Medici controcorrente

A Midwestern Doctor: i segreti nascosti del sale. I problemi con un basso livello di sodio

Scritto da Cristina Bassi

Questa che segue è la seconda parte (qui la prima) della mia traduzione di alcune parti del lungo substack di A Midwestern Doctor sui “Segreti del Sale” per la nostra salute. Nella prima parte è stato introdotto il tema della “guerra al sale” da parte dell’industria farmaceutica e settore medico. In questa parte riporto le osservazioni su cosa accade al corpo in carenza di sodio [il cloruro di sodio è detto semplicemente “sale] 

Sul tema ” il sale è utile alla nostra salute”, molto istruttive anche le indicazioni della naturopata Barbara O’Neil. Il sale “sano”, tuttavia, NON è quello bianco industriale sugli scaffali del supermercato, ma in primis quello molto ricco di minerali: il SALE CELTICO, in alternativa il sale rosa Hymalayano

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Uno dei pilastri del mercato della pressione sanguigna è stato quello di terrorizzare tutti riguardo al sale (allo stesso modo riguardo all’esposizione solare, altro pilastro del redditizio mercato dei trattamenti per il cancro della pelle, nonostante il fatto che i tumori della pelle mortali siano in realtà causati dalla mancanza di luce solare).

Sorprendentemente, proprio come la grande truffa dermatologica (che è riuscita a guadagnare enormi somme di denaro rimuovendo tumori che quasi mai mettono a rischio la vita), il legame tra pressione sanguigna e consumo di sale è in realtà piuttosto debole.

Il Sale Fa Bene

La grande riduzione di sale, che viene raccomandata

Ad esempio, la revisione più dettagliata su questo argomento ha rilevato che una drastica riduzione del sale in genere si traduce in una riduzione della pressione sanguigna inferiore all’1%.

Allo stesso modo, i medici raramente si rendono conto che ai pazienti ospedalizzati, vengono somministrate regolarmente grandi quantità di cloruro di sodio allo 0,9% per via endovenosa, arrivando in molti casi a ricevere una dose dieci volte superiore alla quantità giornaliera raccomandata di cloruro di sodio che dovremmo assumere; eppure la loro pressione arteriosa spesso aumenta solo di poco.

Nota: Gran parte della confusione riguardo al sale e alla pressione sanguigna deriva dal fatto che i cambiamenti derivanti dalla riduzione del consumo di sale, si osservano solo in una minoranza della popolazione (ad esempio, in alcune etnie), il che comporta una variazione media molto piccola per tutti.

Allo stesso modo, una più ampia analisi di Cochrane su questo argomento ha rilevato che ridurre il consumo di sale di circa 4,4 grammi al giorno abbassa la pressione sanguigna di circa 5,4/2,8 mmHg negli ipertesi, ma solo di 2,4/1,0 mmHg in quelli con pressione sanguigna normale (un errore di arrotondamento che si potrebbe ottenere rilassandosi per qualche minuto).  

Ciononostante, ai pazienti viene spesso raccomandato di eliminare completamente (o quasi completamente) il sale dalla propria alimentazione “per evitare di morire”. Oltre a ridurre significativamente la qualità della loro vita (dato che le persone apprezzano i cibi salati), questa pratica può essere pericolosa.

L’iponatremia: bassi livelli di sodio  

– Uno studio condotto su 181 paesi ha rilevato che i paesi con un minore consumo di sale hanno un’aspettativa di vita più breve.

Bassi livelli di sodio (iponatriemia) sono fortemente correlati a un rischio di mortalità (ad esempio, l’obiettivo di consumo di sale raccomandato aumenta il rischio di morte del 25%).

Allo stesso modo, una causa comune di ricovero ospedaliero sono i sintomi derivanti dalliponatriemia (poiché, quando i livelli di sodio scendono troppo, possono diventare molto pericolosi) e il 15-20% dei pazienti ricoverati presenta bassi livelli di sodio al momento del ricovero.

Nota: Anche l’iponatriemia lieve è associata a un aumento del rischio di morte: persino un livello “lieve” di sodio basso aumenta la mortalità del 25% in cinque anni e, in un database di 2,3 milioni di pazienti, si è rivelato un indipendente fattore predittivo di morte. Inoltre, espone gli anziani a un rischio quasi sei volte maggiore di frattura dell’anca in caso di caduta (che spesso ha conseguenze catastrofiche).

Sale Rosa Himalaya

– La riduzione del consumo di sale, com’era prevedibile, aumenta il rischio di iponatriemia (ad esempio, uno studio ha rilevato che ridurre l’assunzione di sale rendeva i pazienti ipertesi 9,9 volte più soggetti a sviluppare iponatriemia).

