Big pharma Pericoli

2015: Tetyana Obukhanych, PhD, immunologa. Lettera aperta ai legislatori USA sui vaccini

Scritto da Cristina Bassi

17 Aprile 2015

Caro Legislatore:

Il mio nome è Tetyana Obukhanych. Ho un dottorato in Immunologia. Sto scrivendo questa lettera nella speranza che corregga alcune comuni ed erronee percezioni  sui vaccini e possa essere di aiuto nel formulare una comprensione equa ed equilibrata, che è supportata da una teoria vaccinale accettata e da nuove scoperte scientifiche.

I bambini non vaccinati, rappresentano una maggiore minaccia per il pubblico rispetto ai bambini vaccinati?

Si afferma spesso che coloro che scelgono di non vaccinare i propri figli per motivi di coscienza, mettono in pericolo il resto del pubblico e questa è la logica su cui si basa la maggior parte della legislazione per porre fine alle esenzioni vaccinali, che attualmente sono in esame da parte dei legislatori federali e statali in tutto il paese.

Dovreste sapere che la natura della protezione offerta da molti vaccini moderni – e che include la maggior parte dei vaccini raccomandati dal CDC per i bambini – non è coerente con tale affermazione. Nel seguito riporto i vaccini raccomandati che non possono impedire la trasmissione della malattia, o perché non sono progettati per prevenire la trasmissione di infezioni (piuttosto, sono intesi a prevenire i sintomi della malattia), o perché proteggono da malattie non trasmissibili.

Coloro che non hanno ricevuto i vaccini menzionati nel seguito, non rappresentano una minaccia più elevata per il pubblico, rispetto a quelli che li hanno ricevuti, il che implica che la discriminazione nei confronti dei bambini non immunizzati in una scuola pubblica, potrebbe non essere giustificata.

  1. L’  IPV (vaccino poliovirus inattivato) non può impedire la trasmissione del poliovirus.  (vedi appendice per lo studio scientifico, articolo 1).
    Il poliovirus selvaggio è inesistente negli Stati Uniti da almeno due decenni. Anche se il poliovirus selvaggio dovesse essere reimportato dai viaggi, la vaccinazione per la polio con IPV non può avere influenza sulla sicurezza degli spazi pubblici. Si noti che l’eradicazione del poliovirus selvaggio, viene attribuita all’uso di un diverso vaccino, il vaccino OPV o poliovirus orale. Nonostante sia in grado di prevenire la trasmissione di poliovirus selvaggi, l’uso dell’OPV è stato eliminato da tempo negli Stati Uniti e sostituito con IPV, per preoccupazioni sulla sicurezza.
  2. Il tetano  non è una malattia contagiosa , ma piuttosto acquisita da ferite da puntura profonda, contaminate da spore di C. tetani. La vaccinazione per il tetano (tramite il vaccino combinato DTaP) non può alterare la sicurezza di spazi pubblici; è inteso solo per la protezione personale.
  3. Anche se inteso a prevenire gli effetti patogeni della tossina della difterite, il vaccino contro la tossina della difterite (contenuto anche nel vaccino DTaP)  non è progettato per prevenire la colonizzazione e la trasmissione di  C. diphtheriae La vaccinazione per la difterite non può alterare la sicurezza degli spazi pubblici; allo stesso modo è inteso solo per la protezione personale.
  4. Il vaccino per la pertosse acellulare (aP) (l’ elemento finale del vaccino combinato DTaP), ora in uso negli Stati Uniti, alla fine degli anni ’90 ha sostituito il vaccino contro la pertosse a cellule intere; ad esso è seguito una ripresa di pertosse senza precedenti. Un esperimento con infezione intenzionale della pertosse nei primati ha rivelato che il vaccino aP non è in grado di prevenire la colonizzazione e la trasmissione di B. pertussis. (si veda l’appendice per lo studio scientifico , Item #2) La FDA ha emesso un avvertimento riguardo a questa scoperta cruciale. [1]

Inoltre, la riunione del 2013 del Consiglio dei Consulenti Scientifici del CDC ha rivelato ulteriori dati allarmanti secondo cui le  varianti di pertosse (ceppi PRN-negativi) attualmente circolanti negli Stati Uniti hanno acquisito un vantaggio selettivo per infettare coloro che sono aggiornati con i loro DTaP (vedi  l’appendice per il documento CDC, Item #3), significa che le persone che sono aggiornate con i richiami  hanno  maggiori  probabilità di essere infette, e quindi contagiose, rispetto alle persone che non sono vaccinate.

