Medici controcorrente

Il Turbo Cancer: il dr Campbell (UK) intervista il dr Makis (CA), oncologo.

Scritto da Cristina Bassi

Il dr John Campbell, insegnante di infermieristica in pensione ed ex infermiere clinico che vive in UK, ha un canale Youtube di oltre 3 milioni di iscritti. Sul suo canale agli inizi del 2025 ha pubblicato una intervista al dr Makis, oncologo che risiede in Canada, di cui nel seguito traduco una prima parte.
Il dr Makis, come terapia contro il cancro, utilizza la ivermectina ed altri farmaci ad integrazione. Intervistato qui sul tema “turbo cancer”, termine che dice di non gradire perchè non scientifico, propone con urgenza che si consideri lo studio di una nuova fisiopatologia, che caratterizzerebbe questa anomalia di cancri rispetto al passato. Ma soprattutto che non si neghi la loro esistenza, come fa la medicina mainstream e la oncologia. “Questa non è scienza”. 
———-

Sono nato in Cecoslovacchia e con la famiglia sono scappato dal comunismo nel 1988, in Yugoslavia attraverso il campo dei rifugiati dell’ONU (UN Refugee Camp). Siamo stati in questo campo per 1 anno, prima della caduta del Muro di Berlino (1989). Mio padre fu perseguitato dal Partito Comunista in Cecoslovacchia, come professore universitario (si rifiutava di promuovere il comunismo). Siamo poi stati abbastanza fortunati da essere accettati dal Canada.

Ho frequentato quindi l’università a Toronto, laurea in immunologia e laurea in medicina, a Montreal, e poi una specializzazione quinquennale in radiologia nucleare e oncologia, che è una branca della radiologia, ma ha una componente oncologica molto significativa

Quando i miei detrattori spesso mi dicono: “Beh, dottore, lei non è un oncologo, di cosa sta parlando?”… dico loro che ho una formazione in oncologia, ho gestito cliniche oncologiche per molti anni e ho più di 100 pubblicazioni all’avanguardia sottoposte a revisione paritaria nel campo oncologico

La Fabbrica dei Malati

Questo è il mio background formativo. Ho lavorato ad Alberta (CA) in un grande centro oncologico e poi, purtroppo, non appena è stato eletto il governo di Justin Trudeau, il mio programma oncologico è stato preso di mira e sabotato. Solo in seguito ho scoperto che il governo Trudeau, in un’altra provincia della Columbia Britannica (CA), aveva finito per copiare il mio programma oncologico e il mio lavoro all’avanguardia nel campo dell’oncologia e quello sulla cura del cancro, per diverse centinaia di milioni di dollari di fondi governativi.

La tecnologia con cui lavoravo era terapia mirata con radionuclidi quindi radiazioni mirate. I malati di cancro ricevono la radioterapia, spesso la chiamiamo radioterapia a fasci esterni, sono radiazioni esterne che si irradiano. Per esempio, una paziente affetta da cancro al seno avrà l’area irradiata per assicurarsi che si uccidano tutte le cellule tumorali che possono essere rimaste o tutti i linfonodi troppo piccoli per essere rilevati.

La Scelta Antitumore

Stavo lavorando con radiazioni mirate che si iniettano, radiazioni che si attaccano a molecole o proteine che trasportano le radiazioni direttamente al cancro senza irradiare i tessuti sani, quindi era una tecnologia molto più avanzata rispetto alla radioterapia esternaSfortunatamente il governo Trudeau la rilevò, lo stesso governo che in Canada stava entrando nel settore farmaceutico, nell’industria farmaceutica, investendo pesantemente in varie tecnologie all’avanguardia, come abbiamo scoperto in seguito

In costruzione in Canada, abbiamo anche alcuni stabilimenti per la produzione di vaccini a mRNA. Sono stato coinvolto in una battaglia legale con il governo provinciale qui in Alberta riguardo al sabotaggio del mio programma contro il cancro

Dr Campbell
: Sembra un grave plagio… ehm…

Il Cancro e Tutte le Cosiddette Malattie

Dr Makis: La molecola radioattiva [che usavo] emette particelle beta, chelata ad un peptide, che la consegna direttamente ad un ricettore sulla cellula cancerogena. Con una vita media di 6 ore. Cosi colpisce le cellula cancerogena, rendendola incapace di replicarsi o danneggiando il DNA della cellula cancerogena. E nel mentre senza danni al tessuto circostante.

