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Il Potenziale Zeta: una forza invisibile nel corpo che consente al sangue di rimanere fluido anziché coagularsi

Scritto da Cristina Bassi

E se il nostro corpo non funzionasse solo grazie al sangue e all’ossigeno? Ci sono sempre più prove che l’acqua strutturata e la carica elettrica potrebbero essere fondamentali per il funzionamento del nostro corpo e per ciò che accade quando si verificano dei malfunzionamenti. L’acqua nel corpo ha funzioni potenti, perché si organizza in strati strutturati. Sono informazioni scientifiche fuori dal discorso comune, riproposte dall’articolo che traduco nel seguito dal sito Vigilant Fox, che lo ha rielaborato dall’originale di A Midwestern Doctor (qui altri articoli su questo sito da A Midwestern Doctor).

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Acqua Informata

In medicina esiste un termine che la maggior parte dei medici non sa nemmeno dirvi cosa significa. Eppure è una delle cose più essenziali di cui ha bisogno il corpo per mantenere un cuore sano. All’interno del corpo, esiste una forza invisibile che impedisce al sangue di trasformarsi in melma. Questa forza è nota come “potenziale zeta”.

Ci viene insegnato che la circolazione è semplice: il cuore pompa e il sangue si muove. Ma se osserviamo più da vicino, qualcos’altro sta silenziosamente svolgendo il lavoro pesante. La maggior parte delle persone non dà molta importanza all’acqua: poichè è una presenza costante nella nostra vita, non ci pensiamo più di tanto.
Acqua Basica

L’acqua nel corpo ha funzioni potenti

All’interno del nostro corpo, tuttavia, l’acqua svolge una funzione ben più potente: contribuisce a organizzare la struttura, a immagazzinare energia e persino a guidare il movimento a livello microscopico. E’un aspetto che la biologia moderna fatica ancora a spiegare completamente.

Ci viene insegnato che l’acqua esiste in tre stati: solido, liquido e gassoso, ma i ricercatori hanno ripetutamente osservato una quarta fase. E questa fase non si comporta affatto come un tipico liquido. Forma strati strutturati, simili a gel, lungo le superfici di tutto il corpo.
Questa “quarta fase”, spesso chiamata acqua cristallina liquida o acqua della zona di esclusione, si forma lungo le membrane cellulari, i vasi sanguigni e il tessuto connettivo, creando una struttura organizzata anziché il movimento casuale che ci viene insegnato nei corsi base di chimica.

E questa struttura cambia tutto. L’acqua in questa fase ha una carica negativa, mentre il fluido circostante ha una carica positiva, questo crea una separazione che trasforma di fatto l’acqua in una batteria biologica in grado di immagazzinare e rilasciare energia. I ricercatori hanno scoperto che questa fase non si forma in modo vago, ma si organizza in strati strutturati, quasi come fogli impilati, comportandosi più come gelatina o albume d’uovo che come un liquido che scorre libero.

L'Insegnamento dell'Acqua

L’acqua strutturata nel corpo alimenta sistemi

Non si tratta di teoria. I ricercatori hanno misurato direttamente questa separazione di carica ed hanno, osservato differenze di pH tra le diverse zone e persino dimostrato che quest’acqua strutturata può alimentare piccoli sistemi. Si comporta più come un sistema energetico che come un fluido passivo, o come l’acqua a cui siamo abituati.

E quest’acqua strutturata non si limita a muovere le cose, ma le tiene anche unite, creando strati protettivi all’interno dei vasi sanguigni e delle articolazioni e permettendo ai tessuti di scorrere invece di deteriorarsi nel tempo. Ancora più interessante, questo sistema assorbe l’energia ambientale, in particolare la luce infrarossa, e la converte in movimento.

Man mano che si forma questa struttura d’acqua, essa spinge i protoni caricati positivamente verso l’esterno, creando un gradiente che aiuta a far avanzare il fluido attraverso questi minuscoli canali. Ciò significa che il nostro corpo raccoglie costantemente energia dall’ambiente e la utilizza per sostenere i processi interni.

E se il cuore non facesse tutto il lavoro che ci dicono faccia? 

Ci sono sempre più prove che parte della circolazione sanguigna potrebbe essere gestita da qualcosa di molto più piccolo e spesso trascurato. Ci viene insegnato che il cuore lavora duramente per pompare il sangue in tutto il corpo. Ma quando osserviamo da vicino i vasi più piccoli, le leggi della fisica non tornano del tutto. Perché? Perché la pressione generata dal cuore diminuisce drasticamente a livello dei capillari.

I capillari sono così piccoli che i globuli rossi spesso devono deformarsi per riuscire a passarci attraverso! Questo richiede forza, eppure in molti casi, questa forza non sembra sufficiente se si considera solo la pressione (del cuore). Quindi, se non è il cuore, cos’altro sta accadendo? I ricercatori hanno fatto un’osservazione sorprendente.