  1. Tra i numerosi tipi di  H. influenzae [Haemophilus influenzae], il vaccino Hib, copre solo il tipo b. Nonostante la sua unica intenzione di ridurre il trasporto di Hib sintomatica e asintomatica (senza malattia),  l’introduzione del vaccino Hib ha inavvertitamente spostato la dominanza del ceppo verso altri tipi di H. influenzae (tipi da a a f) . Questi tipi hanno causato una malattia invasiva di elevata gravità e un aumento dell’incidenza negli adulti, nell’era della vaccinazione Hib dei bambini (vedi appendice per lo studio scientifico, Item #4). La popolazione è più vulnerabile alla malattia invasiva ora di quanto non fosse prima dell’inizio della campagna di vaccinazione Hib. Discriminare contro i bambini che non sono vaccinati per Hib non ha alcun senso scientifico nell’era della malattia del non-tipo b  H. influenzae.
  2. L’epatite B è un virus ematicoNon si diffonde in un contesto comunitario, specialmente tra i bambini che difficilmente si impegnano in comportamenti ad alto rischio, come la condivisione dell’ago o il sesso. Vaccinare i bambini per l’epatite B non può alterare in modo significativo la sicurezza degli spazi pubblici. Inoltre, l’ammissione alla scuola non è vietata per i bambini che sono portatori di epatite B cronica. Proibire l’ammissione alle scuole per coloro che sono semplicemente non vaccinati – e non portano nemmeno l’epatite B – costituirebbe una discriminazione irragionevole e illogica.

In sintesi, una persona che non è vaccinata con vaccini IPV, DTaP, HepB e Hib per motivi di coscienza, non pone alcun pericolo ulteriore per il pubblico di quanto lo sia una persona che lo è. Nessuna discriminazione è giustificata.

Con quale frequenza si verificano gravi eventi avversi sul vaccino?

Si afferma spesso che la vaccinazione raramente porta a eventi avversi gravi. Sfortunatamente, questa affermazione non è supportata dalla scienza. Un recente studio condotto in Ontario, Canada, ha stabilito che la  vaccinazione porta effettivamente al pronto soccorso  1 bambino su 168,  dopo che ha fatto la vaccinazione alla scadenza dei 12 mesi di vita  e 1 su 730 dopo quella dei 18 mesi  (vedi appendice per una scientifica studio, articolo n. 5).

Se è così alto il rischio di un evento avverso, al punto da richiedere una visita al pronto soccorso dopo una vaccinazione per la primissima infanzia, la vaccinazione per i genitori deve rimanere una scelta; comprensibilmente essi potrebbero non essere disposti ad assumersi questo rischio immediato, per proteggere i loro figli da malattie che sono generalmente considerato miti o alle quali i loro figli potrebbero non essere mai esposti.

La discriminazione contro le famiglie che si oppongono ai vaccini per motivi di coscienza, puo’ previene future epidemie di malattie virali trasmissibili, come il morbillo?

Gli scienziati che fanno ricerca sul morbillo sono da tempo a conoscenza del “paradosso del morbillo”.

Cito dall’articolo di Poland & Jacobson (1994) “Il mancato successo nell’obbiettivo di eliminare il morbillo: paradosso apparente delle infezioni da morbillo nelle persone immunizzate “. Arch Intern Med 154: 1815-1820:

“Il paradosso apparente è che quando i tassi di immunizzazione del morbillo salgono a livelli elevati in una popolazione, il morbillo diventa una malattia delle persone immunizzate.”  [2]

Ulteriori ricerche hanno dimostrato che dietro al “paradosso del morbillo” c’è una frazione della popolazione denominata LOW VACCINE RESPONDERS  (basse risposte al vaccino).  I soggetti a bassa risposta sono coloro che rispondono scarsamente alla prima dose del vaccino contro il morbillo. Questi individui quindi caricano una debole risposta immunitaria alla successiva ri-vaccinazione e rapidamente ritornano nel gruppo dei “suscettibili” entro 2-5 anni, nonostante siano completamente vaccinati. [3]

La ri-vaccinazione non può correggere la bassa reattività, che sembra essere un tratto immuno-genetico. [4] Negli Stati Uniti, la percentuale di risposte basse tra i bambini veniva stimata al 4,7%. [5]

Studi su focolai di morbillo in Quebec, Canada e Cina attestano che  ancora si verificano epidemie di morbillo, anche quando l’ottemperanza vaccinale è al massimo  (95-97% o addirittura 99%, vedi appendice per gli studi scientifici, Items # 6 e 7).
Ciò è dovuto al fatto che anche in caso di risposte elevate ai vaccini, gli anticorpi indotti da vaccino si attenuano nel tempo. L’immunità vaccinale non equivale all’immunità che si ottiene permanentemente quando esposti naturalmente alla malattia.

