Societa’ orwelliana Inganni

Perché Israele è responsabile: un’analisi di Alastair Crooke, ex diplomatico britannico ed esperto di M.O.

Scritto da Cristina Bassi

Il 16 giugno 2025, il  giudice Andrew Napolitano per il suo programma Judging Freedom, ha intervistato l’ex diplomatico britannico ed esperto di Medio Oriente Alastair Crooke, che ha analizzato i recenti attacchi di Israele all’Iran e le dinamiche politiche che li hanno determinati.

Nel seguito la mia traduzione della sintesi di questa intervista, come trascritta dal blog svizzero uncutnews.ch

———–

Crooke sostiene che Israele, sostenuto da una campagna di disinformazione orchestrata in gran parte da Donald Trump, sia responsabile dell’escalation. Il seguente articolo riassume l’analisi di Crooke e mette in luce i punti centrali della sua argomentazione.

L’inganno come strategia

Crooke descrive come un‘operazione di inganno mirata, gli eventi relativi all’attacco israeliano all’Iran nello “sfortunato venerdì 13” .

Ci sono stati due inganni”, sottolinea. In primo luogo, sembrava che ci fosse una disputa tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e Donald Trump su possibili attacchi, mentre in realtà “erano completamente d’accordo”.

Questo inganno aveva lo scopo di tranquillizzare l’Iran, suggerendo che non erano previste azioni militari fintanto che erano in corso i negoziati. In realtà, però, l’attacco era in preparazione da un anno, come spiega Crooke citando fonti di sicurezza israeliane e occidentali:

Gli israeliani dicono che era in preparazione da un anno, le forze di sicurezza dicono che era in preparazione da un anno”.

Globalizzazione: La Terza Guerra

Lo “shock sinergico”

L’attacco stesso è stato concepito come uno “shock sinergico”, un termine utilizzato dai servizi segreti per descrivere una combinazione di attacchi a sorpresa e attacchi informatici.

L’obiettivo era quello di destabilizzare la leadership iraniana uccidendo otto alti comandanti militari in una sala di comando sotterranea e contemporaneamente paralizzando i sistemi di difesa aerea iraniani con un attacco informatico.

Crooke sottolinea:

Israele pensava che ci sarebbe voluto molto più tempo, ma i tecnici dell’aeronautica militare iraniana hanno lavorato duramente e hanno ripristinato i sistemi dopo sole otto ore”.

Inoltre, scienziati nucleari iraniani che non erano obiettivi militari sono stati uccisi insieme alle loro famiglie da bombardamenti aerei.

Queste azioni avevano lo scopo di provocare uno “shock psicologico” che avrebbe portato al crollo del regime in Iran, analogamente a quanto tentato dopo la perdita della leadership di Hezbollah.

Golpe Globale — Libro

La rapida ripresa dell’Iran e il contrattacco

Contrariamente alle aspettative di Israele e dei suoi alleati, l’Iran si è ripreso rapidamente. I sistemi di difesa aerea sono stati ripristinati e il Paese ha rapidamente ricostituito le sue strutture di comando.

Crooke sottolinea:
L’Iran ha reagito molto rapidamente, ripristinando le sue strutture di comando e elaborando piani di autodifesa”.

L’Iran ha deciso di intraprendere una massiccia rappresaglia, colpendo obiettivi strategici in Israele, tra cui il Ministero della Difesa, istituti di ricerca e impianti energetici come il giacimento di gas di Haifa e la raffineria di Hadera.

I danni ora sono gravi”, afferma Crooke, sottolineando che i sistemi di difesa aerea israeliani sono in gran parte inefficaci contro gli attacchi iraniani, in particolare quelli con missili ipersonici.

Un cambiamento di paradigma

Crooke vede in questi eventi un cambiamento nel paradigma geopolitico. La percezione di Israele come potenza militare e tecnologica invincibile viene messa in discussione.

«L’intero paradigma viene scosso dal fatto che l’Iran abbia deciso di reagire con forza», spiega.

Questo cambiamento ha ripercussioni non solo a livello regionale, ma anche globale. La Russia, che secondo Crooke considera gli attacchi come una “prova generale” per i propri conflitti, ha condannato duramente queste azioni.

Crooke cita i media russi, che tracciano parallelismi con gli attacchi ai bombardieri strategici in Russia, e sottolinea: “Si tratta di un modello che viene esportato per indebolire l’Iran, indebolire la Russia e separare la Russia dalla Cina”.

Inganno e danni diplomatici

Un punto centrale dell’analisi di Crooke è il ruolo di Donald Trump nell’inganno. Trump avrebbe usato i negoziati con l’Iran come pretesto per nascondere gli attacchi.

La sera prima dell’attacco, Trump ha detto che non voleva la guerra, e dopo l’attacco ha dichiarato di essere pienamente favorevole”, Crooke cita il professor Muhammad Marandi, che ha anche smascherato i negoziati come una farsa.

Questo inganno ha danneggiato in modo permanente la fiducia nella diplomazia americana. Crooke fa riferimento alle reazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite:

La Cina e la Russia hanno chiarito che si è trattato di un atto illegale, contrario alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale”.

Ciò ha portato paesi come la Cina e il Pakistan a promettere sostegno all’Iran, rafforzando l’isolamento geopolitico degli Stati Uniti e di Israele.

Il ruolo dei servizi segreti occidentali

Crooke sottolinea la stretta collaborazione tra i servizi segreti occidentali come la CIA, l’MI6 e il Mossad, che avrebbero sviluppato una nuova forma di “guerra asimmetrica”.

Questa comprenderebbe sabotaggi, attacchi con droni e azioni terroristiche, come l’introduzione di droni in Iran attraverso spedizioni smontate in camion di legno.

Molti degli attacchi che sono stati presentati come raid aerei israeliani erano in realtà autobombe e droni con piccole testate”, spiega Crooke.

La miseria strategica di Israele

L’euforia iniziale in Israele per l’attacco è svanita rapidamente, poiché l’atteso indebolimento dell’Iran non si è verificato. Al contrario, Israele si trova ora esposto a massicci attacchi di ritorsione che causano danni considerevoli in città come Tel Aviv e Haifa.

Crooke cita commentatori israeliani esperti di sicurezza che esprimono dubbi sulla capacità di resistenza della popolazione: “Per quanti giorni Israele potrà sopportare questa distruzione?”

Allo stesso tempo, l‘Iran avrebbe cambiato strategia e punterebbe ora alla “smilitarizzazione” di Israele, analogamente a quanto fatto dalla Russia in Ucraina.

Conclusione

Alastair Crooke sottolinea che Israele e Donald Trump hanno cercato di destabilizzare il regime iraniano con un inganno mirato e un attacco a sorpresa. Tuttavia, il piano è fallito e l’Iran ha reagito con una forte rappresaglia che ha cambiato il panorama geopolitico.

È stato un grande fallimento”, conclude Crooke, “e Israele è ora sottoposto a una pressione enorme”.

Gli effetti a lungo termine sulla credibilità degli Stati Uniti e sulla stabilità della regione rimangono incerti, ma l’analisi di Crooke sottolinea la complessità e le conseguenze di vasta portata di questo conflitto.

Fonte: https://uncutnews.ch/warum-israel-die-schuld-traegt-eine-analyse-von-alastair-crooke/ 
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net