Medici controcorrente

Tucker Carlson intervista il dr Nehls: le persone dopo il “vaccino” pensano in modo diverso. Stanno cambiando il nostro cervello. 1a parte

Scritto da Cristina Bassi

Nell’aprile 2024 Tucker Carlon intervistò il dr Nehls, medico tedesco e genetista molecolare. L’intervista mise in luce i danni della covid sul piano psicologico e cerebrale (l’acronimo inglese significa COronaVIrus Disease 19 – malattia del corona virus). Venne anche presentata la versione inglese del libro del dr Nehls : “The indocrinated brain” (il cervello indottrinato), che riguarda l’attacco globale alla nostra libertà mentale.
Si deduce che il dr Nehls, che ricorda di essere osteggiato dal mainstream, crede all’esistenza del virus (per chiarire sulla diatriba esistente nel mondo non allineato); resta il fatto che ciò che dice è molto interessante ed istruttivo. Parla di Alzheimer, la cui causa – dice- non è l’età ma la neuroinfiammazione. E’ consapevole del grave e premeditato danno che è stato fatto al genere umano.
Nel seguito trascrivo e traduco una prima parte della intervista.
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Indoctrinated Brain: How to Successfully Fend Off the Global Attack on Your Mental Freedom

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Tucker Carlson:

Stiamo andando verso una società distopica, è molto chiaro. Ma chi vuol tutto questo? Certamente pochissime persone. E’ impossibile raggiungere questo obbiettivo, con il consenso dei governati, come sarebbe in una democrazia

Quindi come si raggiunge tutto questo? Per esempio con al forza bruta, con la pistola puntata in faccia alla gente, ma è un lavoro complicato e difficile e richiederebbe molte armi. OPPURE si puo’ fare in modo che le persone stesse lo vogliano, che è una cosa molto diversa che convincerle.

Non so se avete notato, ma hanno rinunciato agli argomenti come mezzo per raggiungere un consenso reciproco. Ma possono fare in modo di farti desiderare quella cosa. Ma come fanno a farlo? Il modo più veloce è cambiare il nostro cervello. Sta veramente succedendo?

Sembra che non abbiano ancora parlato di cosa fosse il covid, di cosa si trattasse. Non era un virus causale, probabilmente nemmeno una fuga accidentale da laboratorio, ma si trattava di un laboratorio di armi biologiche, gestito dal governo cinese e sovvenzionato in parte dal governo americano e che poi divenne globale.

V-19
La cosa certa è che arrivò in Occidente, nel mondo anglofono ed in Europa. E sembra aver cambiato le persone. Quindi che sta succedendo o sta succedendo qualcosa? Se si, che si può fare?

Come si può preservare la sovranità della propria mente?

Questa è forse la domanda più importante. Sono pochissimi a riflettere su questo seriamente. In molti fanno speculazioni, fanno delle ipotesi al riguardo, ma pochissimi scienziati stanno esaminando i dettagli di come si potrebbe fare questo.

In realtà c’è solo uno scienziato di cui siamo a conoscenza, e che stiamo per incontrare. Il suo nome è Michael Nehls, è tedesco. E’ un medico, un genetista molecolare, ed ha scritto un libro che pare incredibile “The indoctrinated brain” (il cervello indottrinato), che riguarda l’attacco globale alla nostra libertà mentale.

Eresia

Neuroinfiammazione, Alzheimer e sistema immunitario mentale

D: Credo che la covid, non il vaccino, abbia cambiato come la gente pensa, come sente se stessa e si comprende. Pensa che sia possibile?

R: Si, è assolutamente possibile. Era già stato dimostrato con SARS-COV 1, predecessore di SARSCOV2. Nel 2007-2008 furono pubblicati articoli che mostravano che la proteina spike in sé è in grado di provocare qualcosa che chiamiamo “neuroinfiammazione”, ovvero una specie di tempesta di citochine nel cervello.

Negli ultimi 10-15 anni ho lavorato su questo tema. E’ stato pubblicato un articolo sulla teoria unificata della malattia Alzheimer. La maggior parte delle persone pensano che sia causata dall’età, ma in realtà, la vera causa è una neuroinfiammazione insieme al nostro stile di vita.

La ragione per cui l’età è correlata all’Alzheimer, è perché ci vogliono decenni per sviluppare la malattia. La neuroinfiammazione può essere causata da molti fattori. Per esempio da eccessiva paura, dovuta ad allarmismo, da batteri, da infezioni croniche.

