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Eutanasista: un lavoro con futuro! L’amara ironia di un medico francese, davanti alla nuova legge sulla eutanasia

Scritto da Cristina Bassi

Traduco nel seguito questo articolo tragicamente ironico, che leggo sul blog austriaco TKP (QUI altri miei articoli dallo stesso blog) in cui si riporta quello di un medico francese, il professor Jean-Marc Cosset che con un nome di fantasia e un testo satirico ha pubblicato una sorta di “promozione” per una nuova nascente e promettente professione: quella dell’eutanasista. Vista la nuova legge anche in Francia, sul fine vita.

Ancor piu inquietante è aver visto poco fa su X questo post di Francesca Donato, proprio sul tema “fine vita” che invece non ha nulla di ironico e fantasioso:

Tra 24 ore, Noelia sarà la prima persona a ricevere l’eutanasia per depressione in Spagna. Nel 2022, Noelia è stata vittima di uno stupro di gruppo in un centro di accoglienza. Un centro pubblico che avrebbe dovuto proteggerla. Non è riuscito a superarlo. Il suo successivo tentativo di suicidio, fallito, l’ha resa paraplegica. Il sistema costruito in Spagna l’ha delusa e ora l’unica soluzione che le offre è l’eutanasia. Il problema è il sistema, e la battaglia è spirituale, come dice il Presidente @nayibbukele Ora, in El Salvador, gli stupratori saranno condannati all’ergastolo. In Spagna, se la vittima ha meno di 14 anni, lo stupro resta impunito. Non ci sono parole”

QUI il post con video della ragazza.     

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In futuro l’«eutanasia» sarà più accessibile di un posto letto in un reparto di cure palliative. Per questo servono medici «eutanasisti». Un lavoro con un futuro! La Francia sta varando la sua legge sull’eutanasia e sta alimentando il dibattito.

Il Canada è all’avanguardia in materia di «eutanasia» e anche l’UE sta seguendo l’esempio. Già oggi vengono «addormentati» anche giovani con danni da vaccino o problemi psichici. È ormai una pratica del tutto normale e non merita più alcun dibattito sociale.

Non si tratta quindi «solo» di persone malate terminali o molto anziane. Un medico francese cerca di stimolare il dibattito e confeziona la sua critica in una satira. Sulla rivista francese Le Point è apparso un articolo del professor Jean-Marc Cosset, ex direttore del dipartimento di oncologia e radioterapia dell’Istituto Curie.

Il titolo: «Eutanasista», una professione con un futuro! Il professore adotta creativamente un alter ego, quello del dottor Cyprien Tumoivitt, presidente della Società francese per l’Eutanasia e il Suicidio Assistito. Questa società non esiste. Non ancora. Perché la nuova legge, che questa satira critica, esiste davvero.

La legge sull’eutanasia legalizzerà per la prima volta in Francia, il suicidio assistito. Qui l’articolo su Le Point che traduciamo nel seguito: una pubblicità della «Società per l’eutanasia» per rendere appetibile il nuovo lavoro ai giovani medici.

Eutanasista, una professione con un futuro!

Giovani medici, che esitate ancora a scegliere la vostra specializzazione: smettete di temporeggiare! La nuova legge sulla regolazione del fine vita, che sta per essere approvata, vi offre un’opportunità unica: diventare «eutanasisti»!

La nuova legislazione vi consentirà infatti di riunire in un unico pacchetto diversi vantaggi:

1. Potrete reclutare in modo inesauribile i pazienti. I vostri studi di medicina vi hanno sicuramente insegnato che la vita è l’unica malattia che ha un esito letale al 100%. Inoltre – per parafrasare Knock – è ovvio che «ogni persona sana è un morente che semplicemente non lo sa». In queste condizioni, trovare pazienti non vi creerà mai problemi.

2. Una formazione rapida e semplice. Non è richiesto alcun diploma, e tutti i vostri colleghi con una lunga esperienza nel settore ve lo confermeranno: è di gran lunga più facile uccidere un paziente anzichè prendersi cura di lui e a maggior ragione guarirlo da una malattia più o meno grave.

3. Concorrenza limitata. Molti dei vostri colleghi rimangono come paralizzati dal giuramento di Ippocrate, che la nuova legge dovrà modificare. Il settore «eutanasia e suicidio assistito» non è quindi (ancora?) sovraffollato. Cogliete l’occasione!

4. Sponsor particolarmente attivi. Le associazioni per «morire con dignità» hanno dimostrato in modo impressionante quanto siano attivi ed efficaci i loro network.

5. Sostegno psicologico. Oltre ai membri delle associazioni già citate, ci sono alcuni colleghi belgi che, in qualità di professionisti dell’eutanasia, hanno già raccontato le loro esperienze, prima della nostra Convenzione nazionale dei cittadini e che sono pronti a testimoniare: «All’inizio non ti fa dormire, ma poi ci si abitua».

Sul Vivere e sul Morire

6. Redditività garantita. È stato respinto un emendamento che avrebbe dovuto vietare la «creazione di strutture a scopo di lucro per l’organizzazione dell’accompagnamento di fine vita». La porta è quindi spalancata per la fondazione di «case per l’accompagnamento di fine vita» che offrono prestazioni ottimali ai pazienti che lo desiderano e questo a fronte di una fatturazione adeguata.

Non esitate oltre: impegnatevi in un settore professionale dal futuro assicurato e aderite immediatamente alla Società Francese per l’Eutanasia e il Suicidio Assistito (SFESA).

Dottor Cyprien Tumoivitt, Presidente della SFESA

fonte: https://tkp.at/2026/03/25/euthanasist-job-mit-zukunft/

traduzione: M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net