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Lo zucchero, non i grassi, è il responsabile dell’attacco cardiaco

Scritto da Cristina Bassi

Imparando dalla storia… traduco nel seguito un interessante articolo del dr Gifford-Jones sulla nefasta influenza dello zucchero sulla salute cardiaca. Un contributo positivo per la salute del cuore, già sufficientemente stressato nel presente per una serie di altri fattori… Che almeno si cerchio di rispettarlo scegliendo il cibo più appropriato.

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Cosa possiamo imparare dalla storia? Il Dr. John Yudkin, professore di Nutrizione al Queen Elizabeth College di Londra, ha fatto notizia nel 1972 quando è stato pubblicato il suo libro “Pure White and Deadly” (Puro, Bianco e Mortale).

La sua ricerca lo convinse che non è il grasso a causare l’infarto, ma lo zucchero. Ma la storia gli ha dato ragione? Lo zucchero è la ragione principale dell’attuale epidemia di malattie cardiovascolari e di altri problemi di salute?

Dire che lo zucchero è dannoso ovviamente non è valsa la popolarità di Judkin nell’industria dello zucchero. Tristemente, tanti sono stati gli sforzi,  anche da parte dei colleghi accademici, per screditare il suo lavoro. Infatti, un ricercatore ha definito i suoi studi “fantascienza”.

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Ma Robert Lustig, professore di endocrinologia all’Università della California, ha definito “profetica” la ricerca di Yudkin. Dice che tutto ciò che Yudkin ha scritto è “l’onesta verità di Dio”, e che lo zucchero dovrebbe essere etichettato come una sostanza tossica proprio come il tabacco e l’alcol.

È stato Ancel Keys a sostenere che la sua ricerca ha dimostrato che i grassi saturi sono i maggiori responsabili di attacchi coronarici. Questo ha lanciato il messaggio che tutti dovrebbero seguire una dieta a basso contenuto di grassi. E ha anche presentato alle aziende alimentari un’opportunità d’oro, per fornire ai clienti una serie di yogurt, dessert e biscotti a basso contenuto di grassi.

Ma Yudkin credeva ad una maggiore correlazione tra l’infarto e lo zucchero, a causa dall’aumento del consumo dello stesso in diversi paesi, piuttosto che tra l’infarto e il consumo di grassi. Dopo tutto, la gente ha mangiato burro per secoli senza vedere un aumento di morti coronariche.

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La ricerca di Judkin, partiva dall’osservazione e non dal test di laboratorio. Ed è stato solo negli anni Ottanta, quindi,  che diverse scoperte hanno dato credito alle teorie di Yudkin.

Gli studi hanno rivelato che il fruttosio, uno dei principali carboidrati dello zucchero raffinato, presente in molti prodotti, è metabolizzato principalmente dal fegato. E che quantità eccessive di fruttosio vengono convertite in grasso. Il glucosio, l’altro componente dello zucchero, presente nel pane e nelle patate, viene bruciato (metabolizzato) da tutte le cellule.

La storia mostra un’altra importante tendenza. Nel XVIII secolo lo zucchero era considerato un lusso costoso, tanto che le scatole di zucchero erano dotate di serratura e chiave! Man mano che lo zucchero è diventato accessibile, il suo uso è aumentato drasticamente nel corso degli anni.

Duecentocinquanta anni fa gli inglesi consumavano quattro libbre di zucchero all’anno. Nel 1972 il consumo era salito a 50 libbre all’anno. Lo stesso vale per il resto del mondo. In Nord America la persona media consuma in media 19,5 cucchiaini di zucchero al giorno o 66 libbre all’anno. Oggi si stima che il 68 per cento degli alimenti confezionati contenga zucchero aggiunto.

Anni fa, ho etichettato lo zucchero come il “diavolo bianco”. All’industria dello zucchero questo non ha fatto gran piacere e ha chiesto alCollegio dei Medici e dei chirurghi di punirmi. Mi è stato chiesto di difendere le mie opinioni davanti al Collegio, un processo lungo e stressante. Ma non sono stato punito.

Non ho cambiato il mio punto di vista sullo zucchero. Lo zucchero aggiunto è diventato parte di così tanti prodotti che i nordamericani non sono consapevoli della quantità di zucchero che consumano. E secondo Robert Lustig e altri esperti nutrizionisti, lo zucchero ha caratteristiche che creano dipendenza come l’alcol e il tabacco.

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Lo zucchero contiene anche calorie. Ma lo zucchero è diverso dalla fibra delle mele, che ha un effetto riempitivo. Normalmente non si desidera una seconda mela. Una lattina di cola carica di zucchero non soddisfa il nostro riflesso della fame.

Ma per quanto io dia la colpa allo zucchero per essere un fattore significativo nei problemi nutrizionali, sono le calorie in eccesso di tutti i tipi che sono responsabili dell’epidemia di obesità, del diabete di tipo 2 e delle morti coronariche. Ricordate la legge Gifford-Jones che sottolinea che un cattivo problema porta a un altro e un altro ancora.

Alla fine siamo noi stessi artefici delle nostre stesse follie. Shakespeare aveva ragione quando secoli fa scrisse: “La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi”.

Quindi, anche se la storia riscatta il lavoro di Yudkin su Keys, è la natura umana ad essere colpevole. L’obesità è spesso autoinflitta. Così ho detto spesso, la pesa è la risposta. Andateci sopra ogni giorno. Se continua a salire, allora si sta mangiando troppo di tutto. In tal caso, fatevi furbi

fonte: https://www.wallaceburgcourierpress.com/opinion/columnists/sugar-not-fat-is-responsible-for-heart-attacks

Traduzione: M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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