Risvegli • Universo olografico

Pensieri e credenze sono gli architetti attivi della nostra esperienza, ma la credenza non crea nuove opzioni dal nulla

Scritto da Cristina Bassi

Interessanti osservazioni della dr.sa Nicole Mendoza sul suo substack, relativamente al ruolo che svolge la nostra credenza (ovvero cio’ a cui fermamente crediamo) nel “manifestare” una realtà, tra i potenziali della realtà quantica. Nel seguito la mia traduzione. La dr. Sa Mendoza, “scrive racconti che fondono teoria quantistica, psicologia, genetica e pedagogia per ispirare il cambiamento. Il suo lavoro invita a intraprendere un viaggio più profondo verso l’illuminazione (fonte)”.
Nel suo pensiero, “
la coscienza può spostarsi o ancorarsi in una linea temporale diversa, ma non può oltrepassare i confini di ciò che è fisicamente plausibile da questa precisa coordinata di spazio, tempo e circostanza” (in cui siamo).
E questo comincia a mettere qualche paletto sugli slogan e i mantra newage sul “crea la tua realtà” …

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Il concetto di realtà simulata, ovvero una in cui ogni potenziale immaginabile esiste in un dato momento, presenta un profondo paradosso per la nostra comprensione del libero arbitrio e dell’autonomia personale.

Se accettiamo la teoria secondo cui tutti i potenziali esistono simultaneamente in ogni momento di scelta, allora la natura stessa della “credenza”, del credere, diventa il motore principale della nostra esperienza.

Non si tratta solo dell’esistenza di linee temporali multiple o di universi paralleli in senso astratto, ma piuttosto dei meccanismi immediati e tangibili con cui navighiamo nel presente.

Considerando l’ipotesi dei Molti Mondi, siamo in grado di comprendere che, poiché le azioni del momento successivo hanno infinite possibilità, i nostri pensieri e le nostre credenze non sono riflessi passivi della realtà, ma architetti attivi del percorso specifico che percepiremo.

Ciò impone un cambiamento fondamentale nella comprensione della credenza. Il potere della credenza, infatti, non riguarda una manifestazione futura lontana, ma la scelta istantanea di come interagiamo con il “qui e ora”, ed è proprio la ripetizione di azioni allineate che, in ultima analisi, consolida questi potenziali fugaci in una linea temporale solida e vissuta.

L'Enigma QuanticoIl Potere del Presente

Si sente spesso parlare di «essere nel presente», e giustamente, poiché è l’unico punto in cui la credenza può influenzare l’azione. Nella fisica quantistica, il principio di sovrapposizione suggerisce che un sistema esiste in tutti gli stati possibili contemporaneamente fino a quando è osservato o misurato: a quel punto collassa in un unico stato definito.

Applicato alla coscienza e alla scelta, ciò significa che in ogni momento esistono potenzialità infinite, ma esistono come possibilità, non come realtà ugualmente accessibili. L’interpretazione comune della New Age suggerisce che si possa compiere uno “spostamento quantistico” verso una versione completamente diversa della realtà, dove esiste una versione di te, proprio in questo momento, che sta vivendo esattamente la vita che desideri.

E sebbene ciò sia vero in una certa misura, devo nuovamente fare la distinzione tra “spostamento quantistico” e “salto quantistico”. Per sperimentare la sovrapposizione delle linee temporali in cui esiste un te stesso in grado di farsi crescere le ali e volare, potrebbe bastarti semplicemente spostare la tua coscienza per sperimentare quella realtà.

Il Campo Quantico - The Field
Ma vivere in quel punto e ancorarla come la tua realtà totale, significa fraintendere completamente la fisica. La sovrapposizione non significa che tutte le potenzialità siano ugualmente a tua disposizione in un dato momento; significa che esistono come probabilità matematiche entro i limiti del sistema.

La versione di te che si fa crescere le ali non è un potenziale a cui puoi accedere da questo punto, perché viola i limiti fisici e biologici della tua forma attuale e della realtà condivisa, in cui vivi al momento. Ciò a cui puoi accedere, tuttavia, è l’insieme dei potenziali fisicamente possibili dalla tua posizione attuale: le scelte che puoi effettivamente compiere, le azioni che puoi effettivamente intraprendere, le relazioni che puoi effettivamente formare.

Impegnarsi con il “qui e ora” significa riconoscere che la coscienza può spostarsi o ancorarsi in una linea temporale diversa, ma non può oltrepassare i confini di ciò che è fisicamente plausibile da questa precisa coordinata di spazio, tempo e circostanza. Significa scegliere, tra le opzioni disponibili, quale potenziale far collassare in realtà attraverso l’atto di una decisione conscia e conseguente azione.

Il ruolo della credenza nel cambiamento quantistico

Allora, qual è il ruolo effettivo della credenza nel processo di cambiamento quantistico? Il credo identitario fondamentale che nutri riguardo a te stesso e al tuo mondo in ogni singolo momento, è il filtro attraverso il quale vengono valutate tutte le azioni potenziali. Ad esempio, considera due individui che affrontano la stessa grave crisi finanziaria. Uno agisce partendo dalla convinzione profonda “Sono sostenuto”, mentre l’altro agisce partendo dalla convinzione “Devo badare a me stesso”.

