Dal cosmo Manipolazione- controllo mentale

Nove scienziati e un generale scomparsi nel programma UAP segreto. Due esperti raccontano

Scritto da Cristina Bassi

In queste ultime ore ho visto il video-intervista di Clayton Morris, un ex conduttore di Fox News, sul suo podcast Redacted, che presenta temi e interviste a soggetti di cui il mainstream non parla. (Da Redacted si veda anche l’intervista a David Icke sugli Epstein files, Qui e Qui)

Dati i tempi in cui siamo e dato che non poco tempo fa il Presidente USA diede l’ordine esecutivo  per aprire parti degli archivi sugli UAP, trovo interessante  proporre queste note che seguono e che si riferiscono appunto al video di Redacted: They’re Vanishing: 9 UAP Scientists DISAPPEAR from Secret Reverse-Engineering Program, di cui qui riassumo, tradotti, i punti salienti.

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Nel video viene raccontata la vicenda di nove figure chiave, tra scienziati e militari, legate, secondo quanto riportato, a programmi segreti di ricerca e “reverse- engineering”, che sono in relazione ai UAP (Unidentified Aerial Phenomena – un tempo li chiamavamo UFO) e a tecnologie avanzate

Questi professionisti ed esperti sono tutti scomparsi o morti in circostanze insolite nel giro di pochi mesi. La ricostruzione giornalistica che qui viene fatta, collega le singole morti e scomparse a un contesto di ricerca militare su UAP e materiali avanzati.

Gli ospiti del programma

Gli ospiti di Morris in questa intervista sono:

  • Chris Leato, ex pilota da caccia e esperto di scienze dei materiali, che collega il materiale avanzato osservato in alcuni UAP (ovvero metalli con memoria di forma, leghe ultra-leggere, ceramiche resistenti agli urti) a possibili programmi di reverse engeneering condotti da governi come USA, Russia e Cina.
    Nei suoi interventi spiega che gran parte delle tecnologie avanzate, oggi in fase di sviluppo, relativamente a propulsione e armamenti, potrebbe derivare proprio da analisi di resti UAP
  • Simon Holland, presentato come documentarista scientifico, parla di una vera e propria “corsa agli armamenti” globale su tecnologie UAP e plasma, sottolineando come molti scienziati scomparsi lavorassero esattamente su queste aree.
    Inoltre richiama l’attenzione sul fatto che la comunità scientifica e i media mainstream non hanno dedicato copertura significativa alla scomparsa di questi personaggi, noti solo in nicchie alternative.

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UAP, armamenti e “reverse-engineering”

Il video colloca gli eventi in un quadro più ampio di programmi statunitensi classificati UAP, con particolare riferimento a presunti progetti di reverse engeneering su materiali avanzati recuperati da velivoli anomali.

Si parla di ricerca dedicata al plasma, metamateriali, leghe ultraleggere e tecnologie aerospaziali che, secondo quanto qui detto, coinvolgerebbero svariati laboratori militari e civili statunitensi: Wright Patterson AFB, Los Alamos, Jet Propulsion Laboratory (JPL), NASA e altri centri di ricerca strategica.

William Neil McCasland: il generale scomparso

Il primo personaggio descritto è William Neil McCasland, tenente generale in pensione dell’US Air Force, indicato come ex comandante della base Wright Patterson e figura di riferimento su temi UAP e armamenti spaziali.

Nella conversazione con gli intervistati, si apprende che McCasland sarebbe scomparso da casa il 27 febbraio, lasciando dietro di sé tutti i dispositivi elettronici e senza prendere mezzi di trasporto.

Questo pochi giorni dopo l’ordine esecutivo del presidente Trump che chiedeva di aprire parti degli archivi sugli UAP. Sebbene in pensione, McCasland si ritiene venisse considerato un “gatekeeper” d’informazioni su questi programmi.

Monica Jacinto Reza : la scienziata missilistica scomparsa

Monica Jacinto Reza, ingegnere aerospaziale e scienziata missilistica, era associata ad Aerojet Rocketdyne e legata al Jet Propulsion Laboratory (JPL). Qui viene descritta come ideatrice di una “superlega” metallica avanzata.

Tale lega è in grado di ridurre la dipendenza degli Stati Uniti da tecnologie russe in ambito missilistico, e riferisce che sarebbe scomparsa nel giugno scorso durante un’escursione a Los Angeles, senza lasciare traccia dopo essere stata vista inizialmente vicino al compagno.