Il paziente poi elimina con le urine il resto della radiazione. Questo senza degenza ospedaliera: una iniezione fatta al paziente che poi torna a casa. Con effetti collaterali minimi. Ero un grande fan dei Trattamenti Oncologici di Nuova Generazione, anziché la chemioterapia di vecchio stile, in cui viene colpito tutto ciò che si replica rapidamente, ma in cui vengono colpiti anche i tessuti.

Il turbo cancer

Dr Campbell: in questi anni recenti ha visto un aumento di ciò che viene chiamato “turbo cancer” e questo è un terrmine “che le piace”?

Dr Makis: Ho visto questo fenomeno per la prima volta nel 2022, quando mi resi conto che c’era qualcosa in corso dall’inizio della pandemia, che non era stato caratterizzato in modo appropriato o in tal modo osservato.

L’ho visto tra i miei colleghi medici, giovani, che arrivavano con questo cancri estremamente aggressivi, cancri dal comportamento anomalo rispetto a cio’ che avevo osservato fino ad ora. Una cosa del genere l’ho vista tra infermieri, insegnanti, professioni che ad un certo punto sono state sottoposte ad obblighi.

Ho osservato che questo fenomeno (turbo cancer) uccideva le persone molto velocemente, nel giro di 6 mesi. Quindi il comportamento di questo tipo di cancro era molto differente. Misi in guardia la Canadian Medical Association, nel settembre 2022, dissi loro che avevo notato un numero di miei colleghi medici con questo tipo di cancro molto aggressivo. E la parola “turbo cancer” comincio’ ad essere usata da allora.

Oncologia Olistica

Non è un termine che mi piace. Non mi piace il termine “turbo cancer”, non è un termine medico ed è un termine che qualcuno che non abbia famigliarità con questi cancro molto aggressivo, potrebbe non prendere seriamente. Non è un termine che suoni professionale. Tuttavia è un termine che descrive in modo veramente appropriato, cio che credo sia un fenomeno del tutto nuovo nel cancro.

Ovvero che qualcuno ora sta sviluppando cancri molto aggressivi che si presentano di solito come stadio 4 . Non riusciamo a prenderli prima, ma solo ad uno stadio molto avanzato. E’ molto shockante vedere giovani donne nei loro vent’anni, con cancro al seno di 4° stadio, senza
avere una storia famigliare per questo, senza marker genetici che si possano identificare. E qui che ci si rende conto che qualcosa proprio non va.

Cancro al colon presente in giovani nei loro 20-30 anni: qualcosa che non dovremmo vedere. Mi sono stati riferiti casi di colangiocarcinoma , cancri al dotto biliare, che come età media avevano 70 anni, e ora abbiamo pazienti affetti che hanno 20-25 anni, con questo cancro allo stadio 4 . Qualcosa che nella mia carriera non ho mai visto.

Quindi qualcosa di nuovo sta accadendo. Il termine “turbo cancer” credo che descriva la natura molto aggressiva di questi cancri che crescono molto velocemente e creano molte metastasi e si diffondono. Anche se i chirurghi cercano di intervenire, ed estraggono il tumore primario, quando poi riscannerizzano il paziente dopo l’intervento, si rendono conto che si è già diffuso in vari organi.

Un aspetto di tutto ciò che trovo molto shockante ma molto caratteristico è che questi cancri sono resistenti alla chemioterapia convenzionale, alla radioterapia convenzionale e persino alla immunoterapia convenzionale. Sin nota quindi una resistenza molto shockante alla chemioterapia, quindi non si ha una risposta e nemmeno una parziale.

