Ciò che segue è la mia traduzione di un estratto dal recente substack di A Midwestern Doctor (QUI altri articoli da questa fonte). L’articolo pone l’accento su quanto la società moderna (americana, ma tutto l’Occidente….) abbia spinto deliberatamente un metodo basato sulla dopamina, neurotrasmettitore della motivazione e del piacere temporaneo, a discapito di quello basato su un altro neutrotrasmettitore, la serotonina (chiamata anche ormone del buon umore), foriera di felicità duratura. E tutto questo con grande danno al sistema nervoso, che andrebbe sempre conservato in buona salute
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Credo che molti dei problemi della nostra società derivino dal fatto che l’attuale sistema economico si basa sul consumismo estremo delle persone. Ciò è problematico, poiché l’unico modo per continuare a indurre le persone ad acquistare cose di cui non hanno bisogno è quello di commercializzare i prodotti facendo leva sulle loro emozioni.
Per questo motivo, il sistema di marketing si è evoluto in modo tale che le persone abbiano sempre un’aspettativa di gratificazione futura (anziché essere soddisfatte del presente) e si sentano infelici finché non la ottengono.
In altre parole, poiché queste aspettative sono state create per innescare picchi di dopamina che creano dipendenza, la società ha trasformato la concezione della realtà: è passata da un fluire regolare che faceva sentire collegati e vivaci ad una serie di picchi sconnessi e discontinui in cui la felicità resta sempre fugace e sintetica, piuttosto che reale.
Nota: non posso commentare questo aspetto seguente perché non ho esperienza diretta in merito, ma molte persone con cui ho parlato hanno paragonato questo fenomeno alla differenza tra l’assunzione di farmaci stimolanti (che producono rilasci di dopamina intensi e improvvisi seguiti da crolli) e i classici allucinogeni/psichedelici (mediati dalla serotonina) (che creano un’apertura prolungata della percezione e del significato, spesso descritta come un senso più ricco e continuo di presenza e connessione che può persistere a lungo dopo che il farmaco è svanito).
Molti hanno descritto la dinamica a cui alludo, ma ciò che è molto meno apprezzato è che la vostra predisposizione verso l’una o l’altra polarità (i picchi di dopamina vuoti/ versus una connessione vivida con il presente) è fortemente influenzata dallo stato del vostro sistema nervoso.
Questo perché quando il sistema nervoso è esaurito e affaticato (ad esempio, a causa di un uso eccessivo del computer o per lo stress), gli individui sono molto più predisposti ai picchi di dopamina, poiché sono molto meno in grado di apprezzare le sottigliezze della vita (che sono probabilmente la fonte del valore e del contenuto effettivi dell’essere vivi) e invece possono registrare solo forti stimoli (ad esempio, contatti fisici violenti o sapori forti).
Peggio ancora, la nostra società non solo ci condiziona continuamente a cercare stimoli che producono dopamina, ma indebolisce e danneggia continuamente il nostro sistema nervoso.
Nota: i sistemi nervosi affaticati sono anche meno in grado di mantenere un’attenzione prolungata su qualcosa.
Nel mio caso, due cose mi hanno reso consapevole di questo:
1. Sono piuttosto sensibile ai cambiamenti che avvengono nel mio corpo (ad esempio, percepisco le cose in modo diverso a seconda dei miei livelli di energia, in particolare dopo periodi prolungati senza un sonno ristoratore sufficiente).
Con l’evolversi della tecnologia, ho anche notato sempre più spesso come tutti i media elettronici (in particolare computer, televisione e musica) influenzino in modo innaturale e utilizzino spesso tecniche molto simili per indurre questi picchi di dopamina o modificare i ritmi interni e le emozioni, disconnettendo contemporaneamente dall’ambiente circostante (ad esempio, mi accorgevo spesso di sentirmi “su di giri” o “attirato” e poi spesso avevo un crollo in cui mi sentivo peggio una volta che l’effetto svaniva, a quel punto mi preoccupavo molto di aver invitato nella mia vita un’influenza esterna che mi faceva questo).
2. Quando ero adolescente, dopo aver scoperto che lo zucchero faceva male alla salute, provai a smettere di mangiarlo e attraversai un periodo di astinenza durante il quale mi successero cose molto strane (ad esempio, sognavo di mangiare accidentalmente dello zucchero, di fallire e quindi di dover interrompere la mia dieta), molte delle quali, ho poi scoperto, corrispondevano ai classici sintomi di astinenza da una sostanza che crea dipendenza (cosa che ho trovato piuttosto inquietante, dato che avevo fatto di tutto per evitare tutte le sostanze psicoattive che creano dipendenza).
