Big pharma Societa’ orwelliana

Cina: l’industria delle pandemie ritorna con una nuova malattia respiratoria

Scritto da Cristina Bassi

Torna l’allarme pandemia, rilanciato dal mainstream. Il copione prevede di nuovo la Cina come punto di partenza.  Sul “fenomeno” di cui si parla in questi giorni, traduco l’articolo che segue dal  blog austriaco TKP. (QUI altri articoli da TKP su questo sito) .
Immagine di apertura da:
The masterclass” by Go-tea 郭天 is licensed under CC BY 2.0.

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I vecchi noti attori del settore, stanno già seminando il panico: in Cina è scoppiato un nuovo virus che colpisce soprattutto i bambini. Non si conoscono ancora i dettagli esatti, ma l’OMS invita a prendere provvedimenti.

Ci viene in mente il gennaio 2020. Una “misteriosa malattia polmonare” si sta diffondendo nel nord della Cina. Ad essere colpiti sarebbero soprattutto i bambini. I media cinesi ne danno notizia con maggiore intensità da diversi giorni.

Nel nord della Cina – il punto caldo non è lontano da un biolab di livello 4 di sicurezza – le sale d’attesa e gli ospedali pediatrici sarebbero sovraffollati.

Operazione nuova pandemia?

Non solo questo ricorda il 2020, ma anche le prime immagini. I bambini con le mascherine sono tornati, le autorità stanno apparentemente considerando di chiudere le scuole.

Le persone che si sono poste criticamente, ricordano la simulazione dell’ottobre 2022, quando fu pianificata una pandemia con un “nuovo virus respiratorio” che avrebbe colpito in particolare i bambini – potete vedere il video qui.

L‘OMS era presente in quel momento, svolgendo un ruolo di primo piano nell'”esercitazione“. La controversa organizzazione è già intervenuta. Pur ammettendo di non sapere nulla di certo, consiglia di “adottare misure per ridurre il rischio di malattie respiratorie”.

Queste “misure” le conosciamo bene: la mascherina, che è stato dimostrato che fa più male che bene, l’allontanamento sociale e il lavaggio delle mani.

L’organizzazione speciale delle Nazioni Unite inoltre spiega di aver inviato alla Cina una “richiesta ufficiale per avere informazioni dettagliate sull’aumento delle malattie respiratorie e sull’incidenza segnalata della polmonite nei bambini”.

Noti attori dell’industria del Covid, come Eric Feigl-Ding, che fu sostanzialmente coinvolto nella esplosione del panico da Covid, stanno già diffondendo una propaganda spaventosa.

Il 22 novembre, l’OMS ha richiesto ulteriori informazioni epidemiologiche e cliniche e risultati di laboratorio su questi cluster segnalati nei bambini attraverso il meccanismo del Regolamento Sanitario Internazionale.

La malattia RSV (virus respiratorio sinciziale )viene ripetutamente citata nei servizi dei media, ma anche nella dichiarazione dell’OMS. Ad esempio, l’OMS “ha richiesto ulteriori informazioni sulle recenti tendenze nella diffusione di agenti patogeni noti come l’influenza, la SARS-CoV-2, l’RSV e il Mycoplasma pneumoniae, e sull’attuale onere per i sistemi sanitari”.

Dalla metà di ottobre, nella Cina settentrionale si è registrato un “aumento delle malattie simil-influenzali rispetto allo stesso periodo degli ultimi tre anni”. Qualunque cosa significhi. Non si può escludere né ipotizzare con certezza se l’aumento sia legato a Covid, se alla vaccinazione o alle “misure”.

In ogni caso, sui social media si è già scatenato un acceso dibattito. Da più parti si sente dire “non ci sto”. Anche l’autorità dell’OMS ne ha risentito in modo massiccio rispetto al 2020.

Creare un panico improvviso (sui media) come nel 2020 è probabilmente impossibile. In ogni caso, tutti gli occhi – almeno quelli dell’OMS – sono di nuovo puntati sulla Cina.

fonte: https://tkp.at/2023/11/23/pandemie-industrie-springt-auf-neue-atemwegserkrankung-in-china-an/

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net