L’ippocampo deve essere funzionale, si tratta del centro della memoria autobiografica, che è il centro in cui ha origine l’Alzheimer. Per questo è necessario cio’ che chiamiamo neurogenesi ippocampale, ovvero produzione permanente di cellule nervose, che hanno moltissime funzioni. E’ è il nostro sistema immunitario mentale.

Se questa produzione viene interrotta, il nostro sistema immunitario mentale crolla e cosi veniamo conquistati. Sostanzialmente le emozioni cambiano il modo in cui il cervello funziona e forti emozioni, come la paura, particolarmente in una situazione in cui il sistema immunitario mentale è indebolito, ovvero quando la resilienza psicologica è bassa, provoca un forte effetto nel cervello.

E’ una sorta di effetto neurotossico, ovvero delle molecole fuoriescono dai neuroni, molecole che vengono riconosciute dalle cellule immunitarie presenti nel cervello e questo riconoscimento porta all’attivazione di una risposta immunitaria, molto forte che attiva citochine, pro-infiammatorie.

Queste attaccano l’ippocampo, il nostro centro per la memoria autobiografica e disattivano cosi moltissime funzioni come per esempio: la curiosità, la resilienza psicologica ( significa che tutto cio’ che accade porta ad un aumento del livello di depressione) ed anche la nostra capacità di pensare.

Proteina spike: arma biologica contro il cervello

D: a proposito, non prova nulla cio’ che sto per dire, ma penso sia interessante: un paio di anni fa ho avuto la covid, non certo la peggiore malattia che abbia mai avuto, ma è stata l’esperienza con i più profondi effetti emotivi per un paio di giorni. Non mi sono sentito mai cosi depresso , mi sono sentito sconfitto. Sta dicendo che è un effetto collaterale della covid? Veramente?

R: si. Quando nel 2007-2008 uscirono i primi articoli su come il SARS-CoV1 e specificatamente la proteina spike, sia in grado si attivare la nuova neuroinfiammazione e quindi disattivare la produzione di queste cellule nervose nell’ippocampo, le conseguenze sono chiare: depressione a breve termine, tendenza per l’Alzheimer nel lungo termine, se non si cambia il corso degli eventi.

A quel tempo la proteina spike non era in grado di entrare nel cervello, ma questo fatto lo hanno cambiato. Quando venne dato il premio Nobel nel 2023 per questo programma a mRNA , per portare negli esseri umani questa proteina con l’ingegneria genetica, i due ricercatori premiati, in una intervista dissero “questa idea l’abbiamo già avuta 15 anni fa”

Quindi a quel tempo era chiaro che questa proteina spike era una arma biologica, contro il cervello, contro parti del cervello che io chiamo il nostro sistema immunitario mentale, che è proprio quella parte mentale che ci rende umani, che ci permette di pensare, essere curiosi, esplorare il mondo e sviluppare una cultura.

La proteina spike sostanzialmente attacca la base essenziale degli esseri umani, quell’essenza “umana”. Naturalmente a quel tempo, la proteina spike era qualcosa di non molto pericoloso perché era una infiammazione al di fuori del cervello, che viene trasmessa al cervello e quindi abbiamo una infiammazione indiretta.

Se vuoi veramente attaccare il cervello devi portarla dentro di esso. Quindi alcune cose sono cambiate: includendo questo sito di scissione della furina nel genoma della proteina spike, si è cambiato il SAR CoV 1 in SAR CoV 2.

Inserendo questo sito di scissione, si crea essenzialmente un bersaglio per una forbice molecolare, che tutte le nostre cellule hanno. Se la furina scinde la proteina spike in due parti, abbiamo due subunità: S1 e S2.

Se l’S1, la parte esteriore, interferisce con lo stesso ricettore sulle cellule immunitarie, che è anche quello della nostra paura, o del pericolo,, questo scatena una cascata di eventi che alla fine porta ad una produzione enorme di citochine pro infiammatorie, che finiscono con l’interrompere la produzione di nuove cellule nervose nell’ippocampo, di cui abbiamo bisogno per la curiosità, la resilienza psicologica e l’ abilità di pensiero.

Obbiettivo: minare la capacità della mente umana

D. E hanno continuato a spingere il vaccino sulla popolazione

R: si assolutamente si. Anche sui feti, attraverso le madri gravide e sui bambini piccoli.

Quello di cui mi sono reso conto è che non si tratta di salute e nemmeno di denaro, ma si tratta della mente umana, ovvero minare la capacità della mente umana di pensare e persino peggio, come indico nel mio libro.