È stato documentato che le persone vaccinate che sviluppano il morbillo sono contagiose. In effetti, due importanti epidemie di morbillo nel 2011 (in Quebec, Canada e New York, NY) sono state re-importate da individui precedentemente vaccinati. [6] [7]

Nel loro insieme, questi dati rendono evidente che l’eliminazione delle esenzioni vaccinali, in ogni caso attualmente utilizzata solo da una piccola percentuale di famiglie, non risolverà il problema della rinascita della malattia né impedirà la reimportazione e le epidemie di malattie precedentemente eliminate.

La discriminazione contro obiettori di coscienza sui vaccini, è l’unica soluzione pratica?

La maggior parte dei casi di morbillo nelle recenti epidemie statunitensi (compresa la recente epidemia di Disneyland) sono adulti e bambini molto piccoli, mentre nell’era prevaccinale, il morbillo si verificava principalmente nella fascia di età tra l’ 1 e 15 anni.

Alla esposizione naturale al morbillo, seguiva immunità permanente dalla re-infezione, mentre l’immunità vaccinale diminuisce nel tempo, lasciando gli adulti non protetti dalle loro dosi vaccinali dell’infanzia. Il morbillo è più pericoloso per i bambini e per gli adulti che per bambini in età scolare.

Nonostante le alte probabilità di esposizione nell’era prevaccinale, il morbillo praticamente non si verificava mai negli infanti al di sotto dell’anno, grazie al solido meccanismo di trasferimento dell’immunità materna. La vulnerabilità al morbillo dei bambini molto piccoli, oggigiorno è il risultato diretto della prolungata campagna di vaccinazione di massa del passato, durante la quale le loro madri, anch’esse vaccinate nella loro infanzia, non hanno potuto vivere naturalmente il morbillo, in un’età scolastica sicura e stabilire cosi una permanente immunità, che avrebbe potuto quindi essere trasferita ai loro bambini e proteggerli dal morbillo nel loro primo anno di vita.

Fortunatamente, esiste un backup terapeutico per imitare l’immunità materna ormai erosa. I neonati e altri individui vulnerabili o immunocompromessi  sono idonei a ricevere immunoglobulina, una misura potenzialmente salvavita che fornisce anticorpi diretti contro il virus per prevenire o migliorare la malattia in seguito all’esposizione (vedere l’appendice, Item # 8).

In sintesi:

1) a causa delle proprietà dei vaccini moderni, gli individui non vaccinati non presentano un rischio maggiore di trasmissione di poliomielite, difterite, pertosse e numerosi ceppi di H. influenzae non di tipo b, di quanto lo facciano gli individui vaccinati;  gli individui non vaccinati non rappresentano praticamente alcun pericolo di trasmissione dell’epatite B in un ambiente scolastico, e il tetano non è affatto trasmissibile;

2) c’è un rischio significativamente elevato di visite in pronto soccorso dopo gli appuntamenti vaccinali dell’infanzia, che attestano che la vaccinazione non è esente da rischi;

3) non si possono prevenire completamente le epidemie di morbillo anche se avessimo una ottemperanza vaccinale pressoché perfetta;

4) un metodo efficace per prevenire il morbillo e altre malattie virali negli infanti non vaccinabili e in quelli immunodepressi, è l’immunoglobulina, disponibile per coloro che potrebbero essere esposti a queste malattie.

Nell’insieme, questi quattro fatti chiariscono che in un contesto scolastico, la discriminazione contro i bambini che non sono vaccinati per motivi di coscienza, è del tutto ingiustificata in quanto lo status vaccinale degli obiettori di coscienza  non rappresenta un rischio ingiustificato per il pubblico.

In fede,

Tetyana Obukhanych, PhD

Fonte (con le appendici citate nel testo)
https://vaccinechoicecanada.com/wp-content/uploads/Letter-to-Legislatures-Considering-Vaccine-Legislation-Obukhanych.pdf

Traduzione di M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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