Gli oncologi veramente hanno vita dura con questi cancri, sebbene cerchino di fare il loro massimo per averli sotto controllo, come in passato. Immaginate una paziente con cancro al seno che fino a ieri con un trattamento convenzionale, potrebbe vivere per altri 5-10 anni, che invece muore 6 mesi dopo. Perché muoiono cosi in fretta dopo una diagnosi? Perchè sono cosi resistenti al trattamento convenzionale?

Tutto questo non viene studiato, non si guarda a questo. Cio’ viene ignorato dalla oncologia mainstream. Ne parla anche il Prof Dalgleish, che ha notato questo fenomeno negli ultimi anni. I patologi, sono molto orgoglioso di loro, come il dr Ryan Cole, il prof Burkhardt, che hanno veramente lanciato l’allarme dicendoci che c’è qualcosa che non va in questi turbo cancer che prendono migliaia di vite e nessuno li sta studiando.

Cosa è il cancro allo stadio 1-2-3?

Dr Campbell: sembra che si tratta di una nuova patologia. Tragicamente nella pratica clinica abbiamo visto cancri giovanili, abbiamo visto cancri nell’infanzia. Spesso questi tipi di cancri “giovani” vengono associati a ad una malattia genetica o mutazione specifica, ma ora vediamo cancri molto aggressivi in giovani, senza queste mutazioni genetiche. Il fatto che paiano resistenti a trattamenti esistenti, indica una nuova patologia.

Ma prima di addentarci in questo ci puo’ chiarire cosa è il cancro allo stadio 1-2-3?

Dr Makis: gli stadi rappresentano la grandezza e la estensione dei tumori. Prendiamo ad esempio il cancro al seno.

Lo stadio 1 è di un piccolo tumore, 1-2 cm.
Lo stadio 2 è di un tumore più grande che di solito si è diffuso ai linfonodi locali
Lo stadio 3, è di un tumore diffuso molto oltre i linfonodi, non più nell’area locale del tumore, ma inizia a diffondersi a linfonodi più distanti.
Lo stadio 4, è il tumore che si diffonde ad altri organi come fegato, ossa, cervello…

Ogni cancro ha il suo sistema di “fasi”. Da 1 a 4 descrive la grandezza del tumore primario e la diffusione intorno, di solito in primis ai linfonodi e poi forse ad altri organi.

Dr Campbell: Quando parliamo di stadio 4, parliamo di una malattia con metastasi.

Oncologia Integrata e PNEI

Una nuova fisiopatologia ma il mainstream medico accademico nega

Dr Makis: esatto. Voglio tornare all’idea che ha menzionato, ovvero che tutto ciò sembri essere una “nuova patologia”. Si credo che abbiamo a che fare con una nuova fisiopatologia, non solo con cancri che sono solo più aggressivi. E’ qualcosa che ha un nuovo meccanismo che sta sorgendo.

Un altro tratto di questo “turbo cancer” che trovo affascinante, di cui nessuno parla, è che gli oncologi sono molto bravi nel darti una prognosi appropriata. Per esempio con paziente allo stadio 4 di un cancro al seno, sappiamo che è positivo agli ormoni … Se segue i trattamenti convenzionali sappiamo che vivrà altri 5 o 10 anni o 3 anni, a seconda del caso.

Ma nonostante questa buona prognosi ci sono casi di pazienti che muoiono 2-3 mesi dopo. E questo è shockante per tutti. Perchè dunque i miei colleghi ora sono fuori con la loro prognosi ? Di nuovo credo che abbiamo a che fare con una nuovissima fisiopatologia, che credo debba essere osservata seriamente.

Purtroppo siamo fermi in una situazione in cui alcuni dei miei colleghi la vedono ad esempio come il prof Dalgleish, osservano la letteratura e comprendono che ci sono migliaia di articoli che parlano di cancri aggressivi, mentre ci sono medici nel mainstream e nell’accademia che negano che esista qualcosa come il turbo cancer. Quando lo metti nel motore di ricerca…non viene fuori niente.

