Ogm + biotecnologie • Societa’ orwelliana

Dal 2012 ci sono vaccini a RNA, su base genica, nei prodotti a base di carne. La piattaforma vaccinale Sequivity della Merck

Scritto da Cristina Bassi

Dal blog austriaco TKP (qui altri articoli da questa fonte), traduco nel seguito un recentissimo articolo che ci ricorda che, soprattutto negli USA, è dal 2012 che il bestiame allevato per la produzione alimentare, viene vaccinato con la piattaforma a RNA, SEQUIVIT, usata anche in Canada, Cile, Messico e Filippine. L’articolo desta ancor più “interesse”, data la recente firma europea al trattato Mercosur:
“Oggi, dopo oltre venticinque anni di negoziati, gli Stati membri EU [quasi tutti, Italia compresa ndr] hanno votato a favore dell’intesa. [Il trattato] prevede l’eliminazione dei dazi sul 91% degli scambi commerciali… In cambio, il blocco latinoamericano otterrà agevolazioni sulle esportazioni agricole, in particolare carne bovina, riso, zucchero e bioetanolo] (Fonte: Money.it)

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Molto prima del vaccino contro il Covid, siamo stati esposti all’ingegneria genetica. Semi e piante geneticamente modificate fanno parte della nostra dieta da molto tempo. Dal 2012, tuttavia, piattaforme vaccinali geniche, sono state utilizzate anche su animali allevati per la produzione alimentare, almeno negli Stati Uniti.

Fin dagli anni ’50, oligarchi come Rockefeller, Ford e, più recentemente, Jeff Bezos e Bill Gates hanno lavorato per contenere la produzione alimentare tradizionale e sana e sostituirla con metodi industriali. Si iniziò con i semi geneticamente modificati per passare, tra le altre cose, al burro artificiale, alla carne coltivata in laboratorio e alla carne artificiale ottenuta da piante geneticamente modificate coltivate industrialmente.

Ma l’ingegneria genetica non si ferma nemmeno davanti all’allevamento rurale.

Nel 2012, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) approvò l’uso della piattaforma SEQUIVITY® di Merck per l’allevamento commerciale di suini. SEQUIVITY è commercializzato come un sistema di vaccinazione a “particelle di RNA” che trasmette istruzioni genetiche alle cellule dell’animale affinché producano determinati antigeni.

In altre parole, si tratta di una piattaforma di iniezione su base genica, che viene utilizzata nei suini allevati per il consumo umano. Ciò significa che dall’inizio degli anni 2010 l’ingegneria genetica è presente nell’ecosistema della produzione di carne suina statunitense, come riferisce Nicols Hulscher in Focal Points.

In una dichiarazione aziendale Merck affermò:

Milioni di dosi della piattaforma vaccinale SEQUIVITY vengono impiegate da più di 10 anni e in modo sicuro, dai veterinari negli allevamenti di suini, ovvero da quando l’USDA ha concesso la licenza per la prima volta nel 2012. È utilizzata anche in altri paesi come Canada, Cile, Messico e Filippine.

Ciò solleva una domanda ovvia: quanti consumatori accetterebbero consapevolmente che piattaforme vaccinali su base genica vengano iniettate in animali che entrano nella catena alimentare umana, senza un’etichettatura chiara, senza una discussione pubblica trasparente o un consenso informato? Probabilmente quasi nessuno.

Scelte Alimentari non Autorizzate

Non esistono studi indipendenti di sicurezza a lungo termine specificamente progettati per valutare la persistenza dei residui/biomolecole nei tessuti commestibili, l’esposizione dei consumatori, gli effetti su più generazioni o le conseguenze croniche, nonché la trasparenza in merito a gravi eventi avversi dopo l’immissione sul mercato su larga scala.

Con gli accordi di libero scambio come il Mercosur, fortemente promossi dalla Commissione EU nell’interesse delle multinazionali agricole, questi tipi di carne geneticamente modificata, anche sulle tavole europee arrivano sempre più facilmente e senza essere riconosciute

fonte: https://tkp.at/2026/01/16/genbasierte-rna-impfstoffe-seit-2012-in-fleischprodukten/
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net