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Pubblicazione scientifica: la vit D potrebbe prevenire e trattare influenza, coronavirus e polmoniti

Scritto da Cristina Bassi

Sui benefici ed utilità della Vit D  nella vita “normale”, in un regime di sana prevenzione e benessere, ovvero prima dell’era corona… avevamo già pubblicato. Ora dato lo stravolgimento planetario e la lotta per la salute…è interessante leggere quanto afferma uno studio scientifico a fine marzo 2020…

Si veda anche qui: https://www.grassrootshealth.net/blog/first-data-published-covid-19-severity-vitamin-d-levels/?fbclid=IwAR0ZFXBo-huQnmKSa3F53_1DUfm8CrGg6XO6HV-Qc2xp0QhQ_1k7h3JpABY


La Vitamina D — Libro

Un basso livello di vitamina D in inverno fa si che ci siano epidemie virali. Durante l’inverno, le persone che non assumono integratori di vitamina D hanno probabilmente basse concentrazioni sieriche di 25-idrossivitamina D [25(OH)D].

La vitamina D può ridurre il rischio di epidemie virali e pandemie in diversi modi.

In primo luogo, concentrazioni più alte di 25(OH)D riducono il rischio di molte malattie croniche, tra cui tumori, malattie cardiovascolari, infezioni croniche delle vie respiratorie (RTI), diabete mellito e ipertensione.

I pazienti con malattie croniche hanno un rischio di morte, significativamente più elevato per infezioni croniche delle vie respiratorie (RTI) rispetto alle persone altrimenti sane.

In secondo luogo, la vitamina D riduce il rischio di RTI (infezioni croniche delle vie respiratorie ), attraverso tre meccanismi:
a) mantiene le giunture salde,
b) uccide i virus incapsulati da induzione di catelicidine e difensine,
c) riduce la produzione di citochine proinfiammatorie da parte del sistema immunitario innato, riducendo così il rischio di una tempesta di citochine che porta alla polmonite.

I test di osservazione e integrazione hanno riportato concentrazioni più elevate di 25(OH)D, associate a un ridotto rischio di [queste patologie]: dengue, epatite, herpesvirus, virus dell’epatite B e C, virus dell’immunodeficienza umana, influenza, infezioni da virus respiratorio sinciziale e polmonite.

I risultati di uno studio sul campo comunitario qui riportati hanno indicato che concentrazioni di 25(OH)D superiori a 50 ng/ml (125 nmol/l) versus <20 ng/ml, avevano come risultato una riduzione del 27% delle malattie simil-influenzali.

Dalle evidenze disponibili, ipotizziamo che aumentare le concentrazioni nel siero di 25(OH)D grazie alla somministrazione di vitamina D, potrebbe ridurre l’incidenza, la gravità e il rischio di morte per influenza, polmonite e l’attuale epidemia COVID-19.

fonte: https://www.preprints.org/manuscript/202003.0235/v1?fbclid=IwAR0sehGsxuaw6Ih1i-0xLMlUn5or5TPwfAs593SfQmq1_BstohiLV_2zoQw

traduzione : M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net 

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