Big pharma Medici controcorrente

Dr.sa Baxas: la Spike è un depistaggio e una subdola manipolazione

Scritto da Cristina Bassi

Dalla pagina in substack della dr.sa Anita Baxas MD, traduco nel seguito queste informazioni che contrastano con la narrativa molto diffusa sulla presenza della spike nel presunto virus e mRNA dei vaccini Covid. Si tratta di uno dei temi controversi anche all’intero della controinformazione. La dr.sa Baxas si dice certa che la spike non esista e dimostra il perché. Si pone quindi la domanda:” perché veniamo manipolati per concentrarci sulla proteina spike?”

———————-

Il Dio Vaccino

Dobbiamo mettere seriamente in discussione la storia della proteina spike del cosiddetto “virus” Covid e la storia dell’mRNA nelle iniezioni. Ho approfondito gli studi sulla rilevazione della proteina spike e ho scoperto che non ci sono prove della sua esistenza.

Ecco perché:

1. Prima di tutto, non c’è alcuna prova che un virus sia mai esistito, poiché i test rivendicati come prove sono delle stupidaggini. Ne ho scritto ampiamente in un altro post: https://anitabaxasmd.substack.com/p/the-questionable-virus-theory
Quindi, se non esiste un virus, non può esistere alcuna proteina spike, poiché si sostiene che la proteina spike faccia parte della capsula esterna del virus.

2. Gli studi 1, 2, 3, 4, 5 NON utilizzano la proteina spike isolata da campioni di virus isolati per analizzarne la sequenza di aminoacidi e verificare l’effetto sulle cellule. Prendono la sequenza genica di dubbia origine del “virus” da un database informatico e deducono i geni responsabili della proteina spike.

Creano quindi un plasmide (una stringa di geni) codificato per la proteina spike (che tale si sostiene sia) e lo inseriscono in un batterio, di solito l’E. Coli, in modo che i batteri producano questa “proteina spike”. Quindi purificano questa proteina e la usano per individuare i cosiddetti anticorpi o per creare rendering 3D o dimostrare che si lega ai recettori ACE2.

Lo studio successivo 4) afferma addirittura che 1988 proteine che si pensava fossero codificate in certe sequenze geniche del “virus”, NON SONO STATE trovate in quello che si presume sia il virus. La sequenza genica trovata e prevista per la proteina spike, viene confrontata con la sequenza genica “trovata” in altri genomi di virus corona (nei database dei computer), anch’essa prevista per la proteina spike.

La base su cui si fondano gli studi e i ragionamenti non è valida. Ergo, tutte le conclusioni basate su questo sono spazzatura.

L’ultimo studio 5) scrive testualmente: Composizione aminoacidica e struttura proteica:
“Wrapp et al. [17] hanno ottenuto la struttura trimerica della proteina S con una tecnologia di ricostruzione 3D basata sulla sequenza genomica del SARS-CoV-2, e hanno scoperto che è strutturalmente diversa da quella del SARS-CoV”.

Ancora una volta la struttura della proteina S è stata ottenuta con una ricostruzione 3D basata sulla sequenza genomica del “virus” trovata in un database.

3. Quando gli anticorpi si legano a questa proteina, vengono classificati come anticorpi contro la proteina spike, ergo viene fatta una diagnosi Covid. Ma, come ha sottolineato recentemente il dottor Mike Yeadon, non ci sono prove che questa proteina creata provenga da un virus. Egli ha scritto: “prima di tutto è necessario avere quel qualcosa per cui si desidera sviluppare un metodo di rilevazione”.

In questo caso si usano anticorpi che si legano alla presunta proteina spike creata in laboratorio. Gli anticorpi vengono ottenuti da animali a cui è stata iniettata la proteina. Sia gli animali che gli esseri umani creano molti anticorpi diversi contro proteine estranee (ad esempio, allergie alimentari). Se si inietta una proteina creata in laboratorio in un corpo, questo produrrà anticorpi che si legano ad essa.

