Societa’ orwelliana Pericoli

L’allarme della prof.sa Jill Lepore, da Harvard: le élite techno spingono l’IA verso una “fabbrica di esseri umani”

Scritto da Cristina Bassi

Da Nemos News Network, traduco nel seguito quanto segue: una storica di fama mondiale dell’Università di Harvard, la prof.sa Jill Lepore, lancia l’allarme in merito al sistema che sta emergendo e che è guidato dall’intelligenza artificiale, il cui risultato finale è quello di privare le persone comuni di autonomia, mettendo il potere in mano alle multinazionali tecnologiche non elette.
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immagine da Wikipedia

La storica Jill Lepore avverte che potenti élite stanno costruendo quello che lei definisce uno “stato artificiale“, un sistema in cui le decisioni cruciali, un tempo prese dai cittadini e da governi responsabili, vengono sempre più delegate a macchine controllate da multinazionali.

Lepore ha precedentemente descritto questa trasformazione in termini agghiaccianti, definendola “l’allevamento intensivo della vita pubblica”.

Intervenendo al podcast “Hard Fork” del “New York Times”, Lepore ha avvertito che lo stato-nazione tradizionale, in particolare la democrazia costituzionale, viene progressivamente soppiantato dalla tecnologia che esclude l’essere umano dal processo decisionale.

Un governo in un sistema del genere opererebbe “non con il consenso del popolo, ma con macchine che prendono le decisioni”, ha affermato Lepore.
E quelle macchine appartengono alle multinazionali , che “Non sono interessate a ciò che vuole il popolo”. Lepore sottolinea che lo “stato artificiale” non è ancora del tutto realizzato. Tuttavia, mette in gurdia che la sua infrastruttura è già in fase di costruzione intorno alla sfera pubblica.

Intelligenza Artificiale: Ultima Tappa dell'umanità
Nel frattempo, le élite influenti immaginano apertamente un futuro in cui i loro sistemi tecnologici eserciteranno poteri tradizionalmente riservati ai governi responsabili nei confronti degli elettori. «La retorica che emerge da questo particolare momento storico, riguarda in realtà l‘evanescenza della democrazia liberale moderna, della democrazia costituzionale», ha affermato Lepore. Secondo lei, coloro che promuovono questa visione non sono «interessati a ciò che vuole la gente».

«Perché in realtà, ciò che la gente vuole è non avere l’intelligenza artificiale e non avere i data center», ha continuato. «Ecco, questa è la crisi».
Lepore approfondisce questo monito nel suo libro in uscita “The Rise and Fall of the Artificial State.” (l’ascesa e la caduta dello Stato artificiale)
La sua indagine è iniziata con una domanda apparentemente semplice sulla crescente sostituzione dell’interazione umana con sistemi automatizzati. «Chi ha deciso che questo è il modo in cui dovremmo vivere?», si chiede Lepore.

“L’allevamento intensivo della vita pubblica”  

La prof.sa Lepore sostiene che la società sta attraversando un profondo trasferimento di potere, poiché le multinazionali controllano sempre più le infrastrutture attraverso cui gli americani comunicano, ottengono informazioni e partecipano alla vita pubblica. Notizie, informazioni politiche, trasmissioni sulle elezioni e persino informazioni sui candidati raggiungono sempre più gli elettori attraverso piattaforme digitali controllate da privati.

L’intelligenza artificiale sta ora accelerando questa trasformazione. Precedentemente, la prof.sa Lepore aveva già descritto il sistema emergente in un articolo per il New Yorker come “l’allevamento intensivo della vita pubblica, la selezione e la segmentazione, l’isolamento e l’alienazione, la distruzione della comunità umana”.

Liberi di Pensare nell’Era dell'Intelligenza Artificiale

L’avvertimento indica una società in cui gli esseri umani sono sempre più separati gli uni dagli altri, mentre gli algoritmi mediano le loro relazioni con con istituzioni, aziende, informazioni e, infine, il governo stesso. Invece di interagire con un’altra persona, gli americani si imbattono sempre più spesso nei chatbot.

Invece di discutere di questioni politiche con vicini, funzionari o esperti, gli elettori iniziano a chiedere ai chatbot, basati sull’intelligenza artificiale, chi dovrebbero sostenere. Le comunicazioni politiche vengono sempre più generate con l’IA, mentre i funzionari governativi utilizzano questa tecnologia per supportare il processo decisionale.

Nel frattempo, i sistemi basati sull’IA, stanno rendendo la sorveglianza di massa drasticamente più semplice, elaborando enormi quantità di informazioni raccolte sui comuni cittadini.

La Silicon Valley promuove l’IA come “inevitabile”

La prof.sa Lepore prende di mira anche uno degli argomenti più potenti provenienti dalla Silicon Valley: che la rivoluzione dell’IA sia inarrestabile.
Al pubblico viene ripetutamente detto che l’intelligenza artificiale è inevitabile e che i governi devono farsi da parte o rischiano di rimanere indietro. La Lepore respinge questo fatalismo definendolo una “premessa fallace”.

Al centro di questa argomentazione, afferma, ci sono le affermazioni secondo cui la regolamentazione governativa distrugge inevitabilmente l’innovazione e che il progresso tecnologico rafforza intrinsecamente la democrazia. La Lepore avverte che semplicemente non si dovrebbe accettare nessuna delle due proposizioni.

Le stesse promesse hanno accompagnato le precedenti rivoluzioni tecnologiche. “Quindi ora, gli esperti di IA tornano con lo stesso argomento che è stato usato per Internet: il personal computer, Internet e i social media”, ha affermato.

Le macchine sempre più presenti nei processi decisionali umani

La posta in gioco è ora significativamente più alta, perché l’intelligenza artificiale non è più solo un’altra tecnologia di comunicazione. Le macchine vengono sempre più spesso inserite direttamente nei processi decisionali che un tempo richiedevano il giudizio umano. I sistemi di intelligenza artificiale influenzano ciò che le persone leggono, le informazioni che incontrano, il modo in cui le istituzioni comunicano con loro e il modo in cui governi e le multinazionali elaborano enormi quantità di dati personali.

L’avvertimento della prof.sa Lepore riguarda in definitiva chi controlla questi sistemi e, di conseguenza, chi controlla le decisioni che essi prendono sempre più spesso. In un sistema di governo costituzionale, il potere politico deriva teoricamente dai cittadini, che possono chiedere conto ai funzionari eletti.

Incoscienza Artificiale

Nello “stato artificiale” descritto dalla Lepore, questa relazione inizia a deteriorarsi, poiché gli algoritmi controllati da multinazionali enormemente potenti, assumono funzioni un tempo esercitate da persone e istituzioni pubbliche.

Il risultato è il sistema agghiacciante che lei definisce “l’allevamento intensivo della vita pubblica”, in cui i cittadini vengono selezionati, segmentati, sorvegliati e progressivamente isolati gli uni dagli altri, mentre le macchine assumono silenziosamente un controllo sempre maggiore sulle loro vite.

E la domanda più inquietante di Lepore rimane senza risposta:  “Chi ha deciso che questo è il modo in cui dovremmo vivere?”


fonte:
https://nemosnewsnetwork.com/harvard-professor-issues-alert-tech-elites-are-pushing-ai-factory-farming-of-humans/
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
immagine di apertura prodotta con Grok.com