Il DMSO è un rimedio di origine naturale, altamente efficace per una vasta gamma di malattie. Ne ho già parlato su questo sito in altri articoli QUI. Al di fuori del mainstream, viene considerato una delle sostanze più interessanti per il corpo umano e un rimedio sorprendentemente potente.
Il suo uso topico, è liquido, è semplice e può anche fungere da vettore per altri principi attivi. Il dimetilsolfossido (DMSO) è presente sulla Terra in centinaia di milioni di tonnellate, in una delle sue tre forme: in diverse piante, nel corpo umano, nelle nuvole e negli oceani.
Il DMSO in passato è stato a lungo oggetto di ricerche approfondite, fino a quando, come molti altri rimedi efficaci ed economici (ad esempio, ivermectina, funghi medicinali, blu di metilene, vitamine e altri), non è stato demonizzato ed estromesso dalla pratica scientifica e medica ortodosse.
Il Midwestern Doctor, delle cui approfondite ricerche e analisi ho spesso tradotto su questo sito, in un suo ultimo substack ha documentato la storia, ascesa e declino del DMSO. Nel seguito traduco la parte che riguarda la storia di questa sostanza, che fu “casualmente” molto osteggiata dalla FDA
La scoperta casuale…
Il DMSO è una sostanza presente in natura che si trova ovunque nell’ambiente e che viene regolarmente studiata nella ricerca climatica, poiché costituisce una parte fondamentale del ciclo dello zolfo da cui dipendono molti organismi microbici. Scoperto nel 1866 da un chimico russo, è stato quasi completamente dimenticato fino agli anni ’50, quando l’emergente necessità di nuovi solventi chimici, spinse l’industria cartaria a soddisfare tale domanda ossidando in DMSO la pasta di legno prodotta con dimetilsolfuro (DMS).
Nota: il ciclo tra DMS, DMSO e DMSO₂, oltre a essere alla base di molti processi ecologici fondamentali, spiega anche perché il DMSO provoca un odore in alcuni utenti e sarà al centro di un articolo futuro (ma nel frattempo, una versione abbreviata su come ridurre l’odore che alcuni utenti di DMSO avvertono può essere letta qui).
In breve tempo, un‘azienda di cellulosa e carta, la Crown Zellerbach, divenne il principale produttore di DMSO e incaricò un chimico di verificare se ci fossero altri usi per i solventi derivati dal legno, che produceva. Herschler scoprì per caso che il DMSO poteva veicolare i coloranti nella pelle e si rese subito conto dell’immenso valore di questa scoperta per gli antibiotici e gli antimicotici, in grado di trattare infezioni che i normali farmaci non riuscivano a raggiungere.
Per una fortunata coincidenza, Stanley Jacob, un rinomato chirurgo della vicina scuola di medicina dell’Oregon, era alla ricerca di un modo per crioconservare gli organi destinati al trapianto e si era recentemente imbattuto in uno studio rivoluzionario che suggeriva che il DMSO potesse funzionare come un efficace agente crioprotettivo.
Così, quando Herschler, nel 1961, condivise la sua scoperta con Jacob, quest’ultimo la approfondì con entusiasmo e, dopo aver assaggiato dello iodio poco dopo averlo mescolato con DMSO topico, si rese conto che questo farmaco ne facilitava rapidamente l’assorbimento sistemico, rivoluzionando la farmacologia.
Il DMSO curava…
Poco dopo, scoprirono che curava rapidamente le ustioni, poi le distorsioni e poi una vasta gamma di problemi muscolo-scheletrici e in breve tempo Jacob iniziò a portarlo con sé per affrontare qualsiasi disturbo avessero le persone che incontrava (con il DMSO che spesso funzionava).
Queste cure straordinarie ispirarono Jacob a investire la sua carriera, il suo tempo personale (nonostante avesse una famiglia) e i suoi risparmi nella ricerca sul DMSO e poi, sorprendentemente, una volta che si ritrovò al verde, il suo preside acconsentì a far finanziare la sua ricerca dalla scuola di medicina.
Nota: una volta che il DMSO iniziò ad essere utilizzato in ambito medico, il metodo di produzione dalla polpa fu abbandonato poiché non riusciva a produrre DMSO abbastanza puro per le applicazioni mediche.
I risultati ottenuti da Jacob attrassero grande attenzione e, in breve tempo, numerose aziende farmaceutiche investirono ingenti somme nello studio del DMSO; parallelamente, i media (ad esempio il *New York Times*) ne fecero ampia pubblicità (nel 1965 pubblicarono un editoriale in prima pagina definendolo «la cosa più vicina a un farmaco miracoloso che gli anni Sessanta abbiano prodotto») e il DMSO divenne rapidamente il farmaco più richiesto in America.
Inizialmente, la FDA era estremamente aperta e favorevole a tutto ciò, ma a causa delle proteste pubbliche per il disastro del talidomide che il dottor Kelsey aveva impedito (e che aveva portato il Congresso, nel 1962, a concedere alla FDA poteri normativi rigorosi), la FDA passò a richiedere prove “ben controllate” dell’efficacia, che avrebbe valutato meticolosamente prima di approvare il farmaco.