Poi, dopo circa un mese senza zucchero, a parte un desiderio molto vago, non avevo più alcuna voglia di consumarlo e, cosa ancora più importante, notai che ogni volta che mangiavo (praticamente per sbaglio) un prodotto zuccherato, invece di gustarlo, il mio corpo lo rifiutava perché privo di sostanze nutritive.
Da ciò ne trassi due conclusioni principali:
• Una parte significativa della dipendenza proveniva dal microbioma, poiché sembrava che qualcos’altro stesse cercando di prendere il controllo della mia mente per indurmi a consumare zucchero, e poiché tutto è improvvisamente scomparso in un lasso di tempo che potenzialmente coincideva con la morte di quei microbi per inedia.
Nota: esiste un ampio corpus di dati che dimostra che alcuni microbi e parassiti possono avere effetti psicologici significativi sui loro ospiti.
• Il corpo ha la capacità naturale di capire se un alimento è buono per te e di rifiutare quelli “cattivi” o carenti dal punto di vista nutrizionale. A sua volta, poiché questo riflesso naturale distrugge il modello di business dell’industria alimentare dei cibi processati, è stato necessario trovare una soluzione, che è stata quella di aggiungere sostanze che creano dipendenza, che hanno sovrastato questa risposta naturale.
Alcune prove più significative a sostegno di queste conclusioni:
• Nel 2010, David Kessler (ex commissario della FDA) pubblicò il libro The End of Overeating: Taking Control of the Insatiable American Appetite (La fine dell’eccesso di cibo: prendere il controllo dell’insaziabile appetito americano), in cui sottolineava che il cibo americano è stato progettato per creare il più possibile dipendenza e che i dirigenti dell’industria alimentare glielo avevano confermato.
• Recentemente ho appreso (grazie a Calley Means) che negli anni ’80 le grandi aziende produttrici di tabacco acquistarono l’industria alimentare conserviera e poi, come avevano fatto con le sigarette, diedero priorità alla produzione di alimenti trasformati, che creassero il più possibile dipendenza. (qui la documentazione).
• Infine, nel 2017, un altro autore rispettato in questo campo, Robert Lustig MD, cercando di spiegare il perché dietro il lavoro di Kessler del 2010, pubblicò The Hacking of the American Mind: The Science Behind the Corporate Takeover of Our Bodies and Brains.
Il libro riassumeva gran parte delle mie conclusioni sulla questione, ruotando attorno all’idea che il cervello avesse un circuito della dopamina che procurava un “piacere temporaneo” e un circuito della serotonina che procurava una “felicità duratura”.
Lustig ha poi sostenuto che è stato fatto un grande lavoro per allontanarci dai circuiti della serotonina e avvicinarci a quelli della dopamina e che la dipendenza dai picchi di dopamina è stata utilizzata per controllare ogni livello della società e metterci in uno stato costante di angoscia (monetizzabile), disconnessione e infelicità.
Riconnettersi con la vita e ripristinare la salute del sistema nervoso
A questo punto, credo che lo stile di vita basato sulla “dopamina” sia una trappola dalla quale la maggior parte delle persone trarrebbe enormi benefici se riuscisse a liberarsene, soprattutto perché, come ogni tossicodipendente sa bene, ogni picco di dopamina è sempre seguito da un calo che ti fa sentire ancora più morto e distaccato interiormente (oltre al fatto che sono necessari picchi sempre più forti per ricreare la gioia che il picco iniziale aveva portato).
Sfortunatamente, liberarsi da questa trappola è piuttosto difficile, in parte perché la nostra società è stata progettata intorno al modello della dopamina e in parte perché, quando il sistema nervoso è esaurito, diventa molto più difficile apprezzare le esperienze più sottili (ma molto più nutrienti) della vita.
Questo crea un circolo vizioso in cui l‘esaurimento del sistema nervoso spinge verso comportamenti che provocano picchi di dopamina, che a loro volta esauriscono ulteriormente e disregolano il sistema nervoso.

Nel corso degli anni, sono giunto alla conclusione che la cosa più importante che si possa fare è ripristinare la salute del proprio sistema nervoso. Quando il sistema nervoso è sano e resistente, l’attrazione verso la stimolazione artificiale diminuisce naturalmente e ritorna la capacità di sentirsi vivi e connessi nei momenti quotidiani.
Allo stesso tempo, penso che uno dei motivi principali per cui le persone ricercano una varietà di pratiche spirituali, mente-corpo o meditative sia quello di ritrovare questo stato d’essere, e il fatto che ci sia un mercato in continua crescita per questo dimostra che l’esaurimento della nostra società sta raggiungendo il punto in cui le persone si rendono conto che non è più possibile affrontare questo esaurimento sovrastandolo con ulteriori stimoli.
Traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net