Il fluido può muoversi attraverso stretti canali biologici senza alcun gradiente di pressione esterna. Ciò significa che il movimento del sangue può avvenire anche in assenza di una pompa che lo spinga attivamente in avanti. Il flusso può invece emergere spontaneamente quando l‘acqua forma strati strutturati lungo le pareti di questi canali. Questo crea di fatto un sistema auto-alimentato che converte l’energia immagazzinata in movimento.

Infatti, il movimento del fluido è stato osservato negli embrioni in via di sviluppo, ancor prima che si formi il cuore, e in alcuni casi anche dopo l’arresto cardiaco, il che suggerisce l’esistenza di un ulteriore meccanismo che regola la circolazione. Ancora più interessante, è il fatto che quando l’energia infrarossa viene aumentata, il flusso accelera, a volte in modo considerevole.

Questo suggerisce che tale sistema converta l’energia ambientale in energia cinetica all’interno del corpo! Ciò spiegherebbe perché il movimento del fluido sia stato osservato anche in casi in cui il cuore non stia pompando attivamente. Deve esistere un ulteriore meccanismo di circolazione che opera in parallelo al sistema cardiovascolare.

Il Potenziale Zeta

Ed è qui che questa incredibile rivelazione diventa un po’ inquietante. Se la circolazione dipende dalla carica elettrica e dall’acqua strutturata, cosa succede quando questo sistema si interrompe? All’interno del corpo, i fluidi non si limitano a muoversi, ma devono anche rimanere uniformemente dispersi. I globuli sanguigni, le proteine, le particelle si affidano a sottili forze elettriche per rimanere separate. Questo permette loro di fluire senza intoppi anche attraverso i vasi più piccoli.

Questa separazione è regolata da qualcosa chiamato potenziale zeta, che è la carica elettrica che impedisce alle particelle di aggregarsi e permette al sangue di rimanere fluido anziché coagularsi. Quando il potenziale è forte, tutto scorre in modo efficiente. Ma quando il potenziale si indebolisce, le particelle iniziano ad aggregarsi, creando un sangue più denso e “fangoso” che fatica a muoversi attraverso gli stretti vasi sanguigni e a trasportare l’ossigeno in modo efficace.

Questo cambiamento nel flusso, è stato collegato a una microcircolazione compromessa, che può manifestarsi in molti modi diversi.
Ad esempio, difficoltà nella cicatrizzazione delle ferite, emicranie, stress cardiovascolare e altre condizioni che spesso sembrano non correlate, ma che possono avere lo stesso problema di fondo. Molti di questi fattori sono problemi che tutti abbiamo sperimentato occasionalmente, o addirittura cronicamente.

Alcuni ricercatori sostengono che quella che definiamo “pressione alta” potrebbe non essere affatto la causa principale, bensì un effetto derivato di un flusso alterato che spinge il corpo a compensare. In questo modello, il problema non è semplicemente la pressione, ma il sangue stesso non si muove come dovrebbe.

Ma vi è mai stato detto di migliorare il vostro potenziale zeta durante una visita medica?  

Ecco la domanda che quasi nessuno si pone: cosa nella vita moderna potrebbe interferire con questo sistema? Perché se la struttura e la carica dell’acqua sono essenziali per il flusso, è importante capire cosa può disturbare questo sistema vitale.

C’è un crescente interesse per il modo in cui le sostanze caricate positivamente, le condizioni ambientali e persino i campi elettromagnetici possano influenzare la struttura dell’acqua e il potenziale zeta, favorendo potenzialmente trombi e riducendo il flusso in soggetti sensibili.

Alcune osservazioni suggeriscono che queste alterazioni possano verificarsi rapidamente. Alcune ricerche indicano che i campi elettromagnetici (EMF) possono ridurre la struttura dell’acqua e favorire coaguli sanguigni in pochi minuti, compromettendo potenzialmente il flusso

I globuli sanguigni iniziano ad aggregarsi, il flusso rallenta in tempo reale e i sintomi compaiono prima che qualsiasi farmaco rilevi un problema con i test standard, il che potrebbe spiegare perché così tanti problemi di salute sembrano reali ma sono difficili da misurare.
Parte del motivo per cui questo argomento non è ampiamente discusso è semplice: questi meccanismi non si adattano perfettamente ai modelli esistenti. La scienza tende a procedere più lentamente quando le possibili risposte mettono in discussione ciò che crediamo di sapere.

Il che porta a una comprensione più profonda: se l’acqua è responsabile della struttura, dell’energia e della circolazione al livello più fondamentale, allora molte patologie “misteriose” potrebbero non essere affatto casuali. Potrebbero invece essere il risultato della perdita della capacità del corpo di mantenere tutto in movimento.

Fonte: https://www.vigilantfox.com/p/what-if-your-body-runs-on-more-than
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net