Big pharma • Pericoli

Nuovo studio riconferma lo shedding (trasmissione) delle spike da vaccinato a non vaccinato

Scritto da Cristina Bassi

Il dr Peter F. Mayer della redazione del blog austriaco di scienza e politica, TKP (qui le mia altre traduzioni dal blog, su questo sito) è l’autore dell’articolo che traduco nel seguito, che relaziona su un nuovo studio che confermerebbe il fenomeno dello shedding (trasmissione da vaccinato a non vaccinato) che colpisce in particolare il ciclo mestruale delle donne. Su questo fenomeno di shedding, già postai notizie nel 2021 dagli USA (però qui vennero sbeffeggiate o negate da quelli che dovevano essere “l’avanguardia”…)
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Pfizer sapeva fin dall’inizio che le persone vaccinate avrebbero potuto trasmettere le spike del vaccino alle persone vicine. Per questo motivo, gli studi clinici mettevano esplicitamente in guardia dal contatto dei vaccinati con le donne in gravidanza.

Ora, in uno studio recente, sono stati nuovamente rilevati disturbi mestruali a contatto con donne vaccinate.

Il modRNA racchiuso nelle nanoparticelle lipidiche iniettate, non solo si trova nel sangue e in varie cellule del corpo, ma è stato anche rilevato in vescicole di trasporto, gli esosomi, che possono trasmettere queste spike di vaccino ad altre persone attraverso la pelle o l’aria che respiriamo.

A quanto pare, questo è il motivo per cui Pfizer ha emesso le avvertenze durante gli studi di autorizzazione nel 2020, come riportato da TKP qui.

Il nuovo studio di Sue E. Peters, Jill Newman

Un nuovo studio di Sue E. Peters, Jill Newman et al. ha pubblicato un’indagine di lunga durata intitolata “Menstrual Abnormalities Strongly Associated with Proximity to COVID-19 Vaccinated Individuals” (Anomalie mestruali fortemente associate alla vicinanza a individui vaccinati contro il COVID-19) sull‘International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research.

E si trattava di [paragrafi inseriti]:

“Nella primavera del 2021, MyCycleStorySM fece partire un sondaggio online in cui il 92,3% dei 6049 intervistati riferì di aver avuto irregolarità mestruali dopo l’introduzione del vaccino COVID-19. Ciascuna intervistata valse come proprio gruppo di controllo, poiché la stragrande maggioranza aveva cicli mestruali regolari prima dell’introduzione del vaccino COVID-19. Un sottogruppo di 3390 intervistati era venuto in contatto indirettamente con i vaccini covid-19 e il virus SARS-CoV-2

Questo sottogruppo dichiarò di:

1) di non essere stato vaccinato contro il COVID-19,

2) non aveva manifestato i sintomi della COVID-19 e

3) non era risultato positivo al test COVID-19.

Tuttavia, una maggioranza significativa di queste donne che erano state esposte solo indirettamente a iniezioni di COVID-19 o a infezioni da COVID-19 presentava ancora molte delle stesse irregolarità mestruali delle 2659 donne che erano state esposte direttamente a un’iniezione di COVID-19 (798) o avevano avuto sintomi di COVID-19 (1347) o erano risultate positive al test per il COVID-19 (514).

La percentuale di partecipanti esposti indirettamente che hanno riferito di trovarsi entro 1,80 metri da una persona vaccinata contro la COVID-19 è stata dell’85,5%. Di queste, il 71,7% ha avuto sintomi mestruali irregolari entro una settimana e il 50,1% entro ≤ 3 giorni dall’esposizione”.


Covid-19. La Catastrofe Provocata dal Virus che Non c'è

In altre parole, lo studio ha rilevato che le donne che si trovano quotidianamente a stretto contatto con persone vaccinate al di fuori del proprio nucleo familiare, avevano:

– un rischio maggiore del 34% di sanguinamenti più abbondanti,

– un rischio maggiore del 28% di inizio delle mestruazioni con 7 giorni di anticipo e
– un rischio maggiore del 26% per una durata del sanguinamento oltre i 7 giorni.

I risultati suggeriscono una possibile trasmissione indiretta

La plausibilità scientifica di questi risultati è supportata da diverse importanti osservazioni discusse nel manoscritto:

1. Coerenza temporale con gli studi sull’escrezione: il 68,4% degli intervistati ha riferito sintomi entro una settimana dalla vicinanza a una persona vaccinata, con il 48,6% che ha manifestato sintomi entro 3 giorni o nello stesso giorno, coerentemente con le indicazioni della FDA sui periodi di eliminazione del vaccino.

2. Presenza prolungata di componenti del vaccino: il rilevamento di frammenti di mRNA e di proteine spike nel sangue di individui vaccinati per periodi di tempo prolungati (fino a 187 giorni) fornisce la prova della circolazione prolungata di componenti potenzialmente trasmissibili.

3. Vie di escrezione documentate: le vie di escrezione stabilite delle nanoparticelle lipidiche e della proteina spike, tra cui la saliva, il sudore, il latte materno ed eventualmente l’espirazione, forniscono meccanismi di trasmissione nell’ambiente.

4. Coerenza con studi precedenti: irregolarità mestruali simili, come sanguinamenti più abbondanti e cicli prolungati, sono state documentate in soggetti vaccinati, sottolineando la rilevanza di questi risultati in soggetti non vaccinati.

5. Possibili meccanismi d’azione: le proprietà citotossiche e di modulazione dei recettori estrogenici della proteina spike, insieme alle note risposte infiammatorie e autoimmuni ai vaccini, forniscono meccanismi biologicamente plausibili per questi effetti osservati.

Gli autori sono giunti alla conclusione che: “I nostri risultati suggeriscono una possibile trasmissione indiretta di ingredienti o prodotti del vaccino COVID-19, presumibilmente attraverso l’escrezione, da parte di individui che hanno ricevuto una o più iniezioni di COVID-19”.

Questo chiarisce anche che, anche senza i preparati di repliconi, tutti coloro che (devono) trovarsi nelle vicinanze di persone vaccinate sono esposti ai rischi dei preparati di mRNA. In altre parole, praticamente tutti coloro che per motivi professionali hanno molti contatti con altre persone.

Per assurdo, sono proprio questi gruppi professionali a dover essere vaccinati, come gli assistenti di volo del gruppo Lufthansa. Reitschuster ha riferito come un politico del Partito Verde tedesco, in qualità di sindacalista dei Verdi, abbia negoziato una vaccinazione obbligatoria de facto nel nuovo contratto collettivo di lavoro.

Cosa si può fare per eliminare le spikes vaccinali?

Finora mi sono noti solo di alcuni principi attivi, in particolare di due trametes: il Trametes Robinophila Murr (fungo Huaier, noto per la cura del cancro in Cina) e l’autoctono Tramete Striegelige. Secondo uno studio, anche il fungo Chaga sarebbe utile, come riportato qui.

Fonte: https://tkp.at/2024/12/10/shedding-uebertragung-von-corona-impf-spikes-durch-studie-neuerlich-belegt/

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net