Per saperne di più, leggete qui quanto scritto dal Dr. Yeadon: https://interestofjustice.substack.com/p/dr-yeadon-explains-for-first-time?utm_source=substack&utm_campaign=post_embed&utm_medium=web

4. Si sostiene che la proteina spike si leghi al recettore ACE2 per entrare nella cellula ospite e quindi causare i sintomi di un’infiammazione massiccia. Questo studio 6) non ha testato direttamente questo aspetto. Hanno utilizzato cellule renali di scimmia (cellule Vero 6), le hanno sciolte con sostanze chimiche e hanno aggiunto un complesso di “proteine spike” creato con il metodo descritto al punto 1 e legato a un anticorpo.

Hanno filtrato tutte le proteine e fatto un’elettroforesi per dividerle in bande visibili di massa diversa. Hanno preso la banda proteica con una massa di 100 kilo Dalton e l’hanno incubata con la tripsina, che scioglie le proteine. Sono rimasti frammenti di proteine di cui hanno determinato la massa. Hanno poi confrontato questi frammenti con i frammenti di proteine presenti in GenBank e hanno affermato che si trattava del recettore ACE2 perché solo il 17% dei frammenti di gene trovati era compatibile con i recettori ACE2 umani.

Lo hanno quindi clonato da DNA complementare ottenuto dal polmone umano, per ulteriori analisi. Hanno poi preso dei plasmidi (sequenze geniche di questo “recettore ACE2”) e li hanno inseriti in cellule Vero 6 in modo che esprimessero “recettori ACE2”. Successivamente, altri studi basati su questo metodo hanno aggiunto a queste colture Vero 6 dei presunti complessi proteina-anticorpo (creati in laboratorio a partire da sequenze geniche) che si sono poi legati a questi “recettori ACE2”.

È ovvio che si legheranno insieme, dato che la proteina originale, che in seguito si è ipotizzato essere l’ACE2, è stata trovata aggiungendo complessi proteina-anticorpo Spike. Questo è un ragionamento circolare.

5. Un altro studio 7) ha cercato di dimostrare che una particolare proteasi (enzima che digerisce le proteine) scinde la proteina spike in due parti. Una di queste parti viene poi attivata per entrare nella cellula ospite, così sostengono. Ma ancora una volta hanno usato sequenze di geni da un database per creare plasmidi inseriti in cellule Vero 6 per produrre la proteina spike, il recettore ACE2 e la proteasi. Se l’origine della sequenza genica è errata, l’intero esperimento è errato e non dimostra nulla.

6. Che dire dei sintomi attribuiti alla proteina spike? Si tratta per lo più di processi infiammatori massicci, come la miocardite e la polmonite. Se guardiamo a ciò che l’ossido di grafene fa al corpo, vediamo che provoca infiammazioni massicce e danni ossidativi. Se a questo si aggiungono dosi massicce di radiazioni EMF, come le frequenze 5G, si ottiene una tempesta perfetta.

È molto probabile che i vaccini antinfluenzali somministrati nell’autunno e nell’inverno del 2019 contenessero già grafene. Nei punti caldi della malattia “Covid” sono state accese antenne 5G che hanno coperto l’area, come a Wuhan, a New York e in Lombardia. L’ossido di grafene disturba il sistema immunitario, provoca il cancro, la perdita dell’olfatto e del gusto, attraversa la barriera emato-encefalica e causa problemi neurologici.

Provoca l’effetto Rouleau nel sangue, l’aborto spontaneo e molti altri gravi problemi (vedi il mio post qui: https://anitabaxasmd.substack.com/p/what-causes-death-and-disability)

Per quanto riguarda le iniezioni Covid, i coaguli di sangue sono attribuiti alla presunta produzione di proteine spike da parte del corpo, a causa dell’mRNA. I medici legali trovano coaguli, ma per lo più NON sono fatti di sangue, come hanno dimostrato le analisi visive e la spettrometria di massa.

Sono fatti di un materiale gommoso, identificato dalla dottoressa Ana-Maria Mihalcea come poliammide, come quello che si trova nelle microplastiche, usato negli idrogel e nella seta di ragno artificiale. Molte fiale delle iniezioni esaminate non contengono i mattoni di base, fosforo e azoto, che costituiscono l’mRNA. Altre contengono probabilmente mRNA e persino plasmidi di DNA, ma solo i produttori sanno per che cosa realmente codificano.

Nattochinasi si o no?

