Il dr Mercola nella sua newsletter del 15.5.26, presenta uno studio epocale con relative analisi, che delineano un nesso diretto tra l’acido linoleico (LA) alimentare — l’acido grasso omega-6 concentrato negli oli di semi industriali — e la crescita accelerata del cancro al seno triplo negativo; un suo eccessivo uso può inoltre compromettere la salute della cellula. Se da un lato il suo messaggio si rivolge in primis al pubblico statunitense, anche da noi possiamo notare (leggendo le etichette) quanto i cibi dell’industria alimentare siano pieni di questi oli e non da meno i cibi “bio” (spesso ricchi di olio di girasole) Nel seguito traduco una sintesi del suo articolo. (QUI potete trovare altri articoli che ho tradotto dal dr Mercola negli anni)
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L’acido linoleico (LA) è un acido grasso polinsaturo (PUF) omega-6 presente in abbondanza negli oli vegetali come quello di cartamo, di soia e di girasole, nonché nella maggior parte degli alimenti ultra-trasformati.
“Nonostante i consigli medici tradizionali sostengano che l’LA sia essenziale, ritengo che sia uno degli ingredienti peggiori dell’attuale sistema alimentare, poiché un’assunzione eccessiva può compromettere la funzione cellulare e mitocondriale”.(dr Mercola)
L’assunzione media di LA è di circa 29 grammi al giorno, ben lontana da quella dei nostri antenati nel 1865, che era di soli 2 grammi al giorno! Dato questo drastico cambiamento, alcuni ricercatori hanno ipotizzato un legame tra l‘elevata assunzione di LA e l’aumento dei tassi di malattie croniche, compreso il cancro.
L’obiettivo dello studio e i risultati principali
• I ricercatori della Weill Cornell Medicine hanno studiato il carcinoma mammario triplo negativo, un sottotipo notoriamente difficile da trattare poiché privo dei recettori su cui agiscono la maggior parte delle terapie convenzionali.
• Lo studio ha scoperto che l’acido linoleico favorisce la crescita di queste cellule tumorali legandosi a una proteina chiamata proteina legante gli acidi grassi 5 (FABP5).
• Questo legame attiva la principale via di crescita cellulare MTORC1, che induce le cellule tumorali a dividersi e proliferare.
• Il dottor Mercola sottolinea che non si tratta di una correlazione, ma di un nesso meccanico diretto tra un grasso alimentare specifico e il comportamento delle cellule tumorali.
Dati dei test su animali a sostegno del meccanismo
• Gli esperimenti sugli animali hanno rafforzato i risultati: i topi con un modello di carcinoma mammario triplo-negativo alimentati con una dieta ricca di acido linoleico, hanno mostrato livelli più elevati di FABP5 [=proteina legante gli acidi grassi 5, fonte ], una maggiore attivazione di MTORC1 e una crescita significativamente più rapida del tessuto anomalo rispetto ai controlli alimentati con una dieta a basso contenuto di acido linoleico.
• Il dottor Mercola sottolinea che la dieta ad alto contenuto di acido linoleico, utilizzata nel modello animale è simile alle diete seguite da molti americani.
I dati su andamento storico della popolazione
• Un articolo sottoposto a revisione paritaria pubblicato nel settembre 2025 ha esaminato il parallelo storico tra l’aumento del consumo alimentare di acido linoleico e l’aumento dei casi di cancro nei paesi industrializzati, nel corso dell’ultimo secolo.
• L’assunzione di acido linoleico è aumentata da circa il 2% delle calorie totali all’inizio del 1900 a quasi l’8-10% di oggi, quasi interamente a causa dell’introduzione degli oli di semi industriali.
• Negli Stati Uniti, l’olio di soia da solo rappresenta circa il 60% di tutto l’olio vegetale consumato.
Meccanismi oltre la segnalazione FABP5–MTORC1
• L’acido linoleico è altamente suscettibile all’ossidazione; quando si ossida, genera composti reattivi come il 4-idrossinonenale, che danneggiano le membrane cellulari e il DNA.
• L’acido linoleico funge anche da precursore dell’acido arachidonico, che a sua volta produce eicosanoidi pro-infiammatori come la prostaglandina E2.
• Il dottor Mercola collega queste segnalazioni allo stato infiammatorio cronico che è stato identificato come un segno distintivo dello sviluppo del cancro.
• Egli afferma che l’eccesso di acido linoleico non si limita ad alimentare le cellule tumorali, ma crea l’ambiente infiammatorio in cui il cancro prospera.
Microbioma intestinale e sorveglianza immunitaria
• È stato dimostrato che un eccesso di acido linoleico nella dieta, favorisce la disbiosi, alterando la composizione della comunità microbica intestinale a favore di popolazioni che producono metaboliti infiammatori.
• Il dottor Mercola spiega che questo squilibrio intestinale compromette la sorveglianza immunitaria, il sistema responsabile dell’identificazione e dell’eliminazione delle cellule anomale prima che riescano a insediarsi.
• Quando la sorveglianza immunitaria fallisce, le cellule anomale in fase iniziale, che normalmente verrebbero eliminate, possono sopravvivere e moltiplicarsi.
L’ingrediente onnipresente anche se invisibile
• Ciò che rende la questione urgente, secondo il dottor Mercola, è quanto sia invisibile trovarsi a contatto con l’acido linoleico, poichè esso è presente non solo negli ovvi cibi spazzatura, ma anche negli oli da cucina dei ristoranti, nei condimenti per insalata, negli snack confezionati, nel pane, nel burro delle varie noci e persino negli alimenti commercializzati come salutari.
• il dr Mercola stima che la maggior parte delle persone che seguono una dieta standard assuma da cinque a dieci volte più acido linoleico di quanto il loro organismo sia in grado di gestire.
Consigli pratici sull’alimentazione
• Il dottor Mercola raccomanda di eliminare completamente dalla cucina l’olio di soia, l’olio di mais, l’olio di colza, l’olio di cartamo, l’olio di girasole e l’olio di semi di cotone.
• Consiglia di sostituire questi oli vegetali con grassi animali come il burro chiarificato, nonché con l’olio di cocco e l’olio d’oliva, utilizzati a temperature adeguate.
• Esorta a leggere attentamente le etichette, poiché gli oli vegetali vengono aggiunti a una vastissima gamma di prodotti confezionati.
Una guida di base per la salute e i suoi benefici
• Ridurre il consumo di acido linoleico è qui presentato come uno dei cambiamenti alimentari più significativi che una persona possa apportare alla propria dieta.
• Tra i benefici indicati: la riduzione dello stress ossidativo, la diminuzione dell’infiammazione cronica, il supporto alla funzione mitocondriale e l’eliminazione di un segnale di crescita diretto per alcuni tipi di cancro.
• Il dottor Mercola sostiene che, insieme ad una dieta di base con cibi integrali ricchi di antiossidanti, ad un adeguato apporto di vitamina D e un’attività fisica regolare, ridurre il consumo di acido linoleico crea un ambiente interno molto meno favorevole alla crescita cellulare anomala.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=X4fts3DtbQQ
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
immagine di apertura creata con IA Grok free
Sources and References:










