Pericoli Ambiente minacciato

Università Kiel: l’ETNA scivola verso il mare dal suo fianco sud-orientale. Non si esclude possibilità tsunami

Scritto da Cristina Bassi

Il fianco sud-orientale dell’Etna sta scivolando lentamente verso il mare

Una squadra di scienziati della GEOMAR Helmholtz Centre per la Ricerca Oceanica, di Kiel, Germania,   ed il gruppo di eccellenza  della “The Future Ocean” hanno mostrato per la prima volta, un movimento del fianco sommerso dell’Etna grazie all’uso di una rete di monitoraggio geodetico  che si basa sul suono. In otto giorni, il fianco è scivolato di circa 4 cm. Una discesa rapida ed improvvisa di tutto il pendio, potrebbe portare ad uno tsunami con effetti disastrosi per tutta la regione. I risultati sono stati pubblicati oggi [articolo del 10.10.18 ndt ] nella rivista internazionale Science Advances.

Quale vulcano piu’ attivo dell’Europa, il Monte Etna è altamente monitorato da scienziati ed autorità italiane. Rilevazioni su base satellitare hanno mostrato che la fiancata sud orientale del vulcano sta lentamente scivolando verso il mare, mentre le altre fiancate sono ampiamente stabili. Ad oggi, non sappiamo se e come il movimento continui sott’acqua, dato che le rilevazioni su base satellitare, sono impossibili al di sotto della superficie dei mari.

Con la nuova rete GeoSEA per il monitoraggio geodetico del  fondale marino, gli scienziati della GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel, la Kiel University (precedentemente l’area di ricerca della Kiel Marine Science), e l’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sono stati ora in grado di intercettare per la prima volta il movimento verticale e orizzontale di una fiancata sommersa del vulcano.

I risultati confermano che tutta la fiancata sud-orientale è in movimento. La spinta per il movimento della fiancata, è molto probabilmente gravitazionale e non deriva invece dalla salita del magma, come teorizzato precedentemente.

Non si puo’ escludere un crollo catastrofico che coinvolga tutta la fiancata o larga parte di essa e questo scatenerebbe un grande tsunami  con gravi conseguenze per tutta la regione.

“Abbiamo usato per l’Etna (ed è la prima volta che accade per un vulcano)  una rete di monitoraggio geodetica subacquea su base acustica, la cosiddetta geodesia marina”, dice ila dr.sa Morelia Urlaub, autrice responsabile dello studio.  La dottoressa ha guidato le indagini come parte del progetto  MAGOMET – Marine geodesy for offshore monitoring of Mount Etna”

Nell’aprile 2016, il team GEOMAR collocò un totale di 5 stazioni transponder di monitoraggio acustico lungo la faglia che rappresenta il confine tra la fiancata che sta scivolando e il versante stabile.

“Ne collocammo tre sul settore che sta scivolando e due sulla fiancata della faglia presumibilmente stabile”, ha detto la Dr.sa Urlaub.

Durante la loro missione ogni transponder ha emesso un segnale acustico  ogni 90 minuti. Dato che è nota la velocità del suono in acqua, il tempo impiegato dai segnali tra i transponder, ha dato informazioni sulle distanze tra i trasponder sul fondo marino, con una precisione di meno di un centimetro.

“Abbiamo notato che nel Maggio 2017 le distanze tra i transponder sui vari lati della faglia, sono chiaramente cambiati. La fiancata è scivolata di 4 cm verso il mare ed è diminuita di 1 cm in 8 giorni”, spiega la dr.sa Urlaub.

Il movimento puo’ essere paragonato ad un terremoto molto lento, un cosiddetto “evento a lento slittamento”
[nei giorni scorsi ci sono stati terremoti nella regione; nell’area Catania, il piu’ forte 4,6 Richter  ndt]

E’ stata la prima volta che è stato registrato sott’acqua il movimento orizzontale di un tale versante. In totale, il sistema ha fornito dati per circa 15 mesi. Paragonando i dati di deformazione terra ottenuti dal satellite, è stato possibile indicare che la fiancata sud orientale sul livello del mare, si è mossa con una simile distanza, durante lo stesso periodo di osservazione.
“Quindi tutta la fiancata sud-orientale ha cambiato la sua posizione” ha detto la dr.sa Urlaub.

“Nel complesso i nostri risultati indicano che il versante sta scivolando a causa della gravità e non per la salita del magma”, continua. Se le meccaniche del magma al centro del vulcano avessero provocato la deformazione della fiancata, avremmo dovuto attenderci un maggiore spostamento della fiancata  vicino alla riva e sott’acqua. Questo è fondamentale per fare valutazioni di pericolo.  Tutta la fiancata è in movimento a causa della gravità. E’ perciò molto possibile che possa crollare in modo catastrofico, cosa che scatenerebbe uno tsunami in tutto il Mediterraneo”, spiega il Prof. Heidrun Kopp, coordinatore della schiera GeoSEA e co-autore dello studio.

Tuttavia i risultati dello studio non consentono di prevedere se e quando un simile evento potrebbe accadere.

“E’ necessaria una ulteriore ricerca di base per comprendere i processi geologici nell’Etna e intorno ad esso ed altri vulcani costieri.

La nostra indagine indica che la rete di monitoraggio geodetica su base acustica, puo’ essere un incredibile aiuto a tal proposito”, riassume la dr.sa Urlaub.

Fonte: https://www.uni-kiel.de/en/details/news/geosea-array-records-sliding-of-mount-etnas-southeastern-flank/#

Traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

 

 

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