Quindi, che cosa ne deriva per quanto riguarda il trattamento? Dovremmo continuare a usare la Nattochinasi o la Lumbrokinasi? Poiché non ci sono proteine spike da sciogliere, questo potrebbe sembrare un tentativo inutile.

Tuttavia, nella microscopia in campo oscuro del sangue vivo si riscontra una ridotta capacità di flusso sanguigno dovuta all’aggregazione dei globuli rossi. La nattochinasi è un inibitore del fibrinogeno. Il fibrinogeno è un agente di coagulazione del sangue. Quindi tutto ciò che può migliorare in modo sicuro il flusso sanguigno e ridurre la viscosità è utile. A questo punto ritengo che sia ancora utile assumerla.

Cosa c’è veramente dietro a tutto questo?

La grande domanda è: perché veniamo manipolati per concentrarci sulla proteina spike? Molto probabilmente per nascondere i veri ingredienti dei farmaci, come il grafene, la seta di ragno, gli idrogel e i punti quantici, che è ciò che c’è dietro “l’agenda” perchè arrivino a tutti.

Questi sembrano servire per costruire nano dispositivi per collegare il corpo umano via 5G (Starlink) a un computer cloud centrale controllato dall’intelligenza artificiale. David Icke, la dott.ssa Ana-Maria Mihalcea, Karen Kingston, La Quinta Columna, il dott. Carnicom, il dott. Nixon e molti altri (troppo pochi finora) hanno messo in guardia su questo da tempo e hanno fornito prove.

Si veda la Zoom Call tra David Icke, La Quinta Columna e la dott.ssa Astrid Stückelberger:
https://davidicke.com/2024/01/16/david-icke-was-right-about-covid-the-jab-the-cloud-and-manipulation-by-a-non-human-force-by-the-team-that-identified-graphene-in-the-fake-vaccine/

E leggete questo nuovo post della dottoressa Ana-Maria Mihalcea, MD, PhD:
https://anamihalceamdphd.substack.com/p/hydrogel-platform-enables-versatile?utm_source=substack&utm_campaign=post_embed&utm_medium=web

Sfortunatamente la maggior parte dei medici non vuole inoltrarsi in tutto questo e la considera una teoria della cospirazione perché o va oltre le loro convinzioni su ciò che è possibile, o non riescono a immaginare che qualcuno sia così malvagio o sono pagati per fuorviare tutti.

C’è una certa azienda associata a un noto cardiologo che promuove la teoria delle proteine spike della malattia e vende un integratore per questo, ma si tiene ben lontano dal menzionare il grafene e gli altri ingredienti nelle iniezioni. Forse è il caso di dare un’occhiata più da vicino al fondatore di quell’azienda.

 

Fonte: https://anitabaxasmd.substack.com/p/gas-lighting-and-misdirection-with

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

Chi è la dr.sa Anita Baxas:
”Anita Baxas, MD, si è laureata presso la facoltà di medicina dell’Università di Basilea, in Svizzera. Ha continuato a studiare e a praticare la medicina integrativa e anti-aging per oltre due decenni presso il Baxamed Medical Center, in Svizzera. Nel 1995 alla madre fu diagnosticata una malattia coronarica, che si sottopose a due trattamenti di angioplastica che non l’aiutarono. Suo padre Sam Baxas, MD, e lei scoprirono questo trattamento naturale sconosciuto in Germania e svilupparono la terapia Plaquex, che finalmente guarì sua madre. Ha tenuto conferenze sulla terapia Plaquex in varie conferenze mediche in Asia e negli Stati Uniti. Insegna ai medici di tutto il mondo come applicare Plaquex in modo sicuro nel loro studio e fornisce consulenza alle due farmacie autorizzate a comporre Plaquex per gli Stati Uniti e il Canada.” (fonte)

Citazioni

1. Article| Volume 181, ISSUE 2, P281-292.e6, April 16, 2020
Structure, Function, and Antigenicity of the SARS-CoV-2 Spike Glycoprotein Alexandra C. Walls 5,Young-Jun Park 5,M. Alejandra Tortorici,Abigail Wall,Andrew T. McGuire,David Veesler 6
Open AccessPublished:March 09, 2020DOI:https://doi.org/10.1016/j.cell.2020.02.058

