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Alzheimer e Demenza: le cause dimenticate e trattamenti efficaci come il DMSO

Scritto da Cristina Bassi

“Poiché la ricerca sull’Alzheimer si concentra su un sintomo della malattia (placche amiloidi) e non sulla sua causa effettiva, l’Alzheimer è considerato “incurabile” da decenni. Decenni di terapie con amiloidi non hanno mai portato a un trattamento efficace”. Sul tema e sue cause, il sempre dettagliatissimo A Midwestern Doctor ha scritto un articolo in substack che il blog austriaco TKP ha riportato in sintesi. Ed è questa sintesi che nel seguito traduco.
Alzheimer e demenza nella società moderna sono tutt’altro che rari, soprattutto in questa nostra era ipervaccinista…

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Recentemente abbiamo riportato i risultati di un accurato studio condotto su 13,3 milioni di adulti nel Regno Unito, che ha rivelato un quadro profondamente preoccupante: coloro che avevano ricevuto i comuni vaccini per adulti presentavano un rischio significativamente più elevato di demenza e Alzheimer.

L’Alzheimer era addirittura aumentato del 50% rispetto ai non vaccinati. Il rischio aumenta con ogni dose aggiuntiva, rimane elevato per un intero decennio ed è più alto dopo le vaccinazioni antinfluenzali e pneumococciche.

In un nuovo articolo, A Midwestern Doctor (AMD) affronta quelle cause e metodi di trattamento dell’Alzheimer, che sono stati dimenticati . Per ciò che riguarda la vaccinazione come causa, trovo particolarmente degne di nota queste tre affermazioni dell’AMD:

Perché Buddha non aveva l’Alzheimer

– Una circolazione sanguigna compromessa nel cervello e un drenaggio linfatico disturbato dal cervello sono spesso i principali fattori scatenanti del processo degenerativo osservabile nella malattia di Alzheimer.

– I fattori che compromettono questa circolazione sanguigna (ad esempio, un sonno di scarsa qualità) raddoppiano quindi il rischio di demenza, mentre i trattamenti che migliorano la circolazione sanguigna spesso portano a notevoli miglioramenti nel declino cognitivo e nella demenza.

Il DMSO, un trattamento efficace per le lesioni cerebrali come gli ictus, è adatto per combattere molte delle cause della demenza e per invertire lo stato degenerativo in cui sono intrappolati i neuroni morenti. Per questo motivo, ci sono molte segnalazioni di inversione della demenza e studi clinici su esseri umani e animali che confermano questi miglioramenti.

Tra gli effetti collaterali più comuni dei vaccini figurano ictus e infarti, molti dei quali mortali. È noto da tempo che anche nei neonati possono verificarsi microictus dopo la somministrazione dei vaccini. Ciò è dovuto agli innumerevoli processi elettrici ed elettrostatici che avvengono nell’organismo.

La chimica colloidale del corpo e il potenziale zeta

I fluidi corporei più importanti, come il sangue o la linfa, sono colloidi. Per questo il nostro corpo è in grado di assorbire ed espellere particolarmente bene gli elementi di cui ha bisogno in forma colloidale.

Ma affinché questi fluidi corporei possano funzionare, hanno bisogno di determinate proprietà, come sappiamo dalla chimica dei colloidi. I componenti dei fluidi devono essere caricati negativamente in modo che si respingano a vicenda e non si attacchino o si aggreghino. Questa carica è chiamata potenziale zeta.

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Il corpo mantiene il potenziale zeta del sangue vicino alla soglia di agglomerazione, in modo che possa coagulare in caso di emorragia. Se il potenziale zeta non è più sufficiente a superare le forze di attrazione in un sistema colloidale, si formano prima piccoli grumi (chiamati agglomerati) e poi, con il peggioramento del potenziale zeta, grumi più grandi.

Uno dei mezzi più efficaci per ridurre il potenziale zeta è l’alluminio (il che spiega perché viene spesso utilizzato per separare le sostanze organiche dall’acqua negli impianti di depurazione). L’uso diffuso dell’alluminio nei vaccini è quindi responsabile di molti dei loro effetti collaterali. Lo stesso vale per l’effetto della proteina spike del vaccino a mRNA sul sangue.