Abbiamo bisogno della produzione di queste cellule nervose, non solo per le ragioni già citate, ma anche per memorizzare e richiamare nuove memorie. Se si interrompe questa produzione e si forza l’ippocampo a memorizzare tutte queste narrative allarmistiche, queste narrative entreranno nel cervello e saranno memorizzate nell’ippocampo, ma sovrascriveranno le memorie preesistenti, la propria individualità e personalità, cambiandola.

D: se tutto cio’ è intenzionale, questa è la cosa piu diabolica mai fatta

R: si. Ho speso i miei ultimi 15 anni cercando di convincere le persone che l’Alzheimer non è qualcosa che non puoi evitare. L’Alzheimer è solo la punta dell’iceberg, in realtà, di una società il cui sistema immunitario mentale non funziona.

La causa dell’Alzheimer è la incapacità di produrre per decenni, queste nuove cellule nervose. Quindi bisogna riattivare questa produzione per prevenire questo. Se a causa di questa mancata produzione, si abbassa la resilienza psicologica, è molto probabile che aumenti la depressione.

Nel 2017, la depressione divenne la malattia nr 1. La depressione quindi è inversamente correlata alla produzione di queste nuove cellule nervose, significa che nel 2019 il sistema immunitario mentale della società umana, era la livello più basso. Vuol dire siamo stati facile da conquistare. Fu facile accettare cio’ che stava accadendo.

Curiosità e resilienza psicologica

D: quindi quelli di noi che credono che chi ha fatto il vaccino è psicologicamente diverso da prima, non stanno fantasticando.

R: no no. E’ cosi. Chi non ha sufficiente produzione di queste cellule nell’ippocampo, agisce normalmente, ma quando si parla di qualcosa di più difficile, come si era soliti fare prima con loro, ad esempio prima del 2020, si nota che non voglio attivare il cervello. Evitano tali argomenti (piu difficili). Sono le stesse persone che si sono fatte immediatamente il vaccino...

Manca la curiosità, il cui altro lato della medaglia è la resilienza psicologica; perché essere curiosi significa entrare in un nuovo spazio e pensieri e tutto cio’ che è nuovo è in sé potenzialmente pericoloso percio’ dobbiamo avere un’alta resilienza psicologica per entrare in questo nuovo spazio.

Ma se entrambi questi due elementi (curiosità e resilienza psicologica) si sono abbassati, la persona accetta tutto, soprattutto se qualcosa arriva con molta paura (“potresti morire”, “la tua famiglia potrebbe”…) allora si ricade nei riflessi corticali, come ad esempio il comportamento innato. Per esempio, un classico comportamento umano: se senti il pericolo vai verso il gruppo, non ti isoli, segui il gruppo. E se il gruppo va verso il vaccino, lo fai anche tu.

Il programma mRNA, fatto di proposito…

Quel che in ogni caso fu fatto di proposito, è stato il programma mRNA. Ma coloro che hanno forzato psicologicamente le persone a sottoporsi a queste iniezioni, potevano scegliere. Per esempio cambiare l’mRNA perché non contenesse il sito di scissione, perché la proteina spike non fosse in grado di entrare nel cervello.

Potevano scegliere proteine anziché l’mRNA che è modificato per stare a lungo nel corpo, cosa che non ha senso per avere una risposta immunitaria. Avrebbero potuto non prendere la proteina spike, che è pericolosa. Potevano prendere il nuicleocapside, che è un’altra parte del virus che non è pericolosa per noi, anzi era stato dimostrato che ci poteva dare un’ottima immunità in caso di infezione naturale.

L’mRNA non è stabile, va “impacchettato”, e la cosa in sé è pericolosa, perché favorisce l’infiammazione, e quindi può attaccare il cervello, e poi crea neuroinfiammazione. Le nanoparticelle lipidiche sono state prodotto o inventate per entrare nel cervello.

La European Medical Association (EMA) in realtà pubblicò un articolo che mostrava che il 4% dell’mRNA circolante poteva entrare nel cervello. Quello che mi scioccò fu il modo in cui fecero l’iniezione.

Come medico mi fu insegnato che se volevo fare una iniezione, che deve stare nel sito di inoculazione, bisogna aspirare un po’ e se c’è del sangue, sai di essere in una vena o arteria…Quindi si cambia la posizione dell’ago.

Ma qui ci fu la chiara indicazione di iniettare senza prima aspirare del sangue. E questa è per esempio la ragione principale per cui giovani adulti, soprattutto sportivi e muscolosi, hanno avuto cosi spesso miocarditi, persino letali. Questo perché hanno grandi vene …

./. fine prima parte

fonte: https://www.youtube.com/watch?v=haV6fKBLKEU
traduzione e sintesi: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net