2. Rapid High-Yield Production of Functional SARS-CoV-2 Receptor Binding Domain by Viral and Non-Viral Transient Expression for Pre-Clinical Evaluation

by Omar Farnós,Alina Venereo-Sánchez, Xingge Xu, Cindy Chan ,Shantoshini Dash, Hanan Chaabane, Janelle Sauvageau, Fouad Brahimi, Uri Saragovi, Denis Leclerc, Amine A. Kamen
Vaccines
2020, 8(4), 654; https://doi.org/10.3390/vaccines8040654

Submission received: 26 September 2020 / Revised: 18 October 2020 / Accepted: 28 October 2020 / Published: 4 November 2020   https://www.mdpi.com/2076-393X/8/4/654

3. Isolation and characterization of SARS-CoV-2 from the first US COVID-19 patient

Jennifer Harcourt, Ph.D,1,* Azaibi Tamin, Ph.D,1,* Xiaoyan Lu,1 Shifaq Kamili,2 Senthil Kumar. Sakthivel,2 Janna Murray,2 Krista Queen, Ph.D.,1 Ying Tao, Ph.D.,1 Clinton R. Paden, Ph.D.,1 Jing Zhang,3 Yan Li,1 Anna Uehara, Ph.D.,4 Haibin Wang,3 Cynthia Goldsmith, Ph.D.,1 Hannah A. Bullock, Ph.D.,5 Lijuan Wang,5 Brett Whitaker,1 Brian Lynch,2 Rashi Gautam, Ph.D,1 Craig Schindewolf,6 Kumari G. Lokugamage, Ph.D,6 Dionna Scharton,7 Jessica A. Plante, Ph.D,7 Divya Mirchandani,6 Steven G. Widen, Ph.D.,8 Krishna Narayanan, Ph.D.,6 Shinji Makino, Ph.D.,6 Thomas G. Ksiazek, DVM, Ph.D,7,9 Kenneth S. Plante, Ph.D.,7 Scott C. Weaver, Ph.D.,6,7,9 Stephen Lindstrom, Ph.D,1 Suxiang Tong, Ph.D,1 Vineet D. Menachery, Ph.D,7,9,+ and Natalie J. Thornburg1,+

Version 2. bioRxiv. Preprint. 2020 Mar 7.

doi: 10.1101/2020.03.02.972935

PMCID: PMC7239045

PMID: 32511316

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7239045/

4. Journal of General Virology
Volume 71, Issue 5

Nucleotide Sequence of the Gene Encoding the Spike Glycoprotein of Human Coronavirus HCV 229E

5. Published: 29 July 2020
SARS-CoV-2: characteristics and current advances in research

6.  Angiotensin-converting enzyme 2 is a functional receptor for the SARS coronavirus

Nature volume 426, pages 450–454 (2003) Published: 27 November 2003

7. JOURNAL OF VIROLOGY, May 2011, p. 4122–4134 Vol. 85, No. 9

0022-538X/11/$12.00 doi:10.1128/JVI.02232-10

Copyright © 2011, American Society for Microbiology. All Rights Reserved.

Evidence that TMPRSS2 Activates the Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus Spike Protein for Membrane Fusion and Reduces Viral Control by the Humoral Immune Response

Ilona Glowacka,1† Stephanie Bertram,1† Marcel A. Mu¨ller,2 Paul Allen,3 Elizabeth Soilleux,3 Susanne Pfefferle,4 Imke Steffen,1 Theodros Solomon Tsegaye,1 Yuxian He,5 Kerstin Gnirss,1 Daniela Niemeyer,2 Heike Schneider,6 Christian Drosten,2 and Stefan Po¨hlmann1,7*

Institute of Virology, Hannover Medical School, 30625 Hannover, Germany1; Institute of Virology, University of Bonn Medical Centre,53127 Bonn, Germany2; Department of Cellular Pathology, John Radcliffe Hospital, Oxford OX3 9DU, England3;

Bernhard Nocht Institute for Tropical Medicine, 20359 Hamburg, Germany4; Institute of Pathogen Biology,

Chinese Academy of Medical Sciences and Peking Union Medical College, Beijing 1007302, China5;

Institute for Physiological Chemistry, Hannover Medical School, 30625 Hannover, Germany6;

and German Primate Center, Kellnerweg 4, 37077 Göttingen, Germany7

Received 25 October 2010/Accepted 27 January 2011