I casi di altri scienziati

Il dibattito elenca più figure scientifiche la cui morte o scomparsa viene presentata come anomala o sospetta:

  • Nuno Louro, direttore del Plasma Science and Fusion Center al MIT, sarebbe stato ucciso in un episodio di omicidio-suicidio; di lui si sottolinea il ruolo centrale nella ricerca sul plasma, tecnologia collegata a presunti armamenti UAP.
  • Un astrofisico del Caltech viene descritto come ucciso in circostanze che non vengono qui chiarite completamente, ma che si rientrano nel numero crescente di scienziati legati a UAP rimossi dalla scena.
  • Un senior scientist del Jet Propulsion Laboratory viene presentato come morto per cause non rese pubbliche e si sottolinea l’assenza di una spiegazione ufficiale
  • Altri scienziati del Los Alamos National Laboratory vengono citati come scomparsi durante passeggiate o escursioni; qui si pone l’accento sul fatto che si trattava di ricercatori coinvolti in progetti di materiali avanzati e armamenti

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Jason Thomas e i casi di omicidio- suicidio

Un altro personaggio menzionato è Jason Thomas, 45 anni, biologo chimico che lavorava su contratti con il Dipartimento della Difesa (DoD), descritto come scomparso alla fine del 2025 e poi ritrovato morto in Massachusetts il 17 marzo 2026. Si allude al fatto che avrebbero avuto accesso a ricerche di interesse strategico

Si citano anche Jacob Prichard e Jaime Gustitus, due dipendenti dell’AFRL (Air Force Research Laboratory) coinvolti in un presunto caso di omicidio-suicidio nell’ottobre 2025. Nel video si dice che Gustitus possedeva un livello di autorizzazione di sicurezza elevato (TS/SCI) e che il suo ruolo era collegato a programmi classificati. Questo solleva riflessioni se le circostanze della sua morte, fossero casuali…

Il mistero sui segreti militari e l’arma segreta

L’idea che emerge dalle conversazioni nel video, è che la concentrazione di morti e scomparse avvenute nell’arco di pochi mesi, non possa essere attribuita solo al caso. Pertanto si pone l’accento sulla possibile esistenza di un’“arma segreta” derivante da UAP, sviluppata in laboratori nascosti e circondata da silenzio e mistero.

Per questo, in chiusura si invita il pubblico a chiedere trasparenza istituzionale e a considerare, nell’ipotesi più estrema, che la progressiva sparizione di figure centrali in questi programmi possa essere parte di un tentativo di controllare narrative e tecnologie connesse agli UAP.

Gli eventi e le vicende presentate in questa intervista, alludono a scienziati scomparsi o morti che erano coinvolti in programmi di “reverse- engineering” di materiali o veicoli UAP, e al fatto che la loro sparizione servirebbe a impedire la divulgazione di informazioni su tecnologie avanzate non umane.

Gli Stati Uniti (e altri governi) nasconderebbero quindi non solo la presenza di velivoli non identificati, ma anche la capacità di riprodurne alcune componenti. Chi conosce i dettagli troppo da vicino verrebbe perciò “rimosso dal gioco”

Le varie teorie collegate a queste scomparse

Una teoria collega le scomparse ai programmi di ricerca su plasma, fusione nucleare e metamateriali, aree in cui lavoravano diversi scienziati citati (es. Nuno Loureiro, fisici di Los Alamos, esperti di armamenti spaziali), per cui i governi cercherebbero di replicare sistemi di propulsione o energia derivati da UAP, e la scomparsa di chi maneggiava questi dati sarebbe il prezzo per evitare fughe di informazioni o “incidenti”

C’è anche l’ipotesi del “controllo narrativo” per cui la scomparsa di scienziati famosi servirebbe a creare attenzione e spavento, spingendo l’opinione pubblica a chiedere “disclosure” (rivelazione) sugli UFO in modo controllato, preparando il terreno a un rilascio parziale di informazioni. In questa visione, le scomparse sarebbero strumentalizzate per amplificare la narrativa ufologica

Ma c’è anche la teoria per cui chi si avvicina troppo alla “verità” sugli UFO viene eliminato tramite “incidenti”, suicidi sospetti o omicidi-suicidi. In questa casistica potrebbero rientrare i casi di McCasland, Monica Jacinto Reza, Nuno Loureiro, Jason Thomas e altri, poiché anelli di una catena di “rimozioni” selettive, per evitare che la società civile comprenda la portata reale delle tecnologie e dell’origine degli UAP