neolitica, di 25000 anni fa, “la Venere di Duesseldorf” , che sembra essere un’altra immagine di Asherah, forse Sophia.

Sophia come Venere di Duesseldorf

Nella mia visione, Eva era un’altra versione di Sophia e anche la “leonessa”, il “drago”  e “l’uccello”  nei miei dipinti  sono tutte proiezioni della dea. Sono intrinsecamente connesse al nostro DNA.

Si disse che Sophia sognasse e fosse caduta dentro il vuoto e si fosse svegliata nel mezzo del suo incubo:  l’impatto sul velo esterno (o confine tra i due mondi) portò all’emergere di cio’ che i testi gnostici chiamavano elementali inorganici, noti come Arconti.

La parola Arconte arriva dal Greco “archai’, che significa primordiale, primo, o antecedente nel tempo. Gli Arconti nascono nel sistema planetario, prima che la  Terra si formasse in un habitat adatto alla vita  ed essi per natura non sono organici.

Nei testi arabi gli stessi elementali vengono chiamati Jinn e nel Cristianesimo ci si riferisce a loro come a demoni  o “fantasmi” che affliggono l’umanità da sempre. Per ulteriori informazioni sugli Arconti e il simbolismo del Leone di Dio, si veda il mio blog:  Sophia, Orion & the Lion of God.

Dall’interno dell’incubo di  Sophia, secondo le scritture gnostiche, apparve una figura centrale o una deità che essa partorì e che subito rifiutò. Questa figura si proclamò fonte di tutto cio’ che sarebbe nato dal sognare di Sophia.  Egli era Dio Padre chiamato ‘Yaldabaoth’ ed annuncio’ di essere l’architetto dei mondi virtuali che si stavano formando grazie al sognare di Sophia.

I mondi in formazione erano le “stelle e nebulose” nei mondi inferiori di cio’ che gli Gnostici chiamavano il Kenoma. Sotto istruzione di questa figura di dio-architetto e insieme agli Arconti, si costruirono sistemi solari inclusa la “falsa Terra” (o la Matrix)

Gli Arconti usarono altri pianeti e soli  per alterare la geometria originale e i frattali  di luce per poter replicare “i paradisi” a loro piacimento. I testi dicono che le progenie di Sophia, guidate da questa figura di dio architetto, costruirono una realtà illusoria, appositamente fatta per imitare  la realtà organica originale, nata dalla Dea Eone. Il simbolismo dell’architetto che si trova in tutta la rappresentazione massonica sta a significare Yaldabaoth in forma umana.

>>> fine prima parte
la seconda parte qui

© Neil Hague 2018
fonte: https://neilhague.com/index.php/2018/08/19/orion-eve-in-the-garden-amongst-the-stars/

Traduzione M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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