Una sana circolazione dei liquidi per il trattamento dell’Alzheimer e demenza

AMD ( A Midwestern Doctor) riferisce di conoscere molti medici che trattano con successo la demenza con diversi metodi e che sono giunti alla conclusione che essa sia dovuta a disturbi della circolazione sanguigna nel cervello e a un drenaggio linfatico o venoso alterato.

Ad esempio:

Il potenziale zeta fornisce la forza di dispersione che impedisce ai componenti dei fluidi di agglomerarsi e ostruire i vasi sanguigni ( per esempio i vaccini spesso scatenano rilevabili micro-ictus, inducendo l’aggregazione dei globuli del sangue)

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In una vasta gamma di malattie, abbiamo scoperto che il ripristino del potenziale zeta fisiologico (spiegato qui) è di fondamentale importanza per il recupero della salute, in particolare nelle malattie legate al processo di invecchiamento, poiché il potenziale zeta peggiora con l’avanzare dell’età (a causa del declino della funzione renale).

Uno dei medici che mi ha ispirato nella mia carriera medica, lo ha fatto perché la sua pratica medica si concentrava sul trattamento del potenziale zeta e ha ottenuto ripetutamente miglioramenti cognitivi significativi nei suoi pazienti anziani.

Un potenziale zeta compromesso porta anche al fatto che le proteine (ad esempio gli amiloidi) si ripieghino in modo errato e si aggreghino.

Ancora una volta il DMSO da risultati promettenti

Abbiamo già parlato dei molteplici effetti curativi del DMSO, ovvero il dimetilsolfossido, che ha una carica elettrica negativa, il che aiuta già di per sé a indirizzare il potenziale zeta nella giusta direzione.

Numerosi studi hanno confermato l’efficacia del DMSO nel trattamento della demenza. Tra questi:

– Quando la circolazione sanguigna nel cervello dei ratti è stata ridotta in modo permanente, uno studio ha scoperto che il DMSO impediva la perdita di cellule nervose e di memoria che altrimenti si sarebbe verificata, mentre un altro studio ha scoperto che il DMSO, somministrato successivamente, ha trattato questa perdita. Benefici simili sono stati osservati anche dopo che l’Alzheimer era stato indotto mediante l’iniezione di tossine nel cervello. Allo stesso modo, nei topi (o nematodi) allevati in modo da sviluppare l’Alzheimer, è stato ripetutamente dimostrato che il DMSO previene i danni neurologici previsti.

– Il DMSO si è anche dimostrato efficace nel prevenire danni neuronali causati dal morbo di Parkinson indotto sperimentalmente e nel preservare le funzioni cognitive dei topi allevati per sviluppare rapidamente una grave degenerazione del cervelletto e del tronco cerebrale.

Il DMSO si è dimostrato efficace anche nel trattamento della scrapie (una malattia neurodegenerativa da prioni causata da aggregati proteici anomali) nei criceti, aumentando l’attività dell’ALP, l’enzima intercellulare che elimina i rifiuti cellulari (comprese le proteine mal ripiegate), e in una serie di studi sul trattamento dell’amiloidosi (accumuli patologici di proteine patologiche).

Negli esseri umani:

• In 18 pazienti con probabile morbo di Alzheimer, dopo tre mesi il DMSO ha portato a un significativo miglioramento della memoria, della concentrazione, della comunicazione e dell’orientamento nel tempo e nello spazio.

• In 104 anziani affetti da malattie cerebrali organiche dovute a cause comuni (ad es. ictus, arteriosclerosi, morbo di Parkinson o traumi cranici), il DMSO ha migliorato significativamente le loro funzioni psichiche e somatiche.

• In 100 pazienti affetti da malattie cerebrovascolari (CVD), molti dei quali senili, il DMSO ha portato in quasi tutti a un miglioramento significativo della CVD in un periodo di 50 giorni, insieme a un miglioramento significativo dell’umore, della mobilità e del linguaggio.

Fonte: https://tkp.at/2025/12/16/alzheimer-vergessene-ursachen-und-erfolgreiche-behandlungen-wie-dmso/

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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