Si tratta di credi fondamentali sulla natura della realtà che determinano corsi di azione completamente diversi, di fronte alla stessa circostanza esterna. La persona che crede di essere sostenuta probabilmente chiederà aiuto ad amici e familiari, cercherà la consulenza di professionisti finanziari, si rivolgerà alla propria rete di contatti più ampia ed esplorerà le risorse offerte dalle organizzazioni comunitarie.

Potrebbero formulare le loro richieste apertamente, sottolineando con sincerità la propria situazione e confidando nella risposta degli altri. La persona che crede di doversi arrangiare da sola, al contrario, potrebbe limitare la ricerca di soluzioni, solo a quelle che può attuare autonomamente, magari intraprendendo un’attività secondaria, vendendo i propri beni o richiedendo prestiti ad alto tasso di interesse senza consultare nessuno.

Potrebbe non chiedere aiuto a nessuno, oppure, se lo fa, formulare la richiesta in tono di scusa, minimizzando il proprio bisogno ed enfatizzando la propria indipendenza. Oppure potrebbe rivolgersi a una persona di cui sente di potersi fidare, anche se questa non è nella posizione di poterla aiutare. Quando quella persona la respinge, ciò rafforzerà la credenza di dover fare tutto da sola. Decidere se chiedere o meno, a chi rivolgersi e come formulare la richiesta dipende interamente dal proprio credo interiore.

Quindi, queste diverse azioni producono risultati molto diversi, che a loro volta determinano la serie successiva di scelte a disposizione di ciascuna persona. La persona, supportata, che chiede aiuto ad amici e familiari potrebbe ricevere un prestito immediato, consigli su un programma di sovvenzioni ed essere presentata a qualcuno che offre lavoro freelance.

Questi esiti aprono nuove strade: può pagare le bollette immediate, richiedere la sovvenzione e avviare un flusso di reddito passivo. La persona che conta solo su se stessa, che intraprende un secondo lavoro, potrebbe guadagnare abbastanza per coprire le spese immediate, ma esaurendosi nel processo, così da non avere energie per cercare soluzioni a più lungo termine.

Potrebbe perdere delle opportunità perché troppo impegnata a lavorare per cercarle, oppure potrebbe accumulare debiti ad alto tasso di interesse che creeranno una nuova crisi, più grave, in futuro.

Sebbene la realtà condivisa che viviamo sia una simulazione fissa con parametri concreti, a livello individuale essa rappresenta un processo vivente costruito attraverso il peso cumulativo delle nostre scelte momento per momento, ciascuna delle quali si radicai in una credenza fondamentale su noi stessi.

La linea temporale che ogni persona finisce per vivere, viene forgiata attraverso il ripetuto allineamento tra credenza e azione, decisione dopo decisione, fino a quando un percorso non si consolida. Ciò significa il potere di plasmare le nostre vite, nelle scelte osservabili che facciamo, quando siamo messi davanti ai problemi del mondo reale.

La Biologia delle Credenze 4D
L’interazione tra credenze, architettura della linea temporale e punti di scelta

Dobbiamo stare attenti a non porre il fardello esclusivamente sulla volontà dell’individuo, come amano fare tanti guru delle manifestazione e dell’alchimia quantistica. La simulazione non funziona cancellando una linea temporale e sostituendola con un’altra basata esclusivamente sul “mero desiderio”.

Piuttosto, il processo è vincolato da ciò che è disponibile in un dato momento in una specifica sovrapposizione di linee temporali, come gli eventi fissi e i punti di scelta disponibili.

L’individuo che crede di essere supportato, non si ritrova improvvisamente in un mondo in cui la crisi finanziaria non si è mai verificata; agisce, invece, partendo da quella sua credenza, nel mezzo delle circostanze esistenti e, così facendo, apre una serie specifica di scelte che prima erano oscurate o inaccessibili.

Chiedere aiuto a un amico, cercare consiglio o contattare un’organizzazione della comunità sono tutte azioni che esistono come potenzialità all’interno della situazione corrente e che diventano visibili e realizzabili solo quando affrontate con la credenza corrispondente.

La persona che agisce partendo dal presupposto “Devo prendermi cura di me stesso” potrebbe avere a disposizione le stesse risorse esterne, eppure la sua credenza le impedisce di vedere o di accedere a quelle opzioni. La sovrapposizione temporale prende forma a partire dai materiali già presenti.

La credenza non crea nuove opzioni dal nulla, ma è piuttosto il filtro attraverso il quale si è in grado di accedere o percepire le potenzialità esistenti che si potrebbero perseguire e, in ultima analisi, sperimentare.

La chiave per cambiare le linee temporali è semplice e diretta, anche se potrebbe non essere una pillola comoda da inghiottire. Ciò che serve è una revisione costante delle nostre credenze e la sfida di credere a una storia diversa, anche quando le nostre esperienze passate ci raccontano ripetutamente la stessa cosa.

Diventa Supernatural

Il nostro potere di creatori, deriva dalla nostra capacità di lavorare con materiali grezzi della sovrapposizione della linea temporale davanti a noi. Il nostro pennello è il potere della scelta, momento per momento, a quale delle potenzialità disponibili daremo vita attraverso le nostre azioni.

Solo dopo un numero sufficiente di colpi con un’intenzione allineata, vedremo apparire l’immagine nella nostra mente, davanti ai nostri occhi. E quando un numero sufficiente di individui agisce partendo dalla stessa credenza o intenzione, è allora che la tela cambia completamente.

Fonte: https://substack.com/home/post/p-208471064
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net