In breve tempo, a causa dei numerosi e diversi usi che ha il DMSO (per ciascuno dei quali le aziende farmaceutiche stavano presentando domanda di approvazione), la questione divenne un problema importante:
«I rappresentanti della FDA [nel 1964] sembravano ansiosi di fare tutto il possibile per consentire ulteriori test sul DMSO», mi disse Jacob in seguito. “Sottolinearono che il DMSO era un farmaco molto versatile; e per questo motivo erano un po’ preoccupati riguardo al numero di domande di IND ( Investigational New Drug) che avrebbero potuto essere presentate per testare non solo il DMSO da solo, ma anche il DMSO in combinazione con varie altre sostanze farmacologicamente attive. ”Il dottor Kelsey disse che il numero di combinazioni poteva arrivare a un centinaio o più, rappresentando una sfida formidabile per un’agenzia che era già sovraccarica di lavoro.”
L’ostruzionismo della FDA
La pigrizia ebbe la meglio e la FDA iniziò a cercare motivi per fermare tutto. Alla fine, verso la fine del 1965, basandosi su dati preliminari condotti sui cani che indicavano che dosi elevate di DMSO potevano alterare la messa a fuoco degli occhi (cosa che non fu mai segnalata né nella sperimentazione condotta su 37.000 persone né successivamente negli esseri umani o nelle scimmie) e su un unico decesso (che non si è mai più verificato e che era probabilmente dovuto a un’allergia a un altro farmaco assunto contemporaneamente).
La FDA non solo vietò tutti i test sul DMSO negli Stati Uniti, ma inviò anche telegrammi in tutto il mondo a ciascuna ambasciata, incoraggiando le altre nazioni a fare lo stesso. In seguito a ciò, la FDA, desiderosa di affermare il nuovo potere appena scoperto, avviò una campagna incessante per intimidire medici e scienziati affinché non conducessero ulteriori ricerche sul DMSO (il che, io credo, sia in gran parte il motivo per cui i ricercatori ora sono così riluttanti a studiare argomenti “non ortodossi”).
Nota: la strategia utilizzata dalla FDA contro il DMSO è stata impiegata anche contro molte altre terapie mediche degne di nota (ora in gran parte dimenticate).
Fortunatamente, la comunità scientifica non aveva ancora perso il coraggio e reagì, con Jacob che organizzò tre simposi americani (uno nel 1966, uno nel 1974 e uno nel 1982, oltre a uno in Germania nel 1965 e uno a Vienna nel 1966). Purtroppo, nonostante l’ampia gamma di dati presentati, la FDA si impuntò, insistendo sul fatto che non c’era “alcuna prova” che il DMSO funzionasse per qualcosa, e alla fine, nel 1980, si tenne un’udienza al Congresso e al Senato sull’ostruzionismo della FDA, dove la FDA ripeté una serie di scuse e fece una serie di promesse di smettere di ostacolare il DMSO (che, guarda caso non furono mai mantenute).
Nota: la prima approvazione terapeutica della FDA per il DMSO (per la cistite interstiziale) risale al 1978, e sospetto che fosse motivata dal desiderio della FDA di dare l’impressione di non stare ostacolando l’impiego del farmaco DMSO prima di quelle udienze (poiché non ci furono mai approvazioni successive, nonostante ne fossero state presentate molte).
A sostegno di queste udienze del 1980, Mike Wallace mandò in onda un programma immediatamente prima della prima, che presentò il DMSO al pubblico e creò una nuova ondata di interesse diffuso per il DMSO (dopo che la FDA era riuscita a soffocare la prima negli anni ’60).
A seguito di questo, il DMSO conobbe un’altra impennata in popolarità, ma fu gradualmente dimenticato, tranne che da alcuni segmenti della comunità della medicina alternativa e dai veterinari (che lo utilizzano ampiamente nella pratica).
Analogamente, per quanto riguarda la ricerca americana, nonostante inizialmente si fosse registrato un enorme boom (soprattutto negli anni ’60), l’interesse diminuì notevolmente e, negli anni ’90, gli studi terapeutici sul DMSO nell’uomo o negli animali erano ormai rari.
Invece, la ricerca medica sul DMSO (oltre al suo uso approvato per il trattamento della cistite interstiziale) si orientò in gran parte verso:
•L’uso come crioconservante
•L’uso come solvente “inerte” (innocuo e privo di benefici) per testare un’ampia gamma di sostanze potenzialmente terapeutiche (prevalentemente nelle colture cellulari).
•Indurre le cellule tumorali a tornare allo stato normale (cosa spesso necessaria per la ricerca).
•Facilitare altre terapie (ad esempio, attualmente esistono ben più di una dozzina di farmaci approvati dalla FDA che contengono DMSO come “veicolo inerte”).
Fortunatamente, nel 1971, dopo approfondite ricerche, il Ministero della Salute dell’Unione Sovietica lo approvò (con il nome di Dimexide/Dimexid/Димексид) e, di conseguenza, gran parte dei dati ormai dimenticati sugli usi medici del DMSO proviene dalla letteratura russa e ucraina, insieme a una quantità minore fornita da ricercatori cinesi, sudamericani e tedeschi (la maggior parte dei quali sono finalmente riuscito a raccogliere).
Nota: questa storia è trattata in modo molto più dettagliato qui.
Fonte: https://www.midwesterndoctor.com/p/early-health-innovators-and-dmso?utm_source=post-email-title&publication_id=748806&post_id=191831383&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=1x7wwe&triedRedirect=true&utm_medium=email
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
immagine di apertura da CHAT GTP







