A Midwestern Doctor – AMD- (QUI altri miei articoli da questa fonte) ci propone ottime informazioni sui benefici dell’olio di cocco, rispetto a quelli tossici degli oli di semi cosi tanto pubblicizzati dall’industria alimentare. Nel seguito traduco la sintesi che il blog austriaco TKP (QUI altri miei articoli da questo blog) ha fatto dell’articolo in substack di AMD (gli articoli di AMD sono sempre molto lunghi e dettagliati). Qui comunque l’articolo originale di AMD.
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La “scienza” nutrizionale consolidata ci ha mentito per decenni. Mentre i media mainstream e l’industria farmaceutica ci ripetono che i grassi saturi sono pura morte e che il colesterolo intasa le arterie come uno scarico otturato, un’analisi approfondita dei fatti dimostra esattamente il contrario.
L’olio di cocco e i prodotti a base di cocco – a lungo demonizzati come “cattivi” – si rivelano non solo innocui, ma anche una vera e propria bomba di salute. Allo stesso tempo, i tanto decantati oli di semi (chiamati anche oli vegetali o “vegetable oils”) si rivelano i veri responsabili delle malattie della nostra civiltà moderna.
Chi non ci crede dovrebbe dare un’occhiata più da vicino alla storia della noce di cocco – una storia di interessi industriali, studi falsati e profitti miliardari a spese della nostra salute. A questo tema è dedicata un’altra magnifica analisi di A Midwestern Doctor (AMD).
Gli anni ’80: quando iniziò la guerra contro la noce di cocco
Negli anni ’80 l’olio di cocco venne sistematicamente estromesso dal mercato. I prezzi crollarono, le piantagioni nelle Filippine e altrove vennero abbandonate. Perché? Perché venne lanciata una campagna mediatica contro i grassi saturi, finanziata e guidata dall’industria dello zucchero e dai produttori di oli di semi.
Gli stessi ambienti che già negli anni ’60 volevano farci credere che i grassi animali fossero responsabili dell’infarto, hanno fatto un ottimo lavoro. Il risultato: oli di semi economici e lavorati industrialmente (soia, mais, girasole ecc.) hanno invaso i supermercati e l’industria alimentare. Oggi si trovano praticamente ovunque, dagli alimenti per l’infanzia al fast food.
E il cocco? Improvvisamente è stato bollato come «il male tropicale». Eppure l’olio di cocco è un dono della natura: ricco di trigliceridi a catena media (MCT), stabile, resistente all’ossidazione e versatile. Ha un punto di fumo elevato, è ottimo per friggere e non si deteriora così rapidamente come i grassi polinsaturi presenti negli oli di semi.
Gli oli di semi infatti sono ricchi di acidi grassi omega-6 come l’acido linoleico, che nel corpo possono ossidarsi, causare infiammazioni e portare a problemi vascolari. La conseguenza: congestioni intravascolari, ristagno di liquidi e malattie croniche – esattamente ciò che osserviamo oggi in massa.
Il colesterolo: un salvatore, non il killer
La situazione diventa ancora più assurda quando si parla di colesterolo. Da decenni la dottrina ufficiale sostiene che i grassi saturi dell’olio di cocco aumentino il colesterolo e ostruiscano le arterie – ecco perché statine, statine, statine. Un mercato da 25 miliardi di dollari all’anno.
AMD:
“Anche la comunità medica ha cercato di saltare su questo carro, ma per decenni non ci è riuscita, poiché non esisteva alcun farmaco in grado di abbassare in modo affidabile i livelli di colesterolo. Ma non appena furono scoperte le statine (che potevano abbassare in modo affidabile i livelli di colesterolo e la prima è stata immessa sul mercato nel 1987), è nato uno dei più grandi mercati farmaceutici della storia (che solo in America ha ormai un valore di 25 miliardi di dollari all’anno).
Ciò ha incentivato il finanziamento di numerose ricerche che sostenevano che i grassi saturi e il colesterolo fossero dannosi per la salute, consolidando così questo dogma in tutto il mondo medico.”
La verità? Il colesterolo non ostruisce le arterie. È il meccanismo di riparazione dell’organismo in caso di danni alle pareti dei vasi sanguigni. L’intera teoria si basa su dati manipolati risalenti agli anni ’60, finanziati dalla lobby dello zucchero. Gli studi dimostrano chiaramente che chi sostituisce i grassi saturi con oli di semi aumenta il rischio di mortalità di circa il 25%.
Nota di AMD: Credo che il motivo principale per cui questo mito continua a persistere sia che è facile (con un certo disgusto) immaginare come le arterie possano ostruirsi a causa del grasso viscoso, proprio come un tubo di scarico.