Oltre alla riduzione del sale nella dieta, molti farmaci per la pressione arteriosa e per disturbi psichiatrici espongono al rischio di livelli di sodio pericolosamente bassi (ad esempio, gli antidepressivi SSRI aumentano di 3,16 volte tale rischio).

Inoltre, alcuni pazienti (ad esempio, quelli con disturbi del sistema nervoso autonomo) sono molto più sensibili alla restrizione di sale, che può causare ipotensione (bassa pressione arteriosa).

– Un basso apporto di sodio nella dieta comporta un aumento del 34% delle malattie cardiovascolari e dei decessi.

– Una rapida diminuzione dei livelli di sodio nel sangue riduce la gittata cardiaca e la pressione arteriosa in modo simile a quanto avviene nello shock traumatico (che spesso provoca un aumento della frequenza cardiaca poiché il cuore cerca di compensare l’insufficienza di sangue). 

– Un basso consumo di sale, a sua volta, è stato ripetutamente associato alla tachicardia (e alla fibrillazione atriale).

Il Sale

– Quando il corpo rileva un livello insufficiente di sodio, difende il proprio volume ematico attivando il sistema renina-angiotensina-aldosterone e il sistema nervoso simpatico, lo stesso meccanismo di risposta allo stress che aumenta la frequenza cardiaca (e che i pazienti cercano di bloccare assumendo farmaci per la pressione arteriosa).

Pertanto, in cambio di una minima riduzione della pressione arteriosa, è stato riscontrato che la restrizione di sale aumenta significativamente i livelli plasmatici di renina, aldosterone, adrenalina, noradrenalina, colesterolo e trigliceridi — scambiando un calo irrisorio di un valore con un aumento proprio di quegli ormoni e lipidi che favoriscono le malattie cardiovascolari.

La situazione è più grave negli anziani, i cui reni che invecchiano, rispondono scarsamente ai cambiamenti del sodio nel sangue e sono quindi maggiormente a rischio di iponatriemia a seguito della privazione di sodio. 

Nota: Tre dei sintomi più comuni dell’iponatriemia (che inducono le persone a recarsi al pronto soccorso) sono affaticamento, confusione e difficoltà di concentrazione.

Carenza di sodio e stanchezza e insonnia

– La carenza cronica di sodio è stata associata a stanchezza e insonnia.

– Molti hanno riferito di aver scoperto che un basso consumo di sale era la causa della loro stanchezza e delle vertigini (ciò è stato dimostrato anche in uno studio clinico in cui la sindrome da tachicardia ortostatica posturale è stata trattata aumentando l’apporto di sodio nella dieta).

È stato dimostrato che la pressione arteriosa cronicamente bassa (ad es. la sindrome da tachicardia ortostatica posturale, o POTS) è una delle cause della sindrome da stanchezza cronica, e la POTS viene spesso trattata con un aumento dell’apporto di sodio nella dieta

– Anche una serie di altri problemi di salute (ad esempio, l’aggravamento del diabete o una carenza di acido cloridrico nello stomaco) sono stati collegati a un apporto insufficiente di sodio nella dieta.

Ad esempio, una revisione di 23 studi clinici ha rilevato che le diete a basso contenuto di sale provocavano sistematicamente insulino-resistenza, e uno studio l’ha indotta in soggetti sani in soli 7 giorni.

– Al di là della confusione acuta causata dall’iponatriemia, stanno ora emergendo prove che un apporto cronico ridotto di sodio danneggi il cervello che invecchia.

Uno studio longitudinale del 2025 condotto su oltre 1.500 anziani ha rilevato che coloro con più bassa di assunzione di sodio (circa 1.764 mg/giorno — proprio il livello verso cui gli obiettivi di salute pubblica cercano di orientare le persone) hanno subito un declino più rapido delle funzioni cognitive globali, in particolare della memoria, rispetto a coloro che ne assumevano una quantità moderata.

Allo stesso modo, un basso apporto di sodio è risultato associato a un maggior numero di grovigli di proteina tau (un segno distintivo della patologia dell’Alzheimer) all’autopsia, mentre un elevato apporto di sodio non è stato collegato a un declino più rapido in questa coorte.


Fonte: https://www.midwesterndoctor.com/p/the-hidden-secrets-of-salt?publication_id=748806&post_id=212345798&isFreemail=true&r=1x7wwe&triedRedirect=true&has_completed_unsubscribed_unlock=true
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
immagine di apertura da Grok.com