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Il ruolo vitale della osteocalcina: le ossa e non l’adrenalina implicate nella risposta attacco o fuga sotto stress o nel pericolo

Scritto da Cristina Bassi

Una recente ricerca di università americana,  parla della osteocalcina, un ormone rilasciato dallo scheletro,  come necessario per attivare la risposta “attacco o fuga”,  in relazione allo stress acuto davanti ad un pericolo percepito. Questo ormone aiuta anche a regolare il metabolismo e migliora la memoria.

“… Non solo, si è visto come l’osteocalcina presenti un’attività endocrina diretta, con stimolo sulla secrezione di insulina da parte delle cellule B-pancreatiche” (fonte )

Negli ultimi mesi, nei trattamenti di riequilibrio energetico con SCIO (Scientific Consciousness Interface Operation) noto una ripetitività di risonanze con problemi di squilibrio energetico relativo agli zuccheri nel sangue (nonchè alle  surrenali) e indicazioni alle ossa anche per chi non segnala problematiche specifiche sui temi.  Per la questione  “surrenali”,  mi è venuto spontaneo associarlo alla situazione di estremo stress anche sociale che stiamo vivendo, ma questo articolo che traduco nel seguito da un e-magazine di scienza, illumina anche su altro…

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La risposta attacco o fuga

Quando c’è da affrontare  un predatore o un pericolo improvviso, il battito cardiaco accelera, il respiro si fa più rapido ed il carburante nella forma di glucosio viene pompato in tutto il corpo per preparare l’animale alla fuga o alla lotta

Questi cambiamenti fisiologici, costituiscono la risposta attacco-fuga e si pensa vengano scatenati in parte dall’ormone adrenalina.

Ma un nuovo studio dei ricercatori della Columbia, suggerisce che i vertebrati (aventi ossa), non possono padroneggiare questa risposta al pericolo facendo a meno dello scheletro. I ricercatori hanno trovano sia in umani che in ratti da laboratorio, che  il cervello, quasi immediatamente dopo il riconoscimento del pericolo,  istruisce lo scheletro perchè inondi  il flusso sanguigno con l’ormone osteocalcina, che deriva dalle ossa, ormone necessario per attivare la risposta “attacco o fuga”.

Nei vertebrati, la risposta allo stress acuto non è possibile senza l’osteocalcina”, dice il ricercatore esperto dello studio, il dr Gérard Karsenty, Ph.D., capo del Dipartimento di Genetica  e Sviluppo (chair of the Department of Genetics and Development) alla Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons.(College di medici e chirurghi)

Questo cambia completamente ciò che pensiamo su come accadono le riposte allo stress acuto”

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Perchè le ossa?

“La visione delle ossa come un semplice assemblaggio di tubi calcificati, è molto consolidata nella nostra cultura biomedica” dice  Karsenty. Ma circa un decennio fa, il suo laboratorio ipotizzò e dimostrò che lo scheletro ha  influenze nascoste sugli altri organi.

La ricerca ha rivelato che lo scheletro rilascia osteocalcina, che viaggia nel flusso sanguigno  per influenzare le funzioni della biologia del pancreas, cervello, muscoli ed altri organi

Una serie di studi, da allora, ha mostrato che la osteocalcina aiuta a regolare il metabolismo, aumentando la capacità delle cellule di prendere glucosio, migliora la memoria, ed aiuta gli animali a correre più veloci aiutando la resistenza.

Perché le ossa hanno questi effetti, apparentemente senza correlazione,  sugli altri organi  ?

“Se pensate all’osso come a qualcosa che evolve  per proteggere l’organismo dal pericolo – il cranio protegge il cervello dal trauma, lo scheletro permette ai vertebrati di fuggire dai predatori, e persino le ossa nell’orecchio ci mettono in allerta verso un pericolo in avvicinamento- le funzioni ormonali  della osteocalcina cominciano ad avere un senso”, ha detto Karsenty.

Se le ossa si sono sviluppate come mezzo per sfuggire al pericolo, Karsenty ipotizza che anche lo scheletro debba essere coinvolto nello stress di forma acuta, che si attiva in presenza di pericolo.

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L’osteocalcina è necessaria per reagire al pericolo

L’osteocalcina aiuta a portare a determinare la risposta di stress acuto; deve lavorare velocemente, nei primi minuti dopo che si è intercettato il pericolo.

In un nuovo studio, i ricercatori hanno presentato della urina di predatori ed altri stressogeni, a dei ratti ed hanno osservato i cambiamenti nel loro flusso sanguigno. In capo a 2-3 minuti hanno visto un picco dei livelli di osteocalcina.

Allo stesso modo nelle persone, i ricercatori hanno trovato che l’osteocalcina cresce bruscamente in coloro che vivono lo stress di parlare in pubblico o vengono interrogati.

All’aumento dei livelli di osteocalcina nei ratti, si accompagnò anche quello del loro battito cardiaco, della temperatura corporea, dei livelli di glucosio nel sangue e questo sempre quando si manifestava la risposta attacco-fuga.

Per contro, i ratti che erano stati modificati geneticamente, cosi da non essere in grado di produrre osteocalcina oppure il suo ricettore, erano totalmente indifferenti al fattore stressogeno. “Senza osteocalcina non reagivano al pericolo percepito”, dice Karsenty. ” Allo stato selvatico quindi durano poco”.

In un test finale, semplicemente iniettando una grande quantità di osteocalcina, i ricercatori sono stati in grado di  produrre una risposta ad uno stress acuto in ratti non stressati.

L’adrenalina non è necessaria per l’attacco-fuga

Le scoperte possono anche spiegare come mai gli animali senza ghiandola surrenalica e pazienti con carenze surrenaliche – senza mezzi per la produzione di adrenalina o altri ormoni surrenalici- possano sviluppare una risposta allo stress acuto.

Tra i ratti, questa capacità scomparve quando questi non furono più in grado di produrre grande quantità di osteocalcina.  “Questo indica che livelli in circolo di osteocalcina sono sufficienti per gestire la risposta allo stress acuto”, ha detto Karsenty.

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La fisiologia della Nuova Frontiera in Biologia

La fisiologia potrebbe sembrare una biologia fuori moda, ma nuove tecniche genetiche sviluppate negli ultimi 15 anni, hanno stabilito che essa ha una nuova frontiere nella scienza.

La capacità di inattivare dei singoli geni in specifiche cellule dentro un animale, e in momenti specifici, ha portato alla identificazione di molte relazioni infra-organi. Lo scheletro è solo un esempio; anche il cuore e i muscoli esercitano influenza su altri organi.

Non ho dubbi che ci siano molti più segnali infra-organi che devono essere scoperti”,  ha detto Karsenty ,  “e tutte queste interazioni  possono essere tanto importanti quanto quelle scoperte nella prima parte del 20° secolo”.

[PS: vuoi dire che la “scienza occidentale e moderna” si sta avvicinando sempre più alla visione olistica dell’essere e alla interrelazione di organi e funzioni del corpo umano? ndt]

Fonte: https://phys.org/news/2019-09-bone-adrenaline-flight-response.html?fbclid=IwAR0aL0PGSXPMJnQNkIUqXIrwwYilupSeJwTJQ3nDuDjKqy8A_XYdS1vGn2U

Traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingpirits.net

The study, “Mediation of the acute stress response by the skeleton,” was published Sept. 12 in Cell Metabolism.


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