Lo stesso vale per chi abbassa il colesterolo. Le statine danneggiano un paziente su cinque, senza prolungare la vita. Gli infarti non sono diminuiti perché mangiamo meno grassi, ma perché il piombo è stato eliminato dalla benzina e il fumo è diminuito.
L’industria stravolge semplicemente i fatti: invece di affrontare le vere cause (oli di semi infiammatori, alimenti trasformati), continua a demonizzare il colesterolo. E l’olio di cocco? Non rientra nella narrativa – ecco perché è stato bandito dagli scaffali.
Gli incredibili benefici della noce di cocco
L’olio di cocco è molto più di un semplice olio alimentare. Serve come lubrificante naturale, per la cura della pelle e dei capelli, come repellente per le zecche e persino come veicolo per il DMSO.
«Infine, esistono molti usi non culinari dell’olio di cocco. Ad esempio, molte persone, in particolare quelle sensibili alle sostanze chimiche, lo considerano spesso un ottimo lubrificante, un prodotto per la cura della pelle o dei capelli (o come veicolo per cosmetici a base di DMSO),
Ho sentito alcune testimonianze secondo cui è un ottimo rimedio contro le zecche (poiché le zecche non si posano sulla pelle ricoperta di olio di cocco) e nel corso degli anni ho sentito numerose storie secondo cui l’Alzheimer è migliorato significativamente grazie al consumo di MCT [ Medium Chain Triglycerides – trigliceridi a catena media ] derivati dall’olio di cocco (cosa confermata da uno studio clinico – in cui ha effettivamente ottenuto risultati migliori rispetto a qualsiasi altra costosa terapia presente sul mercato). “
Gli MCT dell’olio di cocco hanno dimostrato, in studi clinici, di migliorare i sintomi dell’Alzheimer – con risultati migliori rispetto a molti farmaci costosi.
L’acqua di cocco? Durante la guerra del Vietnam veniva utilizzata come soluzione per infusione sterile, poiché è quasi identica al plasma sanguigno, fornisce elettroliti e migliora il potenziale zeta – riducendo così la formazione di microcoaguli. Fresca o leggermente fermentata, ha un sapore paradisiaco ed è un antiossidante naturale.
Chiunque abbia cucinato con prodotti a base di cocco o abbia provato una dieta crudista nota immediatamente la differenza: migliore tollerabilità, più energia, meno infiammazioni. A differenza degli oli di semi, che durante la lavorazione vengono contaminati da sostanze chimiche e diventano rancidi, l’olio di cocco rimane stabile e sano.
Perché l’industria degli oli vegetali vince – e noi perdiamo
La lobby degli oli vegetali ha fatto un ottimo lavoro. Sovvenzioni, campagne pubblicitarie e studi falsati hanno fatto sparire l’olio di cocco dalla coscienza collettiva. Oggi domina nel 50-60% degli alimenti trasformati, con conseguenze catastrofiche per il metabolismo, gli occhi (aumento delle opacità oculari in India a causa dell’elevato consumo di olio di semi) e il sistema cardiovascolare.
I consigli nutrizionali mainstream ci dicono solo cosa non dovremmo mangiare. Ciò che possiamo mangiare invece viene taciuto. È ora di invertire questa tendenza. L’olio di cocco dovrebbe tornare ad essere la norma, in cucina, nell’industria e nell’agricoltura.
Le piantagioni impiegano 6-10 anni prima di diventare produttive, ma l’investimento vale la pena: è sostenibile, salutare e indipendente dalle importazioni a basso costo provenienti da piantagioni di olio sovvenzionate.
Torniamo alla noce di cocco, per un futuro più sano
Gli «incredibili segreti della noce di cocco» non sono questioni esoteriche…, ma fatti concreti che l’industria ha tenuto nascosti per decenni. Chi vuole mantenersi in salute, scelga l’olio di cocco invece degli oli di semi tossici. Non sostituite i grassi saturi con quelli polinsaturi: questo è il più grande errore alimentare del dopoguerra.
Il colesterolo non è un nemico, ma un amico. E la noce di cocco? Un tuttofare che può aiutarci a uscire dal vicolo cieco delle malattie croniche.
Fate voi stessi la prova: cucinate con l’olio di cocco. Bevete acqua di cocco fresca. Osservate come reagisce il vostro corpo. La verità non sta nelle linee guida della lobby farmaceutica, ma nella natura. E la noce di cocco ne fa parte.
Fonte: https://tkp.at/2026/04/12/kokosoel-statt-giftiger-samenoele-die-grosse-luege-um-gesaettigte-fette-und-cholesterin/
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net









