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Da scienziati una teoria radicalmente nuova sulla coscienza: non è esclusiva degli esseri umani e organismi biologici simili

Scritto da Cristina Bassi

E’ da una fonte del tutto maintream che traduco le notizie nel seguito e che non possono stupire chi da tempo segue la ricerca “oltre confine”. Il tema dibattuto: l’esperienza cosciente non è prerogativa esclusiva di esseri “umani” e di altri esseri con costituzione biologica simile all’umano. E’ una teoria avanzata da due ricercatori, che non concordano però pienamente su alieni e sistemi a base di silicio…

Il principio copernicano della coscienza

Il professor Eric Schwitzgebel dell’Università della California e il dottor Jeremy Pober dell’Università di Lisbona hanno elaborato quello che definiscono il “Principio copernicano della coscienza”.

Ciò che postulano è che che la coscienza non sia una caratteristica esclusiva degli esseri umani e delle creature che condividono la nostra costituzione biologica. «L’universo potrebbe contenere menti più strane di quanto possiamo immaginare», afferma il professor Schwitzgebel.

La teoria comporta profonde conseguenze per la ricerca dell’umanità, relativamente a forme di vita intelligenti al di fuori della Terra, poiché gli extraterrestri coscienti potrebbero non avere alcuna somiglianza con le forme di vita a noi familiari.

Scienziati e filosofi discutono da tempo se la coscienza sia “flessibile dal punto di vista del substrato”, nel senso se potesse emergere da molti tipi di sistemi diversi , proprio come una tazza può essere realizzata in vetro o in plastica.

L'energia della Coscienza

Alcuni ricercatori hanno recentemente sostenuto il contrario, affermando che l’esperienza cosciente possa svilupparsi solo all’interno di sistemi biologici altamente specifici, simili a quelli presenti sulla Terra.

La nuova teoria prende il nome dall’astronomo Niccolò Copernico, il quale dimostrò che il nostro pianeta non occupa una posizione privilegiata al centro dell’universo.

“Lo spirito del principio copernicano è questo: dovremmo ritenere che noi esseri umani siamo speciali quando abbiamo prove che lo dimostrino, ma non quando tali prove mancano”, spiega il dottor Pober.

Applicando questo principio alla coscienza, si elimina qualsiasi giustificazione per ritenere che la consapevolezza dipenda dalla materia biologica, sostiene il dottor Pober. Ciò amplia notevolmente lo spettro delle potenziali forme di vita presenti nel cosmo che potrebbero possedere esperienze coscienti.

I ricercatori calcolano che, anche se civiltà avanzate fossero emerse in una sola galassia su un miliardo, esisterebbero comunque più di 1.000 società di questo tipo sparse nel tempo e nello spazio.

Nonostante la loro collaborazione, il professor Schwitzgebel e il dottor Pober hanno opinioni divergenti su ciò che la loro teoria implica per l’intelligenza artificiale.

Il dottor Pober rimane cauto nell’estendere in modo troppo ampio il concetto di coscienza, osservando che vi sono «buone ragioni per ritenere che alcuni alieni dotati di proprietà biochimiche siano coscienti».

Tuttavia, il professor Schwitzgebel auspica una maggiore apertura riguardo a quali sistemi possano possedere consapevolezza. Una volta scartato il requisito della biologia umana, sostiene, diventa sempre più difficile escludere i sistemi a base di silicio, solo sulla base della loro composizione materiale.

Il professor Schwitzgebel suggerisce che i filosofi si siano «concentrati troppo sul fatto se il silicio possa o meno duplicare un cervello umano e non abbastanza, invece, sulla questione più ampia di quali tipi di sistemi possano essere coscienti».

Fonte: https://www.msn.com/en-gb/health/mindandbody/scientists-propose-radical-new-theory-of-consciousness-and-it-doesn-t-depend-on-flesh-and-blood/ar-AA26cepV?ocid=msedgntp&pc=ACTS&cvid=6a3d5c74542841cbae20c6de6a5e4098&ei=27

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net