Scacco a Big Pharma

Non solo abbiamo anche Wikipedia che dice che il turbo cancer è una teoria della cospirazione, è medicina alternativa , una frangia estrema. Ovvero è qualcosa che non esiste. Questa però non è scienza. Quando hai davanti un fenomeno e dici che non esiste, che non sta accadendo, che non è reale, che i cancri non sono aumentati, ovvero neghi un fenomeno che hai sotto gli occhi, con migliaia di casi e famiglie che vanno sui social media affermando che cio’ è accaduto loro,… non è scienza. Non è come la scienza dovrebbe funzionare.

Dr Campbell: molto bizzarro non è vero? Negare cio’ che è ovvio, è come rasentare l’incredulità. Ha menzionato l’accelerazione di questi cancri, turbo cancri, stiamo forse vedendo un gruppo di “turbo cancer” e uno di cio’ che potremmo definire “cancro tradizionale”? Quindi due correnti di cancro?

Dr Makis: esattamente. Li vedo entrambi. Vedo pazienti con cancro stadio 4 da anni che continuano a lottare. Poi altri pazienti con lo stesso stadio di cancro che si sviluppa invece molto rapidamente, in cui nessuna terapia convenzionale sembra funzionare, e muoiono dopo pochi mesi.

Queste due correnti sono simultanee. Credo che ciò confonda molto, se non si è aperti all’idea che qualcosa è cambiato negli ultimi anni, in cui è possibile che stiamo vedendo una nuova patofisiologia. Qualsiasi sia la ragione, se non c’è apertura davanti al fatto che qualcosa è drasticamente cambiato, se sei nella medicina e non sei aperto su questo, allora sei completamente colto di sorpresa.


Quali i segni primari del turbo cancer?

Dr Campbell: si e questo sembra accadere su larga scala. Bisogna dirlo. Tornando ai turbo cancer: da dove originano ? C’è una sorta di schema metastatico? Per esempio quando al colon che ci si aspetta che arrivi al fegato. Quando alla prostata, ci si aspetta che vada alle ossa. Quali sono i segni primari di cio’ che chiamiamo turbo cancer?

Dr Makis: non si tratta di uno o due cancri. Io vedo una esplosione di linfomi, di tumori al cervello che sono persino più aggressivi del passato, tumori al seno, I maggiori sono seno e colon. Posso dire come la medicina mainstream e l’oncologia stanno reagendo a questa esplosione di cancri al seno e colon, in giovani.

Credo che questa nuova fisiopatologia colpisce tutte le età, ma quando lo si riscontra in giovani ventenni e trentenni, è dove ci si deve fermare e dire che qualcosa non va proprio. Queste fasce di età non dovrebbero presentare un cancro al seno o colon di stadio 4. Ad ora il responso della medicina mainstream ed oncologia è stato quello di abbassare l’età dello screening. Lo abbiamo visto in USA e Canada. Non so onestamente in UK. Ma l’età per lo screening al tumore al seno, la mammografia, è già stata abbassata da 50 a 40.

E c’è anche un dibattito per abbassare l’età per lo screening del cancro al colon. Non c’è molto parlare nel mainstream di questo e credo che i Centri per il Cancro non sappiano che fare in questa situazione di turbo cancer e quindi parlano di abbassare l’età dello screening. Ma invece dovremmo scoprire che nuova fisiopatologia c’è dietro tutti questi casi. La patologia dovrebbe occuparsene. Nei gruppi di età di 60-70-80 anni non viene catturata molto l’attenzione perché si ritiene che un cancro a quella età sia molto più comune.

Ma quando si vede a 20 anni o 18-19 come è accaduto a me, stadio 4 di cancro al seno, senza markers genetici né storia famigliare di questo, come è possibile che non ci sia un semaforo rosso o un campanello d’allarme da parte della comunità medica ed oncologi?

./. continua

fonte: https://www.youtube.com/watch?v=0gIYQCjB_NU

traduzione : M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net