Jon Rappoport Risvegli

J. Rappoport: gli universi sono tanti ed infiniti. Inventando molteplici mondi, si recupera potere

Scritto da Cristina Bassi

Un post forse un po’ indigesto, quello di Rappoport che traduco nel seguito. Quasi un inno alla relatività e alla molteplicità della realtà, che non sedano però le paure, che vogliono invece l’assoluto, il circoscritto, il confinato e i paradigmi incontestabili. Rappoport racconta oltre il limite della mente ordinaria, ricordando che questo procedere fa recuperare “potere” all’individuo. Certamente quello grandemente soppresso.
Jon Rappoport è un giornalista investigativo americano, indipendente; (qui la sezione a lui dedicata su questo sito).
fonte immagine di copertina

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Una Realtà Separata — Libro

Nei primi anni ’90, l’ipnoterapeuta Jack True stava cercando di mostrarmi come funzionava la percezione nei soggetti ipnotizzati.

Per scherzo, beh, era un mezzo scherzo, disse: “Se stai facendo un esperimento scientifico sulla gravità, e inizi a far cadere vari oggetti dalla cima di un edificio, scoprirai alcune cose interessanti sul modo in cui la gravità opera nell’universo.

“Ma se non ti interessa la gravità e la scienza, quando farai cadere gli oggetti dal tetto, alcuni cadranno e altri galleggeranno”.

Quello che intendeva dire era questo: se vuoi scoprire come costruire cose e far funzionare cose e spingere cose e farle esplodere, puoi guardare nell’universo e alla fine ottenere quelle informazioni.

Le informazioni sembreranno essere autorevoli, su come l’universo è costruito. Sembrerà essere l’unico modello. Sembrerà essere la verità.

Ma questa è un’illusione. In realtà, sono disponibili modelli concorrenti circa l’universo e, a seconda del vostro intento, potete scoprire e mettere insieme tutti quelli di cui avete bisogno.

Funzionano tutti. Sembrano tutti sistemi che si escludono a vicenda. Ma non lo sono.

L’immagine di minuscole particelle che turbinano nello spazio e nel tempo va bene. Funziona. Permette il tipo di tecnologia che abbiamo ora. Può essere dimostrata con la matematica.  Ma non è l’unica scelta.

Una volta Jack aveva un paziente che, tre anni prima, aveva improvvisamente sviluppato una miopia.

Così Jack lo mise in una leggera trance e ci lavorò sopra. Niente.

Alla fine, dopo un certo numero di sedute, Jack gli disse che forse la sua visione o immagine dell’universo lo ostacolava. Forse aveva bisogno di trovare un’altra immagine. A Jack piaceva provare questi approcci radicali.

Nelle sessioni successive, Jack fece inventare al suo paziente dozzine di modelli diversi di come era costruito l’universo. Nessuno di essi era basato sulla fisica.

Anima e Realtà — Libro

Il paziente si stava interessando. Improvvisamente ricordò che, da bambino, aveva pensato che il mondo fosse una specie di vuoto circondato da uno spazio estremamente denso, che in realtà era solido. Aveva fatto dei sogni su questa “configurazione inversa”.

Senza alcuna ragione apparente, il paziente ora si sentiva meglio. La sua vista migliorò.

Jack mi disse che la sua esperienza con questo paziente era parte del motivo per cui aveva smesso di fare ipnosi. Disse che avere uno ed un solo modello di come sono le cose è, di fatto, il risultato dell’essere di fondo in  trance. Tutti sono già, in una misura o nell’altra, in quello stato ipnotico. Pertanto, il lavoro di Jack dovrebbe essere quello di svegliare le persone.

L'Imbroglio della Realtà e l'Inganno della Percezione — Libro

Che l’universo sia fatto di particelle o di onde, sia stato prodotto dal Big Bang o dalla traduzione di linee di codice da una superficie bidimensionale, o come risultato di stringhe vibranti, si può dire che sia una proiezione, una dimostrazione.

Può essere vista come un’unità assoluta, proprio come uno spettacolo teatrale si sforza di avere una credibilità assoluta.  Naturalmente, la rappresentazione teatrale è abbastanza saggia da finire, poi il pubblico se ne va. Ma l’universo è una proiezione che vuole dare l’illusione della permanenza.

Questa illusione è determinata da uno schema di interconnessione, in cui ogni particella o cosa sembra essere in relazione con ogni altra cosa, o, da un punto di vista diverso, riflette ogni altra cosa, in una serie di specchi.

Questo è il significato generale dell’antico simbolo del labirinto. Ci si muove attraverso i sentieri e si arriva di nuovo all’inizio. Il viaggio è sempre in autonomia.

Secondo la prospettiva che qui sto presentando, il cavallo che finisce per ultimo nella corsa…. si chiama Verità, quando la verità è cercata come uno e un solo modello eterno.

Non è semplicemente, come alcuni fisici azzardano, che ci sono universi paralleli a questo. Ci sono universi ovunque. Sono in numero infinito. E poi c’è un’infinità “maggiore”, quella degli universi che non sono ancora stati creati.

Prendendo questo come punto di partenza, e inventando molteplici scenari, molteplici mondi, universi e futuri, si recupera potere. Potere al di là di quello che, in un dato momento, si pensa sia possibile.

fonte: https://outsidetherealitymachine.com/2022/04/15/technology-consciousness-and-how-the-universe-is-built/
traduzione: M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net